L’ANALISI – E’ una Juventus al settimo cielo! Il 3-1 sul Bologna ha di fatto proiettato la squadra bianconera verso il settimo scudetto consecutivo (un record storico nel nostro campionato, mai raggiunto da nessuna altra compagine). Gli emiliani, in realtà, hanno provato a fare i guastafeste passando in vantaggio grazie al rigore trasformato da Verdi e che ha messo un po’ in apprensione i padroni di casa. Poi però ci hanno pensato De Maio, con una sfortunata autorete, Khedira e Dybala a rimettere il cammino verso l’ambito traguardo in discesa. E’ stata, tuttavia, la mossa di Allegri di inserire Douglas Costa per uno spento Matuidi, la vera carta vincente che ha permesso alla Juve di rimontare l’avversario. Non a caso i gol del centrocampista tedesco e quello della “Joya”, sono arrivati grazie ai preziosi assist e alle altrettante giocate efficaci del velocista brasiliano ex Bayern. I 90’ dell’Allianz, hanno confermato ciò che si era potuto facilmente notare nelle uscite precedenti. Ai torinesi comincia a mancare il fiato, ma a questa stanchezza (peraltro comprensibile dopo l’ennesima stagione di alto livello) si riesce a far fronte con la qualità e la quantità della rosa a disposizione del tecnico livornese. Cambi, dunque, decisivi. Difficilmente, d’altronde, poteva essere questo Bologna a mettersi da ostacolo tra i bianconeri e il (possibile) settimo Tricolore di fila. Gli emiliani erano in piena emergenza di uomini – privi di due centrali difensivi e tre centrocampisti – e appagati per una posizione di classifica senza rischi alcuni. Se a questo si aggiunge anche che i felsinei non riescono a battere una big da almeno un paio di anni e mezzo e che nei 70 precedenti a Torino solo in 5 casi la formazione felsinea ha strappato il successo, allora risulta ancora più evidente come a Donadoni e ai suoi sarebbe servito un miracolo per uscire indenni dal fortino dello Stadium.
Il successo ha permesso ai pluricampioni di trascorrere una serena domenica e festeggiare sul divano di casa un’altra frenata del Napoli (2-2 contro il Torino). A Vinovo e dintorni si ha la piena consapevolezza che il titolo sia praticamente blindato, in attesa che anche l’aritmetica lo possa certificare. Sarà comunque vietato distrarsi perché mercoledì è in programma la finale di Coppa Italia con il Milan, un altro obiettivo che Allegri e i suoi non vogliono assolutamente fallire (sarebbe la quarta di fila). Proprio i rossoneri di Gattuso, ieri, hanno aperto il turno numero 36 di A con una rotonda vittoria sull’Hellas Verona (4-1). L’anticipo del “Meazza” ha sancito la matematica retrocessione nella serie cadetta degli scaligeri, oltre che il prepotente rilancio dei padroni di casa a caccia di un posto nella prossima Europa League (posto che sarebbe comunque assicurato con la conquista della Coppa Italia). Il tecnico calabrese voleva delle risposte dai suoi, anche e soprattutto in previsione dell’attesa finale dell’Olimpico che potrebbe quantomeno rendere molto meno amara una stagione fin qui di certo non esaltante. Risposte che sono arrivate proprio contro quella squadra che nel remoto e più recente passato aveva dato numerosi dispiaceri ai meneghini (a cominciare dalla “fatal Verona” di 45 anni fa, per arrivare all’ultimo incrocio nel girone di andata nel quale i gialloblù misero al tappeto con il risultato di 3-0 l’undici dell’allora neo tecnico Gattuso). Ieri, invece, il Milan ha dimostrato che è pronto alla difficile sfida di Roma del prossimo 9 maggio contro i dominatori delle ultime edizioni del secondo torneo nazionale.
LE GARE DEL POMERIGGIO – Sotto il profilo della pura matematica doveva essere un weekend ricco di verdetti, ma molti di questi sono stati ancora rimandati (il che rende ancora più entusiasmante e incerto questo campionato). Non c’è ad esempio ancora la certezza, ma il sogno scudetto del Napoli è praticamente terminato con il pareggio interno contro il Torino (2-2). I partenopei scivolano a -6 dalla Juve e, quando mancano ancora due gare al termine della stagione, consegnano di fatto lo scudetto nelle mani dei bianconeri. Alle reti di Mertens e Hamsik rispondono Baselli e De Silvestri. A questo punto ai Campioni in carica sarà sufficiente conquistare un punto per avere l’aritmetica a favore e conquistare il settimo titolo consecutivo. Nella lotta Champions, intanto, la Lazio pareggia in casa contro l’Atalanta per 1-1. I biancocelesti, apparsi un po’ scarichi, vivono un pomeriggio anche poco fortunato: Luis Alberto va ko e, probabilmente, sarà costretto a saltare gli ultimi due impegni della stagione.
In un colpo solo l’Inter cancella l’amarezza per il ko subito con la Juventus e riprende la marcia verso il quarto posto. Lo fa calando il poker su un’Udinese in piena crisi (4-0 alla “Dacia Arena”), nell’anticipo dell’ora di pranzo. Un match assolutamente a senso unico e con la squadra di Spalletti unica protagonista in campo. Già nel primo tempo i nerazzurri blindano il risultato con le reti di Ranocchia, Rafinha e Icardi. Poi, nella ripresa, la quarta rete di Borja Valero e l’espulsione (con Var) di Fofana mandano definitivamente al tappeto la squadra friulana guidata dal neo tecnico Igor Tudor. E’ ancora tutto aperto, dunque, il discorso Champions, perché il successo interista serve soprattutto a mettere pressione alle due romane che occupano, al momento, ancora la terza e la quarta piazza (Lazio 71, Roma 70, Inter 69).
Come è ancora tutta da decidere la sorte di un’Udinese sempre più risucchiata verso la zona calda della retrocessione: i 34 punti racimolati fino ad ora, non permettono ancora ai bianconeri di tirare un sospiro di sollievo. Servirà almeno un successo (che manca da ben 14 gare) ai friulani, nelle prossime due ultime giornate, per raggiungere l’agognata salvezza. Tutto ancora da decidere anche in zona Europa League, per merito soprattutto della Fiorentina vittoriosa sul difficile campo del Genoa (3-2). Gara che ha visto anche il ritorno al gol di Pepito Rossi dopo quasi 4 anni dall’ultima volta. Cresce l’attesa, invece, per sapere chi sarà la terza e ultima squadra a retrocedere dopo Benevento ed Hellas Verona. I giochi anche in questo caso sono più che mai aperti. I colpi salvezza di giornata sono quelli di Spal (2-0 al Benevento) e Chievo (2-1 al Crotone). Gli estensi sono fuori dalla zona calda grazie alle reti di Paloschi e Antenucci (su rigore), mentre il colpo di testa di Birsa e la girata di Stepinski permettono ai veronesi di superare i calabresi nello scontro diretto. Buona la prima per il neo tecnico dei clivensi, D’Anna. Queste le sintesi di tutte le gare disputate nel pomeriggio:
UDINESE-INTER 0-4 (12’ Ranocchia, 43’ Rafinha, 46’ Icardi, 71’ Borja Valero) anticipo delle 12.30 – La speranza è l’ultima a morire. Il detto accompagna certamente l’Inter di Spalletti, ancora a caccia di una qualificazione Champions. I nerazzurri liquidano con un perentorio 4-0 la pratica Udinese e conquistano tre punti carichi proprio di speranza in chiave europea. La missione, oggi, non era di certo proibitiva dato il particolare momento vissuto dalla formazione friulana (a secco di successi da 13 gare, con alle spalle 11 ko e 2 pareggi). Ospiti subito padroni della scena: al 5’ e al 18’ Danilo è costretto ad un doppio salvataggio sulla linea, in entrambi i casi sui tentativi di Perisic. In mezzo, invece, c’è il gol di Ranocchia a sancire il vantaggio nerazzurro (di testa su azione d’angolo al 12’). Lasagna si vede negare il pari da uno strepitoso Handanovic al 36’, ma qualche minuto dopo l’Inter piazza un terribile uno-due con Rafinha (43’) e Icardi (46’). Due reti quasi in fotocopia, perché arrivate al termine di azioni personali devastanti. E’ sempre il solito Lasagna, l’unico giocatore bianconero veramente pericoloso nell’arco dei 90’: in avvio di ripresa il numero 15 sfiora il gol della bandiera. Al 49’ si complicano le cose per i padroni di casa: espulso Fofana per un’entrata assassina su Perisic. Al 71’, dunque, è Borja Valero a calare il definitivo 4-0. La palla ora passa a Lazio e Roma.
CHIEVO-CROTONE 2-1 (12’ Birsa, 82’ Stepinski, 94’ Tumminello) – Vittoria fondamentale in chiave salvezza per il Chievo sul Crotone. I gialloblù raggiungono proprio i calabresi e l’Udinese a quota 34 e si giocheranno la salvezza nelle ultime due partite di campionato, dopo un incontro giocato sul filo della tensione nervosa. Padroni di casa in vantaggio al 12’ con Birsa (colpo di testa), poi il raddoppio – dopo aver subìto per lunghi tratti gli attacchi del Crotone – di Stepinski (preciso diagonale). Quando il Chievo sembra ormai al sicuro, Tumminello sigla il 2-1 (94’). La situazione dei pitagorici appare la più complicata a 180’ dalla fine: il Crotone nelle prossime due gare se la dovrà vedere, infatti, con la Lazio (in casa) e il Napoli (al “San Paolo”).
GENOA-FIORENTINA 2-3 (43’ Benassi, 64’ Rossi, 68’ Lapadula, 77’ Eysseric, 80’ Dabo) – La Viola conquista il secondo successo consecutivo espugnando il “Ferraris” di Genova per 3-2. Fiorentina in vantaggio con Benassi al 43’, poi però il Genoa riesce a ribaltare il risultato grazie alle reti di Giuseppe Rossi (tornato al gol dopo quasi 4 anni) e al neoentrato Lapadula. Al 71’ Pandev rimedia un cartellino rosso e lascia i suoi in 10. Ne approfittano gli uomini di Pioli che nel giro di tre minuti (77’ e 80’) effettuano il controsorpasso con Eysseric e Dabo. La vittoria consente agli ospiti di andare a -3 dalla zona Europa League.
LAZIO-ATALANTA 1-1 (2’ Barrow, 24’ Caicedo) – All’Olimpico di Roma, tra Lazio e Atalanta finisce in parità (1-1). I gol entrambi nel primo tempo: al 2’ Musa Barrow, pareggia Caicedo al 24’. Un primo tempo molto più divertente ed equilibrato rispetto al secondo, in cui le squadre tatticamente si siedono. Giusto nel finale sono gli ospiti orobici ad andare vicinissimi al vantaggio e probabilmente proprio i nerazzurri meritavano di più i tre punti in questa gara. La difesa della Lazio argina i pericoli alzando un solido muro, soprattutto in occasione dei tentativi di Gosens e di Hateboer. Le speranze di Europa rimangono comunque intatte, ma rallentano leggermente il loro cammino: un punto a testa, anche se ne servivano tre. Continua l’appassionante corsa a Champions ed Europa League di Lazio e Atalanta.
NAPOLI-TORINO 2-2 (25’ Mertens, 55’ Baselli, 71’ Hamsik, 83’ De Silvestri) – Si allontana quasi definitivamente la possibilità di rimonta del Napoli, che pareggia 2-2 in casa contro il Torino. Dopo aver perso 3-0 a Firenze, i partenopei passano da uno svantaggio dalla capolista di -1 a -6: praticamente è chiuso il discorso scudetto, perché alla Juventus manca soltanto un punto per la matematica certezza. Il vantaggio dei padroni di casa arriva nel primo tempo con Mertens, su un assist regalato dal difensore granata Burdisso. Il Napoli va al riposo in vantaggio meritatamente per 1-0. Nella ripresa il pareggio del Torino con Baselli, bravo ad entrare in area di rigore e a battere il portiere Reina (anche se c’è una lieve deviazione del difensore Chiriches). Entrano in campo Milik ed Hamsik: il primo colpisce un palo, il secondo riporta il Napoli in vantaggio. 2-1 per la squadra di Sarri, sembra fatta per gli azzurri, ma arriva la doccia gelata: il pareggio di De Silvestri su assist di Anzaldi. Finisce così 2-2, Napoli a -6 dalla Juventus. A fine gara il pubblico applaude per quella che, probabilmente, è l’ultima avventura del Napoli nel sogno scudetto.
SPAL-BENEVENTO 2-0 (25’ Paloschi, 82’ Antenucci su rig.) – La Spal si avvicina sempre di più al sogno salvezza. In virtù del 2-0 rifilato al già retrocesso Benevento, infatti, gli estensi salgono a quota 35 superando in classifica Cagliari, Udinese e Crotone. Secondo successo consecutivo per i biancoazzurri di Semplici. Ad aprire le marcature è Paloschi, lesto a ribadire in rete una respinta sulla traversa del portiere Puggioni (conclusione di Antenucci) al 25’. Nella ripresa, lo stesso Antenucci chiude definitivamente i conti trasformando un penalty (82’). Vittoria che permette alla Spal di uscire fuori dalla zona retrocessione.
Emanuele Tocchi







