Infantino punge l’Italia:“Forse si qualifica con 64 squadre. O con 208…”

Il presidente FIFA scherza sulle recenti esclusioni azzurre dai Mondiali, riaprendo una ferita ancora aperta tra tifosi e federazione

MEXICO CITY, MEXICO - JUNE 10: Gianni Infantino, President of FIFA, speaks to the media during a FIFA World Cup 2026 Opening Press Conference at Mexico City Stadium on June 10, 2026 in Mexico City, Mexico. (Photo by Hannah Peters - FIFA/FIFA via Getty Images)

L’Italia torna al centro del dibattito internazionale, ma questa volta per una battuta tutt’altro che leggera. Nel corso di un’intervista concessa a CazéTV, il presidente della FIFA, Gianni Infantino, ha ironizzato sulle difficoltà della Nazionale azzurra nel qualificarsi alle ultime edizioni della Coppa del Mondo, lasciandosi andare a una frase destinata a far discutere.

Parlando dell’evoluzione del format del Mondiale, che dal 2026 vedrà la partecipazione di 48 nazionali, il numero uno della FIFA ha spiegato come in passato sia stata presa in considerazione anche l’ipotesi di un ulteriore ampliamento.

“Prima dobbiamo vedere come andrà questa Coppa del Mondo con 48 nazionali. È già un evento molto grande. Abbiamo discusso di un Mondiale con 64 nazionali, con un coinvolgimento ancora maggiore in tutto il mondo. È già stato dibattuto nel Consiglio della FIFA, ma ora godiamoci questa edizione a 48. Forse l’Italia si qualifica con 64 nazionali. Chissà, magari se ne mettiamo 208…”.

Una battuta pronunciata con tono ironico, ma che non è passata inosservata. Il riferimento è alle clamorose assenze dell’Italia dalle ultime edizioni della Coppa del Mondo, una serie di fallimenti che hanno segnato profondamente il calcio azzurro.

Le parole di Infantino riaccendono inevitabilmente il ricordo di un decennio complicato per la Nazionale. Dalla drammatica eliminazione contro la Svezia nei playoff per il Mondiale 2018, passando per il ko contro la Macedonia del Nord che costò la partecipazione a Qatar 2022, fino alla più recente delusione maturata nel marzo 2026 contro la Bosnia, l’Italia ha collezionato una serie di risultati inattesi che ne hanno compromesso la presenza sul palcoscenico più importante del calcio mondiale.

Un percorso in netto contrasto con la tradizione di una selezione che vanta quattro titoli mondiali e che resta una delle nazionali più prestigiose della storia del calcio. Proprio per questo, la frecciata del presidente FIFA rischia di pesare ancora di più nell’ambiente azzurro, già chiamato a ricostruire credibilità e risultati dopo anni di profonde difficoltà.

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Redazione

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