La Roma sale al comando, Napoli al secondo posto. Dybala risolleva la Juve

La 9^ giornata regala una nuova capolista al campionato di Serie A: è la Roma di Rudi Garcia, che espugna il “Franchi” di Firenze grazie a Salah e Gervinho e si issa in vetta a quota 20 punti. Alle spalle dei giallorossi c’è ora, addirittura, un quartetto di squadre, composto dalla Lazio (vittoriosa 3-0 in casa col Torino), dall’Inter, dalla Fiorentina e dal Napoli, corsaro a Verona. Vince e convince la Juve, che allo “Stadium” si sbarazza con un gol per tempo dell’Atalanta: decidono la sfida le reti di Dybala e Mandzukic. Tre punti anche per il Milan, 2-1 a San Siro col Sassuolo. Prima soddisfazione nel nuovo “Friuli” per l’Udinese: 1-0 al Frosinone, match-winner l’ex Lodi. Bene la Samp di Zenga.

SAMPDORIA-VERONA 4-1 – La domenica del massimo campionato italiano si apre a Marassi, dove sono di scena, per il lunch match delle 12:30, Sampdoria ed Hellas Verona; partita con tanti incroci e tante storie da raccontare: gli ex gemelli del gol Cassano e Pazzini che si ritrovano da avversari, come Zenga e Mandorlini, compagni di squadra nell’Inter dei record del Trap, scudettata nel 1989. In campo match a senso unico con i blucerchiati che fanno quello che vogliono, dal primo all’ultimo minuto. Il vantaggio per i padroni di casa è cosa fatta già all’11’, quando Muriel infila da pochi passi la rete dell’1-0, dopo un mezzo pasticcio della difesa scaligera. Scaligeri, che provano a reagire, ma costretti, al 28’, a incassare anche il raddoppio: traversone lungo da sinistra di Carbonero, rimesso prontamente al centro da Soriano; l’azzurro pesca bene, all’interno dell’area gialloblù Zukanovic; sul colpo di testa ravvicinato del numero 87 di Zenga, Rafael non può nulla. 2-0. Prima del duplice fischio, il primo tempo perfetto della Samp si completa con la terza marcatura, firmata dallo stesso Soriano, ottimo nell’occasione a farsi trovare pronto su un’illuminante palla in verticale di Eder. Nel secondo tempo è proprio l’italo-brasiliano a calare il poker. 4-0 e Sampdoria a quota 14 in classifica, a un tiro di schioppo dalla zona Europa.

FIORENTINA-ROMA 1-2 – All’Artemio Franchi di Firenze c’è il pubblico delle grandi occasioni per il big-match tra la prima e la seconda della graduatoria; per la sfida che vale il primato solitario, Sousa deve rinunciare ad Alonso, così si affida al 3-4-2-1: confermatissimo Kalinic in avanti, supportato dal duo Valero-Ilicic; dal primo minuto c’è anche Bernardeschi. Dall’altra parte Garcia lancia dall’inizio il tridente delle meraviglie con Dzeko, Gervinho e l’attesissimo ex Salah. Nel 4-3-3 del tecnico francese, spazio anche per Florenzi, che torna ad agire da esterno di destra sulla linea difensiva. Partita di rara intensità, almeno alle nostre latitudini; pronti via, al 6’ minuto è già tempo della prima svolta; l’egiziano Salah, fischiatissimo dal pubblico fiorentino, risponde ai suoi vecchi tifosi nella migliore delle maniere possibili, trovando, alla prima occasione, la rete del vantaggio giallorosso; è un piccolo capolavoro quello del numero 11 capitolino, un sinistro a girare perfetto che non da scampo al portiere Tatarusanu. I padroni di casa provano a scuotersi intorno al quarto d’ora, ma Kalinic conclude alto dopo una bella invenzione di Gonzalo. Al 34’ il secondo momento decisivo: calcio d’angolo per la Fiorentina battuto malissimo dai ragazzi di Sousa, che innescano, involontariamente, la fuga solitaria, in contropiede, di Gervinho; al termine di una cavalcata lunga più di cinquanta metri l’ivoriano batte a rete e fa 2-0. Prima dell’intervallo Garcia è costretto a sostituire De Rossi, infortunato. Nella seconda metà di gara padroni di casa decisamente sbilanciati in avanti a caccia del gol che riaprirebbe la partita. Ci provano un po’ tutti, da Pepito Rossi (subentrato a gara in corso) a Bernardeschi, ma non c’è niente da fare; così sono gli ospiti ad andare vicini allo 0-3, con Dzeko, che manca clamorosamente il colpo del KO. All’80’ gol annullato a Rossi, giustamente: la posizione di Kalinic, che tocca il pallone prima dell’italo-statunitense, è effettivamente di offside. A quel punto, Sousa, per l’assalto finale, si gioca la carta Babacar; mossa vincente quella del portoghese, perchè è proprio Babacar, che al quarto di recupero, trova per i viola il gol della bandiera; l’1-2, comunque, arriva troppo tardi: la Roma espugna il Franchi e vola da sola in testa alla classifica.

JUVENTUS-ATALANTA 2-0 – Prosegue il momento positivo per la Juve di Allegri, che centra il terzo risultato utile di fila in campionato, dopo la vittoria interna pre-sosta col Bologna e il pari esterno al Meazza con l’Inter, di sette giorni fa. Allo “Stadium” l’Atalanta di Reja deve arrendersi a una Vecchia Signora, finalmente, bella e convincente; i Campioni d’Italia partono forte con un calcio di punizione di Dybala (oggi in stato di grazia) spizzato con astuzia da Bonucci, che chiama subito all’intervento Sportiello, dopo appena tre minuti di gioco. Poco prima della mezz’ora il punteggio si sblocca e la rete del vantaggio bianconero porta la firma proprio di Paulo Dybala: imbeccato bene da Pogba, anche per lui oggi ottima prestazione, l’ex Palermo controlla e calcia di sinistro; è una vera e propria sassata, che piega le mani dell’estremo difensore bergamasco e s’infila sotto la traversa. 1-0. Sui piedi del numero 21 di Madama, capita pure la palla del raddoppio, qualche secondo prima dell’intervallo, ma sulla sua conclusione, troppo centrale, Sportiello è bravissimo e si oppone con i piedi. L’appuntamento col 2-0 è solo rimandato di qualche minuto: passano, infatti, appena quattro giri d’orologio dall’inizio della seconda frazione, ed ecco che la Juve chiude definitivamente la pratica: ancora Dybala se ne va sul lato corto dell’area nerazzurra e mette in mezzo una gran palla, che Mario Mandzukic non deve fare altro che appoggiare in fondo al sacco. A dieci dalla fine occasione per i piemontesi per arrotondare ulteriormente il risultato, ma Pogba si fa respingere un calcio di rigore da Sportiello. Dettaglio, tutto sommato, di poco valore: la Juve vince, sale a quota 12 punti e continua la risalita.

MILAN-SASSUOLO 2-1 – Fatica, fatica tremendamente il Milan di Sinisa Mihajlovic, che solo a quattro minuti dal novantesimo trova la rete che gli permette di superare, al Meazza, un Sassuolo gagliardo e, permetteteci di sottolinarlo, davvero ben messo in campo da Eusebio Di Francesco; ma andiamo con ordine; i rossoneri soffrono nei primi minuti, ma passano in vantaggio grazie ad una bella azione combinata Cerci-Bacca: l’ex granata è bravo a pescare in profondità il colombiano, che freddo davanti a Consigli, lo salta e si fa stendere: per il direttore di gara non ci sono dubbi: calcio di rigore ed espulsione; dagli undici metri si presenta lo stesso Bacca, che non sbaglia; al ventesimo, Milan 1, Sassuolo 0; gli ospiti non si demoralizzano e si mettono subito a caccia del gol del pareggio; prima dell’intervallo è un mini-assedio, ma la difesa di Mihajlovic regge, e così si va al riposo sull’1-0; nella ripresa, al 52’ il pari arriva: calcio di punizione dai 25/30 metri; Berardi sul punto di battuta; la conclusione a giro di sinistro del 25 neroverde è un capolavoro allo stato puro, un gioiello da vedere e rivedere. Il Diavolo prova a riorganizzarsi e a sfruttare la superiorità numerica, tuttavia il punteggio non schioda dall’1-1; almeno fino all’86’ minuto, quando sugli sviluppi di un corner dalla destra, Luiz Adriano è rapace a fiondarsi su un pallone vagante in area sassolese e a infilarlo di testa alle spalle di Pegolo. Finisce così 2-1; al Milan la vittoria, al Sassuolo gli applausi per un’altra convincente prestazione stagionale.

UDINESE-FROSINONE 1-0 – Prima soddisfazione, finalmente, nel nuovo “Stadio Friuli” per l’Udinese di Stefano Colantuono, che si porta a casa i tre punti contro il Frosinone grazie a una bella prestazione e alla rete dell’ex di giornata Ciccio Lodi. I bianconeri friulani trovano la via del gol al 20’ minuto del primo tempo, direttamente da calcio piazzato: sulla battuta di Lodi tentano l’intervento un paio di suoi compagni di squadra, ma non la tocca nessuno; la sfera così viaggia velenosa fino al palo lontano, dove s’infila alle spalle del poco reattivo Leali. Nella ripresa i padroni di casa vanno vicini al raddoppio in diverse occasioni: ci provano Di Natale (due volte), Aguirre, Théreaux e Badu, ma il gol che chiuderebbe definitivamente i conti non arriva. Agli ospiti resta il rammarico per un gran tiro dalla lunga distanza di Ciofani, nel primo tempo, a lato di pochissimo e per una grossa chanche su conclusione a botta sicura di Dionisi, sulla quale Karnezis si supera. Zebre ora a quota 11 in graduatoria, ciociari fermi a 7.

LAZIO-TORINO 3-0 – Dopo la splendida prestazione di giovedì contro il Rosenborg, altra bella serata per la Lazio di Stefano Pioli, che all’”Olimpico”, strapazza il malcapitato Toro di Giampiero Ventura. 3-0 per i biancocelesti che aprono le danze al 40’: cross di Basta sul secondo palo, sponda di Klose e destro letale di Lulic, che lascia di stucco l’incolpevole Padelli. Il raddoppio arriva a un quarto d’ora dal triplice fischio ed è opera di Felipe Anderson, superbo a trasformare nel 2-0 un perfetto assist ancora di Miro Klose. Il brasiliano non si accontenta e in pieno extra-time mette a segno la sua doppietta personale, con un bel destro dal limite dell’area granata. Altri tre punti, dunque, per gli aquilotti, anche loro, ora secondi in classifica; col successo di oggi, tra le altre cose, i biancocelesti si confermano implacabili tra le mura amiche: 5 vittorie in 5 partite; Per i piemontesi terzo KO stagionale.

CHIEVO-NAPOLI 0-1 – Reduce dalla bella vittoria alla “MCH Arena” di Herning sui danesi del

Midtjylland, il Napoli di Sarri si presenta al “Bentegodi” di Verona per affrontare il Chievo nel posticipo che chiude il programma della nona giornata di Serie A. La compagine partenopea parte subito a mille e al nono va vicina al vantaggio con Callejón, Bizzarri c’è. Il Chievo, che da parte sua vive un momento di grandissima condizione, non sta a guardare e risponde sessanta secondi più tardi con una super iniziativa di Simone Pepe: il laterale ex Udinese serve con il goniometro Castro, che invece di calciare di potenza tenta un improbabile scavetto; occasione sfumata. Tra il 22o e il 31o minuto, doppio palo per gli ospiti, più nello specifico doppio palo di Higuain. In un primo tempo divertente e ricco di capovolgimenti di fronte, c’è spazio ancora per un tentativo di Pepe, che sfiora il palo della porta difesa da Reina con un gran tiro di destro a giro largo di poco e per uno di Insigne, che spara alle stelle da posizione favorevole su assist al bacio di Hamsik. Alla ripresa delle ostilità dopo un’altra buona opportunità non sfruttata a dovere dal folletto di Frattamaggiore, il Napoli passa: manco a dirlo l’autore del gol del vantaggio è il Pipita Higuain, fenomenale nel concretizzare il gran lavoro sull’esterno di Ghoulam. L’attaccante ex Real Madrid torna così a segnare lontano dal San Paolo, spezzando un lungo digiuno che durava da gennaio. Nella mezz’ora finale i ragazzi di Sarri legittimano la vittoria andando più volte vicini alla rete dello 0-2, che nonostante le tante occasioni non arriva. Poco importa, il Napoli supera anche l’ostacolo Chievo e sale, pure lui, a quota 18 punti, in seconda posizione in classifica, in compagnia di Lazio, Inter e Fiorentina.

PIERLUIGI DE ASCENTIIS

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