di Guido M. MINI
Con largo anticipo sull’inizio dell’evento e con i nomi delle 32 squadre ancora in larga parte da scoprire, proviamo a delineare un quadro più preciso delle gerarchie, delle possibili sorprese e delusioni che animeranno Brasile 2014.

Cesare-Prandelli
Fare oggi una panoramica sulle Nazionali più forti, nonostante i possibili infortuni e il non poter sapere il livello di condizione con cui arriveranno al Mondiale, potrebbe risultare prematuro ma tutto ciò vi aiuterà a scoprire i segreti, i dettagli tecnici e le lacune dei migliori team aspiranti al massimo titolo calcistico.
TOP EUROPA – Olanda e Italia sono state le prime due formazioni del Vecchio Continente a staccare ufficialmente il biglietto per la rassegna verdeoro. Prandelli punterà sul blocco Juve fresco vincitore degli ultimi due campionati sperando poi nella definitiva consacrazione internazionale di Balotelli. L’arma in più rispetto agli anni scorsi potrebbe essere Giuseppe Rossi tornato a splendere in maglia viola. Un cognome molto caro ai colori azzurri dopo le imprese di quel Paolo a Spagna 82. De Sciglio, El Shaarawy, Verratti e Candreva le altre frecce nell’arco del ct bresciano. Mancano i fuoriclasse alla Maldini, Nesta, Baggio o Totti ma le caratteristiche peculiari rimangono l’esperienza e il carattere, fattori imprescindibili di una Nazionale che si esalta sempre nei grandi appuntamenti. Temibili ed orgogliosi.
Gli “Orange” dopo la finale persa nel 2010 sembrano in netto calo, non tanto nella qualità dei giocatori, quanto nelle motivazioni degli stessi. Robben ha vinto tutto con la maglia del Bayern Monaco, Snejider è emigrato in un campionato minore (al Galatasaray in Turchia) perdendo forse quella competitività che si ha giocando nei Top Club. Van Persie e Huntelaar garantiscono goal a grappoli e Strootman è la vera rivelazione della Serie A di quest’anno ma a centrocampo è da solo. La difesa non eccelle e la maledizione dei “belli e perdenti” si potrebbe riconfermare in Sudamerica. Sfortunati di talento.
A Spagna e Germania manca davvero pochissimo per qualificarsi ed entrambe sono due vere e proprie corazzate con i più graditi favori del pronostico insieme ai padroni di casa. Gli iberici sono Campioni in carica e vantano una qualità imbarazzante in ogni singolo reparto, compresa la panchina dove spesso si accomodano giocatori come Javi Martinez, Torres, Mata, Fabregas e Jesus Navas. L’unico neo dopo un ciclo di vittorie cosi ampio (2 Europei oltre al Mondiale Sudafricano, ndr) potrebbe essere la mancanza della cosiddetta fame agonistica. Saranno ancora in grado di ripetersi con spirito di sacrificio?. Remi REALmente tirati in BARCA?.
“Il calcio è uno sport semplice: si gioca in undici contro undici e alla fine vincono i tedeschi”, basterebbe questa frase di Gary Lineker, attaccante inglese degli anni ottanta e capocannoniere a Messico 86, per definire al meglio la squadra teutonica. In realtà non vince nulla dal Campionato Europeo del 1996 ma tra le prime quattro di ogni singola competizione (anche a livello di club, ndr) ci arrivano sempre e comunque. In questa edizione avranno tutto per riprendersi il trono del Mondo: qualità e quantità in tutte le zone del campo, ricambi eccezionali, un carattere ed una potenza innata con l’aggiunta di una voglia di stupire unica. Il centrocampo con i vari Schweinsteiger, Muller, Reus, Kross, Gotze, Ozil, Schurrle, Khedira e Gundogan mette davvero paura. Davanti il vecchio Klose sogna e vuole l’aggancio e il sorpasso a Ronaldo come giocatore in grado di segnare più goal nelle fasi finali (14 vs 15). Non dovesse bastare ci sono Gomez e Podolski pronti a subentrare. Semplicemente Atomici.
VECCHIO&NUOVO – Due ex grandi ancora in lotta per un posto al Mondiale sono Francia e Inghilterra. I transalpini, inseriti nel Gruppo I insieme alle Furie Rosse, molto probabilmente dovranno disputare gli spareggi contro un’altra seconda dei vari gironi. E’ una Nazionale che si sta ricostruendo dopo 10 anni di buio totale e Deschamps ha l’esperienza giusta per farle fare un balzo in avanti importante. Ribery è la stella assoluta, Pogbà il faro del futuro mentre Nasri, Kondgobia, Dignè, Mangalà e Sakho i talenti ancora acerbi. Il problema però si chiama Karim Benzemà, elemento che avrebbe tutte le qualità per essere il numero uno ma che si perde costantemente in scandali e comportamenti disciplinari ben poco ortodossi. Outsider di lusso.
Il Gruppo H è quello più equilibrato e a due partite dal termine il team dei tre leoni è avanti di un solo punto sull’Ucraina e sul Montenegro di Jovetic e Vucinic e di tre sulla Polonia di Lewandowski (più Błaszczykowski e Piszczek, a formare il trio Borussia Dortmund, ndr). Se passerà come prima avrà vita dura a confrontarsi con le big del resto del mondo. Rooney predica nel deserto o quasi. Lampard e Gerrard vista l’età non garantiscono più una tenuta fisica adeguata ad una competizione di fine stagione e in cui si gioca ogni tre giorni. Walcott, Sturridge e Wilshere gli altri pochi sprazzi di estro presenti in rosa. Scarsa la difesa e la guida tecnica dove Roy Hodgson non sembra l’uomo giusto per guidare una nazionale cosi blasonata. Nobile decaduta.
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