In casa Russia l’obiettivo è uno solo: eguagliare in cugini del beach soccer campioni del Mondo in carica
La strada che conduce verso Brasile 2014, fa tappa in Russia, patria di quella che un tempo fu la Nazionale dell’ex URSS, tra le più forti d’Europa e del Mondo, ma soprattutto patria degli attuali campioni del Mondo in carica nel beach soccer. La prima rappresentativa di sempre russa fu quella dell’antico Impero russo, che esordì nel 1912 contro la Finlandia perdendo 2-1.
Quella rappresentativa non brillò particolarmente in campo europeo ed anzi, nei pochi anni che calcò i campi di calcio incassò uno dei peggiori record passivi, perdendo 16-0 contro la Germania. Dopo il 1917 e, quindi, la Rivoluzione russa, la squadra scomparve e venne sostituita dalla nazionale di calcio sovietica che esordì nel 1923. Durante l’esistenza dell’Unione Sovietica, non esistevano le attuali nazionali delle repubbliche che ne facevano parte e che oggi sono indipendenti, tanto meno una nazionale russa.
Dal 1923 al 1991 perciò i calciatori russi confluivano nella Nazionale sovietica. La rappresentativa sovietica vinse un campionato europeo (1960), arrivando per tre volte seconda (1964, 1972, 1988). Nelle competizioni olimpiche vinse due ori (1956, 1988) e tre bronzi (1972, 1976, 1980). Il miglior posizionamento ai mondiali di calcio fu il quarto posto ottenuto nel 1966. La Nazionale russa attuale nacque nel 1992 dopo lo smembramento dell’URSS e, conseguentemente, della Nazionale di calcio dell’Unione Sovietica.
Nel corso di quell’anno, in sostituzione della Nazionale sovietica, appena scomparsa, giocava la Nazionale della CSI, rappresentativa della Comunità degli Stati Indipendenti e presente con questa dicitura al Campionato europeo 1992. L’esordio internazionale avvenne il 16 agosto 1992 a Mosca contro il Messico. La partita finì 2-0 per i padroni di casa, che presentarono una formazione composta da ex giocatori della Nazionale sovietica, provenienti però in molti anche dalle altre repubbliche (casi eclatanti furono Viktor Onopko ed Andrej Kančel’skis): a molti, infatti, fu proposto di scegliere dopo lo scioglimento dell’URSS se adottare la cittadinanza russa o quella del paese di nascita.
Qualificatasi per il campionato del mondo 1994, la Russia fu inserita nel gruppo B con Camerun, Svezia e Brasile. Superata dal Brasile per 2-0 nel primo incontro, perse anche la gara contro la Svezia per 3-1. Già eliminata, sconfisse nettamente il Camerun per 6-1 in una partita che vide come protagonista Oleg Salenko, autore di cinque gol, primato per un Campionato del mondo. Due anni più tardi si qualificò per il campionato d’Europa 1996 e fu sorteggiata nel girone C con Germania, Rep. Ceca e Italia. La squadra allenata da Oleg Romancev perse le prime due partite contro Italia (2-1) e Germania (3-0), per poi raggiungere i cechi sul 3-3 nell’ultima partita, grazie a una prova di carattere.
Il raggruppamento era giustamente considerato uno dei più difficili del torneo, tant’è che Germania e Repubblica Ceca furono le due finaliste della manifestazione. Dal 1993 al 1997 la Russia fece parte della top-20 del Ranking mondiale FIFA, raggiungendo nel 1996 addirittura il terzo posto. Ciononostante fallì la qualificazione al campionato del mondo 1998 ai play-off contro l’Italia (1-1 a Mosca in una bufera di neve, 1-0 per gli Azzurri a Napoli).
Durante le qualificazioni al campionato d’Europa 2000, il 5 giugno 1999, la Russia di Romancev, tornato nel 1998 dopo che in panchina si erano succeduti Boris Ignat’ev (1996–1997) e Anatolij Byšovec’ (1997-1998), fu in grado di ottenere una storica vittoria per 3-2 contro la Francia a Parigi. Al campionato del mondo 2002 in Giappone e Corea del Sud la Russia fu inserita nel gruppo H insieme con Belgio, Tunisia e Giappone. La formazione di Romantsev si presentava in Asia con una rosa promettente, composta in parte da veterani e in parte da debuttanti.
Nella prima partita vinse per 2-0 contro la Tunisia e nella seconda gara, contro i padroni di casa del Giappone, fu sconfitta per 1-0, scatenando le proteste tra i tifosi radunatisi a Mosca per assistere all’incontro. Il terzo match, quello contro il Belgio, iniziò con un gol di Johan Walem dopo sette minuti, cui rispose al 52° di gioco Egor Titov. A dodici minuti dalla fine una rete di Wesley Sonck portò il Belgio sul 2-1 e a otto dal termine Marc Wilmots realizzò il punto del 3-1. All’88º minuto Dmitrij Syčëv segnò il gol del 3-2 che non salvò, però, la Russia dall’eliminazione. Nella fase finale di campionato d’Europa 2004 la Russia (che era arrivata in Portogallo vincendo il play-off contro il Galles) dovette affrontare la Spagna, la Grecia e il Portogallo. Il girone A, dunque, oppose ancora una volta i russi ai padroni di casa (questa volta portoghesi).
Alle sconfitte contro Spagna (1-0) e Portogallo (2-0) seguì una vittoria per 2-1 contro la Grecia (poi trionfatrice in finale) il 16 giugno, con reti di Dmitrij Kiričenko al secondo minuto e Dmitrij Bulykin al diciassettesimo. Il successo contro i greci non bastò, però, alla Russia per evitare l’eliminazione. Anche in questo caso, come nel 1996, le due finaliste furono le squadre del girone in cui erano inseriti i russi. Per le qualificazioni al campionato del mondo 2006 fu raggruppata con Portogallo, Slovacchia, Estonia, Lettonia, Lussemburgo e Liechtenstein. Il Portogallo si insediò subito al primo posto, con russi e slovacchi al seguito.
Il 12 ottobre 2005 la Russia si presentò a Bratislava con il bisogno di vincere, ma lo 0-0 finale consentì alla Slovacchia di qualificarsi per i play-off per un solo punto. In 12 partite totalizzò 23 punti, frutto di 6 vittorie, 5 pareggi e una sconfitta, la peggiore nella storia della Nazionale russa (7-1 contro il Portogallo a Lisbona). Nel 2006 è stato chiamato ad allenare la Russia l’olandese Guus Hiddink.
Con il nuovo commissario tecnico la squadra è tornata a giocare un ruolo importante nel panorama calcistico europeo, mettendo in difficoltà l’Inghilterra nel proprio girone di qualificazione al campionato d’Europa 2008. Iniziate non brillantemente le qualificazioni, la squadra ha poi collezionato una serie di risultati positivi. Nella sfida contro gli inglesi in trasferta ha perso per 3-0, ma si è poi imposta per 2-1 nel ritorno a Mosca. Grazie a questo successo alla Russia sarebbe bastata una vittoria sul campo di Israele per qualificarsi a Euro 2008 a scapito dell’Inghilterra, ma gli israeliani hanno avuto la meglio (2-1).
A quel punto gli inglesi avrebbero staccato il pass anche pareggiando in casa contro la già qualificata Croazia, ma quest’ultima è riuscita ad imporsi sorprendentemente a Wembley per 3-2, consentendo così il sorpasso della Russia, che si è qualificata per gli Europei 2008 e ha eliminato i britannici in virtù dei tre punti ottenuti sul campo di Andorra (gol di Syčёv). Alla fase finale degli Europei 2008 la Russia di Hiddink ha impressionato favorevolmente, ottenendo il miglior piazzamento della sua storia nella Coppa d’Europa, e il migliore dopo il 1991.
Ha debuttato con una sconfitta 4-1 contro la Spagna e ha poi sconfitto per 1-0 la Grecia Campione uscente. Nel terzo e decisivo incontro del girone ha sconfitto per 2-0 la Svezia, qualificandosi ai quarti di finale. Qui ha eliminato la favorita Olanda imponendosi per 3-1 ai tempi supplementari, accedendo così alla semifinale, dove è stata nuovamente sconfitta dalla Spagna (0-3). Tra i giocatori russi hanno ricevuto critiche positive soprattutto Pavljučenko e Aršavin, che hanno suscitato l’interesse di importanti club europei.
Nelle qualificazioni al Mondiale 2010 si è classificata seconda nel proprio girone dietro la Germania, ma ha fallito la qualificazione perdendo, a Maribor, il ritorno dello spareggio decisivo contro la Slovenia, nonostante la vittoria per 2-1 a Mosca. Dopo la mancata qualificazione al mondiale, con il nuovo tecnico Dick Advocaat, la Russia intraprende le qualificazioni ad Euro 2012, ottenendo il primo posto e qualificandosi per le fasi finali. Inserita nel girone A con Grecia, Polonia e Repubblica Ceca, ha sconfitto prima la Nazionale Ceca con un roboante 4-1 e poi ha pareggiato 1-1 con i padroni di casa della Polonia.
All’ultima giornata ha perso 1-0 contro la Grecia e, classificatosi terza nel girone, ha patito un’eliminazione che ha del clamoroso. Il riscatto, pronto ed immediato, è guidato da Fabio Capello, ex allenatore del Milan degli invincibili, una delle più forti squadre di club di tutti i tempi, che traghetta la selezione dell’ex paese zarista alla qualificazione al Mondiale di Brasile 2014.
Se nel calcio a 11 la Russia è ancora in cerca di una sua identità, la stessa cosa non è nel beach soccer, disciplina sportiva in cui la Russia non solo è campione d’Europa in carica, ma ha anche conquistato ben due mondiali consecutivamente, stesso discorso nel calcio a 5, dove la nazionale ex zarista possiede una delle selezioni più forti al Mondo e d’Europa.
Chiaro quindi che in casa russa dopo le imprese realizzate nel beach soccer e nel calcio a 5, l’obiettivo è quello di tentare anche nel calcio a 11 la stessa cosa, certamente più difficile ma non impossibile, soprattutto se in panchina c’è un gladiatore come Fabio Capello.







