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Allo Shakhtar il derby d’Ucraina e aggancio in vetta alla Dinamo

Nel Derby d’Ucraina clamorosa vittoria dello Shakhtar, che raggiunge al primo posto i rivali della Dinamo

La partita – Dominio assoluto per tutti i novanta minuti da parte dello Shakhtarnell’atteso confronto dell’undicesima giornata di campionato con la Dinamo Kiev. Sin dai primi minuti di garai minatori si fanno vivi con insistenza dalle parti di Shovkovskiygrazie alle scorribande offensive dell’imprendibile Bernard. Al 6’ il brasiliano se ne va sulla sinistra in area di rigore e serve l’accorrente Gladkyj, la cui conclusione a botta sicura si infrange contro un difensore e viene deviata in angolo. Al 12’ il copione non cambia: ancora Bernard penetra sulla sinistra e regala un assist a Fred, che si lascia respingere il tiro del vantaggio da un provvidenziale intervento difensivo “a corpo morto”. Al 14’ prima e unica occasione da rete della Dinamo targata Yarmolenko: stavolta è bravissimo Pyatov a mettere i pugni e spedire il pallone in calcio d’angolo. Al 41’ arriva la rete del vantaggio ospite: una veloce ripartenza dello Shakhtar sfocia in un formidabile uno-due tra Marlos e Bernard, con il primo che, dagli undici metri, deve soltanto appoggiare il pallone alla sinistra dell’incolpevole Shovkovskiy. All’inizio della seconda frazione di gioco la Dinamo prova uno sterile possesso palla per cercare di rientrare in partita ma sono sempre gli ospiti a pungere in contropiede. Al 59’ lo Shakhtar raddoppia meritatamente le marcature. Dalla destra il capitano Srna mette in mezzo e il pallone giunge a Marlos, che viene murato da Danilo Silva: il pallone rimbalza proprio tra le gambe di Alex Teixeira e per il capocannoniere del campionato è un gioco da ragazzi depositare il pallone in rete da due passi. Al 67’ Alex Teixeira, ben imbeccato da Gladkyj, si rende protagonista di una vera e propria cavalcata sulla sinistra e con un destro a giro sul secondo palo firma la sua doppietta personalee la rete della sicurezza per la squadra dei minatori. Lo Shakhtar da lì in poi controlla in scioltezza il risultato e la Dinamo si innervosisce: a farne le spese è l’opaco DerlisGonzalez, che viene espulso per doppia ammonizione nel finale di gara. Con questa vittoria lo Shakhtar si ritrova virtualmente al primo posto: con 28 punti in 11 partite ha lo stesso ruolino di marcia della Dinamo ma la differenza reti, in questo momento, premierebbe la squadra di Donetsk.

Il tabellino
Dinamo Kiev – Shakhtar Donetsk 0 – 3

Dinamo: Shovkovskiy, Antunes, Vida, Dragovic, Danilo Silva, Sydorchuk, Garmash (Buyalskyy, 64’), Miguel Veloso (Belanda, 72’), Gusev (DerlisGonzález, 46’), Yarmolenko, Junior Moraes.
Shakhtar:Pyatov, Ismaily, Kucher, Rakitskiy, Srna (Dentinho, 84’), Stepanenko, Fred, Marlos (Kovalenko, 76’), Bernard (Wellington Nem, 76’), AlexTeixeira, Gladkyj.

Reti:Marlos41’, Alex Teixeira 59’, Alex Teixeira 67’
Ammoniti: AlexTeixiera 3’, DerlisGonzález 57’, Danilo Silva 77’, Belanda 79, Sydorchuk 91’Espulso:DerlisGonzález 89’ (per doppia ammonizione)

Le interviste
“Questo è il calcio, abbiamo perso perché lo Shakhtar è stato più forte di noi sotto tutti i punti di vista, dobbiamo riconoscerlo. E’ mancato il gruppo ed è la prima volta che capita da quando Rebrov lavora con la squadra, ognuno ha giocato per sé e questo è il risultato”, così il patron della Dinamo Igor Surkis al termine della gara. Dello stesso avviso il tecnico SerhiyRebrov: “Purtroppo oggi abbiamo perso meritatamente. Voglio soltanto chiedere scusa ai tifosi. Anche i giocatori sono sconvolti e nessuno si aspettava una partita del genere. Comunque la stagione è lunga e in questo senso non è accaduto niente di terribile. Abbiamo gli stessi punti dello Shakhtar ed è meglio perdere una volta con il punteggio di 3 a 0 piuttosto che tre volte per 1 a 0”. Ottimista per il futuro il centrocampista SerhiySydorchuk: “Speriamo che questa sconfitta ci serva da lezione per il futuro e che un risultato simile non accada mai più. Sono convinto che la differenza tra le due squadre non sia certo quella evidenziata dal passivo finale”. Grande soddisfazione da parte di Mircea Lucescu, lo storico tecnico dello Shakhtar: “Avremmo potuto segnare anche più gol. Sono davvero soddisfatto per il gioco espresso dalla mia squadra. Non mi sono piaciute tante dichiarazioni alla vigilia secondo cui eravamo più deboli della Dinamo e credo che abbiamo dimostrato a tutti la nostra forza. Stavolta siamo stati molto più attenti e raccolti in difesa rispetto alle partite con il Real e il PSG e abbiamo spento sul nascere il gioco della Dinamo”. I migliori in campo sono stati senza ombra di dubbio i brasiliani Bernard e Alex Teixiera, capocannoniere indiscusso al sedicesimo gol in campionato. Queste le parole di Alex Teixeira: “Fin dall’inizio della partita abbiamo avuto un sacco di occasioni per andare a rete. Abbiamo preparato al meglio la gara e sapevamo benissimo quello che ci serviva per vincere. La vittoria di oggi è importantissima per la nostra stagione e ci tengo a congratularmi con tutta la squadra”. Felicissimo anche il fantasista Bernard, la vera sorpresa dell’incontro: “Il mister ha detto che è stata la mia migliore partita con lo Shakhtar e sono d’accordo con lui. Questo risultato è il frutto del lavoro in allenamento e dimostra tutte le potenzialità che abbiamo se restiamo sempre concentrati e prepariamo bene ogni partita”. Il capitano DarijoSrna analizza con saggezza la situazione: “Se avessimo perso oggi ci sarebbe stato un divario di sei punti tra noi e loro in classifica: era la nostra ultima occasione per guadagnare la vetta e l’abbiamo sfruttata al massimo giocando una delle migliori partite della storia dello Shakhtar contro la Dinamo”.

Il punto interrogativo
In vista del prossimo turno di Champions League, quando lo Shakhtar dovrà vedersela con gli svedesi del Malmoe e la Dinamo con il Chelsea di Mourinho, la Federazione Ucraina ha deciso di anticipare il “derby d’Ucraina” al venerdì sera. Ovviamente lo scopo era quello di consentire alle due squadre di preparare con la massima calma le sfide europee e recuperare pienamente le forze per farsi trovare pronte in queste due partite che saranno sicuramente decisive per il cammino dei club ucraini nella più importante competizione europea. Al tempo stesso, però, l’aver messo la partita in un giorno lavorativo ha fatto registrare un “antirecord” nella storia del match più atteso dell’anno: solamente 32.794 spettatori sono accorsi allo Stadio Olimpico di Kiev, che può contenerne circa 700000 e per questo tipo di partite solitamente registra il “sold out”. Con ogni probabilità giocare di sabato sarebbe stato più opportuno.

Lo scandalo del giorno
Al termine della gara, dopo il rituale scambio di maglie tra i calciatori, il centrocampista della Dinamo Andriy Yarmolenko ha gettato a terra sul terreno di gioco la maglietta appena ricevuta dal calciatore dello Shakhtar Taras Stepanenko, prima di rientrare negli spogliatoi. Così il leader della Dinamo e della Nazionale ucraina ha commentato l’episodio: “Non è come sembra. Ho poggiato la maglia a terra per andare a ringraziare i nostri tifosi per il sostegno e poi, travolto dalle emozioni, mi sono semplicemente dimenticato di riprenderla. Non credo che Taras si sia offeso, comunque lo chiamerò per spiegargli che il gesto non è stato affatto volontario”.

Uno sguardo al passato
Dinamo Kiev-Shakhtar Donetsk è sempre stato il “derby d’Ucraina”, la sfida calcistica tra le due squadre principali del campionato ucraino di calcio. Nel 1978 e nel 1985, ancor prima dell’indipendenza del Paese, le due squadre si affrontavano nella finale di Coppa Sovietica: entrambi i confronti sono stati vinti di misura dalla squadra della capitale. Se la Dinamo, con i suoi tredici scudetti vinti nel campionato sovietico, è passata alla storia come la squadra più titolata dell’ex URSS, lo Shakhtar godeva in quegli anni la fama di squadra temibile in coppa. Dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica e la nascita del campionato ucraino nel 1992, la Dinamo, ad eccezione della prima stagione in cui, a sorpresa, ha lasciato lo scettro al Tavriya Simferopoli, ha inanellato una striscia di nove vittorie consecutive, manifestando una netta superiorità nei confronti dei rivali della città di Donetsk. Il 7 Aprile 2001 segna uno spartiacque fondamentale nella storia della partita più attesa dell’anno. In vantaggio grazie a OleksandrMelashchenko, la Dinamo si fa raggiungere e superare a inizio ripresa dal nigeriano Julius Aghahowa e dal senegalese AssanNdiaye. Lo Shakhtar acquista con questa vittoria la consapevolezza di poter insediare il dominio della Dinamo e l’anno seguente vincerà il primo titolo nazionale con Nevio Scala in panchina. Il 26 maggio 2002 le due squadre si affrontano per la prima volta in Coppa d’Ucraina nell’attesissima finale: lo Shakhtar, che aveva appena conquistato lo scudetto strappandolo alla Dinamo, conquista anche la coppa davanti a 81.000 tifosi (di cui 30.000 arrivati da Donetsk). A partire da quella stagione il derby d’Ucraina si farà sempre più acceso, combattuto ed equilibrato. Il 6 novembre 2006 il referto dell’arbitro portoghese Paulo Costa – la sfida era troppo sentita per poter esser affidata ad un “fischietto” ucraino – a fine partita dipingeva un vero e proprio bollettino di guerra: nove cartellini gialli e quattro rossi, tra cui quello rifilato all’attaccante della Dinamo ArtemMilevskiy e al difensore dello ShakhtarDmytroChygrynskiy (entrambi tra i calciatori più rappresentativi della Nazionale), allo storico capitano dello ShakhtarDarijoSrna, nonché l’allontanamento del tecnico ospite Mircea Lucescu.

Se dal 1993 al 2001 la squadra di Kiev è riuscita nell’impresa di vincere nove campionati consecutivi (dalla stagione 1996/1997 alla stagione 2000/2001 la seconda piazza era sempre appannaggio dei rivali arancioneri), dalla stagione 2001/2002 ad oggi la musica è decisamente cambiata: nove campionati sono stati vinti dallo Shakhtar e soltanto cinque dalla Dinamo, che nel 2012/2013 e nel 2013/2014 ha mancato addirittura l’appuntamento con il secondo posto. Il 17 maggio 2015, grazie alla vittoria per 1-0 sul Dnipro, la Dinamo è tornata a vincere il campionato, il quattordicesimo della sua gloriosa storia e il primo dopo cinque anni di dominio dello Shakhtar di Lucescu. Comunque Dinamo e Shakhtar non si sono incontrate soltanto in Coppa Sovietica, “Serie A” ucraina (14 vittorie della Dinamo contro i 9 successi dello Shakhtar), Coppa d’Ucraina (dove la Dinamo conduce 11 a 9) e Supercoppa d’Ucraina (nell’albo d’oro sono avanti i “minatori” dello Shakhtar per 7 a 5). Nella stagione 2008/2009 la semifinale della Coppa Uefa ha visto il doppio confronto proprio tra la squadra di Kiev e quella di Donetsk: al pareggio nella partita d’andata, quando all’autogol di Chygrynskiy ha risposto il brasiliano Fernandinho, è seguita una gara di ritorno spettacolare. I minatori sono andati subito in vantaggio con Jadson, prima di essere ripresi da Bangoura. Quando i supplementari sembravano ormai alle porte, all’89’ ci ha pensato Ilsinho a portare ad Istanbul la squadra allenata da Lucescu, che avrebbe in seguito vinto la competizione battendo in finale i tedeschi del Werder Brema. A distanza di sei anni, lo Shakhtar ha dunque inflitto ancora una volta una severa lezione ai più titolati rivali della Dinamo. La sconfitta casalinga per 3 a 0 non è stata solo la più grande subita in un “derby d’Ucraina”:mai nella storia del campionato ucraino la Dinamo aveva perso tra le mura amiche con un passivo così pesante ed una sola volta con identico punteggio era capitolata lontano dal pubblico di casa (nella stagione 2013/2014 contro il Metalist Kharkiv).L’imbattibilità interna della Dinamo durava dall’aprile 2014, quando gli uomini di Rebrovsi piegarono al Metalurh Donetsk per 2 a 1: da allora la squadra di Kiev non aveva più visto la sconfitta neanche in trasferta e la sua striscia positiva in campionato consisteva in 31 vittorie e 7 pareggi. Alla luce di questi dati la clamorosa vittoria dello Shakhtar nel derby di ieri pomeriggio assume ancora più valore.

Lorenzo D’Ilario

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