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Champions League: Juve agli ottavi !

Di Leonardo FRANCESCHINI

E chi l’avrebbe mai detto ? Forse nemmeno il più strenuo dei tifosi bianconeri sperava più di vedere la sua squadra volare agli ottavi dopo aver assistito al pari di Copenhagen, il terzo consecutivo nel girone. Ed invece, stanotte, la Juve ha vinto ancora, contro l’avversario più temuto, lo Shakhtar di Lucescu elogiato dalla stampa di mezza Europa per gioco e qualità degli interpreti. L’1-0 ottenuto con la complicità di Kucher, lo sfortunato protagonista della decisiva autorete, ha permesso alla Juventus non solo di accedere alla fase ad eliminazione diretta, ma addirittura da prima classificata nel gruppo E. L’altra faccia della medaglia, quella degli sconfitti, o quantomeno dei delusi, ci consegna un Chelsea campione in carica che esce di scena in maniera ingloriosa. Per il resto, oltre a Juve e Shakhtar, in quest’ultima giornata della fase a gruppi hanno staccato un pass per gli ottavi Bayern Monaco, Valencia, Barcellona, Celtic, Manchester United e Galatasaray. 

Impresa Juve in Ucraina

GRUPPO E – MIRACOLO JUVE, IL CHELSEA MARCIA INVANO SUL NORDSJAELLAND. S’è detto tutto o quasi in apertura: la qualificazione, persino come prima, è inaspettatamente arrivata. Questo indubbiamente per meriti degli juventini, esemplari nel fare quadrato intorno ad Alessio (leggasi Conte) dopo il preoccupante 1-1 ottenuto sul campo del Nordsjaelland che sembrava aver definitivamente tagliato fuori la Juve dalla corsa agli ottavi. Alla reazione nervosa però, come succede nelle grandi squadra, è seguita una reazione “cerebrale”, più ragionata che si è rispecchiata sul piano del gioco e dell’intensità. Esempio perfetto di questa sorta di presa di coscienza bianconera è stata l’indelebile serata di Juventus-Chelsea. Detto questo, a Donetsk, ci voleva almeno una Juve formato “Chelsea bis”, sennò addirittura qualcosa in più. La fortuna, probabilmente, è stata il quid in più di cui la Juve ha evidentemente giovato. Sarebbe però ingiusto fermarsi a questo aspetto. E’ infatti necessario andare oltre il fortunoso e fortuito episodio dell’unica (auto)rete del match ed analizzare l’ottima prestazione della formazione ospite: grinta, corsa, solidità difensiva e qualità a centrocampo sono stati gli ingredienti fondamentali per continuare il sogno europeo. Ritagliandosi un ruolo da protagonista la “vecchia Signora” torna dopo sei anni tra le 16 regine della Champions League. Contemporaneamente, allo “Stamford Bridge” di Londra, i campioni d’Europa in carica, affrontavano il Nordsjaelland stando con la testa più in Ucraina che sul campo. Eppure, non hanno dato a vederlo, il 6-1 finale ne è la riprova. Dopo un grottesco avvio segnato dai due rigori sbagliati, uno per parte, tra il 32’ con l’errore di Stokholm dei danesi ed il 35’ quando anche Hazard ha fallito la trasformazione dagli undici metri, la partita si è definitivamente sbloccata. Come ? Su rigore, of course. Dunque la prima rete della gara l’ha messa a segno un difensore, David Luiz, dimostrandosi più bravo dei suoi colleghi nel calciare dal dischetto. Si va all’intervallo sull’1-0. Nella ripresa, una pioggia di goal bersaglia in terreno di gioco londinese: Torres (46’, 56’), Cahill, Mata ed Oscar aggiungono il loro nome al pallottoliere utile per tenere il conteggio delle reti. Per il Nordsjaelland segna John.

GRUPPO F – VALENCIA E BAYERN O.K. Nel gruppo F si giocava soltanto per la gloria (e per i soldi: ogni vittoria in Champions vale circa un milione) visto che tutto, o quasi, era già deciso dallo scorso turno. Il Valencia di mister Valverde, subentrato due giorni fa a Mauricio Pellegrino, ha superato di misura il Lille. La vittoria per 1-0 ottenuta sul suolo francese porta la firma di Jonas. Ben più pirotecnica e “rumorosa” la vittoria del Bayern Monaco che ha scelto gli effetti speciali per dire arrivederci all’anno prossimo a questa Champions. I bavaresi hanno liquidato la meteora Bate con un netto 4-1 al quale hanno contribuito con le proprie marcature Gomez, Muller, Shaqiri ed Alaba. Il quinto goal della partita l’ha segnato Filipenko del Bate ad un minuto dal novantesimo. A completare lo spettacolo non di certo noioso dell’Allianz Arena, due espulsioni, una per parte: Boateng del Bayern e Polyakov del Bate hanno infatti preso la via degli spogliatoi con ingiustificato anticipo.

GRUPPO G – CUORE CELTIC, MESSI SPAVENTA I BLAUGRANA. Un Celtic dal cuore immenso, sconfiggendo per 2-1 lo Spartak, approda agli ottavi. Una delle più modeste squadre mai viste a Glasgow (sponda Celtic) in questi ultimi anni riesce gettando il cuore oltre l’ostacolo a raggiungere il prestigioso obbiettivo della fase ad eliminazione diretta. Hooper, al 21’, ha sbloccato il match facendo 1-0 per il Celtic. Ari dello Spartak, sul finire della prima frazione, ha riportato la parità. Ma l’eroe assoluto ed indiscusso della serata è Commons, in rete all’82’ per il definitivo e fondamentale 2-1 finale. In virtù dello 0-0 tra Barça e Benfica, i bianco-verdi di Glasgow si sono assicurati almeno altri 180’ di gloria nella massima competizione europea. Da riportare, invece, il brutto infortunio occorso a Messi nella gara del “Camp Nou”. Il fuoriclasse argentino, nel tentativo di superare Artur, estremo difensore dei portoghesi ex Roma, ha rimediato un colpo al ginocchio. Nonostante Messi sia uscito dal campo in barella e con un’espressione tutto fuorché promettente, sembrerebbe dalle prime indicazioni che trapelano dallo staff medico catalano che si tratti solamente di una botta.

GRUPPO H – IMPRESA CLUJ ALL’OLD TRAFFORD, MA NON BASTA: PASSA IL GALATASARAY. Nel raggruppamento più aperto del Mercoledì di Champions, in quello caratterizzato dalla più appassionante lotta al secondo posto, succede di tutto. Succede che il Cluj, contro ogni pronostici sorretto dalla logica, espugni con la marcatura di Luis Alberto il “Theatre of Dreams” di Manchester, quell’Old Trafford casa dei Red Devils (abbondantemente rimaneggiati), fortino impenetrabile anche e soprattutto nelle notti europee. Ma succede anche, purtroppo per la squadra proveniente dalla terra di Dracula, che al Galatasaray, dopo esser andato sotto a Braga, riesca la rimonta con i due Yilmaz (Burak, quello più celebre dei due, e Aydin). Questa combinazione di risultati ha permesso la qualificazione agli ottavi del Galatasaray e non del Cluj. Peccato per i romeni, ai quali va comunque fatto un grande plauso per la fierezza con cui si sono battuti.

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