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Liga: Barcellona da record, il Real vince il Derby, crollo Valencia

di Enrico DE DONATO

Con 14 vittorie e un pareggio, i catalani sono protagonisti del miglior avvio di stagione della storia della Liga, superando il Real Madrid di Muñoz della stagione 61-62. Il Bernabeu si è dimostrato fatale per Simeone e i suoi ragazzi, ora a 6 punti da un Barcellona inarrestabile, dilagante sui baschi dell’Athletic. A oggi non ci sono più contendenti credibili per il primato dei catalani, dopo quattordici giornate di campionato, la Primera Division sembra già storia chiusa.

Lionel Messi

Quello stadio che uccide i sogni – Che l’Atletico Bilbao, nonostante i gol di Falcao e l’immensa striscia di risultati utili raccolta, fosse la cenerentola delle tre big destinate a contendersi il titolo non deve essere certo una novità di serata. La sconfitta con il Real Madrid al Bernabeu poteva essere prevedibile e accettabile, ma di certo ridimensiona notevolmente le ambizioni dei biancorossi, i quali non sono solo a questo punto fermi a -6 dalla vetta, ma non sono riusciti a dare prova di poter superare le due contendenti, almeno finora. Quella del derby doveva essere la prova decisiva di maturità: il passaggio di consegne fra le due sponde di Madrid, nell’ottica di impedire il ritorno dell’egemonia blaugrana in terra iberica, dominio interrotto negli ultimi anni solo da José Mourinho stesso l’anno passato. Se il Real ha disperso troppi punti contro avversarie modeste o di caratura tecnica inferiore alla propria, sono diverse giornate che il gioco dell’Atletico e soprattutto il proprio terminale offensivo, Radamel Falcao, non riescono a offrire più quella continuità dimostrata nei turni precedenti. Il colombiano da più turni non trova il gol su azione, mentre Cristiano Ronaldo ha ribadito il proprio portentoso talento, non solo con una favolosa punizione al quindicesimo minuto di gioco, ma addirittura colpendo ben due legni. Saremmo disonesti se considerassimo la partita in questione come una sfida combattuta e il 2-0 finale, firmato da un Ozil più lucido e concentrato rispetto alle settimane passate, sta fin troppo stretto a un Real Madrid dilagante. Se non ci fossero infatti quegli undici punti a disarmare qualsiasi speranza di lotta per il vertice, sarebbero i blancos i naturali avversari dei blaugrana. Simeone dovrà lavorare sulla psicologia dei propri ragazzi, ricaricarli e convincerli a riprendere il passo, perché se è indubbio che in breve tempo l’Atletico è inciampato due volte, c’è ancora lo scontro diretto con il Barcellona, un’occasione di riaprire i giochi e chissà che non sia la volta buona.

Cose da che voi umani – E chissà che il morente Roy Batty di Blade Runner, in quello storico monologo cinematografico, non si riferisse proprio al gioco del Barcellona o a Messi, la sua stella più fulgida. Con la doppietta siglata ai poveri baschi allenati da Bielsa, l’argentino ha collezionato 84 reti in un anno solare, numeri d’altri tempi per un giocatore che di umano ha ben poco. Se Fabregas ormai è sempre più inserito nel gioco della sua squadra del cuore, essendosi consacrato definitivamente anche nei catalani, la mancanza di solidità nella struttura del Bilbao è ormai endemica, apparentemente incurabile se non con innesti che difficilmente la società proporrà, ma di certo non potevano sperare di costruire la propria salvezza nella tana dei mostri.

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