Il Milan parla ancora portoghese: tutto fatto per Ruben Amorim

Il tecnico di Lisbona è in arrivo sulla panchina del Diavolo. Contratto biennale per la rinascita

BILBAO, SPAIN - MAY 21: Ruben Amorim, Manager of Manchester United, reacts during the UEFA Europa League Final 2025 between Tottenham Hotspur and Manchester United at Estadio de San Mames on May 21, 2025 in Bilbao, Spain. (Photo by Alex Pantling - UEFA/UEFA via Getty Images)

È fatta, tormentone chiuso: Ruben Amorim sarà il nuovo allenatore dell’AC Milan. Il club rossonero ha raggiunto un accordo totale con il tecnico portoghese, che nei prossimi giorni volerà in Italia per ufficializzare il contratto e dare il via alla nuova era. Dopo l’esonero di Max Allegri e una stagione chiusa al quinto posto, fuori dalla Champions League, la proprietà guidata da Gerry Cardinale punta sul 41enne di Lisbona (terzo allenatore portoghese degli ultimi quattro) per riportare ambizione e identità al Diavolo. Dopo giorni di snervante attesa, incassati i rifiuti di Iraola (prima scelta, ma chi direbbe no alla corte del Liverpool?) e Rangnick, si chiude il primo degli svariati capitoli della lunghissima estate rossonera.

Secondo quanto riportato da Sky Sport, Amorim ha firmato via fax un biennale con opzione per un terzo anno, intorno ai 3,5-4 milioni netti a stagione più bonus legati a obiettivi (qualificazione in Champions e trofei). Un’intesa che permetterà tra l’altro al Manchester United di risparmiare una parte consistente della buonuscita dovuta al tecnico dopo l’esonero di gennaio 2026.

Dal successo allo Sporting al complicato passaggio in Premier

Ex centrocampista del Benfica, con esperienze in nazionale (14 presenze, Mondiali 2010 e 2014), Amorim ha iniziato la carriera da allenatore in modo fulminante. Ritiratosi ad appena 32 anni, dopo brevi esperienze a Casa Pia e Braga, nel 2020 è sbarcato allo Sporting Lisbona pagando una clausola record di circa 10 milioni di euro. Risultato: due campionati portoghesi (2021 e 2024), due Taça da Liga e la trasformazione di una squadra in crisi in una macchina da guerra, capace di lanciare talenti come Nuno Mendes, Matheus Nunes e Vikor Gyokeres.

Il suo calcio aggressivo, basato su intensità e pressing alto, ha fatto innamorare mezza Europa. Nel novembre 2024 il grande salto: il Manchester United lo sceglie per sostituire Erik ten Hag, abbandono immediato della squadra lusitana e approdo nel grande calcio. Amorim porta i Red Devils in finale di Europa League, ma in Premier League i risultati sono deludenti (15esimo posto). Esonerato il 5 gennaio 2026 dopo circa 14 mesi e un rendimento altalenante, lascia Old Trafford con la fama di tecnico rigido sul proprio sistema ma ancora giovane e promettente.

Amorim non è un allenatore che cambia modulo facilmente. Il suo marchio di fabbrica è il 3-4-3 (o 3-4-2-1), pronto a mutare in 3-2-5 in fase offensiva, con tre difensori centrali, due esterni fluidi e offensivi, due mediani di equilibrio e tre attaccanti intercambiabili. Costruzione dal basso, pressing immediato, transizioni veloci e riaggressione alta sono i pilastri. «Non è il sistema, è la mentalità», ama ripetere. Proprio sulla mentalità dovrà concentrare i primi giorni di lavoro, per scuotere e risollevare un ambiente traumatizzato dall’ultima, difficile stagione.

Al Milan dovrà adattare le sue idee a una rosa che conta su elementi come Rafael Leão (fiducia incondizionata al connazionale, nonostante la sua volontà di cambiare aria, c’è da scommetterci), Christian Pulisic e un nuovo centravanti di peso. Secondo le prime analisi della Gazzetta, Pulisic potrebbe trovare spazio sulla destra, mentre il futuro di Leão dipenderà dalla sua capacità di interpretare i movimenti fluidi richiesti dal portoghese. Non mancheranno ritocchi di mercato: il centrocampo è da ricostruire totalmente, serviranno centrali bravi nella costruzione e profili atletici per sostenere l’intensità.

“Sarà un doppio salto nel vuoto”, ha commentato Fabio Capello, «sia per lui che per il Milan. Non conosce la Serie A e dovrà entrare nella testa dei giocatori». Ma Cardinale, si sa, adora le scommesse a scatola chiusa. Per lui, Ruben è l’uomo giusto per imprimere un’identità chiara e offensiva, lontana dal pragmatismo difensivo degli ultimi mesi.

Il primo banco di prova arriverà in estate, con il ritiro e le amichevoli precampionato (si parla già di un possibile incrocio con il Manchester United). Poi, l’obiettivo sarà tornare in Champions e ricostruire un ciclo competitivo entro i due/tre anni del contratto.

Amorim atterra a Milano con l’entusiasmo di chi vuole riscattarsi e la consapevolezza di una piazza che pretende risultati immediati. Il Diavolo ha scelto il suo nuovo timoniere in mezzo alla tempesta. Ora tocca al campo.