Road to Euro 2016

Tra riforme e cambiamenti gli Europei nel corso degli anni sono diventanti dopo i Mondiali il secondo appuntamento calcistico più importanti al Mondo, con l’edizione 2016 il prestigio del massimo torneo continentale europeo è destinato a crescere

Al 10 giungo giorno in cui prenderà il via Euro 2016 manca ancora un po’, ma la febbre per gli Europei comincia a salire, cosi per ingannare l’attesa cominciamo la nostra marcia di avvicinamento al massimo torneo continentale per Nazionali, con Road To Euro 2016. In pochi lo sapranno, ma in realtà quelli che non conosciamo come europei nacquero da un’idea di Henri Delaunay, il quale i aveva teorizzato già negli anni venti l’ideazione di un campionato europeo per Nazionali. Per accedere alla fase finale degli europei è necessario passare attraverso dei gironi di qualificazione, ai quali partecipano tutte le Nazioni europee, solo la nazionale del paese ospitante è l’unica ad essere ammessa d’ufficio alla fase finale. Nel corso degli anni tanti sono stati i cambiamenti apportati dall’EUEFA che ha cercato in tal modo di avvicinare gli europei sempre più ai Mondiali, infatti dal 1980 la sede è assegnata prima delle qualificazioni, e dal 1984 l’UEFA ha abolito la finale per il terzo posto disputata nelle sei edizioni dal 1960 al 1980 , come da regolamento le semifinaliste perdenti non vengono considerate terze o quarte classificate. Ma dall’edizione del 2008 l’UEFA apporta una nuova modifica al regolamento ufficiale, infatti a partire da quell’edizione alle semifinaliste perdenti vengono consegnate in forma privata le medaglie di bronzo. Se le prime edizioni videro un numero ristretto di partecipanti, la continua e costante diffusione del calcio in ogni singolo paese europeo ha provocato un notevole incremento di partecipanti sia alla fase finale che a quella di qualificazione.

Dal 1960 fino al 1976 il numero delle squadre partecipanti alla fase finale era piuttosto ristretto, in quanto ne partecipavano solamente quattro, ma già dall’edizione del 1980 il numero fu aumentato a otto e rimase tale fino al 1992,dal 1996 fu introdotta la formula con sedici partecipanti, rimasta fino al 2012, dall’edizione del 2016 si passa a ventiquattro squadre. Nessuna nazionale ha partecipato a tutte le edizioni del campionato europeo, ma quella con più partecipazioni è la Germania che ha totalizzato 12 presenze, altro primato che vanta la Germania, condiviso con la Spagna, è quello aver vinto ben tre edizioni. Altro modifica apportata dall’UEFA insieme alla FIFA, è quella di dare alla vincente del titolo la possibilità di poter partecipare alla Confederetion Cup. La Coppa in palio dall’edizione 2008 è in argento puro, pesa 8 kg ed è alta 60 cm,esistono, in realtà, due trofei, il primo è stato usato dall’edizione del 1960 a quella del 2004. Questo primo trofeo fu realizzato dall’orafo Chobillon, su progetto di Arthus Bertrand, ma a partire dall’edizione 2008 viene consegnato un nuovo trofeo simile a quello iniziale. La differenza più evidente è la mancanza della base a forma di parallelepipedo quadrato su cui venivano inseriti i nomi delle nazioni vincitrici in passato. Nella nuova versione il nome dei vincitori non viene più inciso sul piedistallo, ma sul retro del trofeo, inoltre il nuovo trofeo è più alto di 18 centimetri e pesa 2 chilogrammi in più del precedente; la base in conseguenza della rimozione del piedistallo, è stata leggermente allargata per dare maggior stabilità al trofeo. A livello decorativo, evidente è il cambiamento della lingua in cui sono scritte le incisioni: dall’originaria versione in francese, si è passati al più moderno inglese. La nuova coppa è stata forgiata dalla Asprey London, nota casa orafa che vanta una lunga tradizione nell’ambito dei trofei, risalente alla creazione dell’America’s Cup. L’UEFA ha deciso di rinnovare il trofeo, soprattutto aumentandone le dimensioni, per segnalare il suo prestigio e la sua importanza, in quanto simbolo del massimo torneo continentale organizzato dalla stessa federazione. Già dalla prima edizione del torneo, l’UEFA inserì nel regolamento una fase eliminatoria volta a restringere il lotto delle partecipanti alla fase finale, in quest’occasione furono 17 le selezioni iscritte alla fase di qualificazione, con turni successivi ad eliminazione diretta: ad una delle quattro semifinaliste veniva affidata l’organizzazione della fase finale, con semifinali e finali (per il primo e terzo posto) da disputarsi in gara unica.

La modalità fu confermata anche nelle due edizioni seguenti, che videro l’allargamento a 29 e 31 partecipanti: per il terzo Europeo i primi due turni vennero sostituiti da otto gironi, con qualificazione per le vincenti di ogni gruppo e successivo quarto di finale tra esse. Il successo dell’innovazione fu tale da venire confermato anche per la quarta e quinta edizione, ognuna delle quali vide 32 Nazionali iscritte alle eliminatorie. Un’ulteriore modifica si registrò per l’edizione del 1980, in occasione della quale alla fase finale venne ammesso un totale di 8 formazioni: l’altra novità era rappresentata dall’ammissione di ufficio per la nazione ospitante. Gli anni ottanta videro l’ennesimo allargamento, sino a raggiungere la quota di 34 squadre, per l’edizione 1996 si cambiò ancora: fase finale con 16 squadre (su 47 iniziali), 14 delle quali provenienti dai gironi e una dallo spareggio (cui prendevano parte le due peggiori seconde). La formula era tuttavia destinata a rivelarsi provvisoria, in quanto alle eliminatorie del successivo torneo presero parte 49 formazioni: ciò anche a causa dell’organizzazione congiunta tra due Stati, Belgio e Paesi Bassi. La qualificazione era diretta per le vincitrici di ciascun raggruppamento e per la migliore seconda, prevedendo 4 spareggi (con gare di andata e ritorno) tra le altre 8 squadre giunte in seconda posizione. Con l’eccezione del 12º campionato continentale (10 gironi da 5 squadre, con qualificazione diretta solo per le prime e spareggi tra le seconde), nel nuovo millennio la formula rimase in vigore sia le edizioni del 2008 che del 2012, infatti furono organizzate congiuntamente da due nazioni, toccando il tetto delle 53 iscritte. Poiché nel 2016 alla fase finale parteciperanno 24 formazioni, la quota di iscrizioni ha raggiunto la 54ª unità: dal torneo preliminare sono uscite le altre 23 finaliste, che contenderanno alla Francia (paese ospitante) il titolo. Nel 2020 invece, a causa di un’organizzazione europea nessuna delle 13 federazioni ospitanti l’evento sarà ammessa a priori e la Nazionale detentrice del titolo non è qualificata d’ufficio. Indipendentemente dal numero di partecipanti alla fase finale (più volte mutato), essa prevede inizialmente dei gironi all’italiana,le squadre che superano questa fase accedono al tabellone dell’eliminazione diretta.

A partire dall’edizione 2016, che vedrà 24 squadre, vengono introdotti i ripescaggi delle terze classificate (escludendo le due peggiori) e gli ottavi di finale. Il sorteggio per la composizione dei gruppi avviene, nel dicembre dell’anno precedente il torneo, in questo senso, la prassi ricalca quella per i campionati mondiali. Le squadre riconosciute “teste di serie” sono 4: tra esse la nazione ospitante e, se qualificati, gli eventuali detentori del titolo. Le restanti vengono divise in urne, sulla base dei risultati conseguiti nelle eliminatorie e nell’ultimo Mondiale. La nuova formula prevede così 6 gruppi iniziali, con questi criteri per eventuale parità in classifica: Risultato del confronto diretto, differenza reti, maggior numero di gol realizzati, posizione occupata nel ranking UEFA, punteggio fair play calcolato per la fase finale, sorteggio. al punto di vista pratico, il quarto criterio non ha però validità sostanziale possedendo ciascuna delle squadre un differente coefficiente. Inoltre, se due squadre che si affrontano nell’ultima gara hanno finora conseguito lo stesso numero di punti (segnando e subendo le stesse reti) e l’incontro termina in parità, si procede all’esecuzione dei tiri di rigore per determinare la classifica. L’eventualità, introdotta nel 2004, è realizzabile solamente se nessuna delle altre squadre può, anche solo teoricamente, raggiungere lo stesso punteggio in classifica. Le gare della fase a eliminazione diretta sono in partita unica, con eventuale ricorso a tempi supplementari e rigori in caso di pareggio. Nell’edizioni dal 1960 al 1976, 4 erano le squadre partecipanti, con semifinali e finali per il primo e terzo posto. Un cambiamento si ebbe dall’edizione del 1980,quando le selezioni partecipanti alla fase finale degli europei diventano 8, divise in due gruppi da 4 ciascuno, le prime classificate entrano in finale, mentre le seconde danno vita alla finale di consolazione.

Dall’edizione del 1984 al 1992, vengono introdotte le semifinali incrociate (la prima di un gruppo contro la seconda dell’altro)ed abolita la finalina. Un altro importane cambiamento si ebbe dall’edizione dal 1996 quando le squadre partecipanti da 8 diventano 16 divise in 4 gironi a cui fa seguito l’introduzione dei quarti di finale, semifinali e finale. Dall’edizione del 2016 ci sarà un altro importante ed epocale cambiamento, perché le squadre partecipanti alla fase finale degli europei diventano 24 divise in 6 gironi, ed introdotto il ripescaggio delle quattro migliori terze, con una fase ad eliminazione composta da ben 16 nazionali. In passato dopo che si erano svolte le qualificazioni, si decideva di disputare la competizione in uno dei quattro paesi la cui nazionale era riuscita a qualificarsi. Dall’edizione del 1980, svolta in Italia, non è più così, in quanto ogni federazione può presentare la propria candidatura e i rappresentanti dell’UEFA votano a scrutinio segreto uno dei candidati singole federazioni o candidature congiunte di due federazioni. Per l’edizione 2020, in occasione del 60º anniversario del primo campionato europeo, la UEFA ha deciso di assegnare l’organizzazione a 13 diverse città europee, con le sole semifinali e finali da svolgersi in un’unica città.

Diversi sono stati gli stadi protagonisti degli europei che hanno avuto l’onore di aver ospitato almeno due edizioni del campionato europeo di calcio, il Parco dei Principi di Parigi, lo Stade Vélodrome di Marsiglia, lo Stadio Olimpico di Roma, lo Stadio San Paolo di Napoli, lo Stade Roi-Baudouin/Heysel di Bruxelles e lo Sclessin Stadion di Liegi. Di questi stadi, gli unici ad aver ospitato due finali del campionato sono il Parco dei Principi di Parigi e lo Stadio Olimpico di Roma. In Portogallo, Lisbona con lo Stadio José Alvalade e l’Estádio da Luz, e Oporto con l’Estádio do Bessa Século XXI e l’Estádio do Dragão, sono le uniche due città ad aver ospitato delle gare del campionato europeo in due impianti differenti. Peraltro i quattro impianti hanno ospitato delle gare in un’unica edizione (2004). L’Ernst Happel Stadion di Vienna e lo Stadio Olimpico di Roma sono gli impianti ad avere ospitato il maggior numero di partite, cioè 7, anche se le gare disputate a Vienna sono state giocate in una sola edizione (2008), mentre le gare di Roma sono state disputate in due edizioni differenti (1968 e 1980).Il record assoluto di spettatori appartiene al Camp Nou di Barcellona ,che nel 1964 fece registrare un totale di 98.000 spettatori.

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