I verdetti della Serie A, Inter campione d’Italia. Napoli, Como e Roma in Champions League

IPA84663973 - Inter player's celebrating the victory at the end of the match with the cup during Italy cup Football Final between SS Lazio v FC Inter, Olimpic stadium Rome, May 13rd, 2026 AllShotLive

Il campionato di Serie A cala il sipario per questa stagione, dopo aver regalato dei verdetti scritti ed inaspettati allo stesso tempo. La noia non è stata la protagonista in questo torneo che ha avuto l’ardire di far vedere un buon calcio nonostante le critiche di diversi addetti ai lavori. Il tatticismo tutto nostrano ha, nuovamente, dimostrato come le goleade fini a sé stesse servono solo per i mercati esteri e per il più classico dei pallottolieri. La crescita del calcio italiano passa per questa Serie A che ha dei buoni margini di crescita; é retorico affermare come il nefasto destino della Nazionale non può essere paragonato – ad oggi – allo show che assistiamo sui campi delle squadre di club ogni settimana.

RETROCESSE (Cremonese, Verona, Pisa)

Se il destino del Pisa sembrava segnato già da inizio stagione, quanto accaduto al Verona può aver stupito qualcuno. La squadra ha dimostrato di poter impensierire diverse compagini della massima categoria ma i risultati non eccelsi l’hanno relegata alla cadetteria l’anno prossimo. Stesso destino per la Cremonese che fino all’ultimo ha ingaggiato un duello affascinante con il Lecce di Di Francesco. Il calcio é ingiusto e l’impegno, a volte, non basta. La meritocrazia non sempre funziona e la matematica può giocare brutti scherzi. I grigiorossi tornano in Serie B a testa alta.

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CONFERENCE LEAGUE (Atalanta)

La vittoria dei nerazzurri in finale di Coppa Italia contro la Lazio regala la qualificazione in Conference League all’Atalanta. La prima stagione senza Gian Piero Gasperini è stata altalenante ma l’arrivo del nuovo tecnico (già ai saluti scrive qualcuno) ha donato brio alla Dea. Gli orobici tenteranno di ricostruire e ripartire da questo settimo posto dopo un anno complicato, o per lo meno diverso rispetto agli ultimi anni.

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EUROPA LEAGUE (Milan, Juventus)

Sulla carta si giocavano il tricolore, anche se i due tecnici hanno messo in più occasioni le mani avanti. Le due squadre hanno deluso le aspettative e la meritocrazia in questo caso ha avuto la meglio. La prossima stagione part iranno con una consapevolezza diversa, consci del fatto che qualsivoglia tipo di errore potrebbe essere fatale come lo é stato quest’anno. La media punti è bassa per poter pensare di competere all’iridato e mentre le retroguardia ha funzionato in fase offensiva e realizzativa i problemi sono stati diversi.

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CHAMPIONS LEAGUE (Napoli, Roma, Como)

Il Napoli era una delle candidate allo scudetto e non avendolo vinto si può tranquillamente affermare che ha deluso le aspettative, la qualificazione in Champions League è un’amara consolazione per chi sperava in un finale diverso e migliore. Differente la situazione della Roma e del Como che a dispetto del poco credito iniziale hanno messo la freccia e superato la concorrenza proprio all’ultima giornata. Il gioco spumeggiante di Cesc Fabregas e la costanza di Gian Piero Gasperini hanno chiuso il cerchio su una stagione, altalenante, ma che ha portato le due compagini a raggiun gere più di quanto ci si aspettava.

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CAMPIONE D’ITALIA (Inter)

Il Biscione è tornato, questa volta con Christian Chivu. Ben 11 i punti di vantaggio sulla seconda, 89 reti fatte e 35 subite. I nerazzurri hanno convinto dall’inizio alla fine portandosi a casa il tricolore in una stagione complessa dal punto di vista del numero di partite. I continui impegni sportivi dei giocatori e alcuni infortuni hanno messo in serie difficoltà i milanesi che con il concetto di “abbassare la testa e pedalare” hanno portato a casa l’obiettivo. La conquista della Coppa Italia è stata la ciliegina sulla torta.

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Bruno Bertucci

Amante di tre sport in particolare: calcio, pallone e football. Difensore ad oltranza dei tifosi, quelli caldi. La scrittura unita alla passione non può che far nascere gemme preziose.