Derby d’Italia alla Juve, decidono Bonucci e Morata. Inter, addio Champions

Il Derby d’Italia sorride alla Juventus, che allo “Stadium” di Torino supera l’Inter con un inappellabile 2-0; decidono la sfida le reti di Leonardo Bonucci e Alvaro Morata. Madama sempre più capolista solitaria, ora a +4 sul Napoli di Sarri.

Dopo la battuta d’arresto di Bologna e la poderosa rimonta europea di 5 giorni fa, la Juventus di Massimiliano Allegri riprende la sua corsa in campionato, superando nel posticipo domenicale della 27^ giornata, l’Inter di Roberto Mancini, liquidata allo “Stadium” con un rotondo 2-0. Senza Marchisio, infortunatosi martedì scorso nella sfida col Bayern di Coppa dei Campioni, Allegri rilancia il 3-5-2, con Hernanes in cabina di regia a centrocampo, supportato dal duo Pogba-Khedira; sugli esterni Lichtsteiner da una parte, Alex Sandro dall’altra; in difesa si rivede (almeno fino al 35’) la BBC, con Chiellini di nuovo titolare insieme a Barzagli e Bonucci, in avanti spazio a Mandzukic e Dybala. Dall’altra parte per Mancini modulo speculare: Palacio in attacco in tandem con Icardi, linea mediana tutta muscoli con Felipe Melo, Kondogbia e Medel nella diga centrale, dietro Miranda e Murillo sono i centrali davanti all’inamovibile Handanovic.

In un primo tempo, tutto sommato equilibrato, si fanno preferire i quadri-Campioni d’Italia, specie nei primi dieci minuti, quando i ragazzi di Allegri dominano in lungo e in largo sfiorando in addirittura ben tre occasioni consecutive la rete del vantaggio: al 5’ minuto grandissimo mancino dai trenta metri del brasiliano Hernanes, che con Handanovic battuto, si stampa clamorosamente all’incrocio dei pali; due minuti più tardi Mandzukic perfetto in area di rigore nel servire l’accorrente Dybala: la conclusione dell’argentino viene stoppata, con un mezzo miracolo, da Miranda; al 9’ ancora bianconeri pericolosissimi con lo stesso Mandzukic, che da due passi si divora l’1-0, sparando alle stelle a porta spalancata. Passata la sfuriata zebrata, i nerazzurri alzano il baricentro, ma Buffon non corre particolari pericoli; prima dell’intervallo episodio sfortunato per Giorgio Chiellini, costretto a chiedere il cambio per un risentimento muscolare: al suo posto dentro Daniele Rugani.

Nella ripresa inizio veemente della Juventus, che dopo appena due minuti passa: sugli sviluppi di un calcio di punizione battuto dalla destra da Dybala, D’Ambrosio sbaglia completamente l’intervento, Bonucci al volo, dall’interno dei sedici metri meneghini, spara un missile terra-aria che s’infila sotto la traversa non lasciando scampo all’incolpevole Handanovic. La reazione degli ospiti non arriva, anzi a sfiorare l’immediato raddoppio sono ancora i piemontesi con Dybala, che dal centro dell’area di rigore non trova il bersaglio di pochissimo, dopo una stupenda iniziativa sulla fascia mancina dell’inesauribile motorino Alex Sandro. A caccia del pari Mancini getta nella mischia Ljajic, Perisic ed Eder, Allegri risponde giocandosi la carta Morata; e la mossa vincente è proprio quella del tecnico livornese: all’83’ il canterano ex Madrid se ne va in solitaria in contropiede, entra in area di rigore, poi prima resiste a un paio di contrasti e infine viene steso senza riguardi da Miranda; per il direttore di gara non ci sono dubbi è calcio di rigore: dal dischetto si presenta lo stesso Morata, palla da una parte, Handanovic dall’altra, Juventus 2, Inter 0. Nel finale, a caccia almeno del gol della consolazione, i nerazzurri provano a rendersi pericolosi con i nuovi entrati Ljajic ed Eder, nonostante tutto, comunque, Buffon ha vita facile; finisce, così, con la sedicesima vittoria della Juventus nelle ultime diciassette partite disputate in campionato; con questi tre punti bianconeri ora a quota 61 in classifica, a +4 sul Napoli (impegnato domani sera a Firenze nel monday-night) e a +8 sulla Roma.

Pierluigi de Ascentiis

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