La sfortuna ed una traversa negano i quarti di finale ad una Svizzera coraggiosa e coriacea, capace di soffrire e sfiorare la vittoria, ma a Saint’Etienne dopo una interminabile gara è la Polonia a staccare il pass per i quarti di finale
Svizzera(4-3-3): Sommer; Lichtsteiner, Schaar, Djourou, Rodriguez; Behrami, Xhaka, Dzemaili; Shaqiri, Seferovic, Mehmedi.
All. Petkovic
Polonia: (4-4-2): Fabianski, Piszczek, Glik, Pazdan, Jedrzejczyk; Balszczykowski, Krychowiak, Maczynski, Grosicki; Milik, Lewandowski.
All. Nawalka
Arbitro: Mark Clattenburg (Inghilterra)
Reti: Błaszczykowski (PO) 39’, Shaqiri (SV) 82’
Ammoniti: Schaar (SV) 55’, Jedrzejczyk (PO) 58’, Djourou (SV) 117’
In una Saint’Etienne decisamente calda, Svizzera e Polonia aprono la tornata degli ottavi di finale di Euro 2016, gara che ha visto sia da una parte che dall’altra molti assenti per via delle diffide,rendendo cosi ancor più delicato il match per entrambe selezioni. Soprattutto per la Svizzera, che contro la Polonia su ben 10 incontri disputati, ne vinse solo 1 e nel lontanissimo 1976. Dopo 40 anni, nella cittadina svizzera la selezione rossocrociata prova quindi a superare una Polonia che rappresenta una vera e propria bestia nera, per far questo Petkovic si affida ad un 4-3-3 con cui valorizzare al meglio il centrocampo e soprattutto il gioco sulle fasce. La Polonia dal canto suo per non interrompere quella che ormai è una tradizione positiva contro la Svizzera, si affida a Lewandowski, in fase decisamente opaca per tutta la dura della fase a gironi. Neanche il tempo di cominciare che la Polonia preme subito sull’acceleratore, maldestro retropassaggio di Djourou a Sommer che per un soffio riesce ad anticipare uno scatenato Lewandowski, scattato verso la porta elvetica, il pallone schizza sui piedi di Milik che incredibilmente spara alto sulla porta svizzera, con l’estremo difensore fuori dai pali. La Polonia visto sfumare il vantaggio continua con il suo gioco aggressivo, non dando cosi alla Svizzera il tempo di ragionare per porre le dovute contromisure, ma al 10’ sono i rossocrociati a farsi pericolosi, l’ex Inter, Shaquiri scatta sul filo del fuorigioco, serve Džemaili, ma il giocatore del Genova trova l’esterno della rete. La Svizzera cresce ed al 35’ potrebbe nuovamente passare in vantaggio sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Schär riesce a colpire di testa, ma indirizza centralmente con la sfera che vola tranquilla tra le mani di Fabianski. Trascorrono tre minuti ed ancora una volta Džemaili si rende pericoloso, il giocatore genoano calcia dal limite dell’area, ma la conclusione deviata da Piszczek, fa si che la sfera si alzi volando di poco sulla traversa. Un minuto più tardi e nel momento migliore della Svizzera, la Polonia firma il vantaggio, la selezione elvetica rimasta quasi tutta in proiezione offensiva per lo sviluppo di un calcio d’angolo, si fa trovare scoperta,cosi Fabianski serve Grosicki, il quale riparte rapidissimo sulla sinistra, arriva in area e mette in mezzo il pallone, Milik fa velo liberando Błaszczykowski, il quale si ritrova faccia a faccia con Sommer, e senza indugio scocca il tiro, con il pallone che per la più classica delle beffe, passa sotto le gambe del portiere elvetico, spedendo cosi agli archivi la prima frazione di gioco e mettendo a referto la seconda rete personale in 4 gare giocate.
La ripresa si apre cosi come si chiude il primo tempo, al 53’ sale nuovamente sugli Błaszczykowski, veloce e coraggioso ad avventarsi su di una palla persa dagli avversari,e nuovamente senza pensarci su due volte scocca il tiro, ma questa volta Sommer risponde presente spedendo la sfera in angolo. Da quel momento in poi il match diventa un monologo svizzero, ed al 67’ su calcio di punizione la selezione elvetica potrebbe anche pareggiare,ma sul bellissimo sinistro a giro di Rodriguez, Fabianski risponde presente. La Svizzera ci crede ed al 78’ va nuovamente vicino al pareggio, ma la conclusione di Seferovic in piena area scheggia la traversa della porta polacca. I segnali sono chiari ed il gol è nell’aria, infatti all’82’con una splendida rovesciata di Shaqiri, la Svizzera pareggia i conti spedendo il match ai tempi supplementari.Il pèrimno tempo supplementare comincia a ritmi abbastanza blandi, un po’ la stanchezza un po’ il caldo nessuna delle due formazioni fa più di tanto,con tanti errori da una parte e dall’altra con uno spettacolo decisamente scarso e deludente. Discorso diverso nel secondo tempo supplementare, dove soprattutto al Svizzera torna nuovamente a macinare terreno ed occasioni da rete, al 113’ Shaqiri imbecca Derdiyok che di testa prova a superare Fabianski, ma il portiere polacco si fa trovare pronto, il monologo elvetico non finisce perché al 118’ dalla sinistra Seferovic serve ed ancora volta Derdiyok si fionda sul pallone, ma questa volta provvidenziale è Pazdan, che ostacola il giocatore elvetico facendo carambolare la sfera tra le mani di Fabianski e spedendo il match ai calci di rigore. Anche dagli undici metri la gara si dimostra equilibrata, tanto che a decretare l’eliminazione della Svizzera è il solo errore di Xhaka, discorso diverso per la Polonia andata in rete con tutti i suoi giocatori, conquistando cosi una storica qualificazione ai quarti di finale. Pur se eliminata la Svizzera esce a testa alta e forse sul conto delle occasioni avrebbe meritato qualcosa di più, ma tutto sommato dopo quanto fatto, il popolo elvetico può essere fiero della propria selezione, crollata solo contro la sfortuna.
Davide Piteo







