12^ GIORNATA, IL PUNTO – Rischiava di trasformarsi in un’altra Caporetto la trasferta di Marassi per il Napoli di Ancelotti, dopo il pesante ko con la Sampdoria maturato alla terza giornata. Alla fine, invece, sono stati solo sorrisi per la truppa partenopea, capace di ribaltare lo svantaggio subìto nel primo tempo (al 21’ Kouame) e di conquistare tre punti che pesano in un campo reso altrettanto pesante dall’improvviso nubifragio. Le pozzanghere del “Ferraris”, infatti, non hanno frenato la rincorsa del Napoli alla capolista juventina (impegnata questa sera nel big match di San Siro contro il Milan). Un primo tempo, come detto, dove gli azzurri si sono ritrovati in una situazione per nulla semplice, soprattutto per chi fa del gioco palla a terra il suo mantra quotidiano. La stanchezza per le energie consumate in settimana nello scontro con il Psg di Champions e il terreno ai limiti della praticabilità, stavano seriamente condizionando la prestazione dei campani. Ma dopo una prima frazione interamente marchiata Genoa, nella ripresa si è visto tutto un altro Napoli. E’ cambiato l’atteggiamento e sono cambiati alcuni interpreti: fuori Milik e Zielinski e dentro Mertens e Fabian Ruiz. Lo spagnolo, in particolare, ha stravolto completamente i piani dei rossoblù riportando i suoi in linea di galleggiamento. A 4’ dal termine, poi, l’autogol di Biraschi ha regalato alla truppa di Ancelotti una vittoria che pesa davvero come un macigno. Il risultato non ha reso giustizia alla formazione di casa. Da quando è tornato alla guida del Genoa, Ivan Juric ha collezionato appena 2 punti in 5 gare. Dopo aver affrontato Juve, Milan, Inter e Napoli è un’attenuante che potrebbe non bastare a salvargli la panchina.
Nell’anticipo del venerdì, invece, la Fiorentina ha calato un poker tutt’altro che… lusinghiero. L’1-1 di Frosinone, che ha fatto seguito a quelli collezionati con Cagliari, Torino e Roma, ha avuto la conseguenza di rallentare ulteriormente la corsa della Viola alla zona europea, obiettivo stagionale. Dopo essere passata in vantaggio con il solito Benassi e aver gettato alle ortiche una notevole quantità di palle-gol, la compagine toscana si è fatta raggiungere allo scadere dai ciociari e dal gol pazzesco del giovane, di scuola Inter, Pinamonti (sassata all’incrocio dalla distanza di 25 metri). E il dato statistico preoccupa, perché nessuna altra squadra della A ha sprecato tanti punti quanti quelli persi dalla Fiorentina da situazioni di vantaggio: ben 10. E se non chiudi il match la beffa è sempre in agguato, come giustamente ha ricordato anche Pioli nel post gara. Per il Frosinone, invece, è il quarto risultato utile consecutivo: una bella iniezione di fiducia per il prosieguo della stagione. Chi sta costruendo i presupposti per un posto nella prossima Europa (League), contro ogni pronostico, è il Parma del neo presidente eletto Pietro Pizzarotti, che centra il terzo successo in trasferta della stagione (dopo quelli con Inter e Genoa). A cadere sotto i colpi di Gervinho e Inglese è il Torino di Mazzarri, reduce dal trionfo di Genova (contro la Samp) di appena una settimana fa. Un rilassamento ingiustificabile per i granata, arrivato dopo una bella serie di risultati (6). E’ fallito, dunque, l’esame di maturità. L’ex tecnico di Watford ed Inter, almeno in questa occasione, non ha cercato alibi nelle decisioni arbitrali, denunciando invece un approccio alla gara sbagliato dei suoi. La nuova dirigenza ducale ha avuto molti motivi per festeggiare i tre punti, in primi l’aggancio in classifica proprio nei confronti dei diretti rivali (17 punti per entrambe).
E’ terminata sul 2-2 la sfida tra Spal e Cagliari, con la squadra estense che prende un punto dopo che in 7 match ne aveva accumulati solo 3 (successo in trasferta contro la Roma). La compagine di Semplici, però, è uscita comunque scontenta: dopo il doppio vantaggio firmato Petagna e Antenucci, i sardi nel giro di tre minuti sono riusciti a riprendere una partita che sembrava del tutto compromessa, grazie alle reti di Pavoletti e Ionita. Un punto a testa e tanti rimpianti per i ferraresi.
LE GARE DI GIORNATA – Se il Napoli è riuscito a riemergere dalle sabbie mobili di Marassi, la stessa cosa non si può certo dire dell’Inter, clamorosamente sconfitta per 4-1 a Bergamo dalla ritrovata Atalanta di Gasperini (un ex dal dente sempre avvelenato). Nel lunch match della 12^ giornata, i nerazzurri milanesi non sono mai riusciti ad entrare veramente in partita, venendo dominati dal primo all’ultimo minuto dalla formazione orobica. A nulla è servito il momentaneo pari di Icardi su rigore, perché Hateboer, Mancini, Djimsiti e il Papu Gomez, con le loro reti, hanno travolto la banda Spalletti. Un ko pesantissimo che giunge dopo un filotto di 7 vittorie consecutive e che rischia di compromettere la rincorsa scudetto dei meneghini. Per la Dea è, invece, il quarto successo delle ultime 4 uscite (in un colpo solo superate in classifica Parma, Torino e Fiorentina) e si porta a ridosso della zona Europa (League).
Non definiamola più Roma… “bipolare” (tanto bene in Champions, quanto male in campionato), perché la formazione di Eusebio Di Francesco ha dimostrato oggi di esser tornata sui livelli che meglio le competono anche nel recinto di casa. I giallorossi regalano momenti di grande calcio all’Olimpico contro una delle formazioni più ostiche degli ultimi anni (nella passata stagione la Roma, fra andata e ritorno, non riuscì ad imporsi contro la Sampdoria). Questa volta il successo è più che meritato, soprattutto per la gran mole di gioco espresso dai capitolini. Il poker calato ai danni della Doria descrive al meglio i 90’ espressi dai padroni di casa, sempre in totale controllo del match. Tanti i motivi per gioire, a partire dalla prestazione di un ritrovato Patrick Schick (autore del gol del raddoppio) e da quella ancora più esaltante di uno scatenato El Shaarawy (doppietta con una rete capolavoro alla… Mertens). Dopo tre turni, i giallorossi tornano così al successo in campionato e si rilanciano in classifica. Per la Samp è piena crisi, dopo la disfatta casalinga di una settimana fa contro il Torino.
Primo punto per il Chievo firmato Giampiero Ventura, dopo che Orsolini lo riacciuffa sul 2-2. Un pareggio che ha il sapore della beffa per i veronesi, autori di una prestazione confortante. Un punto che serve comunque a cancellare il segno meno in classifica (i gialloblù sono ora a 0 punti), ma che non è servito (evidentemente) all’ex tecnico della Nazionale per rimanere alla guida della squadra: a fine gara, infatti, Ventura ha comunicato a società e giocatori l’intenzione di non proseguire, rassegnando di fatto le dimissioni (dopo tre ko di fila e il pari odierno). Un passo indietro per il Bologna di Filippo Inzaghi, ad un solo punto dalla zona calda della retrocessione. La cura-Iachini sembra, invece, funzionare sull’Empoli. Il neo tecnico dei toscani, alla prima gara, centra già il primo successo. A farne le spese l’Udinese di un sempre più traballante Velazquez (il ko odierno potrebbe portare la dirigenza friulana ad esonerare l’unico allenatore straniero della Serie A).
ATALANTA-INTER 4-1 (9’ Hateboer, 47’ Icardi su rig., 62’ Mancini, 88’ Djimsiti, 94’ Gomez) anticipo delle 12.30 – Un’Inter irriconoscibile viene travolta per 4-1 dall’Atalanta. Davvero brutta la squadra di Luciano Spalletti, lontanissima parente di quella ammirata nelle ultime 7 gare di campionato (7 successi). Già nei primi minuti si intuisce come l’undici meneghino sia destinato a vivere un pomeriggio complicato: Handanovic sventa la minaccia di Zapata, ma al 9’ è costretto a cedere di fronte ad Hateboer. Alla rete incassata, l’Inter non reagisce: D’Ambrosio rischia di segnare nella sua porta ed è solo il palo a salvarlo da una figuraccia, poi è ancora il portiere sloveno nerazzurro a respingere il doppio tentativo di Ilicic e a compiere una prodezza su Toloi allo scadere di frazione. Ad inizio secondo tempo si annota l’unico vero spunto degli ospiti: Mancini tocca la sfera con il braccio nella propria area e l’arbitro Maresca assegna il giusto penalty. Dagli undici metri Icardi è una sentenza. Ma non basta, perché la Dea continua a spingere sull’acceleratore. Mancini riporta in vantaggio i suoi al 62’ e nel finale di gara i bergamaschi dilagano grazie a Djimsiti (88’) e Gomez (94’). La giornata nera interista termina con il rosso a Brozovic. L’Atalanta centra il poker di successi consecutivi. L’Inter è costretta ad interrompere bruscamente la sua rincorsa alla Juve. Addio ai sogni scudetto?
CHIEVO-BOLOGNA 2-2 (4’ Santander, 19’ Meggiorini su rig., 45’ Obi, 56’ Orsolini) – Stavolta esce tra gli applausi del suo pubblico il Chievo che, alla dodicesima giornata, riesce a togliere il segno negativo dalla sua classifica e arriva a 0 punti. Terzo pareggio del campionato, 2-2 con il Bologna, frutto di una buona partita, sicuramente la migliore da quando in panchina c’è Giampiero Ventura. Felsinei subito in vantaggio, al 4’, con Santander (gol prima annullato per fuorigioco e poi convalidato con l’aiuto del Var). I gialloblù però reagiscono e al 19’, su rigore concesso per un fallo di mano in area di Calabresi, pareggia con Meggiorini. Poi, in chiusura di tempo, il gol del vantaggio di Obi. Ripresa equilibrata con la rete, al 56’, di Orsolini di testa. Poi continue occasioni da una parte e dall’altra, ma il risultato rimane 2-2. Per il Chievo un’iniezione di fiducia, anche se in termini di classifica ne abbia ancora ben poca. Bologna che oggi non è riuscito a sfondare e che ha sofferto molto il gioco scaligero. Tutto sommato il pareggio premia oltremisura la prestazione degli uomini di Pippo Inzaghi.
EMPOLI-UDINESE 2-1 (41’ Zajc, 51’ Caputo, 81’ Pussetto) – In zona salvezza l’Empoli del neo tecnico Iachini conquista tre punti molto preziosi. A fine gara i volti dei giocatori friulani descrivono bene la situazione molto complicata vissuta dalla squadra allenata da Velazquez (che ora rischia seriamente l’esonero). Il risultato, tuttavia, non descrive al meglio l’andamento della gara. Primo tempo di pura marca bianconera, tanto che il migliore in campo all’intervallo risulta il portiere di casa Provedel, decisivo in almeno quattro circostanze. Sul finale di frazione è, però, la compagine azzurra a passare in vantaggio con Zajc. Poi, nella ripresa, il raddoppio immediato di Caputo. L’Udinese fatica a riorganizzarsi, ma poi ci riesce (dopo aver sbagliato un calcio di rigore con De Paul) trovando il 2-1 con Pussetto. Negli ultimi minuti gli assalti finali dei friulani non sortiscono effetti. Inizia nel migliore dei modi l’avventura di Beppe Iachini in terra toscana.
ROMA-SAMPDORIA 4-1 (19’ Juan Jesus, 59’ Schick, 72’ e 93’ El Shaarawy, 89’ Defrel) – La Roma riparte (anche) in campionato dopo i due pareggi con Napoli e Fiorentina (entrambi per 1-1). I giallorossi riprendono il cammino verso i piani nobili della classifica con in dote il miglior attacco interno della Serie A: 16 le reti realizzate fin qui allo stadio “Olimpico”. I doriani iniziano bene il match, poi viene fuori la squadra di Di Francesco. Capitolini in vantaggio al 19’ con Juan Jesus, abile a deviare in rete un colpo di testa di Cristante. Nella ripresa il gol del raddoppio firmato da Schick al 59’ (l’attaccante ceco, però, poco dopo chiede il cambio per un problema muscolare alla coscia). Al 72’ il 3-0 firmato El Shaarawy è una pura gemma balistica (che ricorda molto il gol siglato lo scorso anno da Mertens alla Lazio). All’89’, dopo un controllo pazzesco, l’ex Defrel sigla il gol della bandiera. Al 93’ il punto firmato ancora da uno scatenato El Shaarawy. Nel primo tempo Kolarov, di testa, aveva colpito un… auto-palo (si era già sull’1-0 per la Roma), mentre Kluivert stampa sul palo (giusto) il suo destro arrivato dopo una serpentina in area doriana davvero fulminante. La Var (o il Var, che dirsi voglia) è intervenuta per due volte negando un rigore per parte.
Emanuele Tocchi







