Mondiali 2026: L’Uruguay si salva con l’Arabia Saudita, decisivo Araujo

Nella seconda partita della 1^ giornata del girone H arriva un altro risultato a sorpresa: finisce 1-1 la partita Arabia Saudita-Uruguay. Araujo risponde alla rete di Al Amri nel primo tempo. Straordinaria prestazione del portiere saudita Al Owais, che salva i suoi con nove interventi decisivi. Il Gruppo H è in perfetto e totale equilibrio visto che le due partite sono finite entrambe in pari e le quattro squadre tutte ad un punto.

Crediti foto: AI Generated / OpenAI

Nella seconda partita della 1^ giornata del girone H c’è un pezzetto di Italia: l’arbitro Mariani ha diretto l’incontro Arabia Saudita-Uruguay. Partita che a Montevideo, avevano preannunciato soporifera, e che, invece, si è rivelata essere divertente e combattuta. L’Arabia Saudita, dopo il cooling break, è cresciuta e ha costretto i Sud Americani alle corde. Anzi la squadra araba è andata addirittura in vantaggio sul finire del primo tempo: ha sbloccato la gara al 41′ minuto dopo un clamoroso errore di Muslera, insicuro su una respinta su cui si è fiondato Al-Amri, che realizza il gol del vantaggio. Nella ripresa, in campo, sembra ci sia solo l’Uruguay: la Celeste allenata da Bielsa ha dominato il gioco andando vicino al pari in più occasione. L’1-1 è arrivato soltanto sul finale, a dieci dal termine, precisamente all’80’ minuto con un’imbucata di Araujo. Il Gruppo H è in totale equilibrio, dunque, dopo il pareggio anche di Spagna e Capo Verde.

ARABIA-SAUDITA-URUGUAY 1-1

Arabia Saudita-Uruguay ha visto due giocatori primeggiare sugli altri: si tratta del portiere Mohammed Alowais, che in serata di grazia sarebbe Buffon. Quattro anni fa era stato votato migliore in campo in Argentina-Arabia Saudita 1-2, non il risultato più prevedibile del Mondiale in Qatar. Quattro anni dopo, ha ripetuto i miracoli contro i cugini uruguaiani. Se giocasse solamente le partite di esordio ad un Mondiale sarebbe probabilmente il miglior portiere in circolazione. L’altro giocatore che ha avuto qualcosa da dire è Federico Viñas che è stato nettamente il più pericoloso per la Celeste. Una decina di anni fa si era ritirato dal calcio, ha chiamato il papà di un amico e gli ha chiesto se non avesse un lavoro da offrirgli. È andato a consegnare carne e lo ha fatto per tre anni. Nel frattempo, nel 2017 ha ripreso col pallone. Adesso è arrivato al Mondiale, dopo una stagione da 9 gol in Liga all’Oviedo. Quando è stato contattato per la convocazione in Nazionale aveva risposto che probabilmente avevano sbagliato calciatore. E, invece, cercavano proprio lui. Nella partita del terzo esordio al Mondiale del tecnico dell’Uruguay, Marcelo Bielsa la Celeste non va oltre il pari: finisce 1-1 contro l’Arabia Saudita, considerata la Cenerentola del girone, ma che non vuole fare da sparring partner agli avversari. Nel primo tempo l’Uruguay schiaccia l’Arabia Saudita nella propria metà campo, alla ricerca del gol del vantaggio: al minuto 4 c’è un gran sinistro di Araujo respinto. Alla mezz’ora, minuto 30: cross da destra, sponda di Araujo e colpo di testa di Viñas parato da Alowais in forma strepitosa. Dopo il cooling break, sale in cattedra l’Arabia Saudita che prende le contromisure e trova addirittura il gol del vantaggio che arriva al 41’ minuto. E’ paradossale perché è un gol che ci si aspetterebbe dall’Uruguay. Angolo da destra, colpo di testa di Kanno a centro area parato da Muslera e disastro della difesa: Olivera si guarda intorno disorientato, gli altri sono impegnati altrove e Alamri, solo, devia in porta.

Nella ripresa l’Arabia Saudita si difende come può dagli attacchi spasmodici della Celeste alla ricerca del pareggio: si è giocato a una porta sola, con l’Arabia che ha finito la benzina per quanto ha corso, nel primo tempo, e si è chiusa dietro per salvare il pari. Alowais ha parato una punizione di Valverde e un tiro del solito Viñas, poi ha fatto la parata decisiva oltre il 90’ minuto. A 10 minuti dalla fine, minuto 80, Bielsa ha una intuizione: il mister stravolge le carte in tavola e richiama in panchina l’unico centravanti che aveva: Nuñez si è seduto, Valverde si è accentrato e Federico Viñas è andato a giocare prima punta. Grazie a questa mossa la Celeste è cresciuta e ha pareggiato con Araujo a 10 minuti dalla fine, rischiando anche di vincere nel finale: il gol è frutto di un tiro di Araujo da sinistra – forte e preciso – dopo respinta di Alowais su tiro di Viñas. Dopo il gol del pareggio, ritorna in cattedra l’estremo difensore degli arabi: Valverde si è inventato un tiro dei suoi, parato da Alowais in giornata d’oro. Il portiere arabo ha compiuto ben 9 interventi decisivi. Il gruppo H è impazzito come la maionese: Arabia e Capo Verde sono alla pari con Spagna e Uruguay e hanno tutta l’aria di essere competitive.

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Nello Paolo Pignalosa

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