Serie A: Dybala e Higuain stendono l’Inter, la Juve si riprende il comando

Ci sono partite che differiscono dalle altre. Sulla carta, in caso di vittoria, consegnano tre punti al vincitore. Ma se si bada alla sostanza, allora no, non sono solo tre punti. E’ iscriversi di diritto alla corsa per il titolo che manca da troppi anni, se ti chiami Inter. E’ dire “no”, è ribadire di essere sempre i migliori, se ti chiami Juventus.

Si sfidano la prima e la seconda della classe, si sfidano Conte e Sarri, Marotta e Paratici, Lukaku e Ronaldo. Undici maglie neroazzurre, undici maglie bianconere. Oltre 70.000 tifosi sugli spalti. E’ il Derby d’Italia. E’ Inter contro Juventus.

Antonio Conte si affida all’undici di gala, con Handanovic tra i pali, Godin, Skriniar e De Vrij a comporre il terzetto arretrato, con ai lati D’Ambrosio e Asamoah, mentre in mezzo vengono confermati Brozovic, Sensi e Barella, con Lukaku e Lautaro come tandem offensivo. Sorprende invece Sarri, che conferma sia la difesa a quattro composta da Cuadrado, Bonucci, De Ligt e Alex Sandro che il centrocampo formato da Pjanic, Khedira e Matuidi, mentre in avanti schiera un tridente atipico, con Bernardeschi, Ronaldo e Dybala, che contro le indicazioni della vigilia viene preferito a Higuain.

E bastano 4’ perché le scelte dell’ex Chelsea e Napoli si rivelino corrette: verticalizzazione immediata di Pjanic che pesca Dybala al limite dell’area, con la Joya che addomestica il pallone e fa partire un tracciante che sorprende un poco reattivo Handanovic. Dybala-mask, 0-1 a San Siro.L’Inter è pietrificata dall’avvio funesto della Juventus, tanto che solo pochi minuti dopo rischia di subire la seconda rete, quando il fenomeno con la maglia numero 7 slalomeggia al limite dell’area e fa partire un bolide che va ad infrangersi sulla traversa della porta difesa da Handanovic.

Poi, l’ingenuità di De Ligt, che su cross dalla destra tocca con il braccio un pallone sul quale si stava avventando Lautaro Martinez. Calcio di rigore e proprio el Toro sul dischetto. Destro secco ad incrociare, 1-1.

Prima del thè caldo però c’è tempo per l’ennesima emozione dell’incontro, quando al 40’ Ronaldo dialoga con Dybala, con l’argentino che manda il compagno a tu per tu con Handanovic, che nulla può sul mancino a fil di palo del portoghese. 1-2? Assolutamente no, perché il piede di Dybala, al momento dell’assist, è di pochi centimetri oltre la linea. Fuorigioco, si va negli spogliatoi in parità.

La ripresa è meno spettacolare, con la Juventus che impone un predominio territoriale pur senza mai creare vere e proprie palle goal. L’Inter fatica ripartire, ma quando lo fa riesce a creare apprensione alla retroguardia bianconera, che rischia di capitolare a metà secondo tempo, quando Matias Vecino calcia con il destro dal limite e, complice la deviazione di De Ligt, colpisce il palo esterno della porta di Szczęsny.

Poi arriva nuovamente la mano di Sarri a cambiare l’incontro, con Higuain che prende il posto di Dybala. Ed è proprio il numero 21 che decide il Derby d’Italia. Bentancur imbuca, il Pipita controlla e trafigge Handanovic. 1-2, San Siro piomba nel silenzio. L’Inter si ribalta in avanti e prova a gettare il cuore oltre l’ostacolo, ma la Juventus è coriace, esperta: è una grande squadra. E resiste, e vince. Il Derby d’Italia è bianconero. Chiunque voglia vincere lo scudetto è avvisato: la Juventus, c’è.

 

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