Investire sulla voglia di riscatto, sul talento e sulla volontà di costruire un presente credibile per cambiare il proprio futuro e quello delle persone che ci circondano. È questa la missione che da ormai oltre vent’anni anima il progetto Right To Dream, che con il passare del tempo ha permesso a Tom Vernon, ex scout del Manchester United, di costruire una delle Academy calcistiche più prolifiche e importanti di tutto il continente africano. Le storie di molti ragazzi e delle loro famiglie sono passate proprio da qui, dalla voglia di ripartire e di ribadire come tutti, al di là delle difficoltà, abbiano il diritto di sognare. Ma facciamo un salto in avanti fino al 2016, anno in cui RTD dà il via alla sua proficua collaborazione con il Nordsjælland, formazione militante nella Superliga danese.
È proprio nella squadra de “Le Tigri Selvagge” che i più meritevoli dell’Academy hanno la possibilità di trasferirsi dopo un periodo formativo tra rettangolo verde e banchi di scuola, per assaporare per la prima volta la magia del football europeo. Un passo che, per molti, all’inizio del proprio percorso, può sembrare solo un sogno lontano. Era così anche Kamaldeen Sulemana, oggi una delle stelle più luminose ad aver attraversato i polverosi campi di Techiman, sua città natale in Ghana, fino ad arrivare a Farum, cittadina di appena 20 mila anime sede del club calcistico giallorosso.
Kamaldeen Sulemana, dal Ghana fino al Nordsjælland
Andreas Skov Olsen del Bologna, Mikkel Damsgaard della Sampdoria e Mohammed Kudus dell’Ajax: cos’hanno in comune questi giovani campioni del domani? Tutti e tre sono stati lanciati proprio dal Nordsjælland, formazione che attualmente secondo i dati CIES occupa il primo posto come squadra più giovane d’Europa con una media di 22,7 anni. Alla lunga lista di talenti in rampa di lancio si è presto aggiunto anche Kamaldeen, attualmente la punta di diamante del club danese. La storia dell’attaccante classe 2002, come anticipato, affonda le proprie radici in Ghana, dove viene scoperto per le sue enormi doti con il pallone tra i piedi.
Da qui inizia il suo viaggio, che lo porterà prima all’Academy insieme a molti suoi coetanei e poi, dopo il periodo formativo, a vestire la sua prima maglia su suolo europeo. “Ogni situazione è un’opportunità per imparare e crescere – ha dichiarato ai microfoni del club dopo il suo acquisto nel febbraio 2020 – Le sfide accendono qualcosa in me. Io sono testardo, i miei amici mi chiamano Mugun Yaro (L’equivalente in Hausa, lingua parlata in diversi stati africani, di Bad Boy, ovvero Cattivo Ragazzo ndr)”.
Guai, comunque, a pensare che sia stato tutto rosa e fiori. Durante la sua permanenza in accademia Kamal ha infatti passato anche momenti difficili. La separazione dai propri cari e la necessità di crescere in fretta all’inizio non sono state semplici da affrontare, specie per un ragazzo testardo come lui. Tali circostanze lo hanno però via via plasmato, avvicinandolo inconsapevolmente al raggiungimento del suo scopo. “Quando sono arrivato in Accademia non ascoltavo nessuna istruzione – rivela al canale YouTube ufficiale di Unisport – Volevo fare di testa mia. Right To Dream è conosciuta per il calcio, ma l’educazione è presa molto seriamente”.
E così, gol dopo gol, insegnamento dopo insegnamento, gli si sono spalancate le porte della Danimarca. Nella breve porzione di stagione 2019/2020 addirittura 13 presenze e 4 gol, un bottino destinato a crescere nell’annata attualmente in corso: finora, in sole 11 apparizioni, sono infatti già 4 le reti e 3 gli assist messi a referto. Uno score che ha fatto drizzare le antenne agli scout del Vecchio Continente e non solo, alla ricerca di rapidità, killer-instinct sotto porta e grande esplosività per le proprie squadre.
Caratteristiche tecniche e analisi tattica: la scheda su Kamaldeen Sulemana
“Si tratta di un calciatore molto diretto, possiamo paragonarlo a Neymar quando era giovane. Molto agile, rapido, un grande dribblatore ma anche un buon marcatore”. Sono queste le parole al miele sul conto del numero 10 spese da Flemming Pedersen, coach del Nordsjælland nel corso di “The First Steps of Becoming a Pro”, documentario pubblicato da Unisport. “Secondo me ha tutte le caratteristiche che una buona ala offensiva dovrebbe avere – prosegue l’ex Chelsea Michael Essien, oggi assistente tecnico della prima squadra – Il resto sta a lui, con il potenziale che possiede, se lavora sodo, può raggiungere la vetta”.
Inizialmente impiegato alto a sinistra, dove grazie al suo cambio passo spesso risultava imprendibile per i difensori avversari, nel corso delle ultime uscite si è disimpegnato egregiamente anche nel ruolo di prima punta. Il giovane astro nascente interpreta però il ruolo nell’accezione più moderna possibile: svaria infatti su tutto il fronte offensivo, cercando spazi per liberare il suo mortifero destro grazie a sterzate improvvise e grande tecnica nello stretto. “Come esterno rimango isolato vicino all’out, la mia libertà è più limitata – confessa ai taccuini del suo club durante una recente intervista – Giocando come punta posso trovare spazi più vantaggiosi in campo”.
Dopo la chiamata in Nazionale maggiore dello scorso ottobre e i presunti interessamenti di squadre del calibro di Bayer Leverkusen e Galatasaray, il futuro adesso sembra splendere ancor più per il classe 2002. Il suo sogno resta sempre quello di essere ricordato come il miglior giocatore del continente africano e tanti sono sicuri che, un giorno più o meno lontano, ci possa riuscire davvero. Come ama ricordare spesso Kamaldeen, “si cresce grazie a ciò che si attraversa”. Sembra essere questa la fiamma che lo guida dentro e fuori dal campo, un fuoco inesauribile che finora lo ha spinto in un lungo percorso fatto di cadute e successi, per il quale ormai la strada sembra essere visibilmente tracciata.







