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Liga: Barça troppo forte, i giochi sono chiusi

di Enrico De DONATO

Il Barcellona travolge un inconsistente Atletico Madrid, portandosi a +9 sulla seconda classificata. Il Real stecca con l’Espanyol penultimo in classifica e un campionato già delineato prima della sua conclusione sembra ormai scritto a 22 giornate dalla sua conclusione.

Barcelona v Atletico Madrid

Messi ne fa 90, il Barcà 46 – Gli ultimi barlumi di speranza per una Primera Division interessante si sono spenti del tutto. Nulla hanno potuto i colchoneros al Nou Camp, umiliati e calpestati da una macchina da guerra troppo imponente per essere reale. Se il povero Falcao ha provato a insidiare dubbi negli alieni, portando in vantaggio l’Atletico e alimentando i sogni di Simeone e di quella Madrid che non festeggia ormai da troppo tempo un titolo di Spagna, Correia, Busquets e Messi hanno rappresentato un brusco risveglio. 4-1 e tutti a casa, Messi supera sé stesso e tocca quota novanta per il proprio record, seppur non riconosciuto dalla FIFA, provando ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, di essere il più grande attaccante di ogni tempo. La doppietta siglata dall’argentino in questa vittoria determinante è un consuntivo di tutta la sua classe: prima un preciso sinistro dal limite insaccatosi a fil di palo, e in seguito l’ennesimo slalom fra avversari seminati come birilli e un gol da cineteca, l’ennesimo nella carriera di questo fuoriclasse. Questi blaugrana dominano in Spagna e terrorizzano l’Europa, oggi più che mai.

Il Real pareggia, Mourinho senza classe – Non era un mistero che questa non fosse la stagione dei blancos, ma è probabile che qualche scommettitore accanito abbia perso l’automobile, se non l’appartamento a causa del pareggio con l’Espanyol, odiati cugini del Barcellona e penultimi in classifica. A onor del vero le merengues hanno dominato in lungo e in largo sugli avversari, senza però dimostrare quel cinismo tipico delle squadre di Mourinho e che tanto aveva pagato l’anno passato: i gol divorati da Cristiano Ronaldo, Modric e Ozil sono l’ennesimo campanello di allarme per una squadra che stenta ormai da troppe giornate a decollare, inciampando su sé stessa sia in Spagna che in Europa e se la fase difensiva si distingueva per abnegazione e sinergia di tutti i reparti, quest’anno appare scialba e claudicante. Questo Real non spaventa più nessuno e forse non dovrà essere la Juventus a temere il sorteggio di giovedì. Nel frattempo Mourinho, da sempre noto per eleganza e sportività, ha sputato veleno sulle condizioni fisiche eccezionali di Messi, tanto in forma da riprendersi in tempi da record da un infortunio che sembrava invece gravissimo. Un’ennesima insinuazione sulla miracolosa corsa dei piccoletti catalani?

Levante e Malaga nel frattempo continuano imperterrite a costruire i propri progetti di champions, superando rispettivamente Real Saragozza e Siviglia, mentre Adùriz ha ormai raccolto l’eredità di Llorente, dimostrando inoltre una maggiore continuità sotto rete, al che verrebbe da chiedersi se quest’ultimo meriti davvero una così alta considerazione da parte degli addetti ai lavori e dagli operatori di mercato.

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