Brasil 2014: E’ il giorno di Germania-Argentina

di Gianluca LORENZONI

Germania-Argentina sarà la finale dei record. Due filosofie a confronto. Messi contro il blocco Bayern per inseguire il mito di Maradona. I due Papi. Il record di Klose. Un arbitro italiano. La “bella” dopo le finali ’86 e ’90. La rivincita argentina dopo gli ultimi successi tedeschi. La finale più giusta del Mondiale dei Mondiali. La sfida che tutti aspettano. Tranne i brasiliani.

Ci siamo. 13 Luglio 2014. Germania-Argentina. La finale del Mondiale dei Mondiali. La finale dei record. Appuntamento sul mitico prato del Maracanà di Rio de Janeiro alle 21 italiane. Le due squadre, assieme forse ad Uruguay e Italia, che nessun brasiliano avrebbe voluto vedere  a Rio,  per ovvie ragioni di storia, rivalità e palmares; la beffa finale (o la finale beffa, vedete voi), uno scherzo del destino, affiorato dai più reconditi incubi.

Da una parte i rivali storici, l’albiceleste, che in terra brasiliana potrebbe conquistare il suo terzo titolo mondiale dopo quelli targati Kempes e Maradona e agganciare proprio la Germania. L’Argentina di Sabella, che dopo l’umiliante eliminazione dei padroni di casa vuole infliggere il colpo di grazia ad un popolo che già sognava un epilogo trionfale e che invece ha dovuto rivivere il dramma del ’50. Con un turno di anticipo.

Dall’altra i tedeschi, carnefici impietosi delle speranze verdeoro. Alla caccia di un titolo che manca dal ’90 e solo sfiorato nel 2002 che consentirebbe alla Mannschaft di agganciare l’Italia a quota quattro nell’albo d’oro e di diventare la prima squadra europea a trionfare oltreoceano.Sarà la terza sfida decisiva per il titolo tra le due nazionali. Il bilancio è di un successo a testa.

Sarà la sfida tra Messi e Muller. Sarà la sfida tra la Pulga e Re Diego, per un posto nella leggenda. Il tempo dei paragoni sta per finire. La storia è qui e ora, difficilmente ci saranno appelli. Vincere o vivere per sempre all’ombra del più grande. L’Olimpo del calcio ha aperto i cancelli già da un pezzo per accogliere Leo, ma senza Coppa non si entra.

La partita dei record. Germania-Argentina sarà la partita dei record. Le due squadre si affronteranno per la settima volta e diventerà così la partita più giocata nelle fasi finali dei Mondiali, al pari di Brasile-Svezia e Germania-Jugoslavia. Per la terza volta le due squadre si affronteranno in una finale, ed anche questo è un record. Ottavo epilogo per la Germania, nessuno come i tedeschi. Quinta finale invece per l’Argentina, che torna a giocarsi il titolo dopo la sconfitta all’Olimpico di Roma, in favore proprio della Germania, del ’90.

Come se non bastasse va registrata anche la sfida in campo spirituale tra i due Papi, Bergoglio e Ratzinger, proprio per non farsi  mancare niente. Menzione d’obbligo infine per Miro Klose, fresco bomber all time della manifestazione iridata, già giustiziere dei prossimi avversari nelle ultime due sfide.

Il primo precedente tra le due squadre risale al Mondiale del ‘58, nel girone di qualificazione. 3-1 il risultato finale per i tedeschi grazie alla doppietta di Rahn e al gol di Seeler dopo l’iniziale vantaggio argentino firmato da Corbatta. Otto anni dopo, in Inghilterra, le due squadre si ritrovano ancora nel girone di qualificazione. La partita terminerà 0-0, la Germania raggiungerà la finale prima di arrendersi ai padroni di casa, non senza polemiche.

Le due finali. Argentina e Germania, come detto, si sono già ritrovate in finale due volte: nell’86 e nel ’90. In Messico, all’Atzeca, l’Argentina fin lì trascinata da Maradona passo in vantaggio con Brown e raddoppiò con Valdano. La proverbiale tenacia teutonica portò alla rimonta firmata Rummenigge e Voller, prima del sigillo finale e decisivo di Burruchaga, imbeccato da Diego. Fu il Mondiale del Diez, capace di fornire prestazioni difficilmente eguagliabili. La Germania perse la sua seconda finale consecutiva dopo quella, magica per noi italiani, del Bernabeu. Quattro anni dopo, la rivincita. La finale di Italia ’90 fu decisa da un rigore di Brehme nel finale, dopo una partita tutt’altro che memorabile. E’ l’ultimo titolo tedesco. 24 anni dopo ci sono ancora loro a giocarsi la Coppa.

I precedenti recenti. Dopo le due finali, Argentina e Germania si ritrovano di fronte nel 2006. Sono di scena i quarti di finale. La vittoria va ai padroni di casa ai rigori, dopo che Klose aveva risposto al vantaggio di Ayala. A Sudafrica 2010, ancora quarti di finale, netta e bruciante affermazione della squadra di Low contro l’albiceleste di Maradona (Ct e non più in campo, purtroppo per i suoi). Muller, Klose (2) e Friedrich firmarono l’impietoso 4-0 con cui l’Argentina salutò la competizione. Molti protagonisti di quella sfida si ritroveranno di fronte questa sera. Chi per confermare il proprio predominio, chi mosso da un sentimento di rivalsa che cancellerebbe in un sol colpo il recente passato.

Il cammino verso la gloria. Germania e Argentina arrivano alla finale di Brasile 2014 da imbattute, ma con stati d’animo diversi. Impossibile non partire dal recente 7-1 degli uomini di Loew inflitto ai padroni di casa. Un risultato eclatante, impronosticabile, già entrato di diritto nella leggenda. Un risultato e una prestazione che impongono ai tedeschi l’etichetta di favoriti. La Mannschaft è partita forte sin dall’esordio in terra carioca, infliggendo un perentorio 4-0 al Portogallo di Cristiano Ronaldo, favorito si dall’espulsione di Pepe, ma legittimato dal gioco e dalla fantastica tripletta di Thomas Muller (10 gol in 12 gare mondiali per lui) e dal gol di Hummels. Un pareggio alla seconda giornata con il Ghana (2-2), sfida che verrà ricordata per il gol con cui Klose ha raggiunto Ronaldo in vetta alla classifica marcatori dei Mondiali. Biscotto annunciato nella terza decisiva sfida con gli Usa dell’ex Ct Klinsmann, ma scongiurato dalla rete del solito Muller. Vittoria e primato nel girone. Agli ottavi l’ostacolo Algeria si dimostra più difficile del previsto da superare, ma ai supplementari Schurrle e Ozil strappano il pass. Nel derby d’Europa con la Francia decide Hummels in avvio, con Neuer che ripete l’ottima prestazione fornita nel turno precedente e blinda il risultato. Il resto è storia recente. La semifinale risolta in mezz’ora da Muller, Klose (che supera Ronaldo davanti all’impotente pubblico verdeoro), Kroos (2), Khedira e Schurrle (2), il dramma sportivo e umano dei giocatori brasiliani e di un intero popolo, il trionfo esagerato e la strada spianata verso la finale.

La Seleccion di Sabella, mai capace di fornire prestazioni del tutto convincenti, eppure imbattuta, è stata portata avanti dalle giocate dei singoli ma anche da una solidità e da una compattezza difficilmente prevedibile alla vigilia. Cinque vittorie di misura più una ai rigori, nella semifinale con l’Olanda. Nel girone è stato Messi il vero trascinatore, almeno sotto il profilo realizzativo: decisivo con Bosnia (2-1), Iran (1-0) e Nigeria(3-2, doppietta della Pulce, rete di Rojo). Agli ottavi l’ottima Svizzera di Hitzfeld si arrende a due minuti dai calci di rigore. Di Maria trafigge Benaglio e porta i suoi ai quarti. Prossima fermata, il Belgio. E’ Higuain a decidere la sfida contro i Diavoli di Wilmots con un bel gol in avvio. Poi l’Olanda. I rigori. Romero che ipnotizza Vlaar e Sneijder e spalanca all’albiceleste le porte per la gloria.

Germania e Argentina sono arrivate in finale meritatamente ma con mezzi diversi. Coralità di manovra, tecnica e fisicità abbinate ad un idea di calcio che ha nel possesso palla e nel controllo del match la sue fede, una nazionale imperniata sul blocco-Bayern, da una parte; solidità difensiva, compattezza e cieca fiducia nella giocata dei singoli dall’altra. Low ha corretto la squadra in corsa, dopo le prime uscite. Si è distaccato dal modello-Guardiola, riportando Lahm sulla linea dei difensori, Schwainsteiger in cabina di pilotaggio e Klose a fungere da vero nueve, con Muller libero di svariare su tutto il fronte offensivo.

Sabella, dal canto suo, ha cominciato con un 3-5-2, subito accantonato per il più collaudato 4-3-3, ha rispolverato l’esperienza di Demichelis ed è riuscito a compattare la squadra, chiedendo il sacrificio di tutti, affidando la fase offensiva alle giocate dei suoi campioni (Messi e Di Maria su tutti). Della serie: davanti qualcosa creiamo sempre, dietro non siamo fenomeni. Pensiamo a non subire che al resto ci penserà Messi o chi per lui. Finora la scelta ha pagato. Ma basterà contro questa Germania? Di Maria sta tentando il recupero miracoloso, ma la sua presenza è in forte dubbio.

Ad arbitrare ci sarà il nostro Nicola Rizzoli, che troverà ancora l’Argentina dopo le partite con Nigeria e Belgio. Sarà la terza volta che un fischietto italiano dirigerà una finale: Gonella nel ’78 per Argentina-Olanda e Collina nel 2002 per Brasile-Germania i precedenti. Notizia che probabilmente farà felice il successore di Prandelli: sapete chi ha alzato la Coppa quattro anni dopo le due designazioni tricolori?

E’ tutto pronto, dunque. Non ci sono favoriti in partite come questa. L’unica certezza è che ci aspetta una finale da record. Una finale che nessun brasiliano osava augurarsi. Perché comunque vada, per loro, è già stato un disastro.

Probabili formazioni:

Stadio Maracanà, Rio de Janeiro. Ore 16 (21 italiane).

Germania (4-3-3). Neuer; Lahm, Hummels, Boateng, Howedes; Khedira, Schweinsteiger, Kroos; Muller, Klose, Ozil. Ct. Low

Argentina (4-3-3). Romero; Zabaleta, Demichelis, Garay, Rojo; Biglia, Mascherano, Perez; Lavezzi, Higuain, Messi. Ct. Sabella.

Arbitro: Rizzoli (Ita)

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