Ancora due mesi di attesa e poi la tanto attesa 21ª edizione dei Mondiali di calcio prenderà il via nel paese che un tempo fu degli Zar. Dopo il successo ottenuto nel 2012 con l’organizzazione di Polonia ed Ucraina della 14ª edizione degli Europei, e viste le nuove regole FIFA che impongono che una confederazione non possa ospitare un campionato mondiale fino alla terza edizione successiva all’ultima disputata in quella confederazione, la scelta della FIFA è caduta sulla Russia, che di fatto ha riportato la competizione iridata nel Vecchio Continente 12 anni dopo i Mondiali di Germania 2006, in cui a trionfare furono gli azzurri di Marcello Lippi. Per la disputa dei Mondiali, la Russia ha proposto, originariamente, un elenco provvisorio di sedici stadi situati nelle città di: Ekaterinburg, Jaroslavl’, Kaliningrad, Kazan’, Krasnodar, Mosca, Nižnij Novgorod, Podol’sk, Rostov sul Don, San Pietroburgo, Samara, Saransk, Soči e Volgograd, le quali, tranne Ekaterinburg, si trovano nella Russia europea. La decisione finale sulle città ospitanti è stata annunciata il 29 settembre 2012. Il numero di città è stato ridotto a undici e il numero di stadi a dodici. La finale del torneo si svolgerà il 15 luglio 2018 allo Stadio Lužniki di Mosca, la capitale russa, come annunciato dalla stessa FIFA.
Ben 32 saranno le formazioni che gareggeranno per la conquista del titolo, ma a differenza delle altre edizioni, quella russa sarà condizionata inevitabilmente dall’assenza di grandi storiche del calcio: Italia (quattro volte iridata), Olanda (tre volte finalisti), Cile (detentore della Copa América), Camerun (detentore della Coppa d’Africa) e Stati Uniti (detentori della Gold Cup). Ma al tempo stesso la 21ª edizione dei Mondiali di calcio, vedrà per la prima volta gareggiare nazionali come: Islanda, che conferma l’ottimo momento che sta vivendo il calcio nordico, dopo la prima storica qualificazione al Campionato europeo 2016, seguita da Panama, all’esordio assoluto nella fase finale del torneo. Tali esordi saranno affiancati anche da importanti ritorni, come il Senegal assente da 16 anni, il Marocco da 20, l’Egitto da 28 ed il Perù da 36 anni.
STORIA
L’idea di realizzare un campionato del Mondo, nacque nell’ormai lontanissimo 1930, grazie ad un dirigenze francese Jules Rimet. Dal 1930 al 1970 i vincitori venivano premiati con la Coppa Rimet, conosciuto anche come Coppa della Vittoria, ma nel 1946 fu rinominata con il nome del presidente della FIFA Jules Rimet, che ebbe l’idea di organizzare il primo campionato del mondo. Nel 1970 il Brasile vinse per la terza volta il torneo, e come stabilito dal regolamento, gli fu permesso di entrare definitivamente in possesso del trofeo. Tuttavia la coppa fu rubata nel 1983 e mai più ritrovata, facendo sospettare che fosse, stata fusa dai ladri. Ma il primo furto della coppa risale al 1966, quando il Brasile detentore del titolo, mentre viaggiava verso l’Inghilterra dove si sarebbe tenuta l’ottava edizione dei Mondiali, venne rubata per poi essere recuperata solo dopo alcuni giorni, trovata (a quanto si disse) da un cane poliziotto.
Dopo il 1970 fu istituito un nuovo trofeo in sostituzione della Coppa Rimet, ossia la Coppa del mondo FIFA, gli esperti della federazione mondiale, provenienti da sette nazioni, valutarono 53 modelli differenti, alla fine venne scelto il lavoro del designer italiano Silvio Gazzaniga. La nuova coppa è alta 36 cm, fatta di oro 18 carati e pesante 6 175 g. La base contiene due fasce di malachite (una pietra semi-preziosa) e nella parte inferiore sono incisi i nomi e l’anno delle nazionali che si sono imposte nel campionato dal 1974. Gazzaniga descrisse la sua creazione così: “Le linee nascono dalla base, risalendo in spirali, fino a stringere il Mondo. Le figure rappresentate sono due atleti che esultano nel momento della vittoria”. Ma a differenza della Rimet, la Coppa FIFA non è mai stato assegnato ad alcuna nazione vincitrice del titolo, tuttavia l’opera di Gazzaniga sarà sostituita quando non sarà più possibile incidervi il nome della nazionale vincitrice (evento che si verificherà dopo il 2038).
Fino al 2006 i vincitori della coppa ne restavano in possesso fino all’edizione successiva, al momento del ritiro il trofeo veniva sostituito con una copia laminata in oro, dal 2006 la FIFA ha deciso di cambiare regolamento, a causa di numerose ammaccature che hanno costretto la FIFA ad una costosa opera di restauro. La federazione ha deciso cosi di concedere l’originale solo per la premiazione e per le due ore successive sotto stretta sorveglianza, subito dopo l’originale viene ritirato e custodito in Svizzera, nella sede della FIFA e alla nazionale vincitrice viene attribuita la copia laminata in oro. Dal settembre 2008, alla nazionale vincitrice del torneo è concessa la possibilità di esibire sulla propria maglia il FIFA Champions Badge, recante una versione stilizzata della Coppa del Mondo e sotto la scritta Fifa World Champions e l’anno in cui la nazionale ha vinto la competizione. Dalla prima edizione, quando ancora era Coppa Rimet, ad oggi è il Brasile la nazionale che ha vinto il trofeo per il maggior numero di volte (5); seguono l’Italia e la Germania (prima Germania Ovest) con 4, l’Argentina e l’Uruguay con 2, Francia, Inghilterra e Spagna 1 sola volta (le prime due nelle edizioni in cui furono i paesi ospitanti della manifestazione stessa).
QUALIFICAZIONI
Dalla seconda edizione (1934), prima della fase finale si tengono le qualificazioni per restringere il campo delle nazionali che si giocheranno la coppa. Questa fase preliminare si tiene nelle sei diverse zone scelte dalla FIFA (Africa, Asia, Centro-Nord America e Caraibi, Sud America, Oceania, Europa), ed è organizzata e supervisionata dalle rispettive confederazioni. Per ogni zona l’organismo mondiale decide il numero di posti iridati messi in palio generalmente basandosi sulla forza delle squadre partecipanti (in considerazione dei risultati ottenuti). Il torneo di qualificazione inizia tre anni prima della fase finale e dura per più di due anni. Lo svolgimento di questa fase varia a seconda della confederazione; di solito uno o due dei posti da assegnare vengono decisi da partite ad eliminazione diretta che coinvolgono nazioni di zone diverse, per esempio la vincitrice della zona dell’Oceania giocò contro la quinta del girone unico del Sud America per potersi qualificare al Campionato mondiale di calcio 2006.
Dal 1938, lo Stato organizzatore ottiene la partecipazione automatica alla fase finale, diritto che fino all’edizione del 2002 era garantito anche ai campioni in carica; dall’edizione successiva i detentori del titolo non godono più di questo privilegio e anch’essi devono ottenere il pass attraverso i turni preliminari. L’attuale formula della fase finale della coppa del mondo, adottata dal mondiale 1998, prevede la partecipazione di 32 squadre che si affrontano in un torneo della durata di circa un mese in un paese ospitante. Ci sono due parti: una fase a gironi seguita da una griglia ad eliminazione diretta. Nella fase a gironi le squadre vengono suddivise in otto gruppi di quattro formazioni ciascuno. Il sorteggio avviene approssimativamente sei mesi prima dell’evento e viene effettuato nella nazione ospitante. Otto squadre (tra cui i padroni di casa e, se qualificati, i campioni del mondo) vengono poste come teste di serie, con una formula basata su urne in cui vengono suddivise le squadre restanti in base al Ranking FIFA e alle prestazioni nelle edizioni precedenti. L’assegnazione nelle urne tiene anche conto di criteri geografici, a questo punto avviene l’estrazione e ad ogni squadra viene assegnato un gruppo. In ogni raggruppamento ogni squadra gioca tre partite. Il turno successivo prevede la creazione di un tabellone, a cui accedono le prime due di ogni girone, basato sul piazzamento nel gruppo.
Dal 1994, tre punti vengono assegnati alla squadra vincitrice, uno in caso di pareggio e zero per la sconfitta (precedentemente alla vittoria spettavano due punti). Il piazzamento in classifica è determinato nell’ordine da: numero di punti, differenza reti e numero di reti segnate. Se due o più squadre, alla fine delle tre partite, risultano in parità sulla base dei precedenti criteri si procede a valutare la classifica avulsa, ovvero ancora: numero di punti, differenza reti e numero di reti segnate ma limitatamente ai match che riguardano le squadre interessate. Se la situazione di parità permane, si ricorre al sorteggio. La fase ad eliminazione diretta prevede match di sola andata con la possibilità, in caso di pareggio dopo i tempi regolamentari, di tempi supplementari ed, eventualmente, calci di rigore. Le partite iniziano dagli ottavi di finale dove la vincitrice di ogni gruppo incontra la seconda classificata di un altro girone. Successivamente seguono i quarti, le semifinali, la finale per il terzo posto (nella quale si affrontano le perdenti delle due semifinali) e la finale. Ma tale formula a partire dal 2026 sarà nuovamente cambiata, infatti al Mondiale prenderanno parte ben 48 squadre, e la fase ad eliminazione diretta partirà con i sedicesimi di finale arrivando fino alla finale.
SCELTA DELLA NAZIONE OSPITANTE
Le recenti coppe del mondo vengono assegnate a uno stato durante i congressi della FIFA, la scelta della nazione organizzatrice è sempre stata oggetto di controversie, specialmente tra Europa e Sud America, i due centri di potere del calcio mondiale. La decisione di tenere la prima coppa del mondo in Uruguay, permise a sole quattro nazionali europee di parteciparvi. I due successivi mondiali furono disputati in Europa. La scelta della Francia per l’edizione del 1938 fu molto criticata in quanto le nazioni sudamericane erano convinte che dovesse valere il principio dell’alternanza tra i due continenti,cosi sia l’Argentina che l’Uruguay boicottarono il torneo. Dopo il 1958, per evitare boicottaggi e polemiche, l’organizzazione della manifestazione fu alternata tra America ed Europa,seguendo questa linea fino al 1998.
Nel 2002 il mondiale, ospitato congiuntamente da Giappone e Corea del Sud, fu il primo ad essere giocato in Asia (e l’unico con più di uno stato impegnato nell’organizzazione) mentre nel 2010 il Sudafrica divenne la prima nazione africana a ospitare il torneo. La nazione ospitante viene attualmente scelta dal comitato esecutivo della FIFA. L’assegnazione diventa definitiva dopo che le candidate vengono sottoposte a votazione. La federazione calcistica della nazione che desidera ospitare un mondiale riceve il cosiddetto Hosting Agreement, una guida in cui vengono spiegati i passi necessari per offrire una candidatura forte. Questo documento sancisce l’ufficiale conferma della richiesta di organizzazione. Successivamente, un gruppo d’ispettori designati dalla FIFA visita gli Stati per constatare il rispetto dei requisiti. La decisione viene presa, di solito, circa sei anni prima della manifestazione.
Per le edizioni del 2010 e del 2014 la decisione è stata presa tenendo conto della rotazione tra i continenti affiliati alla FIFA e solo le nazioni appartenenti al continente prescelto (rispettivamente Africa e America del sud) hanno avuto il diritto di presentare la candidatura. L’edizione del 2010 è stata la prima che si è tenuta in Africa mentre quella del 2014, assegnata al Brasile, segna il ritorno in Sudamerica dopo quella del 1978 e in Brasile dopo il mondiale del 1950. Alla Colombia era stata assegnata l’organizzazione del Campionato mondiale di calcio 1986 a cui di seguito rinunciò: l’organizzazione di quel mondiale passò successivamente al Messico. Il 2 dicembre 2010 la FIFA ha assegnato l’organizzazione dei mondiali del 2018 alla Russia e quella del 2022 al Qatar.
Davide Piteo







