Euro 2016: Błaszczykowski sbaglia, Quaresma no, il Portogallo vola in semifinale

Ricardo Quaresma si conferma l’uomo della provvidenza: come contro la Croazia a decidere è ancora l’ex nerazzurro. Fatale alla Polonia il rigore parato a Blaszczykowski. Il Portogallo ora attende in semifinale la vincente tra Belgio e Galles

POLONIA-PORTOGALLO 4-6 (D.C.R.)
POLONIA (4-4-1-1): Fabianski; Piszczek, Glik, Pazdan, Jedrzejczyk; Blaszczykowski, Krychowiak, Maczynski (98’ Jodlowiec), Grosicki (82’ Kapustka); Milik; Lewandowski. A disp.: Szczesny, Cionek, Linetty, Boruc, Stepinski, Wawrzyniak, Peszko, Salamon, Zielinski, Starzynski. All.: Nawalka.
PORTOGALLO (4-1-3-2): Rui Patricio; Cedric Soares, Pepe, Josè Fonte, Eliseu; William Carvalho (96’ Danilo Pereira); Joao Mario (80’ Ricardo Quaresma), Renato Sanches, Adrien Silva (74’ Joao Moutinho); Nani, Cristiano Ronaldo. A disp.: Bruno Alves, Ricardo Carvalho, Eder, Vieirinha, Anthony Lopes, Rafa, Eduardo. All.: Fernando Santos.
MARCATORI: 2’ Lewandowski, 33’ Renato Sanches
ARBITRO: Felix Brych (DE)
STADIO: “Stade Velodrome”
AMMONITI: 42’ Jedrzejczyk, 66’ Glik, 70’ Adrien Silva, 89’ Kapustka, 92’ William Carvalho
SEQUENZA RIGORI: Cristiano Ronaldo (gol), Lewandowski (gol), Renato Sanches (gol), Milik (gol), Joao Moutinho (gol), Glik (gol), Nani (gol), Blaszczykowski (parato), Ricardo Quaresma (gol)

Dopo due giorni di riposo si torna in campo: allo stadio “Velodrome” di Marsiglia va in scena il primo quarto di finale tra Polonia e Portogallo. Chi pensa che la sfida riguardi soprattutto i due campioni più attesi, Robert Lewandowski da una parte e Cristiano Ronaldo dall’altra, si sbaglia: Polonia-Portogallo è anche altro. Le due formazioni hanno ben poco in comune e se la nazionale biancorossa può contare su una solida difesa (una sola rete subita fin qui, per altro letteralmente inventata in modo del tutto spettacolare dall’elvetico Shaqiri), i rossoverdi prediligono affidarsi alle individualità: su tutte quelle di CR7 (unico giocatore ad aver segnato in 4 Europei). I polacchi così avanti in Europa non sono mai andati, pur avendo in passato centrato due terzi posti ai Mondiali del 1974 e del 1982. Lusitani maggiormente abituati a vivere le emozioni di un quarto di finale, anche se il c.t. Fernando Santos lamenta due assenze pesanti: Andrè Gomes (molto ricercato sul mercato) e Raphael Guerreiro. Entrambe le squadre si sono qualificate a fatica e il Portogallo, in particolare, pure un po’ a sorpresa contro la più quotata Croazia.

La Polonia appare subito decisa, sicura di sé, una squadra che dà la sensazione di saper perfettamente cosa fare per mettere in difficoltà i lusitani. Il Portogallo, al contrario, non sembra avere le stesse sicurezze e si mostra alquanto disorientato. Trascorsi appena 2’ ed ecco arrivare il meritato vantaggio polacco: errore in marcatura di Cedric Soares che lascia troppo spazio per l’inserimento di Grosicki, cross basso in mezzo all’area e pallone che viene insaccato al volo di piatto da Lewandowski. Il centravanti del Bayern Monaco, deludente fino a questo punto della competizione, finalmente si sblocca dando prova di tutta la sua pericolosità offensiva. Il numero 9, in coppia con Milik, svaria su tutto il fronte d’attacco senza dare riferimenti ai difensori portoghesi completamente frastornati dai continui movimenti dei due. Per 25’ gli uomini di Fernando Santos rimangono così in balia dei biancorossi. Poi pian piano i rossoverdi si rianimano fino a giungere al gol del pari (33’): scambio tra Renato Sanches e Nani, pallone che torna tra i piedi del classe ’97 che lascia partire un mancino secco e deviato da Grichowiak quel tanto che basta da sorprendere il portiere Fabianski. Sanches diventa così il terzo giocatore più giovane a segnare una rete in un Europeo.

Ripresa non certo all’altezza della prima frazione: la Polonia aggressiva e dinamica lascia il posto ad una squadra lenta e prevedibile, mentre il Portogallo va avanti a sprazzi. Ronaldo appare poco lucido e fallisce incredibilmente un paio di palle-gol con due lisci sorprendenti Con il trascorrere dei minuti la stanchezza si fa sentire nelle gambe dei 22 in campo e si arriva così all’extra-time senza ulteriori scossoni. A movimentare i supplementari c’è solo un’invasione di campo da parte di uno scellerato tifoso, immediatamente “placcato” dagli addetti alla sicurezza e condotto con metodi poco ortodossi fuori dal terreno di gioco. La lotteria dei rigori premia il Portogallo: fatale il tiro dal dischetto calciato dal viola Kuba Blaszczykowski che si fa ipnotizzare da Rui Patricio. I lusitani approdano in semifinale senza aver mai vinto una sola gara a conclusione dei tempi regolamentari (0-0, 0-0, 3-3, 0-0 e 1-1), in attesa di Gareth Bale o di Eden Hazard.

Emanuele Tocchi

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