Serie A: Simeone show, Juve al tappeto! Atalanta e Lazio non sbagliano

I bianconeri incappano in una giornata storta: tre reti subìte e infortuni per Bonucci e Dani Alves. Simeone Jr. ammazza-Juve, rossoblù in estasi. La Lazio continua a volare sospinta da Milinkovic-Savic, mentre l’Atalanta da Champions centra il sesto successo consecutivo!

14^ GIORNATA
La notizia di giornata arriva dallo stadio “Ferraris” di Genova, dove la capolista del campionato subisce una fragorosa caduta. E’ il Genoa di Juric ad aver imposto una severa punizione agli uomini di Max Allegri. Un primo tempo da brividi condanna la Juventus, costretta ad incassare ben tre reti nel giro di mezz’ora (doppietta di Simeone Jr. e autogol di Alex Sandro). Una giornata diventata ancora più pesante per gli infortuni occorsi a Bonucci e Dani Alves, con il terzino brasiliano costretto a lasciare i suoi in inferiorità per i cambi ormai esauriti. L’emergenza in difesa, ora, per i campioni d’Italia in carica si fa preoccupante. Non scherza affatto il Milan di Montella che, nell’anticipo serale del quattordicesimo turno, è andato a vincere al “Castellani” di Empoli in una trasferta che presentava diverse insidie a dispetto della posizione di classifica dei toscani. L’1-4 finale, invece, sottolinea come la formazione rossonera si sia imposta con grande autorità e soprattutto fa ben capire come la mano del tecnico di Pomigliano d’Arco risulti un valore aggiunto per tutto il giovane gruppo: l’ultima intuizione vincente dell’ex “aereoplanino” è stata quella di inserire Gianluca Lapadula dal primo minuto nella partita e nel momento giusto della stagione. Se non avesse incassato il gol del pari nei minuti di recupero del derby, il Milan ora sarebbe a sole due lunghezze di distanza dalla Juve capolista. C’è da aggiungere anche un altro aspetto non di poco conto: la squadra milanese, fino a questo momento, non sembra essersi fatta minimamente distrarre dalle continue e numerose voci sulla delicata trattativa che dovrebbe portare al closing del 13 dicembre per la cessione della società e il passaggio in mani cinesi (e il condizionale non è mai stato così d’obbligo). Insomma, questa squadra sembra aver a disposizione ancora risorse infinite e inesplorate per giocarsi le sue carte fino in fondo (almeno per un piazzamento Champions). In attesa del posticipo serale che vedrà protagonista la Roma (di scena all’Olimpico contro il Pescara), continua a volare la Lazio che, all’ora di pranzo, ha espugnato il “Barbera” grazie alla rete di Milinkovic-Savic. La squadra rosanero è incappata nella settima disfatta di fila, ed ecco servito su un piatto il record negativo di tutta la sua storia in Serie A. Il tecnico De Zerbi ha cominciato a contare le ore che mancano al suo esonero. A braccetto in classifica con i biancocelesti troviamo sempre l’Atalanta che, con la sesta vittoria consecutiva, ha confermato il terzo posto. Il Crotone, fanalino di coda, ha fermato la rincorsa della Sampdoria (1-1 il finale), mentre il Cagliari si è aggiudicato il match-salvezza contro l’Udinese (2-1): al “Sant’Elia” i sardi si sono confermati squadra ostica. Friulani fermati anche dai pali di Thereau e Penaranda. Queste le sintesi di tutte le gare disputate in giornata:

PALERMO-LAZIO 0-1 (31’ Milinkovic-Savic) anticipo delle 12.30 – Nel lunch match del turno numero 14 di campionato, la Lazio espugna il “Renzo Barbera” di Palermo grazie al suggello del giovane centrocampista serbo. Un colpo da tre punti che permette ai biancocelesti di superare momentaneamente la Roma (impegnata nel posticipo contro il Pescara) in classifica e portarsi così sul terzo gradino del podio a ridosso del Milan con 28 punti. Il tutto in attesa della stracittadina di domenica prossima. Primi 45’ che si giocano su ritmi blandi da parte di entrambe le compagini, ma sono gli ospiti a sfruttare il maggior cinismo sotto rete: solo due le palle-gol concesse dai rosanero e una di queste viene capitalizzata dalla Lazio. Al 21’ Immobile è protagonista assoluto delle “prove generali”: girata volante e pallone che si stampa sulla traversa. Dieci minuti dopo ecco arrivare la rete del vantaggio: Basta serve un assist al bacio a Milinkovic-Savic, che deve solo spingere in fondo al sacco. Le repliche del Palermo sono tutte concentrate nei piedi del bomber Nestorovski al quale, però, manca la precisione (34’e 46’). Secondo tempo meno spettacolare, con pochissime azioni degne di una certa rilevanza. Non hanno buon esito i tentativi di Parolo, Jajalo e Morganella. La formazione di Simone Inzaghi si affida totalmente alla fase di gestione (probabilmente anche in previsione derby), senza faticare oltre misura. Da segnalare solo l’espulsione di Gonzalez e un tentativo di Immobile andato, di poco, a vuoto. I siciliani incassano il settimo ko consecutivo: record negativo della sua storia in Serie A. Il tecnico De Zerbi sembra avere ormai le ore contate.

BOLOGNA-ATALANTA 0-2 (15’ Masiello, 68’ Kurtic) – Sesta vittoria consecutiva per l’Atalanta dei miracoli. L’incredibile squadra guidata da Gian Piero Gasperini sembra saper solo vincere. Due a zero sul Bologna in una prova impressionante per forza, personalità, organizzazione di gioco e successo. Assolutamente non casuale la rete dell’1-0 di Masiello nel primo tempo. Il raddoppio nella ripresa con Kurtic al 68’. Alla fine del match, tutti i giovani dell’Atalanta sono andati a ricevere l’abbraccio dei 1.500 tifosi arrivati da Bergamo. Sabato prossimo c’è Juventus-Atalanta: si prevede già un’altra invasione di massa degli scatenati supporters nerazzurri.

CAGLIARI-UDINESE 2-1 (35’ Farias su rig., 51’ Fofana, 58’ Sau) – Tre punti d’oro in chiave salvezza per il Cagliari su una diretta concorrente. Tre punti che consentono ai sardi di arrivare a quota 19, insieme alle genovesi e davanti all’Inter (impegnata nel posticipo di lunedì contro la Fiorentina). 16 di questi 19 punti sono stati raccolti in casa dalla squadra di Rastelli. “Sant’Elia” che, dunque, diventa sempre più chiave per la salvezza che dovrebbe essere l’obiettivo dei rossoblù così come per l’Udinese che, al contrario, è parsa poco sicura dei propri mezzi in questa partita terminata 2-1. Un primo tempo incolore, spezzato dal calcio di rigore che ha permesso ai padroni di casa di andare in vantaggio con Farias al 35’. Più divertente il secondo tempo, con il pareggio di Fofana (destro dal limite al 51’). Poi di nuovo avanti il Cagliari con un magico colpo di tacco di Marco Sau al 58’. L’Udinese si è fatta avanti in più occasioni: due pali colti da Thereau e da Penaranda entrambi sporcati da deviazioni, ma non sono bastati. I friulani trovano di nuovo la sconfitta, la seconda consecutiva dopo quella con il Napoli, e vengono staccati proprio dal Cagliari nella corsa per la salvezza.

CROTONE-SAMPDORIA 1-1 (43’ Falcinelli, 72’ Bruno Fernandes) – Ennesima occasione sprecata per il Crotone che pareggia in casa con la Sampdoria. Un punto che serve poco ai calabresi e un poco di più ai doriani, frutto di una gara non bellissima e giocata sul filo dei nervi ma non per questo cattiva. Pareggio che consente agli ospiti di dare continuità al loro cammino, mentre frena ancora una volta la rincorsa dei pitagorici alla ricerca dei punti per la sopravvivenza in una stagione vissuta sempre in salita, almeno fino ad ora. I rossoblù erano riusciti a passare in vantaggio al 43’ con Falcinelli, ma nella ripresa, al 72’, Bruno Fernandes, da poco subentrato ad Alvarez, è riuscito a pareggiare suscitando le proteste del pubblico (che lamentava, nell’occasione, la mancata restituzione di un pallone spedito fuori dal Crotone per consentire la sostituzione di Mesbah con Martella). Nulla è compromesso, ma il tempo passa… Per la Sampdoria anche una traversa colpita da Muriel.

GENOA-JUVENTUS 3-1 (3’, 13’ Simeone, 29’ Alex Sandro su aut., 82’ Pjanic) – Sconfitta totalmente inaspettata della capolista. La Juventus perde in casa del Genoa per 3-1. Per i rossoblù di Juric, invece, un trionfo più che meritato. Proprio il tecnico croato dei padroni di casa aveva spiegato alla vigilia che, il miglior modo per mettere in difficoltà i bianconeri, sarebbe stato quello di attaccarli senza pensare in maniera ossessiva alla fase difensiva. Così è andata. Nel primo tempo il Genoa ha segnato tre reti in appena 29’: al 3’ e al 13’ la doppietta di Giovanni Simeone, protagonista indiscusso della gara, e la terza marcatura arrivata sulla conclusione di Rigoni deviata da Alex Sandro (si tratta di autogol). E’ stato un Genoa che ha letteralmente dominato la squadra campione d’Italia sul piano della manovra, su quello del ritmo e su quello della volontà. La Juventus, messa in grande difficoltà soprattutto in chiave difensiva, ha tentato nella ripresa di rientrare in partita con i liguri che hanno, invece, tirato il freno a mano: è maturato il gol della bandiera all’82’ con Pjanic, grazie ad uno splendido calcio di punizione. Più di questo, oggettivamente, la Juventus oggi non è riuscita a fare. Sfortunata la squadra torinese anche perché ha perso, nella stessa partita, sia Bonucci che Dani Alves per infortunio. Bianconeri senza mezze misure: o vincono o perdono. Per l’undici di Allegri si tratta della terza sconfitta in campionato.
Il quadro della 14^ giornata della Serie A sarà completato dai posticipi: Roma-Pescara (stasera, ore 20.45), Napoli-Sassuolo (lunedì, ore 19.00) e Inter-Fiorentina (lunedì, ore 21.00).

Emanuele Tocchi

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