La Lazio espugna San Siro, Inter ko! Vincono Juve, Napoli, Roma e Milan

Nell’ultima giornata di Serie A dell’anno solare clamoroso tonfo interno della capolista Inter, che cede di schianto sotto i colpi di una Lazio a tratti irresistibile: a “San Siro” i biancocelesti passano grazie ad una strepitosa doppietta di Candreva, che rende inutile la rete di Icardi. Vincono, e approfittano dello scivolone della prima della classe, tutte le inseguitrici, dalla Fiorentina (2-0 al Chievo) al Napoli, corsaro a Bergamo, fino alla Juventus, che a Modena, contro il Carpi, centra la 7.a vittoria consecutiva. Si risollevano Roma e Milan, malissimo Torino e Palermo.

L’ultimo turno di campionato del 2015 si apre all'”Alberto Braglia” di Modena, dove la Juventus, con qualche sofferenza finale, supera il Carpi 2-3 nel “lunch-match” delle 12:30, e infila la settima vittoria consecutiva in Serie A, ottava nelle ultime nove partite giocate. Iniziano meglio i padroni di casa, che poco prima del quarto d’ora, passano in vantaggio grazie alla rete numero 75 in massima serie di Marco Borriello, bravo nell’occasione a sfruttare nel migliore dei modi una bella e precisa verticalizzazione di Cofie. La risposta dei quadri-Campioni d’Italia è immediata: passano, infatti, appena 3 minuti e Mario Mandzukic con una stupenda girata volante dall’interno dell’area di rigore fa 1-1. La rimonta bianconera si completa già prima dell’intervallo: la rete dell’1-2 porta la firma ancora dell’ex centravanti di Bayern e Atletico Madrid, perfetto a farsi trovare pronto su un millimetrico cross dalla sinistra di Patrice Evra. Nella ripresa, al 50.o, Madama pare chiudere definitivamente i conti: lancio col contagiri di Marchisio per Pogba, il francese controlla e beffa con un tocco morbido l’estremo difensore del Carpi, Belec. Si diceva pare chiudere i conti, in realtà i conti non sono affatto chiusi: a riaprirli ci pensa Leonardo Bonucci, in pieno recupero, con un’autorete tragicomica su un innocuo cross dalla destra di Marrone. Nel finale la squadra di Allegri (che infuriato per la gestione dei suoi, in un impeto di rabbia, scaraventa via pure il fidato cappotto 3/4), si complica tremendamente la vita e al 94.o rischia la terribile beffa: Lollo solo davanti a Buffon cicca clamorosamente la sfera, mancando il colpo dell’insperato 3-3. I vice Campioni d’Europa passato lo spavento possono esultare: ancora una vittoria e rimonta che continua (prima delle gare delle 15 Juve momentaneamente al secondo posto della classifica).

Conquista tre punti in trasferta anche il Napoli di Maurizio Sarri, che s’impone per 3 reti a 1, a Bergamo, contro l’Atalanta e si riprende la seconda piazza della graduatoria. A sbloccare il punteggio in favore dei partenopei ci pensa Marek Hamsik, al 52.o minuto, dal dischetto; a stretto giro di posta i padroni di casa pareggiano: sponda di Denis per Gomez, il Papu dal limite lascia partire un perfetto destro a giro, che s’infila alle spalle dell’incolpevole Reina. La contro reazione degli azzurri è veemente e si materializza grazie alla furia del “Pipita” Higuain, che prima fa 1-2 di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo, e poi chiude il match, a cinque dal 90.o, dopo un bel lancio in verticale di Hamsik. Prima del triplice fischio lo slovacco fa in tempo a spedire alle stelle il secondo penalty di giornata, confermandosi non proprio un cecchino dagli 11 metri: degli ultimi 7 rigori tirati, il capitano napoletano ne ha trasformato uno solo. Ciò che conta, comunque, è che il Napoli continua spedito la sua marcia: nelle ultime 20 sfide disputate, tra campionato ed Europa League, la truppa guidata da Sarri ha conquistato la bellezza di 17 vittorie!

A far compagnia ai campani, in seconda posizione, resta viva e pimpante la Fiorentina di Paulo Sousa: al Franchi il Chievoverona si arrende sotto i colpi del duo Kalinic-Ilicic. I padroni di casa chiudono la contesa già nel primo tempo, quando a cavallo tra il 20.o e il 32.o rifilano ai clivensi un terrificante uno-due; ad aprire le danze, come accennato poc’anzi, è Nikola Kalinic: Bernardeschi s’incunea e serve il numero 9, che da posizione defilata supera Bizzarri col pallone, che beffardo, s’infila sotto le gambe del portiere gialloblù. Il 2-0 lo firma Ilicic con un velenoso mancino, reso imparabile dalla deviazione involontaria dell’ex Gamberini. La Viola, dunque, vince e prosegue la sua corsa nelle zone nobilissime della classifica.

Si risolleva, in un clima surreale all'”Olimpico”, la Roma, che piega il Genoa con un gol per tempo; al 42.o, su un cross di Digne deviato da Munoz, Florenzi si coordina e al volo di destro porta in vantaggio i giallorossi. Per il tuttofare capitolino è la terza rete al Genoa in carriera, la squadra a cui a segnato più gol nel massimo campionato. Dopo una sofferenza immane, la squadra di Garcia chiude la pratica allo scadere col giovanissimo Sadiq, che su assist di Vainqueur realizza il suo primo gol in Serie A. Almeno per un po’ i tifosi giallorossi possono così dimenticare la tutt’altro che entusiasmante prestazione offensiva offerta da Edin Dzeko, oggi addirittura espulso per proteste.

Unico pari di giornata quello del “Bentegodi” di Verona: Hellas e Sassuolo fanno 1-1. I neroverdi mettono la testa avanti al minuto numero 34, con Sergio Floccari: Versaljko pesca bene l’ex atalantino che di testa, davanti a Gollini, non sbaglia. La risposta scaligera è istantanea: assist al bacio di Wszolek per Luca Toni; il Campione del mondo di Germania 2006, solo in area di rigore deve solo appoggiare in fondo al sacco, alle spalle di Consigli. Nel finale l’undici di Delneri cerca la vittoria in tutti i modi, ma la difesa emiliana resiste. I gialloblù restano, così, ultimi a quota 8, Sassuolo, invece, alle porte della zona europea con 27 punti.

Torna alla vittoria in campionato, dopo la bella affermazione di “Marassi” in Coppa Italia, il Milan, corsaro al “Matusa” di Frosinone. All’intervallo, dopo un primo tempo gagliardo, la squadra di Stellone è avanti grazie al gol di Daniel Ciofani, bravo ad approfittare di un clamoroso pasticcio della difesa rossonera. Nella ripresa, nel giro di cinque minuti (tra il 50.o e il 55.o), i meneghini prima pareggiano, con Ignazio Abate e poi passano in vantaggio, con Carlos Bacca, lesto a risolvere un’azione confusa all’interno dei sedici metri ciociari. La squadra di Mihajlovic, al 77.o minuto, si porta sull’1-3: su cross dalla bandierina svetta Alex, che di testa, senza troppa opposizione, insacca alle spalle di Leali. Quando sembra che i tre punti siano ormai di proprietà milanista, la sfida si riapre nuovamente: all’83.o, sugli sviluppi di un calcio piazzato di Pavlovic spunta Dionisi, che di testa accorcia le distanze. Sarà una rete, tuttavia, di poca utilità, perché in pieno tempo di recupero è Jack Bonaventura a certificare il ritorno al successo in Serie A del diavolo, che mancava dal 28 di novembre.

Altro successo esterno quello dell’Udinese, a Torino contro il Toro di Giampiero Ventura. A decidere la sfida dell’Olimpico è Perica, match-winner di giornata con una caparbia azione personale, conclusa, dopo un paio di contrasti vinti ai danni di Molinaro e Moretti, con un delizioso diagonale, che non lascia possibilità di replica a Padelli. Per le zebre friulane tre punti fondamentali in ottica salvezza; ai granata, dopo le quattro sberle rimediate nel derby di coppa e la sconfitta di oggi, restano solo i fischi e la contestazione del loro pubblico.
Si rilancia, nel frattempo, la Sampdoria di Montella, che vince 2-0 col Palermo e regala all'”aeroplanino” la prima vittoria alla guida dei blucerchiati. Si decide tutto nel secondo tempo, quando arrivano le reti di Soriano e, del giovanissimo slovacco Ivan, quest’ultimo autore di un piccolo capolavoro di balistica, un pallonetto di rara bellezza.

A chiudere il 2015 della Serie A, il posticipo del “Meazza”, dove va in scena la grande sorpresa della giornata: la Lazio di Pioli stende l’Inter e stoppa sul nascere ogni velleità di fuga nerazzurra; il match si sblocca dopo appena cinque minuti, grazie ad Antonio Candreva, che con un gran destro a fil di palo lascia di stucco Handanovic. La reazione nerazzurra tarda ad arrivare, anzi onestamente non arriva proprio, se non a secondo tempo inoltrato: al 61.o filtrante di Perisic per Icardi, che di piatto beffa Berisha e fa 1-1. Nel finale la gara si innervosisce, fioccano cartellini gialli, da una parte e dall’altra; e proprio negli ultimi minuti arriva l’episodio che cambia i connotati al campionato: Felipe Melo stende in area di rigore Milinkovic-Savic: per il direttore di gara Mazzoleni non ci sono dubbi, è calcio di rigore; tra l’altro già ammonito l’ex Galatasaray finisce in anticipo sotto la doccia; dal dischetto si presenta Candreva, Handanovic respinge, ma l’87 biancoceleste è rapace ad avventarsi sulla ribattuta e infilare per l’1-2 definitivo. Cade, così, in casa la capolista: Mancini resta in testa ma la distanza dalle più dirette inseguitrici è praticamente annullata.
Il massimo campionato italiano va ora in letargo: l’appuntamento è per il 6 di gennaio.

Pierluigi de Ascentiis

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