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GP Cina: Trionfa Hamilton, Vettel terzo, Raikkonen subito dietro

Nel Gran Premio di Cina riscatto delle Frecce d’argento: Hamilton precede Rosberg. La Ferrari si conferma seconda forza del Mondiale

Di certo, se si vorrà raccontare ai nipotini un Gran Premio di Formula 1 memorabile per emozioni e sorpassi, di sicuro non si ricorderà quello della Cina di quest’anno. Al termine di 56 giri composti da sbadigli e cappuccini per tenersi svegli, data anche l’ora italiana di messa in onda, finisce tutto come già anticipato dalle qualifiche ufficiali, almeno nelle prime 3 posizioni.

Vince, domina e guarda tutti dall’alto Lewis Hamilton. Il pilota inglese si dimostra nettamente superiore, concludendo la sua gara senza esser mai messo in difficoltà da nessuno. Gara relativamente tranquilla anche per Nico Rosberg, giunto secondo al traguardo e ancora, praticamente e metaforicamente, un gradino sotto al compagno di squadra in Mercedes. In casa Ferrari questa volta non si urla di gioia alla bandiera a scacchi, ma ci si può comunque ritenere soddisfatti di una macchina che continua a fare discreti progressi e di due piloti che riescono a tenere botta allo strapotere Mercedes. Vettel conquista l’ultimo posto del podio, alla fine di una gara in cui ha provato a recuperare sui quei due davanti senza però riuscire nell’intento, nemmeno quando ha installato le gomme morbide.

Raikkonen con l’altra rossa si classifica alle spalle del compagno di squadra grazie soprattutto ad un’ottima partenza che lo ha visto superare caparbiamente Felipe Massa, giunto quinto al traguardo con la sua Williams. Ancora male la Red Bull, con Ricciardo che parte al rallentatore e finisce nono dopo una buona rimonta; peggio ha fatto Kvyat, non raggiungendo nemmeno la bandiera a scacchi a causa di un problema meccanico della sua monoposto. Non piacevoli nemmeno i commenti per la McLaren, ancora alla ricerca di un’identità: Alonso e Button guadagnano qualcosa rispetto alla partenza ma finiscono rispettivamente dodicesimo e tredicesimo. Forse la gara si sarebbe potuta riaprire in extremis, ma il beneficio del dubbio è d’obbligo, se in occasione della rottura del cambio la macchina di Verstappen fosse stata tolta in anticipo dal rettilineo finale, con le altre automobili ricompattate dalla Safety Car a due giri dal termine. Probabilmente si sarebbe assistito ad un finale quantomeno più avvincente rispetto a quello che realmente è andato in scena: ultimo giro con Safety Car in pista e passerella anticipata per Hamilton, già tranquillo e proiettato, dopo i festeggiamenti, verso la gara della settimana prossima in Bahrain.

Jacopo Trevisani

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