Rimonta e polemiche per il Real, manita Girona al Sibiglia. Risveglio Barça

il Girona torna in vetta e Dovbyk si porta in cima alla classifica capocannonieri

La ventunesima giornata de LaLiga verrà ricordata come la giornata nera del calcio spagnolo, una macchia indelebile a imperitura memoria. Quasi una nuova vergüenza de Chamartín a distanza di poco più di 80 anni. E sempre con il Madrid protagonista. La macchia nera, ossia la carta dell’infamia con la quale venivano marchiati i pirati che si rendevano colpevoli di gravi crimini quali il tradimento, dovrebbe essere consegnata al mondo arbitrale spagnolo e alla Liga. Ci sarebbe da ridere se non si dovesse piangere lacrime amare che macchiano il calcio spagnolo di un fango denso, indelebile, impossibile da pulire. Ciò che è accaduto al Bernabeu, gli inenarrabili aiuti concessi al Real Madrid contro l’Almería per consentirgli di vincere, gettano un’ombra oscura sulla regolarità di tutta la stagione, sollevando dubbi anche su quelle passate. È il secondo tempo di Madrid – Almería la pietra angolare dello scandalo. La formazione ultima in classifica, staccatissima anche dal penultimo postoe praticamente già in Segunda, al riposo stava clamorosamente vincendo 2- 0 al Bernabeu. Ramazzani al 1’ e González al 43’ stavano mettendo sotto al più brutto Real Madrid mai visto. Imbarazzante farsi battere, in casa, da una squadra già virtualmente retrocessa. Inaccettabile. In tutta la storia del club il Madrid aveva perso solo due volte contro l’ultima in classifica, e mai contro un avversario con un ritardo di ben 42 punti. In tutti i primi 45 minuti il Madrid non era riuscito a calciare in porta nemmeno una volta. Bisognava fare qualcosa, a tutti i costi. E il Madrid è stato preso per i capelli da arbitro e Var, risollevato e portato alla vittoria a forza di scandalosi favori arbitrali. Al 57’ l’arbitro ha assegnato un calcio di rigore ai blancos per fallo di mano in area dell’Almería, trasformato da Bellingham, nonostante l’azione fossemacchiata da un fallo immediatamente precedente di Rudiger. L’Almería, coraggiosamente, ha trovato le forze per segnare ancora e portarsi sull’1-3. La rete di Arribas è però stata annullata per un inesistente fallo a centrocampo dei ragazzi di Garritano. Ma è con la terza decisione che si è veramente toccato il fondo. Al 67’ il signor Hernandez Maeso e il Var hanno convalidato la rete del pareggio di Vinicius, realizzata chiaramente con il braccio. Con le squadre sul 2-2 al 90’, gli 11 minuti di recupero assegnati dall’arbitro hanno permesso a Carvajal, al 99’, di realizzare la rete del sorpasso e della vittoria. Un recupero, come si usa dire in Spagna… hasta que marque el Madrid (fino a quando non segni il Madrid).

Alla rapina a fischietto armato del Madrid ha risposto il Girona, passeggiando sul Sevilla e battendolo con un perentorio 5-1. La tripletta di Dovbyk, realizzata in appena sei minuti, e le reti di Cyhankov e Stuani, hanno deciso l’incontro. Per il Sevilla la rete della bandiera è stata realizzata da Romero. Il Girona, nonostante tutto, mantiene la testa della classifica. Sevilla quartultimo a 16 punti.

Il Barcelona dà segni di risveglio e batte al Benito Villamarín il Betis con il risultato di 2-4. Partita pazza il Betis-Barça. Blaugrana sul doppio vantaggio grazie alla doppietta di Ferran. Nella ripresa un’altra doppietta, questa volta di Isco, riporta in tre minuti la parità: 2-2. Sul finale di gara, prima Joao Felix, poi ancora Ferran, definiscono il risultato a favore della formazione azulgrana. Areso, a 10 dal termine, dà la vittoria all’Osasuna nella sfida casalinga contro il Getafe. Doppio vantaggio per i padroni di casa (Raul García e Ikea Munoz) nel primo tempo. Nella ripresa il Getafe raggiunge il risultato di parità grazie a Borja Mayoral e a Maksimovic. La rete di Areso, all’80’, spezza l’equilibrio e permette alla formazione di Pamplona di portare a casa l’intera posta in palio.