De Biasi ha già compiuto il miracolo con la sua Albania, i Transalpini possono fare anche a meno di Benzema ma hanno l’obbligo di vincere, la Romania vanta una difesa impenetrabile ma lo spettacolo ne risentirà, la Svizzera questa volta può superare il girone
L’ANALISI – L’Albania guidata dal duo italiano De Biasi-Tramezzani si presenta ai nastri di partenza senza dubbio come la “Cenerentola” del gruppo A, ma già essere approdata per la prima volta nella sua storia alla fase finale di una competizione europea rappresenta una grande conquista. E’ forte ancora l’eco delle affermazioni rilasciate dal tecnico veneto alla vigilia delle qualificazioni a Euro 2016: “Portogallo e Danimarca sono di un altro livello. Cerchiamo di non avere disordini nelle partite con la Serbia e di lasciare l’ultimo posto del girone all’Armenia”. Qualche disordine in realtà c’è stato, legato a motivi politici tra due popoli che non si sono mai amati (Serbia-Albania dell’ottobre 2014 fu sospesa in un clima surreale fra droni, bandiere proibite, fumogeni, invasioni di campo e risse), ma il risultato sportivo raggiunto dalla Nazionale albanese è andato al di là di ogni più rosea aspettativa. Dopo aver battuto il Portogallo di Cristiano Ronaldo (per altro in trasferta) e pareggiato nella gara di andata e di ritorno con i danesi, ora la De Biasi-band non viene più disprezzata da nessuno e, anzi, potrebbe veramente rappresentare la classica mina vagante del torneo. A patto che i nervi non saltino come spesso è accaduto ed è proprio questo, forse, il punto debole dei giocatori albanesi. L’Albania non annovera grandi stelle nella propria rosa, ma può contare su una importante organizzazione tattica dovuta soprattutto agli insegnamenti dell’ex allenatore di Udinese, Torino e Levante e del suo fido vice Paolo Tramezzani.
La Francia è una delle favorite d’obbligo al trionfo finale. L’occasione di disputare l’Europeo in casa è troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire. La Nazionale transalpina è un misto di classe, gioventù, esperienza e potenza fisica. Numerose le stelle presenti nella formazione allenata da una vecchia conoscenza del calcio italiano: Didier Deschamps. Unica nota stonata il recente diverbio tra il tecnico e il grande escluso Karim Benzema (indagato per il tentativo di estorsione ai danni di Valbuena), che potrebbe arroventare un clima comunque sereno. Nonostante la rinuncia al centravanti del Real Madrid, la Francia potrà contare sull’apporto di fuoriclasse unici come lo juventino Paul Pogba, il “folletto” dell’Atletico Madrid finalista di Champions Antoine Griezmann, il “centometrista” del PSG Blaise Matuidi e il baby fenomeno del Manchester Utd Anthony Martial. Probabile schema con il quale Deschamps manderà in campo la propria squadra sarà il 4-3-3. Senza Benzema il ballottaggio nel ruolo di punta centrale sarà tra Giroud (favorito) e Gignac. Quale il punto debole della formazione transalpina? Sicuramente una difesa non proprio imperforabile e che ha dovuto fare i conti con il recente forfait di Varane (sostituito in extremis con l’ex milanista Rami). La coppia centrale sarà formata dal sempre nervoso Koscielny e da Mangala che ha vissuto una stagione infelice con la maglia del Manchester City. Di gran lunga più affidabili i terzini: Sagna o Jallet sulla destra e i due “italiani” Evra o Digne sulla sinistra. C’è grande attesa per il debutto del 10 giugno contro la Romania, match che inaugurerà ufficialmente Euro 2016.
L’undici di Bucarest visto nell’amichevole con la Nazionale azzurra del novembre scorso, potrebbe tradire qualunque spettatore. Quella sera la partita si concluse con un 2-2 finale che regalò spettacolo e colpi di scena. Solo un’illusione, visto che la realtà è molto diversa da quel che sembra. La formazione romena allenata da Anghel Iordanescu può vantare una solidità difensiva senza pari, tanto che il motto che meglio la rappresenta potrebbe essere riassunto così: “Prima non prenderle e poi attaccare”. I numeri lo confermano: in tutto il girone di qualificazione, la Romania ha incassato solo due gol. Dopo aver chiuso il proprio girone al secondo posto, ora l’obiettivo principale è quello di superare il primo gruppo nella fase finale. Difesa solida, si diceva, sorretta da due conoscenze della Serie A come il portiere della Fiorentina Ciprian Tatarusanu e il centrale del Napoli Vlad Chiriches. Il segreto, tuttavia, dell’impermeabilità difensiva risiede soprattutto nei due mediani dalla lunga esperienza, capaci di tamponare con buona efficacia e di far ripartire subito l’azione: Mihai Pintilii (Steaua Bucarest) e Ovidiu Hoban (Hapoel Be’er Sheva). La Romania dovrebbe adottare lo schema tanto caro al suo tecnico, un abbottonato 4-2-3-1.
Anche nella Svizzera non mancano certo alcune recenti o attuali conoscenze del nostro campionato, basti pensare al C.T. Vladimir Petkovic (un anno e mezzo alla guida della Lazio), i centrocampisti Valon Behrami (ex di Napoli, Fiorentina e Lazio), Blerim Dzemaili (attualmente al Genoa in prestito dal Galatasaray), il neo Campione d’Italia con la Juventus Stephan Lichtsteiner ma soprattutto Xherdan Shaqiri. E’ proprio quest’ultimo la punta di diamante della formazione elvetica, anche se con la maglia dell’Inter non ha certo fatto rimpiangere i suoi ex tifosi milanesi (la stagione allo Stoke City, in Premier, non è stata comunque totalmente da buttare). La Svizzera questa volta ha l’occasione buona per superare il girone (Albania e Romania, obiettivamente, sembrano essere avversarie poco insidiose). Sarebbe la prima volta dopo tre Europei disputati (nel 2008 in casa). Nelle qualificazioni solo l’Inghilterra è stata superiore agli uomini di Petkovic, destinati a recitare il ruolo di seconda forza dietro alla Francia. L’allenatore degli elvetici dovrebbe puntare sul modulo ad “albero di Natale”, con i veloci e tecnici Mehmedi (Bayer Leverkusen) e Shaqiri alle spalle dell’unica punta Seferovic (Eintracht Francoforte ma con un passato fulmineo alla Fiorentina). Bisognerà fare attenzione anche alle incursioni in area del terzino d’assalto Ricardo Rodriguez (del Wolfsburg, prezioso anche sui calci da fermo) e dell’esterno di centrocampo Granit Xhaka (neo acquisto dell’Arsenal).
IL CALENDARIO – Francia-Romania (10 giugno – Saint Denis, ore 21)
Albania-Svizzera (11 giugno – Lens, ore 15)
Romania-Svizzera (15 giugno – Parigi, ore 18)
Francia-Albania (15 giugno – Marsiglia, ore 21)
Romania-Albania (19 giugno – Lione, ore 21)
Svizzera-Francia (19 giugno – Lilla, ore 21)
LE ROSE
ALBANIA – Portieri: 1 Berisha, 12 Shehi, 23 Hoxha; Difensori: 2 Lila, 4 Hysaj, 5 Cana, 6 Veseli, 7 Agolli, 15 Mavraj,17 Aliji, 18 Ajeti; Centrocampisti: 3 Lenjani, 8 Basha, 9 Memushaj, 13 Kukeli, 14 Xhaka, 20 Kace, 21 Roshi, 22 Abrashi; Attaccanti: 10 Sadiku, 11 Gashi, 16 Cikalleshi, 19 Balaj; Allenatore: De Biasi
FRANCIA – Portieri: 1 Lloris, 16 Mandanda, 23 Costil; Difensori: 2 Jallet, 3 Evra, 4 Rami, 13 Mangala, 17 Digne, 19 Sagna, 21 Koscielny, 22 Umtiti; Centrocampisti: 5 Kantè, 6 Cabaye, 8 Payet, 12 Schneiderlin, 14 Matuidi, 15 Pogba, 18 Sissoko; Attaccanti: 7 Griezmann, 9 Giroud, 10 Gignac, 11 Martial, 20 Coman. Allenatore: Deschamps
ROMANIA – Portieri: 1 Pantilimon, 12 Tatarusanu, 23 Lung Jr.; Difensori: 2 Matel, 3 Rat, 4 Moti, 6 Chiriches, 15 Gaman, 16 Filip, 21 Grigore, 22 Sapunaru; Centrocampisti: 5 Hoban, 7 Chipciu, 8 Pintilii, 10 Stanciu, 11 Torje, 17 Sanmartean, 18 Prepelita, 20 Popa I; Attaccanti: 9 Alibec, 13 Keseru, 14 Andone, 19 Stancu. Allenatore: Iordanescu
SVIZZERA – Portieri: 1 Sommer, 12 Hitz, 21 Burki; Difensori: 2 Lichtsteiner, 3 Moubandje, 4 Elvedi, 5 Von Bergen, 6 Lang, 13 Rodriguez, 20 Djorou, 22 Schar; Centrocampisti: 8 Frei, 10 Xhaka, 11 Behrami, 14 Zakaria, 15 Dzemaili, 16 Fernandes, 23 Shaqiri; Attaccanti: 7 Embolo, 9 Seferovic, 17 Tarashaj, 18 Mehmedi, 19 Derdiyok. Allenatore: Petkovic
PROBABILI FORMAZIONI
ALBANIA (4-1-4-1): Berisha; Hysaj, Cana, Djimsiti, Aliji; Kukeli; Gashi, Basha, Memushaj, Lenjani; Cikalleshi.
FRANCIA (4-3-3): Lloris; Sagna, Koscielny, Mangala, Evra; Pogba, Diarra, Matuidi; Griezmann, Giroud, Coman.
ROMANIA (4-2-3-1): Tatarusanu; Sapunaru, Chiriches, Grigore, Filip; Pintilii, Hoban; Popa, Stanciu, Stancu; Keseru.
SVIZZERA (4-3-2-1): Sommer; Lichtsteiner, Djorou, Schar, Rodriguez; Xhaka, Dzemaili, Behrami; Shaqiri, Mehmedi; Seferovic.
Emanuele Tocchi







