Il Napoli non si ferma più, per l’Inter ancora un pari

Due vittorie casalinghe e un pari nel sabato di Serie A; vincono il Napoli e il Torino, che superano tra le mura amiche, rispettivamente il Sassuolo, 3-1 e il Frosinone, 4-2. I partenopei sfruttano alla grande il mezzo passo falso dell’Inter di Mancini, che a Bergamo non va oltre il pari: con l’Atalanta è solo 1-1.

Terzetto di anticipi per la 20.a giornata di Serie A, prima del girone di ritorno; si comincia all’Azzurri d’Italia di Bergamo, dove va in scena il derby nerazzurro tra Atalanta e Inter. Per la trasferta bergamasca Roberto Mancini sceglie il 4-3-3, confermando, così, lo stesso modulo della negativa sfida interna di sei giorni fa col Sassuolo; rispetto alla gara coi neroverdi, il tecnico jesino cambia, comunque, alcuni interpreti: torna titolare Jojo Jovetic, in avanti insieme a Ljajic e Icardi; in mediana Brozovic e Guarin affiancano il cileno Medel. Dall’altra parte Edy Reja risponde con un più accorto 3-5-2, con Monachello, a sorpresa, titolare dall’inizio al fianco del Papu Gomez, e German Denis in panca. Che si tratti, senz’ombra di dubbio, della grande giornata di Samir Handanovic si capisce già dai primissimi minuti, quando l’estremo difensore meneghino è costretto a respingere sul tentativo di Dramè; sulla ribattuta Kurtic, di testa, non centra la porta. Poco dopo il quarto d’ora, al 17.o per la precisione, il punteggio si sblocca: incursione ancora di Dramè sulla sinistra, palla al centro, Murillo, nel tentativo di anticipare gli attaccanti avversari, devia nella propria porta; Atalanta in vantaggio. Passano appena cinque minuti, e i padroni di casa sfiorano il raddoppio: Monachello manda al bar il disastroso Murillo e si ritrova vis-à-vis con Handanovic: lo sloveno è super ad opporsi con il corpo in uscita. Persa la grande chance di aumentare il vantaggio, l’Atalanta è costretta a incassare la rete del pari, meglio l’autorete del pari: dopo una bella giocata della premiata ditta Ljajic-Jovetic, Toloi cerca di spazzare via, ma sbaglia tutto e infila l’incolpevole Sportiello. Due autogol, 1-1, palla al centro. Prima dell’intervallo ancora una doppia opportunità per le due squadre, una per parte; al 38.o pasticcio di Conti, Jovetic spreca; al 45.o Cigarini per Monachello in area, sinistro di prima dell’ex attaccante della Virtus Lanciano, Handanovic bravissimo a metterci una pezza.
Nella ripresa, al 52.o, ancora Handanovic sugli scudi: sugli sviluppi di un corner, zuccata di Toloi, il portiere interista vola a togliere il pallone dall’incrocio. Nei primi venti minuti della seconda frazione l’Inter non esiste, l’Atalanta domina e fa praticamente quello che vuole; se gli ospiti non tornano in svantaggio è esclusivamente merito di Handanovic, miracoloso al 59.o, in uscita, a salvare sulla conclusione a botta di sicura di Cigarini. Nel finale, se non fosse per un paio di tentativi fuori misura degli ospiti, e per un tiro di Monachello, impreciso da posizione defilata, non succede granché; finisce, così, 1-1: decidono i due autogol del primo tempo. In classifica Inter a quota 40 punti, Atalanta a 25.

Archiviato l’anticipo del digestivo, spazio a quello dell’ora del tè: all’Olimpico di Torino è il giorno del secondo debutto in maglia granata del figliol prodigo Ciro Immobile, di fronte il Frosinone, bisognoso di punti vitali per la sua disperata rincorsa salvezza. Per la sfida ai ciociari, che finora hanno conquistato appena 2 punti lontano dal Matusa, Ventura lancia Belotti al fianco del già citato Immobile; per Stellone pimpante 4-3-3, con Dionisi, Tonev e Soddimo in attacco.
I primi minuti sono decisamente di marca piemontese: al 3.o ci prova subito Baselli, Leali, in simbiosi col palo, salva. Il predominio granata in avvio, si concretizza al 7.o minuto, quando Bertoncini stende all’interno dell’area di rigore il polacco Glik: per il direttore di gara nessuna incertezza, è calcio di rigore; dagli undici metri Immobile non fallisce, Toro in vantaggio. Vantaggio che resiste fino a poco dopo la mezz’ora: al 33.o, infatti, arriva il pari ospite, merito di Pavlovic, autore dell’assist dalla sinistra, e di Sammarco, perfetto a farsi trovare pronto all’appuntamento per la girata vincente, all’interno dei sedici metri. La reazione dei padroni di casa alla rete incassata è, a dir poco, furiosa; prima dell’intervallo, infatti, i granata si scatenano, e a salire in cattedra è nello specifico il “Gallo” Belotti, che prima fa 2-1, al 37.o, lesto a ribadire in rete su respinta di Leali su colpo di testa di Immobile, e poi 3-1, con un missile terra-aria su cui nulla può il portiere gialloblù. Per l’ex attaccante del Palermo doppietta personale, per il Toro un cospicuo vantaggio da amministrare nella ripresa. E i ragazzi di Ventura, effettivamente, controllano bene le operazioni nel secondo tempo, almeno fino al 74.o, quando, un po’ a sorpresa, il match si riapre: sugli sviluppi di un angolo, Avelar ci mette letteralmente la faccia, quanto basta per lo meno per infilare la propria porta; autorete, 3-2. Per fortuna del vecchio cuore granata, a chiudere definitivamente la pratica arriva ancora una super giocata di Belotti, per distacco oggi pomeriggio il migliore in campo; stavolta il “Gallo” è favoloso a a farsi largo sulla destra, prima di servire alla perfezione in mezzo Benassi, altrettanto bravo a girare col destro alle spalle di Leali. Finisce, dunque, 4-2: dopo tre sconfitte consecutive il Toro torna a sorridere.

L’ultimo anticipo del sabato della massima serie è quello del San Paolo: da una parte il lanciatissimo Napoli di Sarri, dall’altra l’altrettanto carico Sassuolo di Eusebio Di Francesco, prima di stasera autentico “giant-killer” di questa campionato. All’appuntamento gli azzurri arrivano da imbattuti nelle sfide casalinghe quest’anno, gli emiliani, da par loro, con il massiccio bottino di 7 punti nelle ultime 3 trasferte.
Prima frazione di inusuale intensità: siamo in Serie A, pare di essere in Premier League; al pronti-via subito episodio importante: Sansone s’incunea in area di rigore e salta secco Albiol che lo stende, calcio di rigore; dal punto di battuta si presenta Falcinelli: conclusione perfetta, Napoli 0, Sassuolo 1. Il vantaggio ospite resiste fino al 19.o minuto, quando arriva la rete che livella il punteggio a quota uno: magia di Lorenzo Insigne, che dal nulla s’inventa, da posizione assai defilata, un perfetto assist in mezzo per Callejon; lo spagnolo da due passi deve solo girare alle spalle dell’incolpevole Consigli. Incassato il pari il Sassuolo non si perde d’animo, e alla mezz’ora sfiora l’1-2: lancio lungo di Peluso per l’ex Pescara Politano, che controlla e calcia col mancino, Reina ci mette una toppa in allungo. Poco dopo per i padroni di casa ci prova Insigne, ma la sua conclusione finisce di poco larga. È, tuttavia, il preludio al gol che completa la rimonta della capolista: manco a dirlo la firma è di Gonzalo Higuain, che con questa sale, momentaneamente, a quota 19 reti realizzate in 20 presenze in questa stagione. 2-1. Se il primo tempo regala spettacolo il secondo non è da meno; la prima opportunità dei secondi 45 minuti è per i partenopei: il potente diagonale di Higuain esce a lato, non di molto. Al 54.o ancora il ‘Pipita’ pericoloso: Acerbi ci mette la gamba e devia la conclusione dell’argentino tra le braccia di Consigli. Da lì in poi la truppa di Sarri aziona il pilota automatico e va in gestione; ci prova, prima di essere sostituito da Mertens, ancora una volta Insigne, fuori. All’86.o gli ospiti si creano una chance per il clamoroso pareggio: Vrsaljko sbuca sulla destra e crossa per Pellegrini, che a sua volta gira di testa verso Sansone; l’attaccante nato a Monaco di Baviera si lancia in tuffo, ma manca di un soffio l’impatto col pallone. A spegnere le residue speranze sassolesi, in pieno recupero, ci pensa ancora l’implacabile Higuain: l’ex Madrid su appoggio di Callejon spara un mancino preciso, che non lascia scampo a Consigli. E così sono 20 su 20. Al San Paolo finisce, in conclusione, 3-1: il Napoli conquista altri tre punti e sale, così, a quota 44 punti in graduatoria, a +4 sull’Inter. Al Sassuolo restano gli applausi e le congratulazioni per una partita gagliarda e coraggiosa dal primo all’ultimo minuto.

Pierluigi de Ascentiis

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