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Razzismo: Il bue che dice cornuto all’asino

Inter-Juventus ce la siamo appena lasciata alle spalle, e nel tram tram di discussioni che giornali e televisioni stanno generando, c’è qualcosa di molto importante che sembrerebbe essere passato in sordina: un altro – ennesimo – caso di razzismo. Che questa volta però, non proviene ne dalla curva dell’Inter, ne da quella della Juventus, bensì direttamente da Ignazio La Russa, vicepresidente del Senato della Repubblica ed ex ministro della difesa.

Il “tweet ironico”
Sulla partita di San Siro, in cui un’ottima Juventus ha battuto per 1-2 un’altrettanto ottima Inter, si sono – e si stanno tutt’ora – conseguendo analisi su analisi. Ma nessuna può battere quella del signor La Russa, che ha si è espresso così sulla partita di San Siro: “Direi che la morale della partita è che l’Inter ha cambiato un grande centravanti col pisello confuso con un centravanti confuso dal pisello grande”. Nemmeno dal peggiore dei capi ultrà ci si sarebbe potuto aspettare una dichiarazione simile, e infatti poco dopo, accortosi di aver postato qualcosa di veramente indecente, ha cercato di difendersi dichiarando di aver semplicemente “re-twittato” un post di un altro utente; tralasciando il fatto che si tratta sicuramente di una banalissima scusa, il politico è stato costretto a vergognarsi della sua stessa vergogna. E se frasi del genere arrivano direttamente dagli stessi “piani alti” che si permettono di condannare striscioni e cori dei tifosi di curva, per quale motivo quest’ultimi dovrebbero sentirsi toccati?

Due pesi due misure
L’ultimo caso verificatosi nel nostro campionato, e che aveva riportato sotto I riflettori una questione delicata e sottovalutata come quella del razzismo, è stato quello di Dalbert, terzino della Fiorentina che durante la gara tra Atalanta e Fiorentina ha chiesto e ottenuto dall’arbitro Orsato la sospensione momentanea della partita per mettere fine ai “buu” che alcuni tifosi avevano iniziato ad intonare. La vicenda è poi proseguita nei giorni seguenti sulle prime pagine di tutti i giornali, italiani e non, e si è “conclusa”, se così possiamo definirla, con una multa alla società bergamasca. Durissime sono state anche le parole dell’attuale C.T. della nazionale, Roberto Mancini, secondo cui certi gesti vanno immediatamente condannati, perché “l’Italia non è un paese razzista e gli stupidi vanno emarginati”. E quando invece fanno direttamente parte di chi ha il compito di condannare simili episodi?

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