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	<title>Talent Scout &#8211; Football-Magazine &#8211; Tutta l&#039;attualità dello sport</title>
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	<description>Tutto il calcio di Serie A, B, Champions League, Europa League e calciomercato. Le notizie su MotoGP, Formula 1. Foto e video di sport</description>
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	<title>Talent Scout &#8211; Football-Magazine &#8211; Tutta l&#039;attualità dello sport</title>
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	<item>
		<title>Tommaso Mancini, una macchina da gol che fa sognare il Vicenza</title>
		<link>https://www.football-magazine.it/tommaso-mancini-una-macchina-da-gol-che-fa-sognare-il-vicenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Leone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Aug 2022 06:45:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Talent Scout]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2022-08-27-alle-09.01.36.png"/></p>
<p>Corsi e ricorsi della storia del calcio, che passano e ritornano dopo anni ancora una volta a Brescia e soprattutto a Vicenza. Agli albori degli anni '80 fu proprio la città veneta ad ospitare l'esordio di un certo Roberto Baggio, che di lì a poco avrebbe scritto pagine indimenticabili del football italiano e mondiale. Aveva solamente 16 il Divin Codino quando allacciò per la prima volta gli scarpini prima di scendere in campo in C1 con la prima squadra dei biancorossi: il battesimo sul rettangolo verde fu solamente l'inizio di una carriera leggendaria, terminata poi con il Brescia nell'annata 2003/2004. E nel 2004, qualche mese più tardi del ritiro dell'ex numero 10, nasce Tommaso Mancini, talento cristallino di proprietà proprio del Vicenza che lo ha fatto esordire in Serie B a soli 16 anni, 5 mesi e 12 giorni. La squadra affrontata in quell'occasione? Sempre il club delle Rondinelle, società sullo sfondo di questa storia che, tra mistica e pura coincidenza, accomuna uno dei più grandi calciatori della storia del gioco ad un giovane attaccante che, senza ovviamente scomodare incauti paragoni, si sta ritagliando sempre più spazio a suon di reti e roboanti lampi di classe con la casacca dei Berici.</p>
<p><strong>Chi è Tommaso Mancini, promessa del Vicenza</strong></p>
<p>Nato e cresciuto a Vicenza, Mancini si è segnalato con grande continuità per la sua incredibile continuità in fase realizzativa. Dopo ottime prestazioni sia con le giovanili della squadra vicentina che con la maglia della Nazionale italiana, il ragazzo ha letteralmente premuto il piede sull'acceleratore nell'annata 2018/2019. Sono addirittura 71 i gol segnati dal centravanti durante questa stagione, uno score da capogiro che gli ha permesso di balzare in cima alla lista dei desideri di molti top club in giro per l'Europa. Ad onor del vero, il ragazzo aveva già iniziato a costruire la propria credibilità tra gli scout internazionali grazie a prestazioni convincenti – spesso contro avversari nettamente più grandi di lui – e caratterizzate sempre da impegno e ottimo feeling con la rete. Tanto che a bussare alla porta del Vicenza e del giovane Mancini era addirittura arrivato il Liverpool di Jurgen Klopp, pronto a portare oltremanica il talentino biancorosso. Niente da fare, offerta rispedita al mittente: per crescere ancora e sbocciare definitivamente non c'è luogo migliore della propria casa. "Non è stato semplice prendere questa scelta – ha raccontato il padre dell'attaccante a Il Giornale di Vicenza - Quando sei genitore temi sempre di non fare la cosa giusta per tuo figlio. Tommaso è cresciuto con la maglia del Vicenza addosso, vuole restare qui ancora e noi genitori ne siamo felici". La società del Lane ha così continuato a puntare su di lui, facendolo esordire prima in Coppa Italia contro la Pro Patria a settembre 2020 e infine dandogli l'occasione di subentrare per assaporare l'aria della serie cadetta contro il Brescia. Per lui, durante questa stagione divisa tra Primavera e prima squadra, sono già nove le reti in undici presenze con la maglia delle giovanili, mentre con la formazione dei grandi il wonderkid ha giocato in ben 5 occasioni tra campionato e coppa in attesa della sua prima marcatura che siamo certi non si farà attendere.</p>
<p><strong>Tommaso Mancini, scheda e caratteristiche tecniche: l'analisi</strong></p>
<p>I paragoni da tempo si sprecano: Tommaso Mancini è il nuovo che avanza in casa Vicenza e per via delle sue caratteristiche fisiche e tecniche in molti lo accostano niente meno che a Zlatan Ibrahimovic. Alto 190 cm, il classe 2004 agisce come centravanti ma può all'occorrenza fungere da seconda punta in coabitazione con un altro attaccante, per via della sua mobilità e capacità associative. Devastante nei pressi dell'area di rigore e altrettanto mortifero nel gioco aereo, il bomber dei biancorossi, come sottolinea anche footballtalentscout.net, si trova completamente a suo agio nel gioco spalle alla porta. L'abilità nel proteggere la sfera e battagliare con gli avversari si traduce in due possibili sviluppi dell'azione: grazie al suo controllo, alla sua tecnica e alla sua fisicità sa crearsi autonomamente spazi per andare a concludere oppure, in alternativa, fornire invitanti soluzioni per gli inserimenti dei compagni grazie al campo aperto dai suoi movimenti. A completare il profilo, oltre a buone doti balistiche con il piede destro, anche le buone letture nei movimenti da compiere senza palla per smarcarsi dalla pressione dei difensori avversari e, specialità della casa, andare a finalizzare a rete. Ma non solo doti naturali per Tommaso: il giovanissimo si è sempre distinto per grande spirito di sacrificio, serietà e voglia di migliorarsi in ogni minimo aspetto. Un particolare, questo, che fa spesso la differenza nei momenti chiave della carriera dei giovani, una volta chiamati a compiere lo step in avanti per dimostrare una volta per tutte di non essere solamente delle semplici promesse, ma calciatori a tutti gli effetti pronti a dire la loro. E Tommaso Mancini, alla luce di tutto ciò, pare ricadere proprio in quest'ultimo caso.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/tommaso-mancini-una-macchina-da-gol-che-fa-sognare-il-vicenza/">Tommaso Mancini, una macchina da gol che fa sognare il Vicenza</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2022-08-27-alle-09.01.36.png"/></p>Corsi e ricorsi della storia del calcio, che passano e ritornano dopo anni ancora una volta a Brescia e soprattutto a Vicenza. Agli albori degli anni '80 fu proprio la città veneta ad ospitare l'esordio di un certo Roberto Baggio, che di lì a poco avrebbe scritto pagine indimenticabili del football italiano e mondiale. Aveva solamente 16 il Divin Codino quando allacciò per la prima volta gli scarpini prima di scendere in campo in C1 con la prima squadra dei biancorossi: il battesimo sul rettangolo verde fu solamente l'inizio di una carriera leggendaria, terminata poi con il Brescia nell'annata 2003/2004. E nel 2004, qualche mese più tardi del ritiro dell'ex numero 10, nasce Tommaso Mancini, talento cristallino di proprietà proprio del Vicenza che lo ha fatto esordire in Serie B a soli 16 anni, 5 mesi e 12 giorni. La squadra affrontata in quell'occasione? Sempre il club delle Rondinelle, società sullo sfondo di questa storia che, tra mistica e pura coincidenza, accomuna uno dei più grandi calciatori della storia del gioco ad un giovane attaccante che, senza ovviamente scomodare incauti paragoni, si sta ritagliando sempre più spazio a suon di reti e roboanti lampi di classe con la casacca dei Berici.

<strong>Chi è Tommaso Mancini, promessa del Vicenza</strong>

Nato e cresciuto a Vicenza, Mancini si è segnalato con grande continuità per la sua incredibile continuità in fase realizzativa. Dopo ottime prestazioni sia con le giovanili della squadra vicentina che con la maglia della Nazionale italiana, il ragazzo ha letteralmente premuto il piede sull'acceleratore nell'annata 2018/2019. Sono addirittura 71 i gol segnati dal centravanti durante questa stagione, uno score da capogiro che gli ha permesso di balzare in cima alla lista dei desideri di molti top club in giro per l'Europa. Ad onor del vero, il ragazzo aveva già iniziato a costruire la propria credibilità tra gli scout internazionali grazie a prestazioni convincenti – spesso contro avversari nettamente più grandi di lui – e caratterizzate sempre da impegno e ottimo feeling con la rete. Tanto che a bussare alla porta del Vicenza e del giovane Mancini era addirittura arrivato il Liverpool di Jurgen Klopp, pronto a portare oltremanica il talentino biancorosso. Niente da fare, offerta rispedita al mittente: per crescere ancora e sbocciare definitivamente non c'è luogo migliore della propria casa. "Non è stato semplice prendere questa scelta – ha raccontato il padre dell'attaccante a Il Giornale di Vicenza - Quando sei genitore temi sempre di non fare la cosa giusta per tuo figlio. Tommaso è cresciuto con la maglia del Vicenza addosso, vuole restare qui ancora e noi genitori ne siamo felici". La società del Lane ha così continuato a puntare su di lui, facendolo esordire prima in Coppa Italia contro la Pro Patria a settembre 2020 e infine dandogli l'occasione di subentrare per assaporare l'aria della serie cadetta contro il Brescia. Per lui, durante questa stagione divisa tra Primavera e prima squadra, sono già nove le reti in undici presenze con la maglia delle giovanili, mentre con la formazione dei grandi il wonderkid ha giocato in ben 5 occasioni tra campionato e coppa in attesa della sua prima marcatura che siamo certi non si farà attendere.

<strong>Tommaso Mancini, scheda e caratteristiche tecniche: l'analisi</strong>

I paragoni da tempo si sprecano: Tommaso Mancini è il nuovo che avanza in casa Vicenza e per via delle sue caratteristiche fisiche e tecniche in molti lo accostano niente meno che a Zlatan Ibrahimovic. Alto 190 cm, il classe 2004 agisce come centravanti ma può all'occorrenza fungere da seconda punta in coabitazione con un altro attaccante, per via della sua mobilità e capacità associative. Devastante nei pressi dell'area di rigore e altrettanto mortifero nel gioco aereo, il bomber dei biancorossi, come sottolinea anche footballtalentscout.net, si trova completamente a suo agio nel gioco spalle alla porta. L'abilità nel proteggere la sfera e battagliare con gli avversari si traduce in due possibili sviluppi dell'azione: grazie al suo controllo, alla sua tecnica e alla sua fisicità sa crearsi autonomamente spazi per andare a concludere oppure, in alternativa, fornire invitanti soluzioni per gli inserimenti dei compagni grazie al campo aperto dai suoi movimenti. A completare il profilo, oltre a buone doti balistiche con il piede destro, anche le buone letture nei movimenti da compiere senza palla per smarcarsi dalla pressione dei difensori avversari e, specialità della casa, andare a finalizzare a rete. Ma non solo doti naturali per Tommaso: il giovanissimo si è sempre distinto per grande spirito di sacrificio, serietà e voglia di migliorarsi in ogni minimo aspetto. Un particolare, questo, che fa spesso la differenza nei momenti chiave della carriera dei giovani, una volta chiamati a compiere lo step in avanti per dimostrare una volta per tutte di non essere solamente delle semplici promesse, ma calciatori a tutti gli effetti pronti a dire la loro. E Tommaso Mancini, alla luce di tutto ciò, pare ricadere proprio in quest'ultimo caso.<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/tommaso-mancini-una-macchina-da-gol-che-fa-sognare-il-vicenza/">Tommaso Mancini, una macchina da gol che fa sognare il Vicenza</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Josko Gvardiol, il talento croato del Lipsia per sostituire Upamecano</title>
		<link>https://www.football-magazine.it/josko-gvardiol-il-talento-croato-del-lipsia-per-sostituire-upamecano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Leone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jul 2021 12:51:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Talent Scout]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.football-magazine.it/?p=67604</guid>

					<description><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p>
<p>Come sostituire uno dei centrali più promettenti al mondo, da poco passato ad una delle tue rivali più acerrime? Si tratterebbe di una missione quasi impossibile per chiunque, ma non per il Lipsia. La formazione tedesca non ha certo bisogno di presentazioni e si è fatta conoscere negli ultimi anni grazie ai suoi investimenti oculati – e quasi sempre azzeccati – nei confronti di giovani talenti che si sono rivelati in seguito calciatori di assoluto valore.</p>
<p>La squadra del colosso Red Bull ha perso nelle scorse settimane uno dei suoi profili più interessanti. Dayot Upamecano si è infatti accasato al Bayern Monaco, dove ritroverà il suo mentore Julian Nagelsmann. La squadra allenata da Jesse Marsch, ex Salisburgo, non ha però di che disperarsi. L'asso nella manica per rifondare il proprio reparto arretrato era già pronto da tempo e corrisponde niente meno che al nome di Josko Gvardiol, fenomenale difensore croato classe 2002.</p>
<p>Tra giocatori più futuribili dell'intero panorama europeo nel suo ruolo, il calciatore era già stato acquistato del Lipsia nel corso della passata finestra estiva di calciomercato. Il club tedesco si era infatti presentato dinanzi alle porte della Dinamo Zagabria con la somma di 19 milioni di euro pur di strapparlo alla folta concorrenza degli altri top club continentali. Il ragazzo si era poi fermato un altro anno in prestito nella formazione croata, in modo da maturare ulteriore esperienza e lottare per un posto in vista di Euro 2020. Detto fatto: Gvardiol è stato uno dei protagonisti della passata stagione con la Dinamo ed è riuscito anche a raggiungere l'agognata convocazione per gli Europei appena conclusi.</p>
<p>Cresciuto a livello calcistico con indosso la maglia dell'NK Tresnjevka, il centrale si trasferisce all'età di otto anni nel vivaio dei Modri, compiendo via via tutta la trafila fino ad arrivare in prima squadra. I tifosi e gli addetti ai lavori si accorgono ben presto del suo talento: "Gvardiol? A parte Kovacic, non ricordo un giocatore più predestinato di lui – ha dichiarato il suo ex tecnico Zoran Mamic ai microfoni di Scouted Football - Modric ha avuto bisogno di un prestito per imporsi, Josko no. A 16 anni era già formato per la prima squadra". Oltre alle figure vicino alla Dinamo Zagabria, però, grazie anche allo straordinario impatto avuto sia in Youth League che con la formazione "dei grandi”, iniziano ad interessarsi a lui anche le big d'Europa. E il Lipsia, nonostante la bagarre di mercato, è riuscito a metterlo sotto contratto. Sarà lui l'arma segreta per non far rimpiangere la partenza di Upamecano?</p>
<p><strong>Chi è Josko Gvardiol, scheda e caratteristiche tecniche del difensore croato</strong></p>
<p><strong> </strong>Ha iniziato la sua carriera come terzino sinistro e centrocampista, si ispira a Virgil Van Dijk del Liverpool e nonostante i soli 19 anni ha già stupito per maturità e leadership. Gvardiol è certamente inseribile nella lista dei giocatori più promettenti al mondo e nell'ambiente Lipsia potrebbe sbocciare definitivamente. Mancino naturale in grado di far partire l'azione dalle retrovie con qualità, Gvardiol è già un profilo pressoché completo. Oltre ad una buona tecnica in fase d'impostazione, il classe 2002 è dotato di straordinaria fisicità e atletismo, qualità che ben si combinano con la sua capacità di leggere preventivamente i movimenti degli attaccanti avversari.</p>
<p>Ad un buon senso dell'anticipo si abbinano anche ottime letture per quanto riguarda le marcature preventive e una naturale abilità nel gioco aereo, caratteristiche tecniche che lo rendono un baluardo particolarmente ostico da superare. Le sue qualità temperamentali lo hanno poi da sempre distinto dagli altri suoi coetanei: "A livello fisico è incredibile, ma è anche molto forte a livello mentale – ricorda Mamic - Non sembra abbia solamente 18 anni, ma almeno 28. Non esiste un centrale della sua età più forte di lui al mondo". Parole che devono essere state ascoltate molto attentamente dal Lipsia, che già in passato ha dimostrato di avere grande fiuto in materia di giovani promesse. Uno stimolo in più per Gvardiol per dimostrare su palcoscenici sempre più prestigiosi il suo vero valore.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/josko-gvardiol-il-talento-croato-del-lipsia-per-sostituire-upamecano/">Josko Gvardiol, il talento croato del Lipsia per sostituire Upamecano</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p>Come sostituire uno dei centrali più promettenti al mondo, da poco passato ad una delle tue rivali più acerrime? Si tratterebbe di una missione quasi impossibile per chiunque, ma non per il Lipsia. La formazione tedesca non ha certo bisogno di presentazioni e si è fatta conoscere negli ultimi anni grazie ai suoi investimenti oculati – e quasi sempre azzeccati – nei confronti di giovani talenti che si sono rivelati in seguito calciatori di assoluto valore.

La squadra del colosso Red Bull ha perso nelle scorse settimane uno dei suoi profili più interessanti. Dayot Upamecano si è infatti accasato al Bayern Monaco, dove ritroverà il suo mentore Julian Nagelsmann. La squadra allenata da Jesse Marsch, ex Salisburgo, non ha però di che disperarsi. L'asso nella manica per rifondare il proprio reparto arretrato era già pronto da tempo e corrisponde niente meno che al nome di Josko Gvardiol, fenomenale difensore croato classe 2002.

Tra giocatori più futuribili dell'intero panorama europeo nel suo ruolo, il calciatore era già stato acquistato del Lipsia nel corso della passata finestra estiva di calciomercato. Il club tedesco si era infatti presentato dinanzi alle porte della Dinamo Zagabria con la somma di 19 milioni di euro pur di strapparlo alla folta concorrenza degli altri top club continentali. Il ragazzo si era poi fermato un altro anno in prestito nella formazione croata, in modo da maturare ulteriore esperienza e lottare per un posto in vista di Euro 2020. Detto fatto: Gvardiol è stato uno dei protagonisti della passata stagione con la Dinamo ed è riuscito anche a raggiungere l'agognata convocazione per gli Europei appena conclusi.

Cresciuto a livello calcistico con indosso la maglia dell'NK Tresnjevka, il centrale si trasferisce all'età di otto anni nel vivaio dei Modri, compiendo via via tutta la trafila fino ad arrivare in prima squadra. I tifosi e gli addetti ai lavori si accorgono ben presto del suo talento: "Gvardiol? A parte Kovacic, non ricordo un giocatore più predestinato di lui – ha dichiarato il suo ex tecnico Zoran Mamic ai microfoni di Scouted Football - Modric ha avuto bisogno di un prestito per imporsi, Josko no. A 16 anni era già formato per la prima squadra". Oltre alle figure vicino alla Dinamo Zagabria, però, grazie anche allo straordinario impatto avuto sia in Youth League che con la formazione "dei grandi”, iniziano ad interessarsi a lui anche le big d'Europa. E il Lipsia, nonostante la bagarre di mercato, è riuscito a metterlo sotto contratto. Sarà lui l'arma segreta per non far rimpiangere la partenza di Upamecano?

<strong>Chi è Josko Gvardiol, scheda e caratteristiche tecniche del difensore croato</strong>

<strong> </strong>Ha iniziato la sua carriera come terzino sinistro e centrocampista, si ispira a Virgil Van Dijk del Liverpool e nonostante i soli 19 anni ha già stupito per maturità e leadership. Gvardiol è certamente inseribile nella lista dei giocatori più promettenti al mondo e nell'ambiente Lipsia potrebbe sbocciare definitivamente. Mancino naturale in grado di far partire l'azione dalle retrovie con qualità, Gvardiol è già un profilo pressoché completo. Oltre ad una buona tecnica in fase d'impostazione, il classe 2002 è dotato di straordinaria fisicità e atletismo, qualità che ben si combinano con la sua capacità di leggere preventivamente i movimenti degli attaccanti avversari.

Ad un buon senso dell'anticipo si abbinano anche ottime letture per quanto riguarda le marcature preventive e una naturale abilità nel gioco aereo, caratteristiche tecniche che lo rendono un baluardo particolarmente ostico da superare. Le sue qualità temperamentali lo hanno poi da sempre distinto dagli altri suoi coetanei: "A livello fisico è incredibile, ma è anche molto forte a livello mentale – ricorda Mamic - Non sembra abbia solamente 18 anni, ma almeno 28. Non esiste un centrale della sua età più forte di lui al mondo". Parole che devono essere state ascoltate molto attentamente dal Lipsia, che già in passato ha dimostrato di avere grande fiuto in materia di giovani promesse. Uno stimolo in più per Gvardiol per dimostrare su palcoscenici sempre più prestigiosi il suo vero valore.<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/josko-gvardiol-il-talento-croato-del-lipsia-per-sostituire-upamecano/">Josko Gvardiol, il talento croato del Lipsia per sostituire Upamecano</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Yusuf Demir, un mancino da favola per il Barcellona B</title>
		<link>https://www.football-magazine.it/yusuf-demir-un-mancino-da-favola-per-il-barcellona-b/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Leone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jul 2021 16:54:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Talent Scout]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p>
<p>Aria di rifondazione in casa Barcellona? I blaugrana devono ripartire dopo diverse stagioni al di sotto delle aspettative e, tra il rinnovo di Messi e alcuni colpi di caratura internazionale da mettere a segno per rinforzare la propria rosa, molto passerà anche dalla programmazione in ottica futura. I catalani sono da sempre molto attenti al proprio settore giovanile, che nel corso degli anni ha saputo regalare tante soddisfazioni ai sostenitori del Camp Nou. E il nuovo talento in grado di entusiasmare gli spalti Culé per le prossime annate calcistiche potrebbe essere niente l'ultimo arrivato Yusuf Demir, fantasista classe 2003 da poco sbarcato al Barcellona B in prestito dal Rapid Vienna.</p>
<p>Cresciuto a livello calcistico nel First Vienna, il ragazzo, nato nella capitale austriaca ma di origine turca, si sposta poi nel vivaio del Rapid, la formazione che dall'età di 10 anni lo accompagnerà a suon di successi e magie ad affermarsi come uno dei wonderkid più interessanti a livello continentale. Giocando spesso da sotto età nelle selezioni giovanili del club viennese, Demir cresce e affina il suo talento, strappando consensi e viaggiando spedito verso l'esordio da record in Bundesliga. È dicembre 2019, Yusuf ha solamente 16 anni e 196 giorni ma scende in campo contro l'Admira Wacker con la maglia biancoverde della prima squadra. Una giornata storica per lui e per il club: non solo la soddisfazione di calcare un importante palcoscenico al fianco di giocatori ben più esperti di lui, ma anche di stabilire il primato di calciatore più giovane della storia a debuttare con il Rapid Vienna. Durante la stagione appena conclusa si è imposto sempre più come uno degli imprescindibili della formazione allenata da Dietmar Kuhbauer, scendendo in campo in ben 32 occasioni, segnando 9 gol e confezionando 3 assist. Negli ultimi mesi, poi, l'interesse da parte delle big di tutta Europa si era fatto sempre più incalzante, accendendo una bagarre davvero senza esclusione di colpi. Real Madrid, Manchester United, Bayern Monaco, Borussia Dortmund e Ajax erano tra le squadre interessate a metterlo sotto contratto. A piazzare il colpo da novanta alla fine è stato però il Barcellona, capace di portarlo in Spagna in prestito oneroso a 500 mila euro più 10 milioni di diritto di riscatto. Cifre alte se rapportate alla giovane età del ragazzo, ma che risultano del tutto giustificabili una volta messe sul piatto tutte le sue incredibili qualità.</p>
<p><strong>Yusuf Demir, caratteristiche tecniche e analisi: la scheda del nuovo giocatore del Barcellona</strong></p>
<p><strong> </strong>"Demir? È molto creativo, dribbla bene ed è dotato di un ottimo piede mancino. La sua tecnica e la sua visione di gioco sono incredibili e per modo di giocare ricorda Messi. Yusuf è un suo grande fan, lo adora e giocava sempre con la sua maglia". Queste le dichiarazioni di Emre Ozturk, agente di Demir, ai microfoni di SPOX durante un'intervista risalente a novembre 2020. Parole che sembrano quasi profetiche vista la nuova avventura in casa Barcellona per il classe 2003, che partirà inizialmente con la squadra B ma con l'obiettivo di scalare le gerarchie fino ad arrivare in prima squadra. Il curriculum e le caratteristiche tecniche del giovane talento ci raccontano di un calciatore perfetto per l'idea di calcio a tinte blaugrana: un mix di tecnica, fantasia e classe che dalle parti del Camp Nou potrebbe esaltarsi come in nessun altro luogo al mondo.</p>
<p>Demir è una minaccia offensiva a tutto tondo, risultando intercambiabile e decisivo in quasi tutti i ruoli del comparto avanzato. Può infatti agire come trequartista puro oppure come falso nueve, facendo valere la sua intelligenza calcistica, la sua tecnica nello stretto e la sua creatività per inventare occasioni da gol per i propri compagni, oppure anche come esterno d'attacco in un tridente. Da quella mattonella, infatti, Yusuf è in grado di sprigionare tutta la sua rapidità e agilità, abbinando queste caratteristiche ad una delle sue migliori specialità: il dribbling. Agendo a piede invertito, il nuovo giocatore del Barcellona può rientrare sul suo mancino fatato, pennellando precisi palloni per i compagni oppure creandosi il giusto spazio per concludere a rete. Proprio le sue qualità balistiche in particolare da calcio piazzato lo hanno reso celebre negli anni, a conferma della sua pericolosità in tante situazioni diverse di gioco. Ora avrà l'occasione di respirare la magica aria della Masia, dove prima di lui sono transitati campioni ormai consegnati alla leggenda. Tra questi anche Messi, il suo idolo di sempre, che con una buona dose di sacrificio e grazie al talento che non gli manca affatto potrebbe presto diventare anche uno dei suoi partner in zona gol.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/yusuf-demir-un-mancino-da-favola-per-il-barcellona-b/">Yusuf Demir, un mancino da favola per il Barcellona B</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p>Aria di rifondazione in casa Barcellona? I blaugrana devono ripartire dopo diverse stagioni al di sotto delle aspettative e, tra il rinnovo di Messi e alcuni colpi di caratura internazionale da mettere a segno per rinforzare la propria rosa, molto passerà anche dalla programmazione in ottica futura. I catalani sono da sempre molto attenti al proprio settore giovanile, che nel corso degli anni ha saputo regalare tante soddisfazioni ai sostenitori del Camp Nou. E il nuovo talento in grado di entusiasmare gli spalti Culé per le prossime annate calcistiche potrebbe essere niente l'ultimo arrivato Yusuf Demir, fantasista classe 2003 da poco sbarcato al Barcellona B in prestito dal Rapid Vienna.

Cresciuto a livello calcistico nel First Vienna, il ragazzo, nato nella capitale austriaca ma di origine turca, si sposta poi nel vivaio del Rapid, la formazione che dall'età di 10 anni lo accompagnerà a suon di successi e magie ad affermarsi come uno dei wonderkid più interessanti a livello continentale. Giocando spesso da sotto età nelle selezioni giovanili del club viennese, Demir cresce e affina il suo talento, strappando consensi e viaggiando spedito verso l'esordio da record in Bundesliga. È dicembre 2019, Yusuf ha solamente 16 anni e 196 giorni ma scende in campo contro l'Admira Wacker con la maglia biancoverde della prima squadra. Una giornata storica per lui e per il club: non solo la soddisfazione di calcare un importante palcoscenico al fianco di giocatori ben più esperti di lui, ma anche di stabilire il primato di calciatore più giovane della storia a debuttare con il Rapid Vienna. Durante la stagione appena conclusa si è imposto sempre più come uno degli imprescindibili della formazione allenata da Dietmar Kuhbauer, scendendo in campo in ben 32 occasioni, segnando 9 gol e confezionando 3 assist. Negli ultimi mesi, poi, l'interesse da parte delle big di tutta Europa si era fatto sempre più incalzante, accendendo una bagarre davvero senza esclusione di colpi. Real Madrid, Manchester United, Bayern Monaco, Borussia Dortmund e Ajax erano tra le squadre interessate a metterlo sotto contratto. A piazzare il colpo da novanta alla fine è stato però il Barcellona, capace di portarlo in Spagna in prestito oneroso a 500 mila euro più 10 milioni di diritto di riscatto. Cifre alte se rapportate alla giovane età del ragazzo, ma che risultano del tutto giustificabili una volta messe sul piatto tutte le sue incredibili qualità.

<strong>Yusuf Demir, caratteristiche tecniche e analisi: la scheda del nuovo giocatore del Barcellona</strong>

<strong> </strong>"Demir? È molto creativo, dribbla bene ed è dotato di un ottimo piede mancino. La sua tecnica e la sua visione di gioco sono incredibili e per modo di giocare ricorda Messi. Yusuf è un suo grande fan, lo adora e giocava sempre con la sua maglia". Queste le dichiarazioni di Emre Ozturk, agente di Demir, ai microfoni di SPOX durante un'intervista risalente a novembre 2020. Parole che sembrano quasi profetiche vista la nuova avventura in casa Barcellona per il classe 2003, che partirà inizialmente con la squadra B ma con l'obiettivo di scalare le gerarchie fino ad arrivare in prima squadra. Il curriculum e le caratteristiche tecniche del giovane talento ci raccontano di un calciatore perfetto per l'idea di calcio a tinte blaugrana: un mix di tecnica, fantasia e classe che dalle parti del Camp Nou potrebbe esaltarsi come in nessun altro luogo al mondo.

Demir è una minaccia offensiva a tutto tondo, risultando intercambiabile e decisivo in quasi tutti i ruoli del comparto avanzato. Può infatti agire come trequartista puro oppure come falso nueve, facendo valere la sua intelligenza calcistica, la sua tecnica nello stretto e la sua creatività per inventare occasioni da gol per i propri compagni, oppure anche come esterno d'attacco in un tridente. Da quella mattonella, infatti, Yusuf è in grado di sprigionare tutta la sua rapidità e agilità, abbinando queste caratteristiche ad una delle sue migliori specialità: il dribbling. Agendo a piede invertito, il nuovo giocatore del Barcellona può rientrare sul suo mancino fatato, pennellando precisi palloni per i compagni oppure creandosi il giusto spazio per concludere a rete. Proprio le sue qualità balistiche in particolare da calcio piazzato lo hanno reso celebre negli anni, a conferma della sua pericolosità in tante situazioni diverse di gioco. Ora avrà l'occasione di respirare la magica aria della Masia, dove prima di lui sono transitati campioni ormai consegnati alla leggenda. Tra questi anche Messi, il suo idolo di sempre, che con una buona dose di sacrificio e grazie al talento che non gli manca affatto potrebbe presto diventare anche uno dei suoi partner in zona gol.<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/yusuf-demir-un-mancino-da-favola-per-il-barcellona-b/">Yusuf Demir, un mancino da favola per il Barcellona B</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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		<title>Pape Sarr, la nuova stellina del centrocampo del Metz</title>
		<link>https://www.football-magazine.it/pape-sarr-la-nuova-stellina-del-centrocampo-del-metz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Leone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Jun 2021 10:45:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Talent Scout]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p>
<p>La Ligue 1 nel corso degli ultimi anni è diventata uno dei campionati più attraenti per gli appassionati di talenti e giovani promesse. Basti pensare alla lunga schiera di profili che hanno avuto come trampolino di lancio proprio questo torneo, troppo spesso bistrattato e sottovalutato dal grande pubblico. Camavinga, Aouar, Tchouaméni e Aouchiche sono infatti solamente la punta dell'iceberg. All'elenco di possibili stelle per il futuro, nell'ultima stagione, si sono aggiunti altri wonderkids e tra questi anche Pape Sarr, fenomenale centrocampista classe 2002 del Metz. Arrivato solamente lo scorso anno tra le fila della squadra della Lorena, il giovane si è fin da subito imposto come uno dei prospetti più interessanti dell'interno panorama transalpino. E come se non bastasse, oltre che per le sue poliedriche qualità, il suo nome sta rimbalzando in giro per l'Europa anche per via delle indiscrezioni di mercato, che lo vorrebbero in cima alla lista dei desideri dei più grandi club del continente.</p>
<p><strong>Chi è Pape Sarr: dalla Generation Foot alla conquista del Metz</strong></p>
<p><strong> </strong>Ultimo in ordine cronologico della sua famiglia a sfondare nel mondo del calcio, Pape Sarr nasce a Thiaroye, in Senegal, il 14 settembre 2002. Cresciuto nel mito del padre e dei suoi zii, tutti con un passato nel mondo del pallone, l'attuale centrocampista del Metz si avvicina allo sport più bello del mondo all'età di cinque anni. Dopo alcune stagioni passate in diverse squadre della zona, il ragazzo nel 2016 ha l'onore di entrare nella Académie Génération Foot, associazione senegalese che da oltre venti anni scopre e cresce i migliori talenti del paese africano. La bontà del lavoro di questo sempre florido vivaio è testimoniata dai nomi che ha fatto conoscere anche in terreno europeo. Due campioni del calibro di Ismaila Sarr e Sadio Mané, solo per fare due esempi, sono infatti passati dalla squadra di Dakar. Ma cos'altro accomuna questi due giocatori e il giovane Pape? Il passo successivo della sua carriera, ovvero il trasferimento nel 2020 al Metz. Una squadra con la quale la Génération Foot ha da anni stipulato una collaborazione e dove, per l'appunto, anche Mané e Ismaila Sarr hanno militato prima di proseguire la propria strada verso la Premier League.</p>
<p>Nonostante la giovanissima età, Sarr non subisce il salto in avanti verso un palcoscenico decisamente più esigente e competitivo. A novembre, solamente due mesi dopo il suo arrivo in Francia, esordisce in Ligue 1 nel centrocampo disegnato da Frédéric Antonetti. È questo il primo tassello di una stagione da sogno: 25 presenze complessive tra campionato e coppa con la prima squadra, condite da 4 gol ma soprattutto un finale di stagione da assoluto protagonista all'interno degli schemi granata. Dopo aver vestito con buoni risultati la maglia del Senegal U17 e aver esordito lo scorso marzo con la Nazionale maggiore, il ragazzo sembra già rappresentare a pieno titolo il futuro del Senegal. Ma dopo l'anno appena disputato, quali sono le prospettive di Sarr?</p>
<p><strong>Pape Sarr, il profilo: caratteristiche tecniche e analisi</strong></p>
<p>Le caratteristiche principali che balzano agli occhi osservando il calcio di Sarr sono essenzialmente due: la personalità e l'estrema duttilità tattica. La carta d'identità, che segna ancora solamente 18 anni, potrebbe non restituire un'immagine realistica del giocatore senegalese. Il classe 2002, infatti, si è sempre distinto per capacità temperamentali, essendo dotato di un'indole da leader innata e una concentrazione che gli permette di incidere con continuità durante il match. Per quanto riguarda l'aspetto legato alla duttilità, questo è facilmente intuibile se si osservano i ruoli in cui il ragazzo è stato schierato nel corso degli anni sia con i suoi club che in Nazionale. Sarr può infatti disimpegnarsi senza problemi in ogni zona del centrocampo, potendo posizionarsi indistintamente come mediano basso in un pacchetto a tre, come mezzala sinistra oppure come centrocampista puro in una linea a due.</p>
<p>Il calciatore del Metz sa fungere egregiamente da equilibratore in fase di contenimento, ma dà comunque il meglio di sé in fase di costruzione. Pur non essendo dotato di una tecnica da numero 10 d'alta scuola, il talento è sempre nel vivo del gioco ed è in grado di dettare i tempi della manovra con ordine e una discreta visione, tutte caratteristiche che mostra quando si trova a smistare la sfera che sia con tocchi corti oppure con verticalizzazioni profonde. Possiede inoltre un buon passo ed esplosività in conduzione palla al piede, nonché agilità negli spazi stretti e anche un ottimo tiro dalla distanza con il destro. Si tratta di un diamante ancora di certo da sgrezzare sotto diversi aspetti – tecnica di base, struttura fisica, posizionamenti difensivi e tempi di attacco al portatore palla avversario – ma considerando la giovane età Sarr potrà diventare nei prossimi anni un centrocampista box to box di assoluto livello. L'ennesima perla scoperta dal Metz e dalla Génération Foot. Un altro giocatore da aggiungere al già lungo elenco di prospetti provenienti dalla Ligue 1.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/pape-sarr-la-nuova-stellina-del-centrocampo-del-metz/">Pape Sarr, la nuova stellina del centrocampo del Metz</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p>La Ligue 1 nel corso degli ultimi anni è diventata uno dei campionati più attraenti per gli appassionati di talenti e giovani promesse. Basti pensare alla lunga schiera di profili che hanno avuto come trampolino di lancio proprio questo torneo, troppo spesso bistrattato e sottovalutato dal grande pubblico. Camavinga, Aouar, Tchouaméni e Aouchiche sono infatti solamente la punta dell'iceberg. All'elenco di possibili stelle per il futuro, nell'ultima stagione, si sono aggiunti altri wonderkids e tra questi anche Pape Sarr, fenomenale centrocampista classe 2002 del Metz. Arrivato solamente lo scorso anno tra le fila della squadra della Lorena, il giovane si è fin da subito imposto come uno dei prospetti più interessanti dell'interno panorama transalpino. E come se non bastasse, oltre che per le sue poliedriche qualità, il suo nome sta rimbalzando in giro per l'Europa anche per via delle indiscrezioni di mercato, che lo vorrebbero in cima alla lista dei desideri dei più grandi club del continente.

<strong>Chi è Pape Sarr: dalla Generation Foot alla conquista del Metz</strong>

<strong> </strong>Ultimo in ordine cronologico della sua famiglia a sfondare nel mondo del calcio, Pape Sarr nasce a Thiaroye, in Senegal, il 14 settembre 2002. Cresciuto nel mito del padre e dei suoi zii, tutti con un passato nel mondo del pallone, l'attuale centrocampista del Metz si avvicina allo sport più bello del mondo all'età di cinque anni. Dopo alcune stagioni passate in diverse squadre della zona, il ragazzo nel 2016 ha l'onore di entrare nella Académie Génération Foot, associazione senegalese che da oltre venti anni scopre e cresce i migliori talenti del paese africano. La bontà del lavoro di questo sempre florido vivaio è testimoniata dai nomi che ha fatto conoscere anche in terreno europeo. Due campioni del calibro di Ismaila Sarr e Sadio Mané, solo per fare due esempi, sono infatti passati dalla squadra di Dakar. Ma cos'altro accomuna questi due giocatori e il giovane Pape? Il passo successivo della sua carriera, ovvero il trasferimento nel 2020 al Metz. Una squadra con la quale la Génération Foot ha da anni stipulato una collaborazione e dove, per l'appunto, anche Mané e Ismaila Sarr hanno militato prima di proseguire la propria strada verso la Premier League.

Nonostante la giovanissima età, Sarr non subisce il salto in avanti verso un palcoscenico decisamente più esigente e competitivo. A novembre, solamente due mesi dopo il suo arrivo in Francia, esordisce in Ligue 1 nel centrocampo disegnato da Frédéric Antonetti. È questo il primo tassello di una stagione da sogno: 25 presenze complessive tra campionato e coppa con la prima squadra, condite da 4 gol ma soprattutto un finale di stagione da assoluto protagonista all'interno degli schemi granata. Dopo aver vestito con buoni risultati la maglia del Senegal U17 e aver esordito lo scorso marzo con la Nazionale maggiore, il ragazzo sembra già rappresentare a pieno titolo il futuro del Senegal. Ma dopo l'anno appena disputato, quali sono le prospettive di Sarr?

<strong>Pape Sarr, il profilo: caratteristiche tecniche e analisi</strong>

Le caratteristiche principali che balzano agli occhi osservando il calcio di Sarr sono essenzialmente due: la personalità e l'estrema duttilità tattica. La carta d'identità, che segna ancora solamente 18 anni, potrebbe non restituire un'immagine realistica del giocatore senegalese. Il classe 2002, infatti, si è sempre distinto per capacità temperamentali, essendo dotato di un'indole da leader innata e una concentrazione che gli permette di incidere con continuità durante il match. Per quanto riguarda l'aspetto legato alla duttilità, questo è facilmente intuibile se si osservano i ruoli in cui il ragazzo è stato schierato nel corso degli anni sia con i suoi club che in Nazionale. Sarr può infatti disimpegnarsi senza problemi in ogni zona del centrocampo, potendo posizionarsi indistintamente come mediano basso in un pacchetto a tre, come mezzala sinistra oppure come centrocampista puro in una linea a due.

Il calciatore del Metz sa fungere egregiamente da equilibratore in fase di contenimento, ma dà comunque il meglio di sé in fase di costruzione. Pur non essendo dotato di una tecnica da numero 10 d'alta scuola, il talento è sempre nel vivo del gioco ed è in grado di dettare i tempi della manovra con ordine e una discreta visione, tutte caratteristiche che mostra quando si trova a smistare la sfera che sia con tocchi corti oppure con verticalizzazioni profonde. Possiede inoltre un buon passo ed esplosività in conduzione palla al piede, nonché agilità negli spazi stretti e anche un ottimo tiro dalla distanza con il destro. Si tratta di un diamante ancora di certo da sgrezzare sotto diversi aspetti – tecnica di base, struttura fisica, posizionamenti difensivi e tempi di attacco al portatore palla avversario – ma considerando la giovane età Sarr potrà diventare nei prossimi anni un centrocampista box to box di assoluto livello. L'ennesima perla scoperta dal Metz e dalla Génération Foot. Un altro giocatore da aggiungere al già lungo elenco di prospetti provenienti dalla Ligue 1.<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/pape-sarr-la-nuova-stellina-del-centrocampo-del-metz/">Pape Sarr, la nuova stellina del centrocampo del Metz</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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		<title>Amine Adli, il talento francese del Tolosa che ha stregato il Milan</title>
		<link>https://www.football-magazine.it/amine-adli-il-talento-francese-del-tolosa-che-ha-stregato-il-milan/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Leone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jun 2021 10:00:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Talent Scout]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p>
<p><em>Il calciomercato in Europa guarda ad Amine Adli del Tolosa: ecco chi è il talento che piace tanto al Milan</em></p>
<p>Prima uno sguardo al presente, poi uno al futuro. Nel calciomercato, si sa, cogliere le occasioni disponibili al momento giusto può rivelarsi decisivo per costruire le proprie fortune in vista delle stagioni che verranno. Soprattutto quando si tratta di giovani talenti è fondamentale agire con lungimiranza, individuando prima della concorrenza quelle pedine che, grazie al proprio percorso di crescita, potrebbero rivelarsi decisive per raggiungere gli obiettivi societari, garantendo al contempo preziose risorse tecniche sul medio-lungo periodo. Uno dei giocatori che sembra ricadere alla perfezione in questa descrizione è Amine Adli, attaccante classe 2000 attualmente in forza al Tolosa ma già finito sui taccuini di diversi club in giro per l'Europa tra cui il Milan. Nato ad Eu, il calciatore muove i primi passi della sua carriera calcistica nell'AS Pezenas Tourbes e nell'AS Beziers. Nel 2015 il Tolosa lo nota e decide di investire su di lui. Dopo quattro anni nel vivaio della squadra francese, nel 2019 arriva l'occasione che Adli sta aspettando da tutta la vita: il match del suo esordio tra i grandi, contro il Lione in Coppa di Lega. Si tratta solamente di una semplice tappa di un percorso ben più lungo che non era di certo sfuggito al pubblico transalpino, che già aveva avuto modo di notare il talento cristallino del giovanissimo esterno. Il classe 2000 aveva infatti già disputato diversi incontri con l'Under 18 francese, dove aveva dimostrato a tutti le sue grandi doti.</p>
<p>Con la retrocessione in Ligue 2 del Tolosa, il ragazzo durante la stagione appena conclusa ha l'occasione di misurarsi con continuità con la realtà del calcio professionistico. Inizialmente impiegato come interno di centrocampo, il wonderkid viene spostato dopo le prime giornate di campionato nella posizione di attaccante. Da qui in avanti, l'ascesa è inesorabile e le sue prestazioni migliorano a vista d'occhio. A fine anno, con i suoi che sono andati ad un passo dalla conquista della promozione, il ruolino di marcia personale del franco-marocchino recita 8 gol e 7 assist in 33 partite, ma soprattutto il premio come miglior giocatore dell'intera competizione. Dopo un'annata del genere, non stupisce che l'attenzione internazionale si sia concentrata su di lui. Secondo le ultime indiscrezioni di mercato, il Milan starebbe puntando forte su di lui. Ma la concorrenza, come facilmente immaginabile, non manca: anche Borussia Dortmund, Bayer Leverkusen e Marsiglia – che già lo aveva cercato lo scorso inverno – si starebbero muovendo per metterlo sotto contratto in questa rovente estate di calciomercato.</p>
<p><strong>Caratteristiche tecniche e scheda: l'analisi su Amine Adli del Tolosa</strong></p>
<p><strong> </strong>Un vero e proprio portento che, nonostante l'età, sa già interpretare con sapienza diversi ruoli nel reparto offensivo. Adli ha cambiato tante posizioni sul rettangolo verde, dalla mezzala al trequartista fino all'esterno offensivo alla seconda punta, stabilizzandosi nell'ultimo anno come una pedina tattica imprescindibile per le manovre offensive del Tolosa. Importanza che viene certificata non solo dalle sue sorprendenti prestazioni, che lo hanno segnalato come uno dei giovani più interessanti dell'intero panorama europeo, ma anche dai riscontri statistici: 2,2 passaggi chiave per partita, 2,5 dribbling ogni novanta minuti e 1,3 contrasti vinti mediamente ogni gara. Un autentico jolly, dunque, in grado di occupare indistintamente la corsia di destra oppure di sinistra partendo largo sulla fascia oppure di giocare come seconda punta in coppia con un centravanti "di ruolo". In attesa di una sua completa maturazione fisica, Adli fa già oggi della duttilità e della rapidità le sue armi principali.</p>
<p>Dotato di un grande cambio passo ed estremo dinamismo, il giocatore ama svariare su tutto il reparto avanzato senza dare punti di riferimento alla difesa avversaria. Molto agile ed elegante durante il dribbling, sa farsi trovare pronto sia in fase di assistenza - grazie a cross e precise verticalizzazioni - che di finalizzazione, anche se in quest'ultima pare avere ancora ampi margini di miglioramento. Nonostante le diverse posizioni che ha interpretato in passato, la sua mattonella preferita è comunque quella della fascia destra, dove può partire a piede invertito per sfoderare al momento giusto le sue ottime doti balistiche con il suo educatissimo mancino. Ancora acerbo nelle letture dei movimenti in fase difensiva, il classe 2000 si segnala comunque per generosità e impegno durante l'arco dei novanta minuti. Il tempo è dalla sua parte per migliorarsi ulteriormente e una cosa è certa: chiunque riuscirà ad acquistare il suo cartellino durante le prossime settimane farà un vero affare.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/amine-adli-il-talento-francese-del-tolosa-che-ha-stregato-il-milan/">Amine Adli, il talento francese del Tolosa che ha stregato il Milan</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p><em>Il calciomercato in Europa guarda ad Amine Adli del Tolosa: ecco chi è il talento che piace tanto al Milan</em>

Prima uno sguardo al presente, poi uno al futuro. Nel calciomercato, si sa, cogliere le occasioni disponibili al momento giusto può rivelarsi decisivo per costruire le proprie fortune in vista delle stagioni che verranno. Soprattutto quando si tratta di giovani talenti è fondamentale agire con lungimiranza, individuando prima della concorrenza quelle pedine che, grazie al proprio percorso di crescita, potrebbero rivelarsi decisive per raggiungere gli obiettivi societari, garantendo al contempo preziose risorse tecniche sul medio-lungo periodo. Uno dei giocatori che sembra ricadere alla perfezione in questa descrizione è Amine Adli, attaccante classe 2000 attualmente in forza al Tolosa ma già finito sui taccuini di diversi club in giro per l'Europa tra cui il Milan. Nato ad Eu, il calciatore muove i primi passi della sua carriera calcistica nell'AS Pezenas Tourbes e nell'AS Beziers. Nel 2015 il Tolosa lo nota e decide di investire su di lui. Dopo quattro anni nel vivaio della squadra francese, nel 2019 arriva l'occasione che Adli sta aspettando da tutta la vita: il match del suo esordio tra i grandi, contro il Lione in Coppa di Lega. Si tratta solamente di una semplice tappa di un percorso ben più lungo che non era di certo sfuggito al pubblico transalpino, che già aveva avuto modo di notare il talento cristallino del giovanissimo esterno. Il classe 2000 aveva infatti già disputato diversi incontri con l'Under 18 francese, dove aveva dimostrato a tutti le sue grandi doti.

Con la retrocessione in Ligue 2 del Tolosa, il ragazzo durante la stagione appena conclusa ha l'occasione di misurarsi con continuità con la realtà del calcio professionistico. Inizialmente impiegato come interno di centrocampo, il wonderkid viene spostato dopo le prime giornate di campionato nella posizione di attaccante. Da qui in avanti, l'ascesa è inesorabile e le sue prestazioni migliorano a vista d'occhio. A fine anno, con i suoi che sono andati ad un passo dalla conquista della promozione, il ruolino di marcia personale del franco-marocchino recita 8 gol e 7 assist in 33 partite, ma soprattutto il premio come miglior giocatore dell'intera competizione. Dopo un'annata del genere, non stupisce che l'attenzione internazionale si sia concentrata su di lui. Secondo le ultime indiscrezioni di mercato, il Milan starebbe puntando forte su di lui. Ma la concorrenza, come facilmente immaginabile, non manca: anche Borussia Dortmund, Bayer Leverkusen e Marsiglia – che già lo aveva cercato lo scorso inverno – si starebbero muovendo per metterlo sotto contratto in questa rovente estate di calciomercato.

<strong>Caratteristiche tecniche e scheda: l'analisi su Amine Adli del Tolosa</strong>

<strong> </strong>Un vero e proprio portento che, nonostante l'età, sa già interpretare con sapienza diversi ruoli nel reparto offensivo. Adli ha cambiato tante posizioni sul rettangolo verde, dalla mezzala al trequartista fino all'esterno offensivo alla seconda punta, stabilizzandosi nell'ultimo anno come una pedina tattica imprescindibile per le manovre offensive del Tolosa. Importanza che viene certificata non solo dalle sue sorprendenti prestazioni, che lo hanno segnalato come uno dei giovani più interessanti dell'intero panorama europeo, ma anche dai riscontri statistici: 2,2 passaggi chiave per partita, 2,5 dribbling ogni novanta minuti e 1,3 contrasti vinti mediamente ogni gara. Un autentico jolly, dunque, in grado di occupare indistintamente la corsia di destra oppure di sinistra partendo largo sulla fascia oppure di giocare come seconda punta in coppia con un centravanti "di ruolo". In attesa di una sua completa maturazione fisica, Adli fa già oggi della duttilità e della rapidità le sue armi principali.

Dotato di un grande cambio passo ed estremo dinamismo, il giocatore ama svariare su tutto il reparto avanzato senza dare punti di riferimento alla difesa avversaria. Molto agile ed elegante durante il dribbling, sa farsi trovare pronto sia in fase di assistenza - grazie a cross e precise verticalizzazioni - che di finalizzazione, anche se in quest'ultima pare avere ancora ampi margini di miglioramento. Nonostante le diverse posizioni che ha interpretato in passato, la sua mattonella preferita è comunque quella della fascia destra, dove può partire a piede invertito per sfoderare al momento giusto le sue ottime doti balistiche con il suo educatissimo mancino. Ancora acerbo nelle letture dei movimenti in fase difensiva, il classe 2000 si segnala comunque per generosità e impegno durante l'arco dei novanta minuti. Il tempo è dalla sua parte per migliorarsi ulteriormente e una cosa è certa: chiunque riuscirà ad acquistare il suo cartellino durante le prossime settimane farà un vero affare.<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/amine-adli-il-talento-francese-del-tolosa-che-ha-stregato-il-milan/">Amine Adli, il talento francese del Tolosa che ha stregato il Milan</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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		<title>Nicolas Siri, la nuova Joya del calcio dell&#8217;Uruguay</title>
		<link>https://www.football-magazine.it/nicolas-siri-la-nuova-joya-del-calcio-delluruguay/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Leone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Jun 2021 10:42:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Talent Scout]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.football-magazine.it/?p=66327</guid>

					<description><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p>
<p>Storia e tradizione: l'Uruguay non smette mai di stupire. Nonostante abbia solo poco più di 3 milioni di abitanti, il paese ha negli anni dato i natali a tanti campioni poi esportati in ogni angolo del mondo a caccia di conquiste. Soprattutto in attacco, i nomi si sprecano e sono da far stropicciare gli occhi: da Forlan e Cavani passando per l'immenso Suarez, la Celeste è una fucina di talenti con pochi eguali, nonostante lo stato sia il terzo più piccolo dell'America del Sud. A portare avanti l'usanza dei grandi bomber di questa terra è Nicolas Siri, giovanissimo attaccante classe 2004 che sembra avere le carte in regola per provare a raggiungere i più alti livelli del football in giro per il globo. Nato nella capitale Montevideo, il centravanti respira calcio fin dai primi anni della sua vita così come molti altri suoi coetanei. Il pallone gli scorre nelle vene, sembra averlo nel DNA. Un affare di famiglia potremmo dire, tanto che anche il fratello più grande Enzo – classe 2002 e di ruolo difensore centrale – pratica lo sport più bello del mondo ed è stato capitano dell'Uruguay Under 17. I due oggi militano nel Danubio FC, una squadra che probabilmente non dirà molto al grande pubblico ma che, nella capitale charrua, rappresenta un'istituzione solamente per i profili che, ancora agli albori delle proprie carriere, ha ospitato: Alvaro Recoba, Ruben Sosa, José Maria Gimenez e gli stessi Cavani e Forlan, solo per citarne alcuni.</p>
<p>E il giovane Siri, nonostante le pressioni dovute ai suoi illustri predecessori, non sta tradendo affatto le attese. Ha debuttato con la prima squadra de La Franja nel settembre 2020 contro il Boston River, una formazione che si farà di nuovo sentire nella sua storia. Proprio contro il club Rojiverde, infatti, ha siglato la sua prima tripletta da professionista in una giornata a dir poco da record. Quella dello scorso marzo, infatti, è stata una tripla rete davvero speciale per il prodotto del vivaio del Danubio. Si tratta di quella che oltremanica definirebbero "Perfect Hat-Trick", ovvero "Tripletta Perfetta". Un gol con il piede destro, uno con il sinistro e uno di testa: Siri è riuscito a siglare queste tre marcature a soli 16 anni, 11 mesi e 2 giorni, dando assoluta prova di completezza e maturità nonostante la giovane età. Inutile dire che le sue prodezze hanno già fatto il giro del mondo, complice anche la sua continuità con la maglia dell'Uruguay Under 15, con il quale ha segnato 14 reti in 22 gare. Da parte sua, quest'anno, si attendono grandi cose: il suo Danubio è retrocesso in Segunda Division ma per lui sembrano potersi spalancare le porte dei migliori club in Europa. Sulle sue tracce, secondo le indiscrezioni di mercato, ci sarebbe già il Barcellona, voglioso di rifondare il proprio comparto offensivo sulle spalle di un nuovo uruguagio dopo la separazione dello scorso anno con il Pistolero Suarez.</p>
<p><strong>Nicolas Siri, la scheda: analisi e caratteristiche tecniche</strong></p>
<p>Quali sono le caratteristiche principali della nuova Joya del Danubio e dell'Uruguay? Il classe 2004 è una prima punta dotata di grande forza, che sa sfruttare al meglio il proprio corpo per farsi valere in zona rete che durante la fase di costruzione. Oltre ad avere uno spiccato senso del gol, che sia con i piedi oppure con precisi colpi di testa, Siri ha mostrato in più circostanze di potersi rendere utile anche spalle alla porta, proteggendo la palla e facendo salire i propri compagni. Giocatore dal grande dinamismo e dalla generosità esaltante, il ragazzo è solito dare tutto sul campo da gioco. Anche in fase di non possesso, infatti, risulta sempre attivo nel pressing verso gli avversari. I movimenti senza palla per smarcarsi e ricevere la sfera, poi, sono una delle sue migliori qualità, aspetto che sottolinea come oltre ad una prorompente prestanza atletica il giovane possieda anche  intelligenza tattica oltre che un buon tiro e buone leve, che gli permettono di pungere anche in campo aperto. L'aspetto del suo gioco che sembra dover migliorare maggiormente è la tecnica di base, che gli permetterebbe così di ampliare ulteriormente la quantità di frecce nel suo arco. Vista l'età e i progressi che lo attendono nei prossimi anni, comunque, si può affermare senza timore che Siri sia un attaccante potenzialmente completo, in grado di associarsi bene con i suoi compagni oppure di fare reparto da solo. Un profilo da tenere d'occhio, solo l'ultima stella di un Uruguay che continua ad incantare grazie ai suoi straordinari talenti.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/nicolas-siri-la-nuova-joya-del-calcio-delluruguay/">Nicolas Siri, la nuova Joya del calcio dell&#8217;Uruguay</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p>Storia e tradizione: l'Uruguay non smette mai di stupire. Nonostante abbia solo poco più di 3 milioni di abitanti, il paese ha negli anni dato i natali a tanti campioni poi esportati in ogni angolo del mondo a caccia di conquiste. Soprattutto in attacco, i nomi si sprecano e sono da far stropicciare gli occhi: da Forlan e Cavani passando per l'immenso Suarez, la Celeste è una fucina di talenti con pochi eguali, nonostante lo stato sia il terzo più piccolo dell'America del Sud. A portare avanti l'usanza dei grandi bomber di questa terra è Nicolas Siri, giovanissimo attaccante classe 2004 che sembra avere le carte in regola per provare a raggiungere i più alti livelli del football in giro per il globo. Nato nella capitale Montevideo, il centravanti respira calcio fin dai primi anni della sua vita così come molti altri suoi coetanei. Il pallone gli scorre nelle vene, sembra averlo nel DNA. Un affare di famiglia potremmo dire, tanto che anche il fratello più grande Enzo – classe 2002 e di ruolo difensore centrale – pratica lo sport più bello del mondo ed è stato capitano dell'Uruguay Under 17. I due oggi militano nel Danubio FC, una squadra che probabilmente non dirà molto al grande pubblico ma che, nella capitale charrua, rappresenta un'istituzione solamente per i profili che, ancora agli albori delle proprie carriere, ha ospitato: Alvaro Recoba, Ruben Sosa, José Maria Gimenez e gli stessi Cavani e Forlan, solo per citarne alcuni.

E il giovane Siri, nonostante le pressioni dovute ai suoi illustri predecessori, non sta tradendo affatto le attese. Ha debuttato con la prima squadra de La Franja nel settembre 2020 contro il Boston River, una formazione che si farà di nuovo sentire nella sua storia. Proprio contro il club Rojiverde, infatti, ha siglato la sua prima tripletta da professionista in una giornata a dir poco da record. Quella dello scorso marzo, infatti, è stata una tripla rete davvero speciale per il prodotto del vivaio del Danubio. Si tratta di quella che oltremanica definirebbero "Perfect Hat-Trick", ovvero "Tripletta Perfetta". Un gol con il piede destro, uno con il sinistro e uno di testa: Siri è riuscito a siglare queste tre marcature a soli 16 anni, 11 mesi e 2 giorni, dando assoluta prova di completezza e maturità nonostante la giovane età. Inutile dire che le sue prodezze hanno già fatto il giro del mondo, complice anche la sua continuità con la maglia dell'Uruguay Under 15, con il quale ha segnato 14 reti in 22 gare. Da parte sua, quest'anno, si attendono grandi cose: il suo Danubio è retrocesso in Segunda Division ma per lui sembrano potersi spalancare le porte dei migliori club in Europa. Sulle sue tracce, secondo le indiscrezioni di mercato, ci sarebbe già il Barcellona, voglioso di rifondare il proprio comparto offensivo sulle spalle di un nuovo uruguagio dopo la separazione dello scorso anno con il Pistolero Suarez.

<strong>Nicolas Siri, la scheda: analisi e caratteristiche tecniche</strong>

Quali sono le caratteristiche principali della nuova Joya del Danubio e dell'Uruguay? Il classe 2004 è una prima punta dotata di grande forza, che sa sfruttare al meglio il proprio corpo per farsi valere in zona rete che durante la fase di costruzione. Oltre ad avere uno spiccato senso del gol, che sia con i piedi oppure con precisi colpi di testa, Siri ha mostrato in più circostanze di potersi rendere utile anche spalle alla porta, proteggendo la palla e facendo salire i propri compagni. Giocatore dal grande dinamismo e dalla generosità esaltante, il ragazzo è solito dare tutto sul campo da gioco. Anche in fase di non possesso, infatti, risulta sempre attivo nel pressing verso gli avversari. I movimenti senza palla per smarcarsi e ricevere la sfera, poi, sono una delle sue migliori qualità, aspetto che sottolinea come oltre ad una prorompente prestanza atletica il giovane possieda anche  intelligenza tattica oltre che un buon tiro e buone leve, che gli permettono di pungere anche in campo aperto. L'aspetto del suo gioco che sembra dover migliorare maggiormente è la tecnica di base, che gli permetterebbe così di ampliare ulteriormente la quantità di frecce nel suo arco. Vista l'età e i progressi che lo attendono nei prossimi anni, comunque, si può affermare senza timore che Siri sia un attaccante potenzialmente completo, in grado di associarsi bene con i suoi compagni oppure di fare reparto da solo. Un profilo da tenere d'occhio, solo l'ultima stella di un Uruguay che continua ad incantare grazie ai suoi straordinari talenti.<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/nicolas-siri-la-nuova-joya-del-calcio-delluruguay/">Nicolas Siri, la nuova Joya del calcio dell&#8217;Uruguay</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Arsen Zakharyan: la macchina da record russa che punta agli Europei</title>
		<link>https://www.football-magazine.it/arsen-zakharyan-la-macchina-da-record-russa-che-punta-agli-europei/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Leone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 May 2021 12:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Talent Scout]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.football-magazine.it/?p=66031</guid>

					<description><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p>
<p>Record su record, per incantare e apporre già, a soli 17 anni, il proprio timbro sulla storia del calcio della Russia. Arsen Zakharyan è l'assoluta rivelazione della stagione appena conclusa in quel di Mosca e dintorni: classe e talento non gli sono mai mancati e il ragazzo, per non farsi mancare nulla, sta impressionando anche per continuità contro avversari ben più esperti e rodati di lui. Tutte caratteristiche che ci ha fatto ammirare con la maglia dell'Under 21 della sua Nazionale nella prima parte del campionato europeo di categoria lo scorso marzo. In quell'occasione, infatti, il centrocampista aveva mostrato a tutti di che pasta era fatto. Il gol contro l'Islanda nel match terminato per 4-1 in favore della Russia, marcatura che gli ha permesso di diventare il goleador più giovane della storia del torneo, solamente una piccola parte delle frecce pronte ad essere scoccate dal classe 2003. In patria già festeggiano per l'avvento di un nuovo potenziale crack e in particolare alla Dinamo Mosca, formazione che per prima ha creduto in lui e che oggi sa di avere per le mani un talismano dal valore inestimabile.</p>
<p>Ma facciamo un passo indietro, perché la storia di Zakharyan parte a Samara, città di circa un milione di abitanti dove il giovane trascorre i primi anni della sua vita, calcistica e non. Muove i primi passi su un campo da gioco con la casacca del PFC Krylia Sovetov Samara, dove milita fino al 2017. La sliding door della sua carriera arriva però dopo una bocciatura, quella da parte dello Zenit, che lo aveva contattato per effettuare un provino. "Sono stato in prova allo Zenit – ha raccontato il giovane ai microfoni di Transfermarkt – Mi dissero che non ero abbastanza brava, così tornai a Samara". Il giovane non vedeva l'ora di spiccare il volo, sulla scia di quanto fatto dal fratello David, anche lui calciatore. La delusione dopo quanto accaduto a San Pietroburgo però non lo abbatte, ma anzi gli dà la spinta per proseguire nella sua corsa. Così, poco tempo dopo, a soli 14 anni attira l'attenzione della Dinamo Mosca, che gli permette di compiere tutta la trafila all'interno del proprio settore giovanile. Dopo soli 3 anni tra successi e grande entusiasmo, Arsen è già una stella della prima squadra. Nell'ottobre del 2020 viene inserito dal Guardian nella lista dei migliori 60 talenti del panorama calcistico mondiale. Durante la stagione 2020/21 in Primier Liga, poi, raccoglie 13 presenze condite da 3 gol e 5 assist. Tutto questo, come se fosse un particolare trascurabile, macinando record su record di precocità. Dall'Under 17 russa ha  infatti compiuto direttamente il salto verso l'Under 21, ma non è ancora finita qui. Il centrocampista è stato infatti inserito nella lista dei preconvocati della Russia per Euro 2020 del prossimo giugno, quando Arsen potrebbe diventare il più giovane di sempre a vestire la maglia della selezione allenata da Stanislav Cherchesov.</p>
<p><strong>Arsen Zakharyan, caratteristiche tecniche e analisi: la scheda sul talento della Dinamo Mosca</strong></p>
<p>"Non mi sento inferiore ai giocatori più anziani a livello fisico. In questo senso entra in gioco la buona preparazione nelle giovanili, dove mi hanno sempre responsabilizzato e chiamato a costruire il gioco" ha rivelato Zakharyan su Transfermarkt. Nonostante l'evidente differenza dal punto di vista anagrafico rispetto a compagni e avversari, il classe 2003 ha dimostrato fin da subito di trovarsi a proprio agio su palcoscenici che solitamente competono a calciatori ben più maturi. Nato trequartista, ma all'occorrenza impostato come mezzala di costruzione oppure addirittura come esterno offensivo, il talento russo vanta grande tecnica di base e ottimo dribbling. Grazie a queste doti sa rendersi utile in fase di costruzione, sfruttando al meglio gli uno contro uno e creando superiorità numerica per le sortite in avanti dei suoi. Dotato di splendida visione e creatività, il ragazzo può sfoderare all'occorrenza anche un buon calcio con il piede destro soprattutto dalla media distanza. Se da una parte sembra dover ancora inspessire la sua presenza complessiva durante i 90', in particolare per quanto riguarda la fase difensiva, dall'altra nonostante questo Zakharyan ha dimostrato in più occasioni di potersi accendere da un momento all'altro grazie alla sua eleganza e alla sua classe, risultando così comunque determinante sia dal punto di vista realizzativo che da quello della rifinitura per imbucare i compagni. Ad ultimare il profilo del gioiello della Dinamo Mosca anche buone letture dei movimenti da compiere senza palla, mentre sul piano della struttura fisica pare dover ancora completare il proprio processo di evoluzione. Riuscirà dunque il ragazzo ad esordire con la Russia già nelle prossime settimane? Comunque andrà, per lui sembrano aprirsi orizzonti davvero notevoli. Il futuro saprà certamente riservargli gradite sorprese e, chissà, magari anche altri record da battere a suon di magie con la sfera tra i piedi.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/arsen-zakharyan-la-macchina-da-record-russa-che-punta-agli-europei/">Arsen Zakharyan: la macchina da record russa che punta agli Europei</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p>Record su record, per incantare e apporre già, a soli 17 anni, il proprio timbro sulla storia del calcio della Russia. Arsen Zakharyan è l'assoluta rivelazione della stagione appena conclusa in quel di Mosca e dintorni: classe e talento non gli sono mai mancati e il ragazzo, per non farsi mancare nulla, sta impressionando anche per continuità contro avversari ben più esperti e rodati di lui. Tutte caratteristiche che ci ha fatto ammirare con la maglia dell'Under 21 della sua Nazionale nella prima parte del campionato europeo di categoria lo scorso marzo. In quell'occasione, infatti, il centrocampista aveva mostrato a tutti di che pasta era fatto. Il gol contro l'Islanda nel match terminato per 4-1 in favore della Russia, marcatura che gli ha permesso di diventare il goleador più giovane della storia del torneo, solamente una piccola parte delle frecce pronte ad essere scoccate dal classe 2003. In patria già festeggiano per l'avvento di un nuovo potenziale crack e in particolare alla Dinamo Mosca, formazione che per prima ha creduto in lui e che oggi sa di avere per le mani un talismano dal valore inestimabile.

Ma facciamo un passo indietro, perché la storia di Zakharyan parte a Samara, città di circa un milione di abitanti dove il giovane trascorre i primi anni della sua vita, calcistica e non. Muove i primi passi su un campo da gioco con la casacca del PFC Krylia Sovetov Samara, dove milita fino al 2017. La sliding door della sua carriera arriva però dopo una bocciatura, quella da parte dello Zenit, che lo aveva contattato per effettuare un provino. "Sono stato in prova allo Zenit – ha raccontato il giovane ai microfoni di Transfermarkt – Mi dissero che non ero abbastanza brava, così tornai a Samara". Il giovane non vedeva l'ora di spiccare il volo, sulla scia di quanto fatto dal fratello David, anche lui calciatore. La delusione dopo quanto accaduto a San Pietroburgo però non lo abbatte, ma anzi gli dà la spinta per proseguire nella sua corsa. Così, poco tempo dopo, a soli 14 anni attira l'attenzione della Dinamo Mosca, che gli permette di compiere tutta la trafila all'interno del proprio settore giovanile. Dopo soli 3 anni tra successi e grande entusiasmo, Arsen è già una stella della prima squadra. Nell'ottobre del 2020 viene inserito dal Guardian nella lista dei migliori 60 talenti del panorama calcistico mondiale. Durante la stagione 2020/21 in Primier Liga, poi, raccoglie 13 presenze condite da 3 gol e 5 assist. Tutto questo, come se fosse un particolare trascurabile, macinando record su record di precocità. Dall'Under 17 russa ha  infatti compiuto direttamente il salto verso l'Under 21, ma non è ancora finita qui. Il centrocampista è stato infatti inserito nella lista dei preconvocati della Russia per Euro 2020 del prossimo giugno, quando Arsen potrebbe diventare il più giovane di sempre a vestire la maglia della selezione allenata da Stanislav Cherchesov.

<strong>Arsen Zakharyan, caratteristiche tecniche e analisi: la scheda sul talento della Dinamo Mosca</strong>

"Non mi sento inferiore ai giocatori più anziani a livello fisico. In questo senso entra in gioco la buona preparazione nelle giovanili, dove mi hanno sempre responsabilizzato e chiamato a costruire il gioco" ha rivelato Zakharyan su Transfermarkt. Nonostante l'evidente differenza dal punto di vista anagrafico rispetto a compagni e avversari, il classe 2003 ha dimostrato fin da subito di trovarsi a proprio agio su palcoscenici che solitamente competono a calciatori ben più maturi. Nato trequartista, ma all'occorrenza impostato come mezzala di costruzione oppure addirittura come esterno offensivo, il talento russo vanta grande tecnica di base e ottimo dribbling. Grazie a queste doti sa rendersi utile in fase di costruzione, sfruttando al meglio gli uno contro uno e creando superiorità numerica per le sortite in avanti dei suoi. Dotato di splendida visione e creatività, il ragazzo può sfoderare all'occorrenza anche un buon calcio con il piede destro soprattutto dalla media distanza. Se da una parte sembra dover ancora inspessire la sua presenza complessiva durante i 90', in particolare per quanto riguarda la fase difensiva, dall'altra nonostante questo Zakharyan ha dimostrato in più occasioni di potersi accendere da un momento all'altro grazie alla sua eleganza e alla sua classe, risultando così comunque determinante sia dal punto di vista realizzativo che da quello della rifinitura per imbucare i compagni. Ad ultimare il profilo del gioiello della Dinamo Mosca anche buone letture dei movimenti da compiere senza palla, mentre sul piano della struttura fisica pare dover ancora completare il proprio processo di evoluzione. Riuscirà dunque il ragazzo ad esordire con la Russia già nelle prossime settimane? Comunque andrà, per lui sembrano aprirsi orizzonti davvero notevoli. Il futuro saprà certamente riservargli gradite sorprese e, chissà, magari anche altri record da battere a suon di magie con la sfera tra i piedi.<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/arsen-zakharyan-la-macchina-da-record-russa-che-punta-agli-europei/">Arsen Zakharyan: la macchina da record russa che punta agli Europei</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Yeremy: dribbling e tecnica per far sognare la Spagna</title>
		<link>https://www.football-magazine.it/yeremy-dribbling-e-tecnica-per-far-sognare-la-spagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Leone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 May 2021 14:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Talent Scout]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.football-magazine.it/?p=65683</guid>

					<description><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p>
<p>Non solo Ansu Fati e Pedri del Barcellona a dare lustro alla formidabile classe 2002 della Nazionale spagnola. Oltre ai due gioiellini di proprietà Culé, figura anche un altro diciottenne che sta riscuotendo un discreto successo – per usare un eufemismo – tra le squadre della penisola iberica, sempre più in rampa di lancio in direzione di una carriera che promette grandi gesta. Stiamo parlando di Yeremy (al secolo Yeremi Jesus Pino Santos), attaccante esterno in forza al Villarreal di Unai Emery e autentica rivelazione del Sottomarino Giallo targato 2020/2021. Non sorprende che il giocatore, originario delle Canarie proprio come il collega blaugrana Pedri, stia costruendo le proprie fortune all'interno della rosa della provincia di Castellon, storicamente ricca di qualità e terreno fertile per tanti giovani campioni destinati a palcoscenici di alto livello. Il ragazzo non fa assolutamente eccezione, anzi porta avanti una tradizione che con lui potrebbe raggiungere un nuovo picco grazie a doti tecniche sopra la media, eleganza da vendere e a una maestria nel dribbling a dir poco esaltante. Ma chi è più nello specifico il giocatore che sta facendo innamorare i tifosi dell'Estadio de la Ceramica?</p>
<p>Nato a Gran Canaria il 20 ottobre 2002, Yeremy non perde tempo e inizia fin da piccolo ad interessarsi al gioco del calcio. Non passa dunque molto che, ancora bambino, entra a far parte delle giovanili del Las Palmas, squadra che lo inizierà ufficialmente al mondo del football. Dopo aver impressionato per talento e precocità, nel 2016 entra nei radar di Barcellona e Villarreal in quella che sarà una lotta di mercato agguerrita e senza esclusione di colpi. Alla fine grazie ad un'offerta irrinunciabile ad avere la meglio sono proprio i secondi, che riescono a convincere il ragazzo ad accasarsi nella cosiddetta Canter Grogueta. Girato immediatamente al CD Roda, formazione satellite del club amarillo, il canario mette in luce tutto il suo enorme potenziale diventando un punto fermo sia per il suo nuovo club che per le nazionali giovanili della Spagna. Giunto fino all'Under 19 del Roda, riceve poi l'opportunità di tornare alla base entrando così a far parte del Villarreal C. Ma la sua ascesa non si arresta qui: quest'anno, pur essendo aggregato formalmente alla formazione B, non ha mai disputato un singolo minuto con la seconda squadra. Il motivo? Unai Emery ha deciso di puntare con continuità su di lui sin dalla scorsa estate, concedendogli la possibilità di aggregarsi in pianta stabile nelle rotazioni della sua rosa. La fiducia del tecnico ex Siviglia e Arsenal è stata fino a questo momento ripagata a pieno: 31 presenze tra Liga, Europa League e Copa del Rey, 6 reti e 1 assist e una seria candidatura come titolare inamovibile in vista della prossima stagione.</p>
<p><strong>Yeremy, caratteristiche tecniche e analisi: la scheda sul talento del Villarreal</strong></p>
<p>"Più difficile è la sfida e più dimostra il suo potenziale - afferma senza timore Nando Martinez, preparatore fisico del Villarreal B - Conserva ancora l'essenza di quando giocava per strada da bambino", riporta El Pais. Risiedono proprio in queste parole le caratteristiche più esaltanti di Yeremy, un giocatore in grado con i suoi tocchi in conduzione palla al piede oppure con i suoi dribbling funambolici di accendere l'entusiasmo dei tifosi e le trame offensive dei suoi in qualsiasi momento. Estro, velocità e coraggio sono i concetti che distinguono lo stile di gioco del talento del Villarreal, impiegabile come ala d'attacco sia a destra che a sinistra. Oltre alle sue evidenti qualità tecniche con il piede destro, il classe 2002 si segnala inoltre per dinamismo e concretezza nell'ultimo quarto di campo. Non solo infatti numeri da giocoliere per superare il diretto marcatore, ma anche buone doti sia per quanto riguarda la finalizzazione grazie a discrete doti balistiche in particolare dalla media distanza che per la fase di assistenza ai propri compagni. Nonostante dia ovviamente il meglio di sé in zona gol, il giovane sta lentamente prendendo sempre più confidenza con la fase difensiva, risultando così una pedina preziosa anche in tale frangente. Sarà proprio Yeremy la nuova stella del calcio spagnolo del prossimo decennio? La sfida a distanza con le altre gemme delle Furie Rosse è già iniziata e promette spettacolo.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/yeremy-dribbling-e-tecnica-per-far-sognare-la-spagna/">Yeremy: dribbling e tecnica per far sognare la Spagna</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.football-magazine.it/wp-content/uploads/2022/12/newscalcio-1200x800.jpg"/></p>Non solo Ansu Fati e Pedri del Barcellona a dare lustro alla formidabile classe 2002 della Nazionale spagnola. Oltre ai due gioiellini di proprietà Culé, figura anche un altro diciottenne che sta riscuotendo un discreto successo – per usare un eufemismo – tra le squadre della penisola iberica, sempre più in rampa di lancio in direzione di una carriera che promette grandi gesta. Stiamo parlando di Yeremy (al secolo Yeremi Jesus Pino Santos), attaccante esterno in forza al Villarreal di Unai Emery e autentica rivelazione del Sottomarino Giallo targato 2020/2021. Non sorprende che il giocatore, originario delle Canarie proprio come il collega blaugrana Pedri, stia costruendo le proprie fortune all'interno della rosa della provincia di Castellon, storicamente ricca di qualità e terreno fertile per tanti giovani campioni destinati a palcoscenici di alto livello. Il ragazzo non fa assolutamente eccezione, anzi porta avanti una tradizione che con lui potrebbe raggiungere un nuovo picco grazie a doti tecniche sopra la media, eleganza da vendere e a una maestria nel dribbling a dir poco esaltante. Ma chi è più nello specifico il giocatore che sta facendo innamorare i tifosi dell'Estadio de la Ceramica?

Nato a Gran Canaria il 20 ottobre 2002, Yeremy non perde tempo e inizia fin da piccolo ad interessarsi al gioco del calcio. Non passa dunque molto che, ancora bambino, entra a far parte delle giovanili del Las Palmas, squadra che lo inizierà ufficialmente al mondo del football. Dopo aver impressionato per talento e precocità, nel 2016 entra nei radar di Barcellona e Villarreal in quella che sarà una lotta di mercato agguerrita e senza esclusione di colpi. Alla fine grazie ad un'offerta irrinunciabile ad avere la meglio sono proprio i secondi, che riescono a convincere il ragazzo ad accasarsi nella cosiddetta Canter Grogueta. Girato immediatamente al CD Roda, formazione satellite del club amarillo, il canario mette in luce tutto il suo enorme potenziale diventando un punto fermo sia per il suo nuovo club che per le nazionali giovanili della Spagna. Giunto fino all'Under 19 del Roda, riceve poi l'opportunità di tornare alla base entrando così a far parte del Villarreal C. Ma la sua ascesa non si arresta qui: quest'anno, pur essendo aggregato formalmente alla formazione B, non ha mai disputato un singolo minuto con la seconda squadra. Il motivo? Unai Emery ha deciso di puntare con continuità su di lui sin dalla scorsa estate, concedendogli la possibilità di aggregarsi in pianta stabile nelle rotazioni della sua rosa. La fiducia del tecnico ex Siviglia e Arsenal è stata fino a questo momento ripagata a pieno: 31 presenze tra Liga, Europa League e Copa del Rey, 6 reti e 1 assist e una seria candidatura come titolare inamovibile in vista della prossima stagione.

<strong>Yeremy, caratteristiche tecniche e analisi: la scheda sul talento del Villarreal</strong>

"Più difficile è la sfida e più dimostra il suo potenziale - afferma senza timore Nando Martinez, preparatore fisico del Villarreal B - Conserva ancora l'essenza di quando giocava per strada da bambino", riporta El Pais. Risiedono proprio in queste parole le caratteristiche più esaltanti di Yeremy, un giocatore in grado con i suoi tocchi in conduzione palla al piede oppure con i suoi dribbling funambolici di accendere l'entusiasmo dei tifosi e le trame offensive dei suoi in qualsiasi momento. Estro, velocità e coraggio sono i concetti che distinguono lo stile di gioco del talento del Villarreal, impiegabile come ala d'attacco sia a destra che a sinistra. Oltre alle sue evidenti qualità tecniche con il piede destro, il classe 2002 si segnala inoltre per dinamismo e concretezza nell'ultimo quarto di campo. Non solo infatti numeri da giocoliere per superare il diretto marcatore, ma anche buone doti sia per quanto riguarda la finalizzazione grazie a discrete doti balistiche in particolare dalla media distanza che per la fase di assistenza ai propri compagni. Nonostante dia ovviamente il meglio di sé in zona gol, il giovane sta lentamente prendendo sempre più confidenza con la fase difensiva, risultando così una pedina preziosa anche in tale frangente. Sarà proprio Yeremy la nuova stella del calcio spagnolo del prossimo decennio? La sfida a distanza con le altre gemme delle Furie Rosse è già iniziata e promette spettacolo.<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it/yeremy-dribbling-e-tecnica-per-far-sognare-la-spagna/">Yeremy: dribbling e tecnica per far sognare la Spagna</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.football-magazine.it">Football-Magazine - Tutta l&#039;attualità dello sport</a>.</p>
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