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Tommaso Mancini, una macchina da gol che fa sognare il Vicenza

Nato e cresciuto a Vicenza, Mancini si è segnalato con grande continuità per la sua incredibile continuità in fase realizzativa

Corsi e ricorsi della storia del calcio, che passano e ritornano dopo anni ancora una volta a Brescia e soprattutto a Vicenza. Agli albori degli anni ’80 fu proprio la città veneta ad ospitare l’esordio di un certo Roberto Baggio, che di lì a poco avrebbe scritto pagine indimenticabili del football italiano e mondiale. Aveva solamente 16 il Divin Codino quando allacciò per la prima volta gli scarpini prima di scendere in campo in C1 con la prima squadra dei biancorossi: il battesimo sul rettangolo verde fu solamente l’inizio di una carriera leggendaria, terminata poi con il Brescia nell’annata 2003/2004. E nel 2004, qualche mese più tardi del ritiro dell’ex numero 10, nasce Tommaso Mancini, talento cristallino di proprietà proprio del Vicenza che lo ha fatto esordire in Serie B a soli 16 anni, 5 mesi e 12 giorni. La squadra affrontata in quell’occasione? Sempre il club delle Rondinelle, società sullo sfondo di questa storia che, tra mistica e pura coincidenza, accomuna uno dei più grandi calciatori della storia del gioco ad un giovane attaccante che, senza ovviamente scomodare incauti paragoni, si sta ritagliando sempre più spazio a suon di reti e roboanti lampi di classe con la casacca dei Berici.

Chi è Tommaso Mancini, promessa del Vicenza

Nato e cresciuto a Vicenza, Mancini si è segnalato con grande continuità per la sua incredibile continuità in fase realizzativa. Dopo ottime prestazioni sia con le giovanili della squadra vicentina che con la maglia della Nazionale italiana, il ragazzo ha letteralmente premuto il piede sull’acceleratore nell’annata 2018/2019. Sono addirittura 71 i gol segnati dal centravanti durante questa stagione, uno score da capogiro che gli ha permesso di balzare in cima alla lista dei desideri di molti top club in giro per l’Europa. Ad onor del vero, il ragazzo aveva già iniziato a costruire la propria credibilità tra gli scout internazionali grazie a prestazioni convincenti – spesso contro avversari nettamente più grandi di lui – e caratterizzate sempre da impegno e ottimo feeling con la rete. Tanto che a bussare alla porta del Vicenza e del giovane Mancini era addirittura arrivato il Liverpool di Jurgen Klopp, pronto a portare oltremanica il talentino biancorosso. Niente da fare, offerta rispedita al mittente: per crescere ancora e sbocciare definitivamente non c’è luogo migliore della propria casa. “Non è stato semplice prendere questa scelta – ha raccontato il padre dell’attaccante a Il Giornale di Vicenza – Quando sei genitore temi sempre di non fare la cosa giusta per tuo figlio. Tommaso è cresciuto con la maglia del Vicenza addosso, vuole restare qui ancora e noi genitori ne siamo felici”. La società del Lane ha così continuato a puntare su di lui, facendolo esordire prima in Coppa Italia contro la Pro Patria a settembre 2020 e infine dandogli l’occasione di subentrare per assaporare l’aria della serie cadetta contro il Brescia. Per lui, durante questa stagione divisa tra Primavera e prima squadra, sono già nove le reti in undici presenze con la maglia delle giovanili, mentre con la formazione dei grandi il wonderkid ha giocato in ben 5 occasioni tra campionato e coppa in attesa della sua prima marcatura che siamo certi non si farà attendere.

Tommaso Mancini, scheda e caratteristiche tecniche: l’analisi

I paragoni da tempo si sprecano: Tommaso Mancini è il nuovo che avanza in casa Vicenza e per via delle sue caratteristiche fisiche e tecniche in molti lo accostano niente meno che a Zlatan Ibrahimovic. Alto 190 cm, il classe 2004 agisce come centravanti ma può all’occorrenza fungere da seconda punta in coabitazione con un altro attaccante, per via della sua mobilità e capacità associative. Devastante nei pressi dell’area di rigore e altrettanto mortifero nel gioco aereo, il bomber dei biancorossi, come sottolinea anche footballtalentscout.net, si trova completamente a suo agio nel gioco spalle alla porta. L’abilità nel proteggere la sfera e battagliare con gli avversari si traduce in due possibili sviluppi dell’azione: grazie al suo controllo, alla sua tecnica e alla sua fisicità sa crearsi autonomamente spazi per andare a concludere oppure, in alternativa, fornire invitanti soluzioni per gli inserimenti dei compagni grazie al campo aperto dai suoi movimenti. A completare il profilo, oltre a buone doti balistiche con il piede destro, anche le buone letture nei movimenti da compiere senza palla per smarcarsi dalla pressione dei difensori avversari e, specialità della casa, andare a finalizzare a rete. Ma non solo doti naturali per Tommaso: il giovanissimo si è sempre distinto per grande spirito di sacrificio, serietà e voglia di migliorarsi in ogni minimo aspetto. Un particolare, questo, che fa spesso la differenza nei momenti chiave della carriera dei giovani, una volta chiamati a compiere lo step in avanti per dimostrare una volta per tutte di non essere solamente delle semplici promesse, ma calciatori a tutti gli effetti pronti a dire la loro. E Tommaso Mancini, alla luce di tutto ciò, pare ricadere proprio in quest’ultimo caso.

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