Luca BONACCORSO
Sulla carta, i giochi, almeno per il primo posto, dovrebbero esser fatti: un mondiale giocato sulla carta, però, non s’è mai visto. Colombia, Costa d’Avorio, Grecia e Giappone: ecco a voi il Girone C.
La tecnica e la spregiudicatezza dei talenti sudamericani, la forza fisica degli africani, il catenaccio degli ellenici e la voglia di sorprendere dei giapponesi, rendono questo girone abbastanza equilibrato, almeno per quanto riguarda la lotta per il secondo posto. Tuttavia per la squadra di Pakerman, indicata come grande rivelazione del torneo, non sarà per niente facile ottenere il primato, anche per via della scarsa esperienza dei cafeteros (il loro miglior risultato è una qualificazione agli ottavi nel ’90, ndr) nelle manifestazioni che realmente contano.
Iniziamo ad analizzare il girone proprio dalla Colombia: il loro allenatore è Josè Pakerman, tecnico argentino che nel 2006 lasciò a casa gente come Veron, Milito, Zanetti, Samuel dalla Selecion argentina. Dal 2012 guida la Colombia e, stavolta, nelle convocazioni non ha dimenticato nessuno: anche Radamel Falcao. Ecco, la sua presenza sarà un nodo fondamentale all’interno delle valutazioni sulla squadra giallo-nera: El Tigre sta stringendo i denti e sta facendo di tutto per esserci a questi mondiali. Il recupero è a tempo di record e i compagni di squadra stessi sono meravigliati: noi crediamo che alla fine lui, già presente nei trenta pre-convocati, su quell’aereo per il Brasile ci salirà. La Colombia però non è solo Falcao: Jackson Martinez del Porto, Luis Muriel dell’Udinese, Carlos Bacca del Siviglia e Victor Ibarbo del Cagliari, sono gli altri attaccanti che non dovrebbero far rimpiangere (in caso non ce la facesse) la tigre. Mica male vero? Squadra piena di giovani, ma anche con qualche “vecchietto”: tra i pali, infatti, è ballottaggio tra l’intramontabile Mondragon (43 anni, ndr) e Ospina del Nizza. Difesa tutta “italiana” con Yepes e Zapata centrali, Armero (ora al West Ham) sulla sinistra e Zuniga a destra: a centrocampo sulle ali James Rodriguez del Monaco e il viola Cuadrado sulla destra; occhio all’ex stellina del Pescara Quintero.
La Costa d’Avorio si presenta come la seconda forza del girone: i campioni non mancano, molto dipenderà però dalle abilità dell’allenatore Sabri Lamouchi, ex calciatore d’Inter e Parma tra le altre, alla prima esperienza a un mondiale. Questa squadra ha due volti: tanto forte e potente a centrocampo e in attacco, quanto fragile e poco affidabile in difesa; in porta giocherà Boubakar del Lokeren, in difesa accanto a Kolo Toure ecco il vuoto: Akpa, Tiene e Zokora dovrebbero comporre assieme al centrale del Liverpool un quartetto difensivo non esattamente da passare notti tranquille a Lamouchi. A centrocampo però ecco uno dei migliori, se non il migliore nel suo ruolo, al mondo: Yayà Toure del Manchester City; accanto a lui Tiotè del Newcastle e Diomande del Sant-Etienne. E qua ci iniziamo ad essere. Attacco: tridente composto da Salomon Kalou del Lilla, Didier Drogba del Galatasaray e Gervinho della Roma. Pronti a subentrare Wilfred Bony dello Swansea e Seydou Doumbia del Cska Mosca. “La miglior difesa è l’attacco” dicevano: in questo caso forse è l’unica difesa per gli elephants…
Grecia: presentazione più o meno uguale negli anni. Squadra abbastanza vecchia, con un capitano storico (Karagounis, 37anni) e sempre la solita idea di gioco: difesa e contropiede. Eloquente il fatto che nelle qualificazioni abbiano preso solo 4 gol: altrettanto degno di nota però è che ne abbiano fatti appena 12 (ben cinque partite vinte 1-0, ndr). Terza presenza ai mondiali, la squadra di Fernando Santos, tecnico portoghese, dovrebbe schierarsi con un accortissimo 4-2-3-1, pronto a diventare, in fase difensiva, un 4-5-1. Tra i pali andrà Karnezis del Granada, in difesa gli “italiani” Torosidis (a destra) e Moras (al centro) saranno affiancati da Sokratis Papasthatopoulos (ex Genoa, ora al Borussia) e Holebas dell’Olympiakos. A centrocampo Maniatis e Tzolis faranno da diga davanti ai tre trequartisti Salpingidis (un esterno di centrocampo basso), Karagounis, e Samaras (un attaccante trasformato in esterno col compito di fare avanti e indietro). Punta centrale Mitroglu dell’Olympiakos: 17 gol su 19 partite di campionato sembrano un buon biglietto da visita per una squadra totalmente al suo servizio. Convocati anche Kone e Christodoulopoulos del Bologna e Fetfatzidis del Genoa.
Si candida come outsider del girone invece il Giappone: non uno squadrone quello di Zac, ma di sicuro con una mentalità europea presente in alcuni loro giocatori chiave che può fare la differenza. I tre più forti, oltre che maggiormente conosciuti, sono Yuto Nagatomo dell’Inter, impiegato come terzino sinistro di una difesa a quattro e quindi meno propositivo rispetto alla posizione dove è impiegato da Mazzarri, Keisukhe Honda, stella al momento incompresa nel Milan ma idolo in patria, e Shinji Kagawa del Machester United, vero e proprio asso dei giapponesi; niente male pure Okazaki nel Mainz. Ricapitolando il tutto, Zac dovrebbe avere in mente un 4-2-3-1 con Nishikawa in porta, Uchida e Nagatomo sugli esterni, Yoshida e Konno centrali (non proprio affidabilissimi), Hasebe ed Endo davanti la difesa, Kagawa, Honda e Osako dietro ad Okazaki.
I bookmaker quotano il passaggio del turno della Colombia 1.80 (una gran bella quota se davvero credete nei cafeteros), 4.50 la Costa d’Avorio di Drogba, 5.00 il Giappone di Zac e addirittura 10.00 la Grecia dell’intramontabile Karagounis: quote e valori fatti comunque sempre sulla carta.
I mondiali però, come già detto, sulla carta, non si sono mai giocati.







