Gioia Tricolor: Plata fa volare l’Ecuador ai sedicesimi! Germania ko

Partita meravigliosa a New York con l'Ecuador che prosegue nel suo sogno Mondiale battendo in rimonta, dopo una battaglia super intensa, la Germania.

LEIPZIG, GERMANY - NOVEMBER 17: Julian Nagelsmann, Head Coach of Germany, reacts during the FIFA World Cup 2026 qualifier match between Germany and Slovakia at Red Bull Arena on November 17, 2025 in Leipzig, Germany. (Photo by Boris Streubel - UEFA/UEFA via Getty Images)

L’Ecuador di Beccacece, del criticatissimo (fino ad oggi) Beccacece, ce l’ha fatta: rimonta alla Germania completata, pass per i sedicesimi conquistato. È stato un Ecuador tutto cuore, capace di andare anche oltre un’evidente ingiustizia subita (il gol della Germania era irregolare) e di far esplodere di gioia i numerosissimi tifosi della Tricolor presenti allo stadio. Per i tedeschi, già matematicamente qualificati e prima, è una sconfitta indolore, per quanto le sconfitte non siano mai un balsamo.

Le cose si erano messe male per i sudamericani dopo il vantaggio di Sané ad inizio primo tempo, una rete viziata da un fallo precedente di Pavlovic su Pedro Vite non ravvisato dall’arbitro. La nazionale di Beccacece ha avuto il merito di non demoralizzarsi e dopo soli 6′ ha pareggiato con Angulo, che dal limite ha trafitto un Neuer stasera parecchio incerto. L’Ecuador alza dunque il baricentro, ma la Germania mostra una certa pericolosità in contropiede, seppur raramente tradotta in occasioni da gol nitide.

Nella ripresa i sudamericani si riversano in avanti, esponendosi alle ripartenze tedesche. Tra il 76′ e il 78′ le sliding doors della gara. Prima Sané si divora un gol fatto tirando addosso a Galindez; due minuti dopo, sugli sviluppi di un corner, Neuer suggella una partita piuttosto negativa uscendo a farfalle e facendosi anticipare da Plata, che insacca il 2-1 e fa esplodere lo stadio, in gran parte bardato del giallo ecuadoregno. Sí se puede, canta lo stadio. Adesso il sogno è realtà.

Pépé, l’oro ivoriano: doppietta e sedicesimi. Curaçao torna a casa

Grande promessa mondiale fin qui non del tutto mantenuta, Nicolas Pépé stavolta è diventato adulto per davvero. È la sua doppietta a lanciare ai sedicesimi la Costa d’Avorio, che come da pronostico regola senza troppe difficoltà Curaçao e dimentica la beffa subita nel recupero contro la Germania. La nazionale di Advocaat, che in ogni caso difficilmente dimenticherà presto questa esperienza, è eliminata.
Dopo 7’gli ivoriani sono già avanti: l’ispiratore è Diomandé, che sfrutta una dormita della difesa di Curaçao per servire Pépé che batte Room. Per il resto, il primo tempo non offre grandi spunti. Gli africani controllano e mettono in mostra qualche svolazzo di Pépé e Diomandé, Curaçao si affaccia un paio di volte dalle parti della porta ivoriana, ma senza graffiare. Più vivace la ripresa: ci prova prima Kessié, poi Floranus dall’altra parte spaventa Fofana. Ma Pépé è ancora in agguato: Sangaré imbuca in verticale e l’attaccante del Villarreal fredda Room per la seconda volta. Il resto è accademia: alla Costa d’Avorio non resta che attendere l’avversaria dei sedicesimi, Curaçao torna a casa.