Pioli si prende il Milan tra incognite e malumori. Ma che Milan sarà?

Giampaolo out, Pioli in.
Dopo una partenza a dir poco negativa, la dirigenza rossonera ha deciso di affidare la panchina a Stefano Pioli esonerando dunque Marco Giampaolo. L’ex tecnico della Sampdoria è stato sollevato dal suo incarico dopo la vittoria esterna proprio contro la sua vecchia squadra. Nonostante l’arrivo dei tre punti, infatti, Maldini e company non hanno visto una squadra brillante, che desse certezza di essere convinta nel lavoro fatto con il proprio mister. Di certo non troverà una situazione facilissima il nuovo allenatore, causa il malcontento dei calciatori e dell’ambiente tutto che non sembra aver preso benissimo la scelta di puntare sull’ ex Fiorentina. La saggezza e la conoscenza di un uomo di calcio come lui lo porteranno sicuramente a tapparsi le orecchie e lavorare con calma, isolandosi da tutto ciò che lo circonda.

Malcontento in casa Milan.
Sarà fondamentale che anche i suoi calciatori facciano lo stesso perché radio, giornali e proteste social non li distraggano da quello che deve essere il loro obiettivo, riportare il Milan in alto. Tra i tifosi rossoneri si è già diffuso l’hashtag #Pioliout, emblema del disappunto rispetto a questa scelta fatta dalla società. Come detto, tutti devono isolarsi da quanto si legge e si ascolta in questi giorni se davvero si vuole dare una svolta a questa stagione al momento molto infelice. È una situazione che per certi versi ricorda quella verificatasi a Roma dopo l’esonero di Garcia e l’arrivo di Spalletti quando molti tifosi giallorossi non condivisero la posizione maturata dalla società.

Quella Roma, come si ricorderà, riuscirà a sfiorare un clamoroso secondo posto, vista la condizione in cui versavano Totti e compagni con Garcia, realizzando il record di punti nella stagione successiva. L’augurio che i milanisti si fanno è proprio questo, che Pioli riesca a riconquistare San Siro con vittorie e ottime prestazioni. Al momento però in casa Milan si percepisce solo rammarico e rimpianto causa il mancato arrivo di allenatori che a Milanello tutti si erano illusi di poter vedere. Tra questi sicuramente Garcia, Wenger e lo stesso Spalletti, con l’ex allenatore interista ancora sotto contratto con l’altra squadra di Milano.

Meglio Spalletti?
Proprio il tecnico di Certaldo sembrava l’uomo più adatto alla situazione attuale, essendo stato da sempre abilissimo nel far ritrovare fiducia e consapevolezza a squadre che affrontano momenti di difficoltà. Il già citato esempio della Roma può essere d’aiuto, si ricordi l’ultima Roma di Garcia, quella eliminata dallo Spezia in Coppa Italia e uscita tra i fischi dopo il pareggio interno con il Bate Borisov in Champions Leaugue. È incredibile pensare che si tratti della stessa squadra vista sul finire della stessa stagione 2015-2016 che riuscì a recuperare moltissimi punti sul primo e magnifico Napoli di Sarri e mancando l’appuntamento con lo scudetto la stagione successiva per soli 4 punti.

Al di là dei posizionamenti, Spalletti ebbe il merito di far ritrovare Edin Dzeko, che grazie a lui divenne capocannoniere dopo un’annata iniziale disastrosa, consacrando inoltre definitivamente calciatori come Nainggolan e Salah. Devono aver ricordato tutti questi elementi i tifosi del Milan quando qualche giorno fa venne annunciata la notizia del ‘’SI’’ dell’ex allenatore giallorosso a Maldini, vedendo in lui l’uomo giusto per far ritrovare tutti i calciatori della rosa, apparsi in grande difficoltà sotto la gestione Giampaolo. Devono però anche aver dimenticato i buoni risultati di Pioli con la Fiorentina e l’Inter nel passato più recente, quando venne chiamato a sostituire De Boer e almeno in un primo momento sembrò adatto alla causa. Pian piano poi il rendimento della sua squadra calò e avendo conquistato solo 12 vittorie su 23 partite si optò per l’esonero e proprio questa reminiscenza li avrà forse preoccupati.

Che Milan sarà?
Se molti vedono il nuovo mister come un traghettatore, Maldini e Boban sperano invece di aver trovato in lui l’uomo della svolta, in grado finalmente di mettere i vecchi pilastri e i nuovi acquisti nelle condizioni ideali di far bene. Sarà fondamentale però ritrovare anche quella compattezza e unità d’intenti che era venuto meno già da tempo, come confermato dall’ intervista di Romagnoli dopo lo scacco con la Fiorentina. Non si può di certo già dire con certezza quale modulo adotterà il nuovo allenatore ma molti sono i fattori che lasciano intendere che possa giocare con il suo collaudato 4 3 3, per quanto anche il 4 2 3 1 rappresenti un’ottima alterativa. Dovrà essere bravo a valorizzare i giovani sui quali si è puntato molto quest’estate, affidando definitivamente la fascia sinistra ad Hernandez e la mediana a Bennacer, nonostante Biglia rappresenti una validissima alternativa essendo stato già allenato da Pioli ai tempi della Lazio.

Indipendentemente dai moduli dovrà lavorare molto su tre giocatori, come emerso anche dalle parole in conferenza: Piatek, Suso e Paqeutà. Al primo sarà chiesta sicuramente meno partecipazione di quanto facesse Giampaolo così da preservargli la fondamentale lucidità sotto porta che sembra più volte essergli mancata in questa stagione. Non sarà facile far ritrovare anche il trequartista brasiliano e il fantasista spagnolo, definiti elementi imprescindibili per la squadra che ha in mente. Il primo agirà o da mezz’ala insieme a Kessie o alle spalle del centravanti polacco. Su Suso bisognerà invece compiere un lavoro soprattutto psicologico perché possa ritrascinare con il suo sinistro il Milan verso l’alto, a suon di gol e assist. Non sarà una passeggiata ma la disponibilità dei calciatori e soprattutto l’affetto dei tifosi potranno rendere il cammino meno infernale

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