La Spagna è campione del mondo per la seconda volta nella sua storia. Al New York New Jersey Stadium, la squadra di Luis de la Fuente batte l’Argentina 1-0 dopo i tempi supplementari, tornando sul tetto del mondo sedici anni dopo il trionfo del 2010. A decidere la finale è Ferran Torres, entrato dalla panchina e a segno al 106’ su assist di Nico Williams.
Le pagelle della Spagna
Unai Simón 6 – Vive una finale sorprendentemente tranquilla. L’Argentina non effettua tiri nello specchio nei tempi regolamentari e il portiere spagnolo deve soprattutto gestire il pallone con i piedi.
Pedro Porro 7 – Spinge con coraggio e accompagna costantemente la manovra. Dalla sua corsia nasce l’azione che porta alla rete decisiva.
Pau Cubarsí 7,5 – Personalità impressionante. Anticipa Julián Álvarez, copre in campo aperto e gioca ogni pallone con grande lucidità.
Laporte 7 – Esperienza e senso della posizione. Non concede profondità agli attaccanti argentini e guida con sicurezza il reparto.
Cucurella 7 – Aggressivo, continuo e prezioso nel pressing. Limita le iniziative dell’Argentina e offre sempre una soluzione sulla fascia.
Rodri 7,5 – È l’architetto della Roja. Controlla il ritmo, recupera palloni e permette alla Spagna di mantenere il dominio territoriale.
Fabián Ruiz 7 – Tanto lavoro tra le linee e diversi inserimenti pericolosi. Gli manca soltanto maggiore precisione nell’ultimo passaggio.
Dani Olmo 7 – Si muove continuamente alle spalle dei centrocampisti argentini. Crea superiorità e costringe gli avversari a numerosi interventi fallosi.
Lamine Yamal 6 – Non è la sua serata più brillante. Prova ad accendersi sulla destra, ma viene contenuto dalla marcatura argentina.
Álex Baena 6,5 – Garantisce intensità e qualità, partecipando al lungo assedio spagnolo. Cala con il passare dei minuti.
Oyarzabal 6 – Lavora per la squadra e apre spazi, ma fatica a rendersi realmente pericoloso davanti a Emiliano Martínez.
Nico Williams 7,5 – Entra e cambia il ritmo della finale. Attacca la profondità e serve a Ferran Torres il pallone che vale il titolo mondiale.
Ferran Torres 8,5 – L’uomo della finale. Entra dalla panchina, colpisce al 106’ e scrive il proprio nome nella storia della Spagna. Il suo destro potente supera Martínez e consegna la Coppa alla Roja.
Luis de la Fuente 8 – La Spagna comanda il gioco dall’inizio alla fine. Le sostituzioni risultano decisive: Nico Williams confeziona l’assist e Ferran Torres realizza il gol del Mondiale.
Le pagelle dell’Argentina
Emiliano Martínez 8 – Il migliore dell’Albiceleste. Compie dodici parate e tiene in vita l’Argentina durante l’assedio spagnolo. Può fare poco sulla conclusione ravvicinata di Ferran Torres.
Montiel 6 – Difende con attenzione, ma soffre quando la Spagna aumenta il ritmo sulla fascia.
Cristian Romero 6,5 – Combatte su ogni pallone e respinge numerose conclusioni. Uno degli ultimi ad arrendersi.
Lisandro Martínez 6,5 – Aggressivo e puntuale negli anticipi. Regge finché può contro la pressione continua della Roja.
Tagliafico 6 – Gara di sacrificio. Limita Yamal, rinunciando quasi completamente alla fase offensiva.
De Paul 6 – Corre e lotta, ma non riesce a ribaltare l’azione. La superiorità tecnica della Spagna lo costringe soprattutto a difendere.
Mac Allister 5,5 – Insegue gli avversari per gran parte della finale e incide poco nella costruzione del gioco.
Enzo Fernández 4,5 – Prestazione nervosa, conclusa con l’espulsione al 93’ per doppia ammonizione. Lascia l’Argentina in dieci per tutti i supplementari.
Nico González 5,5 – Offre corsa, ma non riesce mai a creare veri pericoli sulla fascia.
Lionel Messi 5 – La Spagna gli toglie spazio e rifornimenti. Prova ad accendersi soltanto nel finale, senza trovare la giocata capace di cambiare la partita.
Julián Álvarez 5 – Isolato e dominato dai centrali spagnoli. Non riesce a effettuare conclusioni pericolose.
Lionel Scaloni 5,5 – Prepara una partita quasi esclusivamente difensiva. L’Argentina resiste grazie a Martínez, ma crea troppo poco e chiude i tempi regolamentari senza tiri nello specchio.
Il migliore in campo
Ferran Torres 8,5 – È il simbolo del secondo titolo mondiale della Spagna. Entrato nel corso della ripresa, decide al 106’ una finale dominata dalla Roja ma rimasta bloccata a lungo dalle parate di Emiliano Martínez. La Spagna conquista così il Mondiale 2026 e interrompe il sogno dell’Argentina di vincere due edizioni consecutive.






