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	<title>robben &#8211; Football-Magazine &#8211; Tutta l&#039;attualità dello sport</title>
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	<description>Tutto il calcio di Serie A, B, Champions League, Europa League e calciomercato. Le notizie su MotoGP, Formula 1. Foto e video di sport</description>
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	<title>robben &#8211; Football-Magazine &#8211; Tutta l&#039;attualità dello sport</title>
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		<title>Champions League: Il Bayern cerca la rimonta, l&#8217;Atletico l&#8217;impresa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 May 2016 10:35:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p>
<p><em>Questa sera all'Allianz Arena va in scena il ritorno della semifinale di Champions League. Per la terza stagione consecutiva, il Bayern München cerca di evitare l'eliminazione in semifinale contro una squadra spagnola, ma l'Atlético si è sempre comportato bene a questo turno.</em></p>
<p>Dopo la vittoria del Vicente Calderon l'Atletico Madrid crede sempre di più alla conquista della finale, ma davanti troverà un Bayern Monaco che cercherà in tutti i modi di ribaltare il risultato e approdare alla finale.  Ancora in corsa per soffiare la Liga al Barcellona, i madrileni arrivano all'appuntamento col morale alto, consapevoli di aver a disposizione 2 risultati su 3. Tutt'altro umore invece in casa Bayern, dove il ko dell'andata è stato mal digerito dallo spogliatoio, così come la scelta di tenere in panchina Muller e Ribery. Come se non bastasse, sabato i tedeschi si sono fatti rimontare dal Monchengladbach nel finale e hanno perso l'occasione di vincere la Bundesliga in casa propria, evento che non si verifica dal 2000.</p>
<p>Le probabili formazioni: Guardiola dovrebbe recuperare Boateng ha giocato 68 minuti nel match di Bundesliga di sabato. Badstuber e Robben unici assenti certi. L'unico assente certo per Simeone rimane Tiago. Per il resto tutto confermato con il possibile rientro di Godin e Carrasco.</p>
<p>Bayern Monaco (4-1-4-1): Neuer, Bernat, Benatia, Boateng, Lahm, Alonso, Muller, Vidal, Thiago, Costa, Lewandowski. All. Guariola</p>
<p>Atletico Madrid (4-4-2): Oblak, Felipe Luis, Savic, Godin, Juanfran; Koke, Fernandez, Gabi, Saul; Torres, Griezmann. All. Simeone</p>
<p><strong>DIRETTA CHAMPIONS LEAGUE DALLE ORE 20:45</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/champions-league-il-bayern-cerca-la-rimonta-latletico-limpresa/">Champions League: Il Bayern cerca la rimonta, l&#8217;Atletico l&#8217;impresa</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p><em>Questa sera all'Allianz Arena va in scena il ritorno della semifinale di Champions League. Per la terza stagione consecutiva, il Bayern München cerca di evitare l'eliminazione in semifinale contro una squadra spagnola, ma l'Atlético si è sempre comportato bene a questo turno.</em>

Dopo la vittoria del Vicente Calderon l'Atletico Madrid crede sempre di più alla conquista della finale, ma davanti troverà un Bayern Monaco che cercherà in tutti i modi di ribaltare il risultato e approdare alla finale.  Ancora in corsa per soffiare la Liga al Barcellona, i madrileni arrivano all'appuntamento col morale alto, consapevoli di aver a disposizione 2 risultati su 3. Tutt'altro umore invece in casa Bayern, dove il ko dell'andata è stato mal digerito dallo spogliatoio, così come la scelta di tenere in panchina Muller e Ribery. Come se non bastasse, sabato i tedeschi si sono fatti rimontare dal Monchengladbach nel finale e hanno perso l'occasione di vincere la Bundesliga in casa propria, evento che non si verifica dal 2000.

Le probabili formazioni: Guardiola dovrebbe recuperare Boateng ha giocato 68 minuti nel match di Bundesliga di sabato. Badstuber e Robben unici assenti certi. L'unico assente certo per Simeone rimane Tiago. Per il resto tutto confermato con il possibile rientro di Godin e Carrasco.

Bayern Monaco (4-1-4-1): Neuer, Bernat, Benatia, Boateng, Lahm, Alonso, Muller, Vidal, Thiago, Costa, Lewandowski. All. Guariola

Atletico Madrid (4-4-2): Oblak, Felipe Luis, Savic, Godin, Juanfran; Koke, Fernandez, Gabi, Saul; Torres, Griezmann. All. Simeone

<strong>DIRETTA CHAMPIONS LEAGUE DALLE ORE 20:45</strong><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/champions-league-il-bayern-cerca-la-rimonta-latletico-limpresa/">Champions League: Il Bayern cerca la rimonta, l&#8217;Atletico l&#8217;impresa</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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		<title>Champions League: Cuore Juve, da 0-2 a 2-2, ma adesso è dura! Per il Barca si pensa Messi</title>
		<link>https://www.football-magazine.it/champions-league-cuore-juve-da-0-2-a-2-2-ma-adesso-e-dura-per-il-barca-si-pensa-messi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Feb 2016 21:50:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p>
<p><em>E' un 2-2 che è favorevole al Bayern, ma per come si era messa la gara può sicuramente sorridere ai Bianconeri che dopo il secondo gol firmato da Robben, sembravano dover dire addio alle velleità di qualificazione, ma i gol di Dybala e Sturaro regalano un prezioso pareggio agli uomini di Allegri autori di una reazione di grande carattere. All'Emirates è dominio Barcellona, i campioni in carica sconfiggono 2-0 l'Arsenal e ipotecano il passaggio ai quarti. Decide la doppietta nel secondo tempo di Leo Messi</em></p>
<p>A Torino, la <strong>Juventus</strong> pareggia 2-2 contro il Bayern Monaco. I bavaresi dominano il primo tempo e trovano il vantaggio con Müller al 43'; in avvio di ripresa arriva il raddoppio di Robben.<br />
La Juve cambia marcia e trova il pareggio grazie a Dybala (63') e Sturaro (76'). Ritorno a Monaco il 16 marzo.</p>
<p>Il <strong>Barcellona</strong> ottiene la quattordicesima vittoria nelle ultime quindici partite ufficiali e conquista un vantaggio preziosissimo nell’andata degli ottavi. A Londra i vincitori del Triplete stendono 2-0 l’Arsenal grazie a Lionel Messi, autore di due gol - il secondo su rigore - nella ripresa. In lieve difficoltà nel primo tempo, i Blaugrana sono “usciti” nella ripresa, trascinati dal loro giocatore più rappresentativo, arrivato a quota 5 reti in quattro partite in questa edizione. Per la squadra di Wenger, che ha retto finché ha potuto e specie nel primo tempo è sembrata “leggere” tatticamente bene la partita, si profila la sesta eliminazione consecutiva negli ottavi.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/champions-league-cuore-juve-da-0-2-a-2-2-ma-adesso-e-dura-per-il-barca-si-pensa-messi/">Champions League: Cuore Juve, da 0-2 a 2-2, ma adesso è dura! Per il Barca si pensa Messi</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p><em>E' un 2-2 che è favorevole al Bayern, ma per come si era messa la gara può sicuramente sorridere ai Bianconeri che dopo il secondo gol firmato da Robben, sembravano dover dire addio alle velleità di qualificazione, ma i gol di Dybala e Sturaro regalano un prezioso pareggio agli uomini di Allegri autori di una reazione di grande carattere. All'Emirates è dominio Barcellona, i campioni in carica sconfiggono 2-0 l'Arsenal e ipotecano il passaggio ai quarti. Decide la doppietta nel secondo tempo di Leo Messi</em>

A Torino, la <strong>Juventus</strong> pareggia 2-2 contro il Bayern Monaco. I bavaresi dominano il primo tempo e trovano il vantaggio con Müller al 43'; in avvio di ripresa arriva il raddoppio di Robben.
La Juve cambia marcia e trova il pareggio grazie a Dybala (63') e Sturaro (76'). Ritorno a Monaco il 16 marzo.

Il <strong>Barcellona</strong> ottiene la quattordicesima vittoria nelle ultime quindici partite ufficiali e conquista un vantaggio preziosissimo nell’andata degli ottavi. A Londra i vincitori del Triplete stendono 2-0 l’Arsenal grazie a Lionel Messi, autore di due gol - il secondo su rigore - nella ripresa. In lieve difficoltà nel primo tempo, i Blaugrana sono “usciti” nella ripresa, trascinati dal loro giocatore più rappresentativo, arrivato a quota 5 reti in quattro partite in questa edizione. Per la squadra di Wenger, che ha retto finché ha potuto e specie nel primo tempo è sembrata “leggere” tatticamente bene la partita, si profila la sesta eliminazione consecutiva negli ottavi.<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/champions-league-cuore-juve-da-0-2-a-2-2-ma-adesso-e-dura-per-il-barca-si-pensa-messi/">Champions League: Cuore Juve, da 0-2 a 2-2, ma adesso è dura! Per il Barca si pensa Messi</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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		<item>
		<title>Bundesliga: Bayern campione di Germania! Il Borussia vede l&#8217;Europa</title>
		<link>https://www.football-magazine.it/bundesliga-bayern-campione-di-germania-il-borussia-vede-leuropa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2015 20:15:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio Estero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p>
<p><em>E’ il giorno del Bayern Monaco. Alla trentesima giornata di Bundesliga si chiude la lotta al titolo anche se i dubbi circa il risultato finale erano davvero pochi. Gli uomini allenati da Pep Guardiola hanno dominato il campionato in lungo e in largo mostrando il proprio strapotere sin dalla prima giornata e sono campioni con una giornata d’anticipo rispetto i calcoli previsti poiché il Wolfsburb scivola in casa del Borussia Moenchengladbach.</em></p>
<p>Difficile trovare un giocatore in particolare a cui attribuire il merito del titolo. La rosa è completa e forte a tal punto che anche le assenze pesanti talvolta sono rimpiazzate da ottimi elementi. Questo Bayern, come detto più volte da Lahm in questa stagione, era forte ieri, è forte oggi e sarà forte anche nei prossimi anni. La 30esima giornata, comunque, non è solo la giornata del Bayern Monaco, infatti i primi a scendere in campo sono il Mainz e lo Schalke 04; la partita si chiude sul 2-0 per i padroni di casa grazie ad una doppietta di Bell. Lo Schalke 04 di Roberto Di Matteo saluta l'ultima possibilità di lottare per la Champions League, avendo affrontato un campionato troppo altalenante. La sintesi della partita è racchiusa tutta in tre minuti, tanti ne sono bastati a Bell per far esplodere la Coface Arena. Con lo stesso risultato si chiude anche il match tra Borussia Dortmund ed Eintracht Francoforte. I gialloneri allenati da Kloop prendono una boccata d'ossigeno con la seconda vittoria consecutiva: sblocca su calcio di rigore Aubameyang nel primo tempo, conti chiusi dal giapponese Kagawa sempre nella prima frazione di gara, su assist dello stesso attaccante del Gabon. Le speranze del Borussia Dortmund di poter conquistare un piazzamento per la prossima Europa League sono ancora vive.</p>
<p>L'Hoffenheim torna a vincere fuori casa dopo tre sconfitte consecutive e sale a quota 37 punti, mettendo nei guai l'Hannover, invischiato nella zona della classifica in cui si lotta per la salvezza. Apertura immediata di Modeste, il pari casalingo arriva dal dischetto con Stindl, ma nel finale Schipplock regala i tre punti agli ospiti. Pareggio pirotecnico amaro per lo Stoccarda, che passa in doppio vantaggio nel giro di tre minuti con Ginczek e Harnik; nel secondo tempo si assiste, però, ad un altro match, Petersen accorcia, poi Hlousek lascia in dieci i suoi con due cartellini gialli presi nel giro di 8 minuti, poi nel finale lo stesso attaccante tedesco firma il pari con la doppietta personale. 5 gol tra Amburgo e Augsburg con risultato finale di 3 -2 per i padroni di casa. Con questa vittoria l’Amburgo si risolleva dalla crisi dei salendo a quota 28 punti in classifica ed in piena lotta salvezza. Doppio vantaggio iniziale con Olic e Lasogga, ma la rimonta ospite non si fa attendere con Bobadilla e Werner. Nella ripresa lo stesso Lasogga regala la gioia ai suoi. L’Amburgo non ne vuole ancora sapere di arrendersi e ci prova con tutte le forze a restare nella massima serie. Rallenta in trasferta il Bayer Leverkusen di Schmidt, attualmente al terzo posto. I padroni di casa del Colonia passano in vantaggio nella ripresa con Brandt, ma il pareggio arriva a pochi minuti dal fischio finale con Finne.</p>
<p>Eccoci alla partita dei campioni del Bayern Monaco, doveva essere una partita come le altre in attesa di festeggiare domenica prossima; era questo il desiderio di Lahm e dello stesso Guardiola che a più riprese hanno ribadito di “sperare” nella vittoria del Wolfsburg, non volendo festeggiare da casa ma in campo la prossima settimana. Nel match contro il’Herta Berlino non c’è stata nessuna goleada per gli uomini di Guardiola ai quali, però, basta un goal di Schweinsteiger a dieci minuti dal termine per potere avere la meglio sui propri avversari. Il resto è storia, il Bayern Monaco è nuovamente e meritatamente campione di Germania.</p>
<p>Finisce con il risultato di 2-2 tra Paderborn e Werder Brema; un punto che serve a poco, quello raccolto dal Paderborn, che si è fatto rimontare due reti dal Werder. Alle reti di Vrancic e Stoppelkamp hanno risposto Selke e Hajrovic . Padroni di casa con questo pareggio sono a -1 dalla salvezza. Ed eccoci all’ultima partita della giornata, il match che ha regalato matematicamente il titolo agli uomini di Guardiola. I padroni di casa del Borussia Moenchengaldbach vincono per 1-0 grazie alla rete di Kruse allo scadere del match. Vittoria preziosissima in quanto gli uomini allenati da Favre tornano nuovamente al terzo posto scavalcando i cugini del Bayer Leverkusen.</p>
<p>La classifica, dopo 30 giornate, vede il Bayern Monaco a quota 76 punti, il Wolfsburg a 61, il Borussia moenchengladbach a 57 mentre il Bayer Leverkusen a quota 55. Per l’Europa League è lotta tra Schalke, Augsburg, Hoffenheim, Borussia Dortmund e Werder Brema, chiuse in 4 punti, avendo le prime due 42 punti e le altre 3, 39 punti. L’ultimo posto in classifica è sempre occupato dallo Stoccarda con 27 punti, un punto più su Paderborn e Amburgo con 28, ad una sola lunghezza dall’Hannover e due dal Friburgo. Tranne che per il titolo, in Bundesliga è tutto ancora aperto.</p>
<p><strong>Giancarlo Fusco</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/bundesliga-bayern-campione-di-germania-il-borussia-vede-leuropa/">Bundesliga: Bayern campione di Germania! Il Borussia vede l&#8217;Europa</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p><em>E’ il giorno del Bayern Monaco. Alla trentesima giornata di Bundesliga si chiude la lotta al titolo anche se i dubbi circa il risultato finale erano davvero pochi. Gli uomini allenati da Pep Guardiola hanno dominato il campionato in lungo e in largo mostrando il proprio strapotere sin dalla prima giornata e sono campioni con una giornata d’anticipo rispetto i calcoli previsti poiché il Wolfsburb scivola in casa del Borussia Moenchengladbach.</em>

Difficile trovare un giocatore in particolare a cui attribuire il merito del titolo. La rosa è completa e forte a tal punto che anche le assenze pesanti talvolta sono rimpiazzate da ottimi elementi. Questo Bayern, come detto più volte da Lahm in questa stagione, era forte ieri, è forte oggi e sarà forte anche nei prossimi anni. La 30esima giornata, comunque, non è solo la giornata del Bayern Monaco, infatti i primi a scendere in campo sono il Mainz e lo Schalke 04; la partita si chiude sul 2-0 per i padroni di casa grazie ad una doppietta di Bell. Lo Schalke 04 di Roberto Di Matteo saluta l'ultima possibilità di lottare per la Champions League, avendo affrontato un campionato troppo altalenante. La sintesi della partita è racchiusa tutta in tre minuti, tanti ne sono bastati a Bell per far esplodere la Coface Arena. Con lo stesso risultato si chiude anche il match tra Borussia Dortmund ed Eintracht Francoforte. I gialloneri allenati da Kloop prendono una boccata d'ossigeno con la seconda vittoria consecutiva: sblocca su calcio di rigore Aubameyang nel primo tempo, conti chiusi dal giapponese Kagawa sempre nella prima frazione di gara, su assist dello stesso attaccante del Gabon. Le speranze del Borussia Dortmund di poter conquistare un piazzamento per la prossima Europa League sono ancora vive.

L'Hoffenheim torna a vincere fuori casa dopo tre sconfitte consecutive e sale a quota 37 punti, mettendo nei guai l'Hannover, invischiato nella zona della classifica in cui si lotta per la salvezza. Apertura immediata di Modeste, il pari casalingo arriva dal dischetto con Stindl, ma nel finale Schipplock regala i tre punti agli ospiti. Pareggio pirotecnico amaro per lo Stoccarda, che passa in doppio vantaggio nel giro di tre minuti con Ginczek e Harnik; nel secondo tempo si assiste, però, ad un altro match, Petersen accorcia, poi Hlousek lascia in dieci i suoi con due cartellini gialli presi nel giro di 8 minuti, poi nel finale lo stesso attaccante tedesco firma il pari con la doppietta personale. 5 gol tra Amburgo e Augsburg con risultato finale di 3 -2 per i padroni di casa. Con questa vittoria l’Amburgo si risolleva dalla crisi dei salendo a quota 28 punti in classifica ed in piena lotta salvezza. Doppio vantaggio iniziale con Olic e Lasogga, ma la rimonta ospite non si fa attendere con Bobadilla e Werner. Nella ripresa lo stesso Lasogga regala la gioia ai suoi. L’Amburgo non ne vuole ancora sapere di arrendersi e ci prova con tutte le forze a restare nella massima serie. Rallenta in trasferta il Bayer Leverkusen di Schmidt, attualmente al terzo posto. I padroni di casa del Colonia passano in vantaggio nella ripresa con Brandt, ma il pareggio arriva a pochi minuti dal fischio finale con Finne.

Eccoci alla partita dei campioni del Bayern Monaco, doveva essere una partita come le altre in attesa di festeggiare domenica prossima; era questo il desiderio di Lahm e dello stesso Guardiola che a più riprese hanno ribadito di “sperare” nella vittoria del Wolfsburg, non volendo festeggiare da casa ma in campo la prossima settimana. Nel match contro il’Herta Berlino non c’è stata nessuna goleada per gli uomini di Guardiola ai quali, però, basta un goal di Schweinsteiger a dieci minuti dal termine per potere avere la meglio sui propri avversari. Il resto è storia, il Bayern Monaco è nuovamente e meritatamente campione di Germania.

Finisce con il risultato di 2-2 tra Paderborn e Werder Brema; un punto che serve a poco, quello raccolto dal Paderborn, che si è fatto rimontare due reti dal Werder. Alle reti di Vrancic e Stoppelkamp hanno risposto Selke e Hajrovic . Padroni di casa con questo pareggio sono a -1 dalla salvezza. Ed eccoci all’ultima partita della giornata, il match che ha regalato matematicamente il titolo agli uomini di Guardiola. I padroni di casa del Borussia Moenchengaldbach vincono per 1-0 grazie alla rete di Kruse allo scadere del match. Vittoria preziosissima in quanto gli uomini allenati da Favre tornano nuovamente al terzo posto scavalcando i cugini del Bayer Leverkusen.

La classifica, dopo 30 giornate, vede il Bayern Monaco a quota 76 punti, il Wolfsburg a 61, il Borussia moenchengladbach a 57 mentre il Bayer Leverkusen a quota 55. Per l’Europa League è lotta tra Schalke, Augsburg, Hoffenheim, Borussia Dortmund e Werder Brema, chiuse in 4 punti, avendo le prime due 42 punti e le altre 3, 39 punti. L’ultimo posto in classifica è sempre occupato dallo Stoccarda con 27 punti, un punto più su Paderborn e Amburgo con 28, ad una sola lunghezza dall’Hannover e due dal Friburgo. Tranne che per il titolo, in Bundesliga è tutto ancora aperto.

<strong>Giancarlo Fusco</strong><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/bundesliga-bayern-campione-di-germania-il-borussia-vede-leuropa/">Bundesliga: Bayern campione di Germania! Il Borussia vede l&#8217;Europa</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Bundesliga: Robben fa 100, il Bayern vola a +12</title>
		<link>https://www.football-magazine.it/bundesliga-robben-fa-100-il-bayern-vola-a-12/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2014 10:16:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio Estero]]></category>
		<category><![CDATA[bundesliga]]></category>
		<category><![CDATA[robben]]></category>
		<category><![CDATA[slide]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p>
<p><em>Nel turno infrasettimanale valido per la 16.a giornata di campionato, la capolista batte il Friburgo 2-0: match sbloccato dall'olandese che trova il centesimo gol in maglia bavarese. L'Hannover si impone sull'Augsburg, lo Stoccarda vince ad Amburgo</em></p>
<p>Altra vittoria, la tredicesima in sedici partite, per il Bayern Monaco. La squadra di Guardiola si è imposta anche nel turno infrasettimanale di Bundesliga, 2-0 sul Friburgo grazie ai gol di Robben (per l'olandese si è trattato del gol numero 100 da quando gioca con il club di Monaco di Baviera) e Muller.</p>
<p>Oras sono 12 i punti di vantaggio sul Wolfsburg, che sarà chiamato ad una difficile sfida in casa del Borussia Dortmund, eurorivale della Juventus ancora clamorosamente ultimo in classifica.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/bundesliga-robben-fa-100-il-bayern-vola-a-12/">Bundesliga: Robben fa 100, il Bayern vola a +12</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p><em>Nel turno infrasettimanale valido per la 16.a giornata di campionato, la capolista batte il Friburgo 2-0: match sbloccato dall'olandese che trova il centesimo gol in maglia bavarese. L'Hannover si impone sull'Augsburg, lo Stoccarda vince ad Amburgo</em>

Altra vittoria, la tredicesima in sedici partite, per il Bayern Monaco. La squadra di Guardiola si è imposta anche nel turno infrasettimanale di Bundesliga, 2-0 sul Friburgo grazie ai gol di Robben (per l'olandese si è trattato del gol numero 100 da quando gioca con il club di Monaco di Baviera) e Muller.

Oras sono 12 i punti di vantaggio sul Wolfsburg, che sarà chiamato ad una difficile sfida in casa del Borussia Dortmund, eurorivale della Juventus ancora clamorosamente ultimo in classifica.<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/bundesliga-robben-fa-100-il-bayern-vola-a-12/">Bundesliga: Robben fa 100, il Bayern vola a +12</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Brasil 2014: Argentina in finale! Romero decisivo ai rigori!</title>
		<link>https://www.football-magazine.it/brasil-2014-argentina-in-finale-romero-decisivo-ai-rigori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jul 2014 07:16:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brasile 2014]]></category>
		<category><![CDATA[argentina]]></category>
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		<category><![CDATA[slide]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.football-magazine.it/?p=14911</guid>

					<description><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p>
<p><span style="line-height: 1.5em;">di Fabio PARIS</span></p>
<p><em>L'Argentina, dopo il Belgio, elimina anche i cugini dell'Olanda nella semifinale mondiale di San Paolo. Decisivi anche questa volta i rigori che premiano la Nazionale di Sabella. Non riesce il bis agli “Oranje” che, a dispetto della gara con la Costa Rica, non possono contare sul para-rigori Krul, rimasto in panchina.Eroe della serata è Romero. Il portiere di proprietà della Samp, che ora avrà meno difficoltà a trovargli una sistemazione, intercetta due rigori. Strepitosa la seconda parata sul tiro dal dischetto di Sneijder.</em></p>
<p>Una gara tesa, brutta dal punto di vista del gioco (praticamente assente), ma una gara vera.<br />
Le due Nazionali, forse spaventate da quanto successo al Brasile solo 24 ore prima, tengono le posizioni, senza sbilanciarsi. Non a caso i migliori in campo, oltre a Romero, sono i difensori di entrambe le formazioni. Sugli scudi in particolar modo Demichelis, ”vecchio” pallino di Van Gaal al Bayern, e Vlaar. Il difensore dell'Aston Villa, purtroppo, non riesce a sintetizzare, nella sua conclusione dal dischetto, l'ottima prestazione offerta nei 120'.</p>
<p>Sono mancati invece gli attaccanti, da entrambe le parti. Van Persie non pervenuto (era reduce da problemi di salute già da un paio di gare); Robben al tiro soltanto in un'occasione, dopo quasi 100', dalla distanza; Huntelaar in campo solo il tempo di beccarsi un cartellino giallo per aver fermato una ripartenza di Mascherano. Dall'altra parte, forse le sorprese negative meno attese. Higuain sovrastato da Vlaar, sostituito nel secondo tempo dal Kun Aguero che riesce a farlo rimpiangere; Perez, che di fatto fa la mezzala pur essendo un mediano, spinge più del dovuto ma esce anch'egli nella ripresa per lasciar posto a Palacio, inguardabile e goffo nell'unica vera occasione a tu per tu con Cillessen al 115'; Lavezzi, solito stacanovista, arriva al minuto 101, distrutto dalla fatica, dopo aver percorso quasi 12km, sostituito da Maxi Rodriguez che, fino al rigore decisivo, riesce a distinguersi solo per un'orrenda conclusione al 117', maldestramente al volo su assist di Messi, da ottima posizione.Poi viene la vera nota dolente della serata, proprio lui, Messi, il più atteso, il più invocato dai tifosi. Sbaglia tutto o quasi. Va a referto soltanto per un calcio di punizione nel primo tempo, parato centralmente da Cillessen, oltre che per il rigore, ottimo, primo dei quattro calciati dagli argentini.</p>
<p>Di fenomeni, sul campo, neanche l'ombra, fatto salvo per Mascherano. Il giocatore del Barcellona, in versione Cannavaro 2006, l'ombra lo è stata di Robben, inseguendo il funambolo del Bayern per tutto il fronte d'attacco e riuscendo, di fatto, ad annullarlo.<br />
Fantastica la chiusura, al novantesimo, in scivolata sul numero undici olandese che già aveva scagliato il suo sinistro a colpo sicuro verso la porta di Romero. Il mediano, regista arretrato ed all'occorrenza anche libero, è il vero leader della Seleccion nella serata dell'oblio di Messi; è lui che raddoppia sempre su tutti, che tappa ogni buco nella retroguardia albiceleste, che si prende la responsabilità di impostare l'azione e carica la squadra prima dei calci di rigore.</p>
<p>Se la Germania ha dimostrato di essere una macchina quasi perfetta, aprendo di fatto i sette sigilli che hanno scatenato l'apocalisse in casa verdeoro, la partita di San Paolo ha mostrato al Mondo due Nazionali tremendamente ordinarie, avvezze più ad accusare la fatica che alla produzione del bel giuoco.</p>
<p>Ora sta a Messi cercare di agguantare l'ultima occasione che il Destino ha deciso di concedergli. Lui che, purtroppo, stasera ha dimostrato, ancora una volta, che se Diego giocasse sarebbe il titolare indiscusso di tutti i palloni d'oro in palio. Perché non basta essere in possesso del più grande talento che abbia, forse, mai solcato i campi di calcio se a questo non si abbina il carisma di un leader vero. L'uomo capace di cambiare le sorti di un incontro, di caricarsi i suoi sulle spalle e portarli ad altrimenti inarrivabili trionfi. È arrivata l'ora di esserlo. Di essere “el Diez”.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/brasil-2014-argentina-in-finale-romero-decisivo-ai-rigori/">Brasil 2014: Argentina in finale! Romero decisivo ai rigori!</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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<em>L'Argentina, dopo il Belgio, elimina anche i cugini dell'Olanda nella semifinale mondiale di San Paolo. Decisivi anche questa volta i rigori che premiano la Nazionale di Sabella. Non riesce il bis agli “Oranje” che, a dispetto della gara con la Costa Rica, non possono contare sul para-rigori Krul, rimasto in panchina.Eroe della serata è Romero. Il portiere di proprietà della Samp, che ora avrà meno difficoltà a trovargli una sistemazione, intercetta due rigori. Strepitosa la seconda parata sul tiro dal dischetto di Sneijder.</em>

Una gara tesa, brutta dal punto di vista del gioco (praticamente assente), ma una gara vera.
Le due Nazionali, forse spaventate da quanto successo al Brasile solo 24 ore prima, tengono le posizioni, senza sbilanciarsi. Non a caso i migliori in campo, oltre a Romero, sono i difensori di entrambe le formazioni. Sugli scudi in particolar modo Demichelis, ”vecchio” pallino di Van Gaal al Bayern, e Vlaar. Il difensore dell'Aston Villa, purtroppo, non riesce a sintetizzare, nella sua conclusione dal dischetto, l'ottima prestazione offerta nei 120'.

Sono mancati invece gli attaccanti, da entrambe le parti. Van Persie non pervenuto (era reduce da problemi di salute già da un paio di gare); Robben al tiro soltanto in un'occasione, dopo quasi 100', dalla distanza; Huntelaar in campo solo il tempo di beccarsi un cartellino giallo per aver fermato una ripartenza di Mascherano. Dall'altra parte, forse le sorprese negative meno attese. Higuain sovrastato da Vlaar, sostituito nel secondo tempo dal Kun Aguero che riesce a farlo rimpiangere; Perez, che di fatto fa la mezzala pur essendo un mediano, spinge più del dovuto ma esce anch'egli nella ripresa per lasciar posto a Palacio, inguardabile e goffo nell'unica vera occasione a tu per tu con Cillessen al 115'; Lavezzi, solito stacanovista, arriva al minuto 101, distrutto dalla fatica, dopo aver percorso quasi 12km, sostituito da Maxi Rodriguez che, fino al rigore decisivo, riesce a distinguersi solo per un'orrenda conclusione al 117', maldestramente al volo su assist di Messi, da ottima posizione.Poi viene la vera nota dolente della serata, proprio lui, Messi, il più atteso, il più invocato dai tifosi. Sbaglia tutto o quasi. Va a referto soltanto per un calcio di punizione nel primo tempo, parato centralmente da Cillessen, oltre che per il rigore, ottimo, primo dei quattro calciati dagli argentini.

Di fenomeni, sul campo, neanche l'ombra, fatto salvo per Mascherano. Il giocatore del Barcellona, in versione Cannavaro 2006, l'ombra lo è stata di Robben, inseguendo il funambolo del Bayern per tutto il fronte d'attacco e riuscendo, di fatto, ad annullarlo.
Fantastica la chiusura, al novantesimo, in scivolata sul numero undici olandese che già aveva scagliato il suo sinistro a colpo sicuro verso la porta di Romero. Il mediano, regista arretrato ed all'occorrenza anche libero, è il vero leader della Seleccion nella serata dell'oblio di Messi; è lui che raddoppia sempre su tutti, che tappa ogni buco nella retroguardia albiceleste, che si prende la responsabilità di impostare l'azione e carica la squadra prima dei calci di rigore.

Se la Germania ha dimostrato di essere una macchina quasi perfetta, aprendo di fatto i sette sigilli che hanno scatenato l'apocalisse in casa verdeoro, la partita di San Paolo ha mostrato al Mondo due Nazionali tremendamente ordinarie, avvezze più ad accusare la fatica che alla produzione del bel giuoco.

Ora sta a Messi cercare di agguantare l'ultima occasione che il Destino ha deciso di concedergli. Lui che, purtroppo, stasera ha dimostrato, ancora una volta, che se Diego giocasse sarebbe il titolare indiscusso di tutti i palloni d'oro in palio. Perché non basta essere in possesso del più grande talento che abbia, forse, mai solcato i campi di calcio se a questo non si abbina il carisma di un leader vero. L'uomo capace di cambiare le sorti di un incontro, di caricarsi i suoi sulle spalle e portarli ad altrimenti inarrivabili trionfi. È arrivata l'ora di esserlo. Di essere “el Diez”.<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/brasil-2014-argentina-in-finale-romero-decisivo-ai-rigori/">Brasil 2014: Argentina in finale! Romero decisivo ai rigori!</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Brasil 2014: Olanda-Argentina, è l&#8217;ora della rivincita?</title>
		<link>https://www.football-magazine.it/brasil-2014-olanda-argentina-e-lora-della-rivincita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jul 2014 12:54:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brasile 2014]]></category>
		<category><![CDATA[argentina]]></category>
		<category><![CDATA[brasil2014]]></category>
		<category><![CDATA[diretta]]></category>
		<category><![CDATA[messi]]></category>
		<category><![CDATA[olanda]]></category>
		<category><![CDATA[robben]]></category>
		<category><![CDATA[slide]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p>
<p>di Alfonso M. TROIANIELLO</p>
<p><em>Brasile 2014 sta per arrivare al suo capitolo conclusivo, ma manca ancora un’ultima pagina per arrivarci: Argentina-Olanda di questa sera. Dopo l’incredibile vittoria della Germania sui padroni casa di ieri, 7-1, la seconda semifinale sarà sicuramente una gara più equilibrata che vedrà da un lato Messi e Higuain, dall’altro Van Persie e Robben. L’Argentina dovrà fare a meno di Di Maria, ma rientra Rojo dopo la squalifica. Mentre gli “arancioni” dovranno fare a meno di De Jong. </em></p>
<p>Queste due squadre, nella storia, si sono incontrate otto volte, 4 vittorie per gli orange, tre pareggi e una sola vittoria dell'Albiceleste. La prima vittoria dell’Olanda è arrivata nel 1974, un amichevole finita 3-1. Sempre nello stesso anno, le due squadre si sono trovate rivali nel girone dei mondiali, parliamo quelli di Germania ’74, anche qui la formazione Olandese è uscita vincitrice del match, un secco 4-0 rifilato ai sudamericani. La terza vittoria degli olandesi arriva durante i mondiali francesi del ’98. Qui le due squadre si ritrovano ad affrontarsi nei quarti di finale, ed anche questa volta l’Olanda vince, 2-1, e passa il turno, ma si fermerà in semifinale contro il Brasile. Ultima vittoria arriva durante un’amichevole, nel 2003 1-0 per gli arancioni.</p>
<p>Passando ai tre pareggi, due arrivarono durante due amichevoli: la prima nel 1975 terminata 0-0, la seconda nel 1999 1-1. L’ultimo pareggio tra queste due nazionali è arrivato durante il mondiale del 2006 in Germania, dove si sono ritrovate nello stesso girone, finita 0-0. Il trionfo per la Seleccion è arrivata nella partita più importante, fra queste otto, ovvero nel mondiale giocato in casa: Argentina 1978. Qui gli Albicelesti vinsero il titolo mondiale durante i supplementari, dopo che i primi 90 minuti si erano conclusi con il risultato di 1-1. Ma nei tempi extra riuscirono a segnare altri due reti, trionfando al Monumental per 3-1.</p>
<p><strong>Curiosità:</strong> Entrambe le formazioni arrivano a giocare questa semifinale da imbattute, gli arancioni fino a ieri vantavano il miglior attacco del torneo(12). L’Argentina invece, tra le squadre rimaste, vanta il peggiore (8), ma hanno subito meno gol (3). Inoltre l’Argentina non ha mai perso una semifinale a cui a preso parte.<br />
Quindi una partita che prometterà calcio spettacolo: l’Olanda in cerca del primo titolo mondiale, mentre l’Argentina non vuole farsi scappare l’occasione di poter vincere il titolo nella terra “rivale”, anche se in finale dovranno affrontare una certa Germania, ora come non mai sulle ali dell’entusiasmo.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-14891" alt="OLANDA-ARGENTINA" src="http://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2014/07/OLANDA-ARGENTINA.jpg" width="620" height="340" /></p>
<p><strong>OLANDA -</strong> Si tenterà un recupero di De Jong che avrebbe del miracoloso. Altrimenti formazione praticamente identica a quella che ha battuto la Costa Rica, con Van Gaal che sembra orientato a confermare il 3-4-3: difesa e mediana non si toccano (Blind farà ancora l'esterno a sinistra, mentre a destra agirà Kuyt), in attacco possibile inserimento di Lens al posto di Depay. Robben e Van Persie le certezze, Cillessen è sempre il titolare, nonostante l'exploit ai rigori di Krul.</p>
<p><strong>ARGENTINA</strong> -  Sulla carta è un 4-3-3, con Perez che prenderà il posto di Di Maria e Rojo al posto di Basanta nel ruolo di terzino sinistro. La realtà dei fatti è che spesso finisce per trasformarsi in un prudente 4-4-2, con Lavezzi che da esterno d'attacco si trova a fare il quarto di centrocampo, spesso e volentieri. Messi-Higuain sono la risposta argentina al tandem oranje Robben-Van Persie.</p>
<p><strong>PROBABILI FORMAZIONI<br />
</strong>OLANDA (3-4-2-1): Cillessen; Vlaar, de Vrij, Martins Indi; Kuyt, Wijnaldum, Sneijder, Blind; Depay, Robben; Van Persie. Ct: van Gaal</p>
<p>ARGENTINA (4-3-1-2): Romero; Zabaleta, Garay, Demichelis, Rojo; Perez, Mascherano, Biglia; Messi; Lavezzi, Higuain. Ct: Sabella</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/brasil-2014-olanda-argentina-e-lora-della-rivincita/">Brasil 2014: Olanda-Argentina, è l&#8217;ora della rivincita?</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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<em>Brasile 2014 sta per arrivare al suo capitolo conclusivo, ma manca ancora un’ultima pagina per arrivarci: Argentina-Olanda di questa sera. Dopo l’incredibile vittoria della Germania sui padroni casa di ieri, 7-1, la seconda semifinale sarà sicuramente una gara più equilibrata che vedrà da un lato Messi e Higuain, dall’altro Van Persie e Robben. L’Argentina dovrà fare a meno di Di Maria, ma rientra Rojo dopo la squalifica. Mentre gli “arancioni” dovranno fare a meno di De Jong. </em>

Queste due squadre, nella storia, si sono incontrate otto volte, 4 vittorie per gli orange, tre pareggi e una sola vittoria dell'Albiceleste. La prima vittoria dell’Olanda è arrivata nel 1974, un amichevole finita 3-1. Sempre nello stesso anno, le due squadre si sono trovate rivali nel girone dei mondiali, parliamo quelli di Germania ’74, anche qui la formazione Olandese è uscita vincitrice del match, un secco 4-0 rifilato ai sudamericani. La terza vittoria degli olandesi arriva durante i mondiali francesi del ’98. Qui le due squadre si ritrovano ad affrontarsi nei quarti di finale, ed anche questa volta l’Olanda vince, 2-1, e passa il turno, ma si fermerà in semifinale contro il Brasile. Ultima vittoria arriva durante un’amichevole, nel 2003 1-0 per gli arancioni.

Passando ai tre pareggi, due arrivarono durante due amichevoli: la prima nel 1975 terminata 0-0, la seconda nel 1999 1-1. L’ultimo pareggio tra queste due nazionali è arrivato durante il mondiale del 2006 in Germania, dove si sono ritrovate nello stesso girone, finita 0-0. Il trionfo per la Seleccion è arrivata nella partita più importante, fra queste otto, ovvero nel mondiale giocato in casa: Argentina 1978. Qui gli Albicelesti vinsero il titolo mondiale durante i supplementari, dopo che i primi 90 minuti si erano conclusi con il risultato di 1-1. Ma nei tempi extra riuscirono a segnare altri due reti, trionfando al Monumental per 3-1.

<strong>Curiosità:</strong> Entrambe le formazioni arrivano a giocare questa semifinale da imbattute, gli arancioni fino a ieri vantavano il miglior attacco del torneo(12). L’Argentina invece, tra le squadre rimaste, vanta il peggiore (8), ma hanno subito meno gol (3). Inoltre l’Argentina non ha mai perso una semifinale a cui a preso parte.
Quindi una partita che prometterà calcio spettacolo: l’Olanda in cerca del primo titolo mondiale, mentre l’Argentina non vuole farsi scappare l’occasione di poter vincere il titolo nella terra “rivale”, anche se in finale dovranno affrontare una certa Germania, ora come non mai sulle ali dell’entusiasmo.

<img class="aligncenter size-full wp-image-14891" alt="OLANDA-ARGENTINA" src="http://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2014/07/OLANDA-ARGENTINA.jpg" width="620" height="340" />

<strong>OLANDA -</strong> Si tenterà un recupero di De Jong che avrebbe del miracoloso. Altrimenti formazione praticamente identica a quella che ha battuto la Costa Rica, con Van Gaal che sembra orientato a confermare il 3-4-3: difesa e mediana non si toccano (Blind farà ancora l'esterno a sinistra, mentre a destra agirà Kuyt), in attacco possibile inserimento di Lens al posto di Depay. Robben e Van Persie le certezze, Cillessen è sempre il titolare, nonostante l'exploit ai rigori di Krul.

<strong>ARGENTINA</strong> -  Sulla carta è un 4-3-3, con Perez che prenderà il posto di Di Maria e Rojo al posto di Basanta nel ruolo di terzino sinistro. La realtà dei fatti è che spesso finisce per trasformarsi in un prudente 4-4-2, con Lavezzi che da esterno d'attacco si trova a fare il quarto di centrocampo, spesso e volentieri. Messi-Higuain sono la risposta argentina al tandem oranje Robben-Van Persie.

<strong>PROBABILI FORMAZIONI
</strong>OLANDA (3-4-2-1): Cillessen; Vlaar, de Vrij, Martins Indi; Kuyt, Wijnaldum, Sneijder, Blind; Depay, Robben; Van Persie. Ct: van Gaal

ARGENTINA (4-3-1-2): Romero; Zabaleta, Garay, Demichelis, Rojo; Perez, Mascherano, Biglia; Messi; Lavezzi, Higuain. Ct: Sabella<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/brasil-2014-olanda-argentina-e-lora-della-rivincita/">Brasil 2014: Olanda-Argentina, è l&#8217;ora della rivincita?</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Brasil 2014: Olanda all&#8217;ultimo respiro! Messico ko 2-1</title>
		<link>https://www.football-magazine.it/14710/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Jun 2014 19:15:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brasile 2014]]></category>
		<category><![CDATA[Road to Brasil]]></category>
		<category><![CDATA[brasil 2014]]></category>
		<category><![CDATA[messico]]></category>
		<category><![CDATA[olanda]]></category>
		<category><![CDATA[robben]]></category>
		<category><![CDATA[slide]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.football-magazine.it/?p=14710</guid>

					<description><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p>
<p>di Federico LATTANZIO</p>
<p><em>A Fortaleza, nel terzo ottavo di finale in programma, l’Olanda batte a fatica un grande Messico, rimontando lo svantaggio subìto nel primo tempo soltanto nei minuti conclusivi di gara e conquistando i quarti.</em></p>
<p>Alla fine gli Orange passano. Ma quanta sofferenza. E che spavento. La nazionale dei Paesi Bassi si presenta all’appuntamento con la prima partita da dentro o fuori del suo Mondiale brasiliano mettendo in campo lo stesso atteggiamento adottato nel corso del proprio girone. Quell’assetto molto difensivista che in patria non ha raccolto grande successo nell’opinione pubblica, ma che da un punto di vista dei risultati ha comunque pagato e non poco. In fase di non possesso il pacchetto arretrato conta addirittura cinque uomini, con i tre centrali Vlaar, De Vrij e Blind e i due esterni Verhaegh e Kuyt, quest’ultimo che si sacrifica enormemente abbassandosi così tanto. In mezzo al campo De Jong e Wijnaldum, con Sneijder che arretra a dare una mano alla mediana nel momento in cui gli avversari mantengono il pallino del gioco. Davanti Robben e Van Persie. Il solito Van Gaal insomma, per lo meno in questa manifestazione. Dall’altra parte un Messico con Rodríguez, Márquez e Moreno dietro, Aguilar, Herrera, Salcido, Guardado e Layun nella zona nevralgica, Peralta e Giovani dos Santos in attacco. Tuttavia la formazione allenata dal Piojo Herrera (omonimo dell’attuale calciatore) è decisamente offensiva a livello di approccio mentale. Nessuna novità, poi, per ciò che concerne i due confermati portieri titolari.</p>
<p>Il primo tempo è tutto di marca dei centroamericani, che probabilmente meriterebbero il vantaggio all’intervallo. Eppure la rete non arriva, nonostante due o tre tentativi davvero pericolosi. In particolare il riferimento va alla conclusione proprio di Herrera, che dopo meno di venti minuti sfiora il palo alla destra dell’estremo difensore olandese Cillessen. Nel finale di frazione disimpegno orrendo del pacchetto arretrato messicano, ne approfitta Van Persie per ripartire. La stella del Manchester United cerca la verticalizzazione per Robben, ma Márquez interviene non riuscendo a controllare appieno il pallone che torna nella disponibilità del fenomeno del Bayern, il quale viene scalciato due volte e termina a terra. L’arbitro Proença lascia correre. Ad inizio ripresa il copione non muta. E meritatamente, al minuto quarantotto, Giovani dos Santos colpisce, con una grande conclusione incrociata dalla distanza. Gli europei appaiono in netta difficoltà. Ma riescono a scuotersi. La pressione aumenta notevolmente e Ochoa, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, deve compiere un autentico miracolo su De Vrij. Un miracolo nel senso più concreto del termine, poiché il portiere rivelazione sin qui para con il volto, mandando la sfera sul palo. I cambi di Van Gaal, tuttavia, sortiscono gli effetti sperati. Depay, infatti, risveglia la fase offensiva orange e Huntelaar si rivela decisivo. Ma andiamo con ordine. Al minuto ottantotto Sneijder raccoglie la torre, forse non così voluta, proprio del bomber dello Schalke e spara dentro il pareggio. Nulla sembra scongiurare i supplementari. Ma ci pensa Robben a modificare il destino: nel corso del terzo minuto di recupero se ne va sulla destra, entrando in area e subendo un fallo da rigore. Proença lo concede. Dal dischetto lo stesso Huntelaar trasforma, scacciando i fantasmi e mandano l’Olanda ai quarti di finale.</p>
<p>Di certo il Messico non meritava la sconfitta e ha disputato un grande Mondiale, inaspettato per i più. Ma il calcio è questo. E non si può non considerare il fatto che sin qui la selezione dei Paesi Bassi abbia goduto di un’ottima buona sorte. Primi tempi sempre sottotono, usando un eufemismo, ma mai chiusi in svantaggio. Rimonte frequenti, segno senz’altro anche di una grande forza d’animo. Probabilmente il modulo e l’atteggiamento adottati dal commissario tecnico di Amsterdam continueranno a far discutere in patria. Ma fino a questo momento i risultati sono tutti dalla sua parte.</p>
<p><em> </em></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/14710/">Brasil 2014: Olanda all&#8217;ultimo respiro! Messico ko 2-1</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p>di Federico LATTANZIO

<em>A Fortaleza, nel terzo ottavo di finale in programma, l’Olanda batte a fatica un grande Messico, rimontando lo svantaggio subìto nel primo tempo soltanto nei minuti conclusivi di gara e conquistando i quarti.</em>

Alla fine gli Orange passano. Ma quanta sofferenza. E che spavento. La nazionale dei Paesi Bassi si presenta all’appuntamento con la prima partita da dentro o fuori del suo Mondiale brasiliano mettendo in campo lo stesso atteggiamento adottato nel corso del proprio girone. Quell’assetto molto difensivista che in patria non ha raccolto grande successo nell’opinione pubblica, ma che da un punto di vista dei risultati ha comunque pagato e non poco. In fase di non possesso il pacchetto arretrato conta addirittura cinque uomini, con i tre centrali Vlaar, De Vrij e Blind e i due esterni Verhaegh e Kuyt, quest’ultimo che si sacrifica enormemente abbassandosi così tanto. In mezzo al campo De Jong e Wijnaldum, con Sneijder che arretra a dare una mano alla mediana nel momento in cui gli avversari mantengono il pallino del gioco. Davanti Robben e Van Persie. Il solito Van Gaal insomma, per lo meno in questa manifestazione. Dall’altra parte un Messico con Rodríguez, Márquez e Moreno dietro, Aguilar, Herrera, Salcido, Guardado e Layun nella zona nevralgica, Peralta e Giovani dos Santos in attacco. Tuttavia la formazione allenata dal Piojo Herrera (omonimo dell’attuale calciatore) è decisamente offensiva a livello di approccio mentale. Nessuna novità, poi, per ciò che concerne i due confermati portieri titolari.

Il primo tempo è tutto di marca dei centroamericani, che probabilmente meriterebbero il vantaggio all’intervallo. Eppure la rete non arriva, nonostante due o tre tentativi davvero pericolosi. In particolare il riferimento va alla conclusione proprio di Herrera, che dopo meno di venti minuti sfiora il palo alla destra dell’estremo difensore olandese Cillessen. Nel finale di frazione disimpegno orrendo del pacchetto arretrato messicano, ne approfitta Van Persie per ripartire. La stella del Manchester United cerca la verticalizzazione per Robben, ma Márquez interviene non riuscendo a controllare appieno il pallone che torna nella disponibilità del fenomeno del Bayern, il quale viene scalciato due volte e termina a terra. L’arbitro Proença lascia correre. Ad inizio ripresa il copione non muta. E meritatamente, al minuto quarantotto, Giovani dos Santos colpisce, con una grande conclusione incrociata dalla distanza. Gli europei appaiono in netta difficoltà. Ma riescono a scuotersi. La pressione aumenta notevolmente e Ochoa, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, deve compiere un autentico miracolo su De Vrij. Un miracolo nel senso più concreto del termine, poiché il portiere rivelazione sin qui para con il volto, mandando la sfera sul palo. I cambi di Van Gaal, tuttavia, sortiscono gli effetti sperati. Depay, infatti, risveglia la fase offensiva orange e Huntelaar si rivela decisivo. Ma andiamo con ordine. Al minuto ottantotto Sneijder raccoglie la torre, forse non così voluta, proprio del bomber dello Schalke e spara dentro il pareggio. Nulla sembra scongiurare i supplementari. Ma ci pensa Robben a modificare il destino: nel corso del terzo minuto di recupero se ne va sulla destra, entrando in area e subendo un fallo da rigore. Proença lo concede. Dal dischetto lo stesso Huntelaar trasforma, scacciando i fantasmi e mandano l’Olanda ai quarti di finale.

Di certo il Messico non meritava la sconfitta e ha disputato un grande Mondiale, inaspettato per i più. Ma il calcio è questo. E non si può non considerare il fatto che sin qui la selezione dei Paesi Bassi abbia goduto di un’ottima buona sorte. Primi tempi sempre sottotono, usando un eufemismo, ma mai chiusi in svantaggio. Rimonte frequenti, segno senz’altro anche di una grande forza d’animo. Probabilmente il modulo e l’atteggiamento adottati dal commissario tecnico di Amsterdam continueranno a far discutere in patria. Ma fino a questo momento i risultati sono tutti dalla sua parte.

<em> </em><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/14710/">Brasil 2014: Olanda all&#8217;ultimo respiro! Messico ko 2-1</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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		<title>Brasil 2014: Gruppo B, l’Olanda vince ed è prima davanti al Cile.</title>
		<link>https://www.football-magazine.it/brasil-2014-gruppo-b-lolanda-vince-ed-e-prima-davanti-al-cile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jun 2014 07:00:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brasile 2014]]></category>
		<category><![CDATA[Road to Brasil]]></category>
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		<category><![CDATA[olanda]]></category>
		<category><![CDATA[robben]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p>
<p style="text-align: left;" align="center">di Federico LATTANZIO</p>
<p style="text-align: left;" align="center"><em><span style="line-height: 1.5em;">Nell’ultima tornata del gruppo B terzo successo per l’Olanda, stavolta sul Cile. Primo posto per gli Orange e secondo per i sudamericani. Vittoria della Spagna contro l’Australia, utile solo per salvare l’onore.</span></em></p>
<p style="text-align: left;">Una sfida attesa da molti, quella tra gli olandesi e i cileni. Perché la conquista del girone passava da qui. La selezione guidata da Van Gaal, tuttavia, aveva anche la possibilità di pareggiare, a causa di una migliore differenza reti. Ma ha vinto lo stesso. In occasione di questa partita cambia qualcosa il tecnico che dalla prossima stagione allenerà il Manchester United, in particolare dalla cintola in avanti: fuori Martins Indi, de Guzman e Van Persie (causa squalifica l’ultimo); dentro Wijnaldum, Kuyt e Lens. Tra i sudamericani un turno di riposo a Vidal. La gara non è affatto spettacolare, tutt’altro. Succede poco nel primo tempo, nonostante il Cile ci provi leggermente di più, dovendo necessariamente vincere per salire in testa al raggruppamento ed evitare così il Brasile agli ottavi. Nella ripresa i vice campioni del mondo prendono maggiormente in mano le redini del gioco, anche se dall’altra parte Sampaoli esegue alcuni cambi per aumentare il tasso offensivo e provare a trovare i tre punti. La svolta al minuto settantasette, con il colpo di testa di Fer che termina in rete dando il vantaggio agli Orange. Nel corso del recupero, poi, una delle solite ripartenze straordinarie di Robben crea l’opportunità del raddoppio, che Depay non fallisce. Il 2-0 finale conferma la buona vena, e anche la buona sorte, che l’Olanda sta mostrando sin qui. Senza che ciò faccia mutare il giudizio sulla compagine cilena, che resta senza dubbio una delle potenziali outsiders.</p>
<p>Nell’altra partita, quella di scarso valore ai fini della classifica tra Spagna e Australia, gli iberici trovano il primo successo dei Mondiali brasiliani. Un successo del tutto inutile, o forse utile esclusivamente ad aumentare i rimpianti per una partecipazione che definire deludente, per i campioni del mondo in carica, è dire poco. Anche in tal caso Del Bosque effettua diversi cambiamenti nell’undici di partenza: Reina in porta al posto di Casillas; finalmente, forse troppo tardivamente, spazio a Juanfran sulla corsia destra di difesa, con Albiol al centro in luogo di Pique; in mezzo al campo Koke per la prima volta dall’inizio; davanti stesso discorso per Cazorla, Villa e Torres. Negli oceanici, invece, fuori Cahill per squalifica. Il risultato conclusivo, un 3-0 netto in favore degli spagnoli (firmato proprio da Villa e Torres, oltre a Mata) salva forse l’onore della formazione che quattro anni fa saliva per la prima volta sulla vetta del mondo del calcio. Ma non cancella il disastro delle due gare precedenti.</p>
<p>Agli ottavi di finale, dunque, vanno Olanda e Cile. La selezione di Van Gaal affronterà il Messico, sfida in programma domenica 29 alle 18 del fuso orario continentale europeo. Un match decisamente interessante, nel quale se il pronostico sembra essere dalla parte degli Orange il campo potrebbe anche riservare sorprese. Tra i messicani, infatti, il talento non manca e le prestazioni offerte sin qui hanno convinto sulla compattezza di questa compagine. La squadra cilena, invece, troverà i padroni di casa del Brasile, sabato 28 alla medesima ora di cui sopra. Uno scontro  forse ancor più affascinante, tra due sudamericane. E quel che maggiormente attira è la possibilità di verificare la reale forza dei brasiliani di fronte a un avversario importante.</p>
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<p style="text-align: left;" align="center"><em><span style="line-height: 1.5em;">Nell’ultima tornata del gruppo B terzo successo per l’Olanda, stavolta sul Cile. Primo posto per gli Orange e secondo per i sudamericani. Vittoria della Spagna contro l’Australia, utile solo per salvare l’onore.</span></em></p>
<p style="text-align: left;">Una sfida attesa da molti, quella tra gli olandesi e i cileni. Perché la conquista del girone passava da qui. La selezione guidata da Van Gaal, tuttavia, aveva anche la possibilità di pareggiare, a causa di una migliore differenza reti. Ma ha vinto lo stesso. In occasione di questa partita cambia qualcosa il tecnico che dalla prossima stagione allenerà il Manchester United, in particolare dalla cintola in avanti: fuori Martins Indi, de Guzman e Van Persie (causa squalifica l’ultimo); dentro Wijnaldum, Kuyt e Lens. Tra i sudamericani un turno di riposo a Vidal. La gara non è affatto spettacolare, tutt’altro. Succede poco nel primo tempo, nonostante il Cile ci provi leggermente di più, dovendo necessariamente vincere per salire in testa al raggruppamento ed evitare così il Brasile agli ottavi. Nella ripresa i vice campioni del mondo prendono maggiormente in mano le redini del gioco, anche se dall’altra parte Sampaoli esegue alcuni cambi per aumentare il tasso offensivo e provare a trovare i tre punti. La svolta al minuto settantasette, con il colpo di testa di Fer che termina in rete dando il vantaggio agli Orange. Nel corso del recupero, poi, una delle solite ripartenze straordinarie di Robben crea l’opportunità del raddoppio, che Depay non fallisce. Il 2-0 finale conferma la buona vena, e anche la buona sorte, che l’Olanda sta mostrando sin qui. Senza che ciò faccia mutare il giudizio sulla compagine cilena, che resta senza dubbio una delle potenziali outsiders.</p>
Nell’altra partita, quella di scarso valore ai fini della classifica tra Spagna e Australia, gli iberici trovano il primo successo dei Mondiali brasiliani. Un successo del tutto inutile, o forse utile esclusivamente ad aumentare i rimpianti per una partecipazione che definire deludente, per i campioni del mondo in carica, è dire poco. Anche in tal caso Del Bosque effettua diversi cambiamenti nell’undici di partenza: Reina in porta al posto di Casillas; finalmente, forse troppo tardivamente, spazio a Juanfran sulla corsia destra di difesa, con Albiol al centro in luogo di Pique; in mezzo al campo Koke per la prima volta dall’inizio; davanti stesso discorso per Cazorla, Villa e Torres. Negli oceanici, invece, fuori Cahill per squalifica. Il risultato conclusivo, un 3-0 netto in favore degli spagnoli (firmato proprio da Villa e Torres, oltre a Mata) salva forse l’onore della formazione che quattro anni fa saliva per la prima volta sulla vetta del mondo del calcio. Ma non cancella il disastro delle due gare precedenti.

Agli ottavi di finale, dunque, vanno Olanda e Cile. La selezione di Van Gaal affronterà il Messico, sfida in programma domenica 29 alle 18 del fuso orario continentale europeo. Un match decisamente interessante, nel quale se il pronostico sembra essere dalla parte degli Orange il campo potrebbe anche riservare sorprese. Tra i messicani, infatti, il talento non manca e le prestazioni offerte sin qui hanno convinto sulla compattezza di questa compagine. La squadra cilena, invece, troverà i padroni di casa del Brasile, sabato 28 alla medesima ora di cui sopra. Uno scontro  forse ancor più affascinante, tra due sudamericane. E quel che maggiormente attira è la possibilità di verificare la reale forza dei brasiliani di fronte a un avversario importante.<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/brasil-2014-gruppo-b-lolanda-vince-ed-e-prima-davanti-al-cile/">Brasil 2014: Gruppo B, l’Olanda vince ed è prima davanti al Cile.</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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