Premier League: Gli Spurs fermano lo United, vincono Chelsea e City

di Leonardo FRANCESCHINI

Dempsey in extremis ferma lo United, un super-Silva trascina il City contro il Fulham. Il Chelsea si aggiudica il derby con l’Arsenal. Liverpool show.

Tottenham v United 1-1

Partiamo dalla fine, ovvero dal pari maturato a “White Hart Lane” tra Tottenham e Manchester United. Agli uomini di Ferguson stavolta non è bastato Van Persie (a segno al 25’), diventato ormai assiduo marcatore: un vero e proprio bomber consumato. La rete dell’olandese non è stata sufficiente per portar a casa il bottino pieno perché, a recupero inoltrato, Clint Dempsey, fantasista statunitense degli “Spurs”, ha messo in porta l’inatteso pareggio. La domanda, come sempre in questi casi, sorge spontanea: dove iniziano i meriti del Tottenham e dove, invece, finiscono le colpe dello United ? Beh, io ritengo che, in situazioni del genere, le colpe siano sempre attribuibili più alla grande squadra, cioè a quella più forte (almeno sulla carta), che alla cosiddetta “sfidante”, quindi agli Spurs, nel caso specifico. Perché ? Semplicemente perché i “Red Devils” non hanno chiuso la partita quando hanno avuto la possibilità di farlo; per una volta nella sua storia, lo United, ha mancato di cattiveria. Ed il Mancio oggi s’è potuto godere in poltrona lo spettacolo offerto dall’ultima partita della 23° giornata, visto che ieri, in casa contro il Fulham, i suoi “Citizens” avevano liquidato il Fulham con un netto 2-0. A guidare il City alla vittoria c’ha pensato uno straordinario David Silva, sempre più uomo-squadra, autentico ago della bilancia per il City, in quanto capace di spostare gli equilibri da un momento all’altro grazie alle sue geniali invenzioni calcistiche. Nel match di ieri, ad esempio, ha deciso di indossare le vesti di goleador, abbandonando per un giorno quelle di assist-man, mettendo a segno una doppietta.

Non solo il Manchester City, però, ha recuperato punti allo United nel weekend; oggi infatti, nel match delle 14.30, il Chelsea affrontava l’Arsenal. Il derby più disputato della Premier, si è concluso con un successo dei “Blues”, legittimato dalle marcature di Mata (6’) e Lampard (16’, su rigore). Nel primo tempo i padroni di casa hanno dominato in lungo e in largo, mettendo alle strette un’Arsenal alquanto titubante ed insicuro, soprattutto dietro. Dopo l’intervallo però, i “Gunners” devono aver giovato di una sorta di “effetto Wenger”, perché nella ripresa s’è visto un altro Arsenal: molto più compatto in fase difensiva e decisamente più incisivo in avanti. Un goal è pure arrivato, al 58’, realizzato da Walcott, bravo a tagliare in due la difesa del Chelsea (senza far scattare la trappola del fuorigioco) ed a battere Cech in uscita aprendo il piattone destro. L’assalto finale dei “Gunners” alla diligenza presidiata da Ivanovic e Cahill, non ha sortito gli effetti sperati, rivelandosi inefficace. Nell’ultimo quarto d’ora, proprio a causa dello spregiudicato assetto dell’Arsenal, decisamente improntato all’attacco, il Chelsea ha rischiato più volte di infliggere agli avversari il definitivo colpo del K.O., in particolare con Demba Ba (subentrato a Torres). La partita si è comunque conclusa esattamente com’era iniziata, ovvero con i fischi per Benitez, nonostante la vittoria, e gli applausi per la squadra; il tutto sotto un’ovattata e suggestiva nevicata.

IL LIVERPOOL INGRANA LA QUINTA, ODEMWINGIE SALVA IL WEST BROM’, BENE LO SWANSEA. Quando i Reds tornano tra le mura di casa, tutto sembra più semplice. Contro l’ostico Norwich, è arrivata la conferma di questo semplice ed evidente teorema, al sostegno del quale portiamo alcuni numeri: tra tutte e venti le squadre di Premier, soltanto lo United ha un rendimento casalingo migliore del Liverpool. Lo schiacciante 5-0 inflitto al pur insidioso Norwich, porta le firme di Henderson, Suarez, Sturridge, Gerrard e Bennett. L’affiatamento del nuovo tandem d’attacco composto da Suarez e Sturridge, con a sostegno Gerrard (tutti e tre a segno ieri pomeriggio), fa ben sperare per il futuro e proietta la formazione di Brendan Rodgers verso un possibile piazzamento in Europa, se non i Champions (che al momento dista 6 lunghezze), quantomeno in Europa League. Appaiato al Liverpool, al sesto posto in classifica con 34 punti, c’è il West Bromwich Albion. I “Baggies”, dopo uno straordinario avvio di stagione, ultimamente stanno accusando un calo fisiologico, dettato più che altro dalla mancanza di seconde linee all’altezza dei titolari, evidentemente in debito d’ossigeno dopo un intero girone d’andata giocato ai massimi livelli. Il WBA veniva infatti da tre sconfitte consecutive, e contro l’Aston Villa era necessario rialzare la testa. Il pubblico, come sempre esemplare, ha capito il momento (il The Hawthorns ha registrato il tutto esaurito), sostenendo la propria squadra anche e soprattutto dopo il disastroso avvio di gara segnato dal doppio vantaggio dei “Villans” (terzultimi in campionato), in gol con Benteke ed Agbonlahor. Nel secondo tempo però, la musica è cambiata: tanto è vero che il West Brom’ ha rimontato l’Aston Villa acciuffando all’84’, grazie ad Odemwingie, un pari fondamentale per la classifica, ma soprattutto per il morale. Ben altri problemi, ammesso che sia giusto chiamarli così, affliggono lo Swansea, affetto da “pareggite” (quattro match nulli nelle ultime sei uscite), ma che non perde dall’anno scorso. Il club gallese, in questo 23° turno di Premier, affrontava lo Stoke City (a -1 prima del fischio d’inizio), in uno scontro diretto ad alta tensione. Tensione e nervosismo, appunto, l’hanno fatta da padroni nella prima frazione, terminata sul punteggio di 0-0. Nella ripresa invece, non sono mancati i goal: Davies, De Guzman ed ancora De Guzman hanno ipotecato il match per i padroni di casa, calando il tris. Al 90+1’, il “vecchio” e sfortunato Michael Owen, ha messo in rete l’1-3 per lo Stoke, rendendo il passivo meno amaro.

WEST HAM-QPR FINISCE IN PAREGGIO, COLPO DEL SUNDERLAND A WIGAN, PER IL NEWCASTLE E’ NOTTE FONDA. Occasione sprecata per il West Ham che, pareggiando per 1-1 con il Queens Park Rangers, manca l’aggancio all’ottavo posto occupato dallo Stoke (uscito sconfitto dalla trasferta gallese). Gli “Hummers” sono stati incapaci di imporsi sull’ultima della classe, il QPR di Julio Cesar che, tra l’altro, aveva fuori per infortunio giocatori del calibro di Bosingwa e Granero. A referto, sul tabellino dei marcatori, il celebre (se in senso negativo o positivo decidete voi) “referee” Howard Webb ha segnato Loic Remy per il QPR (14’) e Joe Cole per il West Ham (68’). Importante colpo esterno del Sunderland, vincitore a Wigan per 3-2. I “Black Cats” di Martin O’Neill, erano anche partiti male, andando in svantaggio già al 5’ minuto, a causa di una sfortunata autorete di David Vaughan. Pochi minuti più tardi però, la furente reazione del Sunderland, affidata al piede di Gardner, freddo nel realizzare dal dischetto, ed all’estro di Steven Fletcher, promettente (e giovane) attaccante scozzese autore di una doppietta. Nel finale, a dieci dallo scadere,  Henriquez del Wigan ha tentato invano di ridare speranza ai suoi siglando il definitivo 2-3. Vi ricordate invece, se l’aveste mai visto, quel film di qualche anno fa, sul calcio, che aveva per protagonista un giovane calciatore messicano (Santiago Munez), intitolato “Goal” ? Ecco, per chi non lo conoscesse, gli basti sapere che racconta la storia di un ragazzo, fenomenale con il pallone tra i piedi, scoperto da un ex calciatore (del Newcastle) sui campetti di Los Angeles e quindi convocato proprio dal Newcastle per un provino (che, come potete immaginare, andrà a buon fine). Quel Newcastle, era una squadra tosta, con calciatori di qualità, che lottava per un posto in Champions. Quei tempi, ammesso che siano mai esistiti, sono “belli che andati”…oggi infatti i “Magpies”, lottano per non retrocedere. Lottano, appunto, ma non riescono. Almeno ultimamente. Proprio ieri infatti, in un tesissimo incontro, il Newcastle ha ceduto per 2-1 contro il Reading penultimo in classifica. A niente è servito il gol di Cabaye, segnato al 35’ e valevole l’1-0 per i bianconeri. Nel secondo tempo, uno scatenato Adam Le Fondre, brevilineo attaccante inglese in forza al Reading, ha trafitto Tim Krul (portiere olandese, vice di Stekelenburg in nazionale) per ben due volte nello spazio di sei minuti, affossando definitivamente il decrepito Newcastle.

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