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Eredivisie: Un super Vitesse mette K.O. il Psv

Di Leonardo FRANCESCHINI

Nella quattordicesima giornata di Eredivisie è successo l’impossibile: il Vitesse, confermandosi la migliore tra le grandi negli scontri diretti, se l’è andata a giocare alla “Philips Stadion” di Eindhoven strappando una clamorosa vittoria in rimonta sul campo del Psv capolista. Il Twente, sceso in campo pochi minuti dopo, dunque consapevole della possibilità di riportarsi in vetta, non è riuscito a sconfiggere l’abbordabilissimo Pec Zwolle acciuffando un deludente pareggio al 90+2’ con Castaignos. Ajax e Feyenoord hanno invece approfittato degli scivoloni di testa recuperando punti a Psv e Twente. 

Il Vitesse festeggia a fine gara l’impresa compiuta al “Philips Stadion” di Eindhoven,

IL VITESSE SI CONFERMA LETALE NELLE PARTITE DECISIVE; TWENTE AL TERZO PAREGGIO CONSECUTIVO. AJAX DI RIMONTA. La prima “big” caduta sotto i colpi del Vitesse era stato il Feyenoord, al quarto turno. Sei giornate più tardi, alla decima, anche l’Ajax uscente dal prestigioso successo con il Manchester City aveva provato sulla sua pelle cosa comportasse affrontare il Vitesse nelle cosiddette “gare che contano”: doppietta del bomber Bony e 0-2 all’Amsterdam Arena. Con il Twente, invece, ci si era accontentati di limitare i danni optando per uno 0-0 che puzza tanto di inconsapevole compromesso (biscotto). Ieri però, le aquile bicipiti in maglia giallonera sono andate oltre vincendo sull’inespugnabile campo del Psv che non conosceva risultato diverso dalla vittoria dalla bellezza di otto partite. L’impresa nell’impresa compiuta dal Vitesse sta nell’aver arginato lo stratosferico attacco dell’undici di Advocaat (il migliore d’Europa con 48 goal) subendo un solo goal, per di più in avvio, segnato da Timothy Derijck. La risposta immediata, nervosa degli ospiti arrivata al 15’ con Reis ha permesso al Vitesse di portare dalla sua l’inerzia del match spaventando notevolmente un Psv già di per sé ferito dopo la sconfitta interna subita dal Dnipro in Europa League. Con il crescere delle sortite offensive di un Vitesse che, di minuto in minuto, acquisiva sempre più fiducia nella vittoria, le certezze della formazione guidata dal “Generale” Advocaat sono letteralmente crollate come castelli di carta. In un clima tanto propizio, il più temibile dei gialloneri, Bony, sentendo l’odore dal sangue ha dato sfogo al suo straordinario killer-instinct siglando al 74’ una rete importantissima.  Il goal di Bony è il quindicesimo in campionato, ma più di tutto vale tre punti pensanti come un macigno conquistati ad Eindhoven dove nessuno aveva mai pareggiato o vinto. I “Reds” di McClaren, il Twente, negli spogliatoi del “De Grolsch Veste”, già rientrati dal riscaldamento, pronti per giocare, avranno senz’altro ricevuto notizie (positive) dal “Philips Stadion” dove il Psv s’era appena fermato. Perciò: che fare ? Vincere, solamente vincere. Per dare una spiegazione a quanto accaduto, ci si può avventurare nel campo della malafede (atteggiamento con il quale si rischia sempre di cadere in errore se non si tratta di vicende legate al Bel Paese) dando al match un’interpretazione per cui il Psv dovrebbe essersi venduto la partita: fantascienza. Ma che altro pensare ? Perché un pareggio con il modestissimo Pec Zwolle in un momento tanto decisivo ? Spiegazioni non ce ne sono, il calcio è un gioco strano ed i protagonisti di questo sport, gli attori di questa commedia su cui si apre il sipario ogni benedetta (o maledetta, dipende dai punti di vista…) Domenica, i calciatori, sono, per la proprietà transitiva, ancor più inspiegabilmente strani e lunatici, per non dire peggio. Insomma, dopo la realizzazione dal dischetto di Tadic al 48’, il Twente è rimasto virtualmente in testa alla classifica per sette minuti scarsi prima di subire il pareggio di Avdic e l’1-2 di Joey Van den Berg a due giri d’orologio dallo scadere. Luc Castaignos, l’ex Inter, in extratime ha quantomeno tamponato un’emorragia (cerebrale: un KO avrebbe lasciato profonde ferite a livello mentale) altrimenti fatale per giocatori ed allenatore del Twente fissando il punteggio sul 2-2. “Modesto” (per non dire scarso) almeno tanto quanto il Pec era il Roda, l’avversario designato dal calendario per l’Ajax in questo 14° turno. Anche qui, come ad Enschede, tante, troppe complicazioni iniziate al 14’ con il vantaggio del Roda firmato Hupperts e messe a tacere soltanto all’88’ quando Schone ha messo sul match il suo sigillo per il 2-1 finale (Eriksen aveva riportato la parità all’82’). I Lancieri, con il successo di Kerkrade, salgono a 27 punti e si portano in quarta posizione a pari merito con il Feyenoord (-6 dal Psv).

FEYENOORD CORSARO AD ALKMAAR; ADO E NEC DIROMPENTI. Al quarto posto, in coabitazione con l’Ajax, c’è anche il Feyenoord che tiene il passo della squadra allenata da Frank De Boer. Il “De Club van het volk” (il club del popolo, come viene chiamata il club di Rotterdam dai propri tifosi) si è imposto con un secco e deciso 2-0 ad Alkmaar, a casa dell’Az. Il ritorno di Pellè da ex non è stato positivo: l’attaccante ex Parma infatti, non ha segnato alcun goal lasciando (suo malgrado, sia ben chiaro) l’onere e l’onore di trascinare il Feyenoord alla vittoria a Trinidade de Vilhena e Ruben Schaken. Sorprende ancora il Nec Nijmegen che si aggiudica lo scontro diretto di metà classifica con l’Utrecht. Prima del via il Nec aveva 19 punti, tre in meno dell’Utrecht stesso. L’incontro si è risolto in favore dei padroni di casa già nel primo tempo con le marcature della premiata coppia Rick ten Voorde & Melvin Platje particolarmente avvezza al goal in questi ultimi tempi. Sonora batosta a domicilio rifilata dall’Ado Den Haag al malcapitato Nac Breda. Il Nac, che ha anche concluso il match in inferiorità numerica (esplusione di De Roover all’82’), ha lasciato che i cigni gialloverdi penetrassero per la prima volta le sue difese soltanto al 59’ (Beugelsdijk). Nell’ultima mezz’ora però, lo stesso Nac ha mollato definitivamente lasciandosi colpire ancora due volte: al 74’ da Chery ed all’83’, dal dischetto, subendo il 3-0 di Poepon.

NEGLI SCONTRI DI BASSA CLASSIFICA SOLO PAREGGI. Non riteniamo sia un caso il fatto che i tre incontri meno significativi (per motivi e logiche di classifica) del week-end siano terminati con il segno X. Non una coincidenza, questo è quasi certo visto che quando la posta in gioco è alta, quando si ha tutto da perdere e poco da guadagnare, inconsciamente si tenda a “patteggiare”, non tanto a risparmiarsi ma piuttosto stando attenti a far in modo che l’avversario non prevalga anziché a prevalere. Sia Waalwijk-Groningen (Kwakman al 43’ per il Groningen, Van Peppen per il Waalwijk al 79’) che VVV-Venlo-Heerenveen (Linssen del Venlo al 56’, Finnbogason dell’Heerenveen al 61’) sono terminate con il punteggio di 1-1; a Tillburg invece, dove si giocava Willem II-Heracles Almelo, si è segnato di più. Il 2-2 tra l’ultima della classe, il Willem, e la nona in classifica, l’Heracles rivelazione, è stato propiziato dalle segnature di Vossebelt e Peters del Willem che nel finale hanno risposto al doppio vantaggio firmato Armenteros precedentemente raggiungo dall’Heracles.

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