Euro 2016: Eder infrange i sogni dei francesi, il Portogallo è Campione d’Europa!

Nella finale di Euro 2016 la spuntano nei tempi supplementari i meno accreditati, pur disputando più di tre quarti di gara senza Cristiano Ronaldo, infortunatosi troppo presto. Delusione immensa per tutta la Francia.

È la stagione delle imprese, è la stagione delle sceneggiature da film. Dopo il Leicester, ecco il Portogallo. Non che il Portogallo rappresentasse il Leicester della manifestazione continentale. Tuttavia dire che partisse con i favori del pronostico, un mese fa, era quasi commettere reato di eresia. Se poi si aggiunge che i lusitani sono stati costretti a giocare più di novanta minuti dovendo rinunciare alla propria stella mondiale, la storia si tinge di favola. È stato l’Europeo dell’organizzazione, elemento esaltato dai neo campioni, che pur vantando tra le proprie fila un fenomeno puro hanno fatto dello spirito di squadra il cardine che ha permesso loro di conquistare un titolo storico, senza mai brillare, convincere. E intanto quel fenomeno puro, con tutta probabilità, porterà a casa un altro pallone d’oro tra qualche mese. Giustamente.

La gara, comunque, non è di certo spettacolare ma tatticamente risulta davvero interessante, oltre che intensa agonisticamente. Deschamps sceglie il 4-2-3-1, preferendo Sissoko a Kanté, il che vuol dire avere un incursore in più, fisicamente molto forte. In difesa ancora Umtiti preferito a Rami. Santos lascia fuori Quaresma, mentre per il resto la formazione ricalca quella che ha dato più soddisfazioni al commissario tecnico lusitano. Le grandi occasioni, nel corso dei novanta minuti, non sono poi molte e la Francia ne produce qualcuna in più colpendo il palo con Gignac quasi allo scadere. L’evento che sicuramente modifica il copione è l’infortunio di Cristiano Ronaldo, costretto ad uscire al venticinquesimo a causa di un colpo molto duro ricevuto da Payet e sostituito proprio dall’esterno avanzato ex interista. Sull’intervento del fantasista del West Ham, peraltro, si potrebbe discutere, dato che il direttore di gara non ha nemmeno rilevato un fallo. Ovvio che l’assenza di CR7 determina la necessità, per i portoghesi, di metterla ancor più sul piano dell’attenzione, della compattezza, del non prenderle. Il che complica il compito della Francia di costruire gioco con fluidità e ritmi alti.

Nei tempi supplementari i francesi provano ulteriormente ad evitare che si giunga ai calci di rigore, tentando di prendere in mano le redini del gioco con addirittura maggiore costanza rispetto ai tempi regolamentari, soprattutto nella prima delle frazioni extra, anche se gli avversari si rendono decisamente pericolosi sfruttando i calci piazzati. Negli ultimi quindici giri d’orologio, invece, i transalpini si sciolgono come neve al sole. Éder, entrato al settantanovesimo in luogo di Renato Sanches, colpisce la traversa su punizione, peraltro inesistente. È il preludio al gol partita: poco dopo, infatti, è ancora Éder il protagonista, stavolta vincente, infilando in rete alla desta di Lloris, al minuto centonove. L’assalto conclusivo di Pogba e compagni risulta vano e lo stadio di Saint-Denis piomba nella delusione, fortissima. La festa è quella di Ronaldo e di tutto il Portogallo, che dodici anni dopo ottiene la rivincita nei confronti della celebre incredibile sconfitta casalinga contro la Grecia, andando ad espugnare il terreno dei padroni di casa senza affatto rappresentare, alla vigilia della manifestazione, una delle favorite. Tutt’altro. Il calcio è questo.

FEDERICO LATTANZIO

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Redazione

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