A San Siro contro il Milan, Di Francesco sogna il colpo grosso

Appuntamento al Giuseppe Meazza contro il Milan di sabato 2 dicembre alle 20.45.

Il pensiero gli è venuto. Ma, ora, vedendo il suo Frosinone respirare a pieni polmoni aria di classifica che conta, lo ha certamente gettato nel cestino. Eusebio Di Francesco non pensa più di lasciare il calcio. Ma l’idea l’ebbe, e fu legata a un episodio preciso che riferisce per filo e per segno a Cronache di spogliatoio: “non ho avuto paura di tutte le critiche che mi sono piovute addosso – dice – ma soltanto della barriera del Telepass, una volta ero sulla Porsche di un mio compagno ai tempi della Roma , ci avvicinammo al casello e lui andava a tutta velocità, ci schiantammo contro la sbarra e finimmo sotto, da quel giorno, ogni volta che sono seduto sul sedile del passeggero, mi abbasso in prossimità del casello”.

Da quell’episodio ecco scaturire la frase a cui, per fortuna sua e del mondo del calcio, non ha voluto dare applicazione concreta: “ho pensato di tutto – ha aggiunto – anche di lasciare il calcio”. E invece ha imboccato il sentiero che lo ha portato a essere un allenatore di tutto rispetto che ora sta regalando a se stesso e al Frosinone angoli di cristallina felicità. Ne ha tentate tante, di strade, Di Francesco, per sua stessa ammissione. “Ho fatto il responsabile di un settore giovanile, ogni giorno ci mettevo passione e piacere- afferma – ho fatto il team manager, ma non era il mio, ho fatto il consulente di mercato, ma neanche quella era la strada che volevo percorrere”.

Al bersaglio ci ha insomma sempre girato intorno. Ma solo con la carriera di allenatore sostiene di averlo centrato davvero, dopo avere appeso le scarpe al chiodo in seguito a una carriera dipanatasi tra Empoli e Perugia. Ricorda con piacere la cena avuta con il duo Angelozzi- Stirpe da cui sarebbe poi nata la sua avventura in frusinate.  E, godendosi appieno il sole dei diciotto punti che collocano i suoi al decimo posto subito alle spalle del Monza ma solo per differenza reti e non per bottino, si concentra sulla sfida non certo all’acqua di rose al Giuseppe Meazza contro il Milan di sabato 2 dicembre alle 20.45.

E valuta quali tessere inserire nel mosaico se i tre infortunati non gravi ma in non perfette condizioni fisiche Kalaj (problema fisico), Marchizza (noie muscolari) e Harroui (alle prese con una microfrattura a un piede” non riuscissero a presentarsi a rapporto.  Il modulo da cucire come un vestito su misura all’impegno contro i rossoneri sposato dall’ex tecnico del Sassuolo è il 4-3-3 con Turati a cercare di tenere la saracinesca abbassata rispetto ai tentativi di cecchinaggio della squadra di Stefano Pioli,  linea a quattro in difesa con Lirola, Okoli, Monterisi, l’uomo che in pieno recupero ha regalato lacrime al Genoa, e Marchizza o Oyono, Gelli, Barrenechea e Reinier in tre quarti e Soulè, Cuni e Ibrahimovic a cercare di pizzicare la porta rossonera nel reparto avanzato.

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Cristiano Comelli

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