Serie A: L’Inter e il Napoli non mollano, suicidio Roma

di Marco MARTELLONI

Giornata pessima per i direttori di gara che con le loro sviste hanno segnato una delle pagine più nere del post calciopoli. Tante le recriminazioni su tutte quelle di Catania e Lazio, gravemente danneggiate da alcune decisioni delle giacchette gialle.

Napoli-Chievo-1-0

E’ una Domenica di aspre polemiche quella appena trascorsa, destinata a lasciare i suoi strascichi per tutta la parte restante del torneo. Sotto il mirino della critica, nemmeno a dirlo, la classe arbitrale autrice di una serie di errori grossolani che hanno condizionato pesantemente le sfide Catania-Juventus e Fiorentina-Lazio.
In terra siciliana l’armata bianconera guidata da Antonio Conte trova nell’assistente Maggiani un prezioso alleato. Il fattaccio accade al minuto 25: tiro cross di Marchese dalla sinistra che finisce sul palo, lesto Bergessio a mettere dentro da due passi per quella che sarebbe stata la palla dell’1-0. Il Massimino esplode ma qualcosa non va; la panchina juventina si scaglia sul guardalinee invocando un inventato fuorigioco. Maggiani è sotto pressione e nel giro di 30 secondi cambia radicalmente la giusta decisione dell’arbitro Gervasoni: la rete catanese è da annullare. A questo punto è la panchina etnea ad entrare in campo ed a farne le spese è il presidente Pulvirenti epulso dal terreno di gioco. Ma il “magic moment” di Maggiani non è finito. Nella ripresa è lo stesso assistente a giudicare buona la decisiva rete di Vidal al 57esimo, nonostante l’evidente fuorigioco di Bendtner, ed ha regalare ai campioni in carica tre punti pesanti dopo la deludente settimana di Champions. Gli spettri di calciopoli tornano ad avvolgere la massima serie ed in particolare la Juventus, la squadra più forte del campionato che nel dubbio è raramente danneggiata ma anzi è spesso salvata dalla classe arbitrale. Dalla Sicilia alla Toscana dove questa volta il protagonista è il signor Bergonzi da Genova. La cornice è la delicata sfida tra Fiorentina e Lazio, due delle squadre più in palla del torneo. Dopo un primo tempo in cui i viola passano con Ljiaic, ma è da valutare la posizione di Jovetic, nella ripresa succede di tutto. Prima un probabile rigore negato ai biancocelesti per un mani di Cuadrado, poi un goal regolare annullato a Mauri per un fuorigioco che non c’è ed infine le espulsioni frettolose di Ledesma ed Hernanes. Il raddoppio di Toni è utile per gli almanacchi perchè sono le recriminazioni laziali a caratterizzare il post gara e non solo.

Bologna-Inter

L’INTER FA SUL SERIO. Tornando al calcio giocato è determinante il colpo dell’Inter in Emilia a spese del Bologna. Dallo stadio dall’Ara gli uomini di Stramaccioni escono con la nomina di anti juve, dopo un 3-1 che ha evidenziato una concretezza e una solidità che da tempo latitavano dalle parti di Appiano Gentile. Con lo stesso risultato si impone il Parma allo stadio Olimpico di Torino dove i granata subiscono il terzo stop stagionale. Succede tutto nella ripresa con i sigilli di Sansone, Amauri e Rosi resi meno amari dallo sloveno Basha. Non si arresta lo straordinario momento del Cagliari, rinvigorito dalla cura Polga-Lopez. Allo stadio Marassi arriva il terzo successo consecutivo grazie a Dessena che manda all’inferno la Doria al quarto stop in altrettante gare.
Finisce 0-0 tra Pescara e Atalanta, che si portano rispettivamente a 8 e 9 punti in classifica. Pareggio che sta stretto ai bergamaschi, costretti a giocare in dieci quasi tutta la ripresa per l’espulsione di Peluso.

POSTICIPI. Harakiri in pieno stile giapponese per la Roma, che contro l’Udinese sciupa l’occasione di accoricare sulle prime posizioni. Avanti 2-0 al 23esimo, gli uomini di Zeman crollano psicologicamente e vengono ripresi da Domizzi e Di Natale. Il forcing giallorosso è sterile ed anzi arriva la classica doccia fredda al minuto 88 con un generoso rigore siglato da di Di Natale. Nell’altro match serale il Napoli ha la meglio su un ordinato Chievo grazie ad Hamsik che riporta i partenopei a meno tre dalla capolista Juventus. Anche qui veementi proteste venete per un rigore non visto su Pellissier.

ANTICIPI. La delicata posizione di Allegri è salvata momentaneamente dal Faraone El Sharaawy, che nella gara con il Genoa regala al Milan una vittoria che mancava da quattro giornate. La rete decisiva arriva al minuto 77 viziata però dalla posizione irregolare di Abate. Diavolo che sale a 10 punti, uno in più dei Grifoni. Nel pomeriggio Siena e Palermo danno vita ad una gara dalle emozioni inestistenti conclusa con il più scialbo degli 0-0.

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