Euro 2016, Gruppo A: La Svizzera vince di misura su un’orgogliosa Albania

L’Albania stecca la prima assoluta in un campionato europeo. La formazione elvetica sbriga la pratica in cinque minuti e raggiunge momentaneamente la Francia in vetta al gruppo A. Rossoneri in 10 dalla mezz’ora in seguito all’espulsione di Cana. Dzemaili colpisce il palo

ALBANIA-SVIZZERA 0-1
ALBANIA (4-3-3): Berisha; Hysaj, Cana, Mavraj, Agolli; Abrashi, Kukeli, Xhaka (62’ Kace); Roshi (74’ Cikalleshi), Sadiku (82’ Gashi), Lenjani. A disp.: Lila, Veseli, Basha, Memushaj, Shehi, Aliji, Ajeti, Balaj, Hoxha. All.: De Biasi.
SVIZZERA (4-2-3-1): Sommer; Lichtsteiner, Schar, Djorou, Rodriguez; Behrami, Xhaka; Shaqiri (88’ Fernandes), Dzemaili (76’ Frei), Mehmedi (62’ Embolo); Seferovic. A disp.: Moubandje, Elvedi, Von Bergen, Lang, Hitz, Zakaria, Tarashaj, Derdiyok, Burki. All.: Petkovic.
MARCATORI: 5’ Schar
ARBITRO: Carlos Velasco Carballo (ES)
STADIO: “Stade Felix Bollaert-Delelis”
AMMONITI: 13’ Schar, 63’ Kace, 67’ Behrami, 89’ Kukeli, 92’ Mavraj
ESPULSO: 27’ Cana (doppia ammonizione)

Non era certo il debutto che sperava per la sua Albania. Per il tecnico italiano Gianni De Biasi, l’avventura ad Euro 2016 sulla panchina albanese parte male: contro la Svizzera, infatti, la sua squadra perde per 1-0 fallendo così anche la prima partita della sua storia in un campionato europeo. Albania-Svizzera racchiude un tourbillon di storie al suo interno. Come quella dei tre calciatori kosovari ma naturalizzati svizzeri Behrami-Mehmedi-Shaqiri (mentre tra i giocatori dell’Albania molti sono cresciuti in Svizzera, come Abrashi, Ajeti, Basha e Cana), oppure quella ancora più curiosa dei due fratelli che si ritrovano contro, avendo scelto di rappresentare due patrie diverse: Granit e Taulant Xhaka sono entrambi nati a Basilea da una famiglia in fuga dalla guerra in Kosovo, ma se il primo ha deciso di rappresentare il paese dove ha emesso i primi vagiti, il secondo ha optato per quello dove è nata e cresciuta la sua famiglia. Duelli fratricidi a parte, c’è anche molta Italia in questa sfida, a cominciare dai due tecnici e dai loro vice: De Biasi e Tramezzani da una parte, i due ex laziali Petkovic e Manicone dall’altra (curiosa la storia dei due “vicari” accomunati da un passato all’Inter in qualità di compagni di squadra e, dunque, ancora grandi amici). Nelle formazioni di partenza sono presenti molti calciatori che militano nella nostra Serie A: Berisha (Lazio) difende i pali dei “padroni di casa”, mentre nella linea difensiva compaiono i nomi di Hysaj (Napoli) laterale destro e Cana (Lazio) perno centrale. Sull’altra sponda, troviamo lo juventino Lichtsteiner (terzino destro), Dzemaili (Genoa) e Shaqiri (ex Inter) a supporto dell’unica punta Seferovic. Nei primi minuti l’Albania viene tradita dall’emozione del debutto e dopo appena 5’ si ritrova già ad inseguire: dall’angolo calciato da Shaqiri, il difensore Fabian Schar approfitta dell’uscita a vuoto di Berisha e va a segno con un colpo di testa.

Gli elvetici si dimostrano ancora una volta micidiali dagli angoli: sette dei 24 gol segnati dai rossocrociati nelle qualificazioni erano arrivati proprio su corner (29%). Il gol ha però l’effetto di ridestare dal sonno gli uomini di De Biasi che, con il trascorrere dei minuti, aumentano i giri del motore. Proprio nel momento migliore della propria squadra, tuttavia, Cana si fa espellere in seguito ad un secondo giallo per un chiaro fallo di mano (27’). Nonostante l’inferiorità numerica, l’Albania ha un’occasione ghiotta per pareggiare: al 31’ Hysaj pesca Sadiku solo davanti a Sommer, ma l’attaccante si fa intercettare la conclusione. La Svizzera risponde con Dzemaili, anche se il tiro del centrocampista rossocrociato si va a stampare sul palo. Il primo tempo, tutto sommato equilibrato, si chiude praticamente qui. Nella ripresa il tecnico Petkovic chiede ai suoi di chiudere definitivamente la partita, ma manca la cattiveria necessaria. L’Albania rimane a galla grazie soprattutto agli interventi decisivi di Berisha, bravo a chiudere lo specchio della porta a Seferovic. L’ultima occasione è però dei rossoneri: all’86’ Gashi, praticamente solo davanti al portiere Sommer, riesce a farsi neutralizzare il tiro. Al triplice fischio del signor Carballo è la Svizzera a fare festa: conquistati i primi tre punti e Francia agganciata in testa al Girone A. Da sottolineare, però, l’incredibile prestazione dell’Albania che, in dieci uomini per larga parte del match, è rimasta aggrappata alla partita con le unghie e con i denti. De Biasi può essere comunque soddisfatto.

Emanuele Tocchi

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