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Armstrong: “Impossibile vincere sette Tour senza doping”

L’ex corridore statunitense alza bandiera bianca dopo anni di bugie e risponde con una raffica di “yes” alle domande della regina di Oprah Winfrey sull’uso di Epo, trasfusioni, testosterone, ormone della crescita. Ma precisa: “Non ero il regista”

Armstrong da Oprah

“E’ stata tutta una grossa bugia. Mi sono dopato per vincere i 7 Tour. Altrimenti, sarebbe stato impossibile. Ora chiedo scusa e pago il prezzo”. La confessione tanto attesa va in onda. Lance Armstrong risponde alle domande di Oprah Winfrey nella prima parte dell’intervista con cui l’ex corridore statunitense ammette il ricorso al doping sistematico nel corso della sua carriera. Nella chiacchierata, registrata lunedi’ in un albergo di Austin e divisa in due ‘show’ dall’Oprah Winfrey Network, Armstrong alza bandiera bianca dopo anni di bugie e risponde con una raffica di “yes” alle domande della regina dei talk show sull’uso di Epo, trasfusioni, testosterone, ormone della crescita.

Un “sì” riassuntivo estende le pratiche illecite ai 7 Tour de France vinti tra il 1999 e il 2005. Senza la spinta del doping, non sarebbe stato possibile vincere: “Non secondo me”. Per 13 anni, il’cowboy’ ha negato ogni accusa. Ora, con l’immagine a pezzi e il rischio di procedimenti, vuota il sacco. “Perchè ora? è la domanda migliore, la più logica. Non so se ho la risposta giusta. Comincerò dicendo che è tardi per molte persone ed è colpa mia. E’ stata una grande bugia ripetuta tante volte”, dice pensando ad una “storia perfetta” (“Battere la malattia, vincere 7 Tour, un matrimonio felice”) che “non era vera”.

Alla fine, dice, era diventato “impossibile” continuare. Il doping, ripete Armstrong, era l’unica soluzione per vincere. “Non ho inventato io quella cultura, ma non ho provato a fermarla. E di questo devo scusarmi, è qualcosa per cui lo sport ora sta pagando un prezzo. Mi dispiace” ma “io avevo accesso a quello che era disponibile per tutti”. Farebbe qualsiasi cosa per la vittoria? “In linea di massima. Vincere era importante, è importante. Voglio ancora vincere, ma adesso vedo le cose in maniera un po’ diversa. Molte mie risposte oggi sarebbero differenti”.

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