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Il Bayern Monaco umilia il Barcellona e vola in finale a Wembley

di Tommaso DI SIMONE

Sarà tutta tedesca la finale di Champions League che si giocherà il prossimo 25 di maggio a Wembley. Così ha stabilito il ritorno della seconda semifinale, che ha visto il Bayern Monaco raggiungere il Borussia Dortmund in finale dopo aver sbancato per 3-0 il Camp Nou. Vittoria ottenuta con una facilità quasi irrisoria, per la gioia dei 5000 tifosi bavaresi arrivati a Barcellona, che già al 60° accompagnavano i passaggi dei propri giocatori con i tradizionali olè. La parola d’ordine in casa Barcellona alla vigilia era ancora una volta “remuntada”, ma come contro Inter e Chelsea l’impresa non riesce ai catalani. Si ferma così a 21 la striscia, iniziata nel 2009, di partite casalinghe senza sconfitte in Champions del Barça.

Bayern-Monaco finale

Bayern-Monaco finale

LA PARTITA – Heynckes sceglie di non risparmiare i diffidati Lahm, Schweinsteiger e Martinez in vista della probabile finale. Rispetto alla gara dell’Allianz Arena Mandzukic prende il posto di Gomez come centravanti e Van Buyten quello di Dante, influenzato, al fianco di Boateng. Decisamente più modifiche nell’undici di Vilanova: Bartra viene confermato in una linea difensiva in cui Adriano sostituisce Jordi Alba sulla sinistra; Song prende il posto di Busquets davanti alla difesa; mentre Fabregas viene schierato come finto 9, con Villa e Pedro ai suoi fianchi. Solo in panchina quindi Messi, nonostante il gran goal e la buona prestazione sfoderata entrando nel secondo tempo sabato al San Mames.

Il Barcellona prova a partire forte per mettere pressione al Bayern, ma senza le invenzioni del suo numero 10 produce ancora una volta un gioco sterile. E’ infatti il Bayern ad avere le migliori opportunità, già nel primo tempo, con qualche opportunità in ripartenza, in cui Piquè effettua degli interventi provvidenziali. Seconda frazione di gioco che si apre con una doccia fredda per i padroni di casa, colpiti dopo 3 minuti da un goal di Robben. L’olandese sfrutta il suo mancino rientrando dalla destra e piazzando il pallone accanto al palo opposto. A questo punto il Barça alza definitivamente bandiera bianca, mentre i bavaresi divengono ancor più padroni del campo. Le successive due reti messe a segno dagli ospiti; la prima su uno sfortunato autogol di Pique, fino a quel momento il migliore dei suoi, il secondo con un colpo di testa nell’area piccola del solito Muller; servono solo a fissare il risultato finale, che nel complesso indica un incredibile 7-0. I blaugrana creano solamente una palla-goal, paradossalmente con un colpo di testa, ad opera di David Villa, che colpisce la parte esterna del palo.

L’ANALISI – Il Bayern nel doppio confronto si è dimostrato decisamente più forte degli avversari in tutti gli aspetti del gioco. L’obiettivo per i tedeschi era arrivare in finale senza squalificati, ma gli uomini di Heynckes sono andati addirittura oltre, infliggendo al Barcellona una vera e propria lezione. La determinazione, la corsa, la capacità di pressare, insieme a grande tecnica e forza fisica, sono le capacità di questa squadra, giunta come favorita alla terza finale negli ultimi quattro anni. Solidità è la parola d’ordine in casa Bayern, dove la distanza tra i reparti è sempre perfetta, grazie ad un Javi Martinez in più rispetto allo scorso anno, che ha mostrato ancora una volta perché Hoeness in estate ha deciso di staccare un assegno da 40 milioni per prelevarlo dall’Athletic Bilbao.

Barcellona sempre più Messi-dipendente, come manca l’argentino la luce negli ultimi 30 metri si spegne; ma probabilmente è stato giusto decidere di lasciarlo in panchina, non rischiandolo, una volta compromesso definitivamente il discorso qualificazione. Ancora una volta è mancata la capacità di verticalizzare e di cambiare il ritmo nei momenti decisivi. Sulle fasce i problemi principali, con i due esterni che, non solo non hanno mai puntato l’uomo creando superiorità numerica, ma non hanno fatto neanche muovimenti senza palla, levando ai centrali le opportunità di passaggio. Emblematici in questo senso le sostituzioni di Xavi ed Iniesta, seppur sottotono, soprattutto il secondo. A questo punto, come detto nel post partita da Pique e Rosell, il Barcellona si “consolerà” con la conquista della Liga, per la quale manca solo l’aritmetica, per poi prendere decisioni per il futuro.

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