Premier: United resta a +15, tra le grandi cade solo il Chelsea

Di Leonardo FRANCESCHINI

La trentunesima giornata di Premier, giocata nello spazio del weekend pasquale, è filata per le grandi liscia come l’olio: City e United hanno vinto, dominando le rispettive avversarie (nonostante i punteggi parlino di un 4-0 per i Citizens e di un risicato 0-1 in favore dello United); le londinesi Tottenham ed Arsenal, per non essere da meno, hanno marzialmente seguito il trend, conquistando tre punti ciascuna; perfino a Liverpool, per una volta, possono sorridere entrambe le compagini cittadine, con l’Everton vittorioso per 1-0 sullo Stoke, ed il Liverpool corsaro al “Villa Park” con il punteggio di 2-1. Il quasi, l’unico risultato a sorpresa, solo neo del perfetto ruolino ottenuto dalle prime otto in graduatoria nel 31° turno, è rappresentato dal Chelsea, uscito clamorosamente sconfitto dalla trasferta al “St Mary’s Stadium” di Southampton. Domani sera, nel Monday Night, Fulham e Qpr completeranno a “Craven Cottage” il programma della giornata di Premier.

Chelsea ko

UNITED IN CONTROLLO; RUGGITO CITY. CHELSEA GIU’ DAL PODIO. Prima che l’edizione 2012/2013 della Premier League possa dichiararsi ufficialmente chiusa rimangono sette giornate. Il Manchester United, vincendo per 1-0 sul campo del Sunderland con il beneficio dell’autorete di Bramble (sfortunato nel deviare in maniera decisiva una conclusione di Van Persie), ha mantenuto inalterato il distacco sulla seconda: ancora 15 punti. La matematica, al contrario del calcio, è una scienza esatta; e dunque ci permette di fare un calcolo del genere: se è vero, com’è certamente vero, che per guadagnare quindici punti si devono vincere cinque partite, è anche vero che se lo United vincerà le prossime due sfide, avvalendosi anche del fatto che tra una settimana ci sarà l’attesissimo scontro diretto tra le due corazzate di Manchester, sarà automaticamente campione (a sei giornate dalla fine). Il resto, in tal caso, conterà poco: il City potrà anche vincerle tutte da qui a Maggio, ma se uscirà sconfitto dalla battaglia dell’Old Trafford e vedrà gli odiati rivali vincere sul campo dello Stoke la giornata successiva, il discorso sarà matematicamente chiuso. Lo scenario, apparentemente (e non solo), sembra piuttosto definito. I Citizens del Mancio hanno un’unica possibilità: vincere Sabato per rimanere in vita. Intanto, nell’attesa che sta precedendo la gara per il titolo che si disputerà tra meno di una settimana, la banda Mancini, ha vinto per 4-0 (Tevez 41’, Silva 45+2’, Kompany 56’, Perch [AG] 69’), “spezzando le reni” al Newcastle: niente più di un buon allenamento in vista dei Red Devils. Chi invece se la passa davvero male, è il Chelsea di Rafa Benitez. Quella arrivata con il Southampton, è la terza sconfitta consecutiva lontano dallo “Stamford Bridge”: un 2-1 (Rodriguez 23’, Terry 33’, Lambert 35’) che pesa tantissimo nell’economia dei Blues e che ne complica seriamente il cammino verso un’accesso diretto alla Champions League. Lo scivolone di ieri pomeriggio, sommato al contemporaneo successo del Tottenham in terra gallese, ha decretato il sorpasso degli Spurs sullo stesso Chelsea. Oltretutto, a guardar bene, la squadra di Benitez deve tener d’occhi anche la quinta: l’Arsenal con due soli punti di distacco. La situazione è delle peggiori, ma agguantare una qualificazione in Champions è un’imperativo dettato da Abramovich al quale non si può rispondere se non con un forte e chiaro “obbiettivo raggiunto”. A questo punto, acquisisce un’importanza aurea la partita che il Chelsea dovrà recuperare giocando contro il Fulham.

BALE METTE LE ALI AL TOTTENHAM. L’ARSENAL DA INIZIO ALLO SPRINT-EUROPA, MA C’E’ ANCHE L’EVERTON. Nell’insidiosa trasferta gallese a casa dello Swansea, chi, meglio di lui, Gareth Bale, nato e cresciuto in quelle terre, poteva guidare sulla retta via gli Spurs ? Il vizio del goal ormai gli appartiene, diamolo per assodato: i 17 centri stagionali garantiscono per lui; ma la prestazione, stavolta, è stata al di sopra delle righe, in una parola: maiuscola. Prima della rete timbrata dal figlio di Galles (21’), già al 7’ Jan Vertonghen aveva messo le cose ben in chiaro. La controffensiva dello Swansea, che ha avuto luogo nella ripresa, ha portato come unico frutto la rete numero sedici di Michu, buona soltanto per avvicinare l’avversario di giornata nella classifica dei marcatori. Va forte anche l’Arsenal, che forse, finalmente, pare essersi risvegliato da un periodo di inoltrato torpore calcistico. Il poker rifilato al Reading (Gervinho 11’, Cazorla 48’, Giroud 67’, Arteta 77’, Kanu 68’) è un chiaro segnale alle dirette rivali, in particolare a Chelsea e Tottenham, intente a lottare per guadagnarsi un posto nell’Europa che conta. La Champions è al momento lontana due lunghezze: un niente. Segue senza mollare un colpo l’Everton, la squadra che più d’ogni altra si sta spingendo al limite del proprio potenziale (e oltre, in talune situazioni). La vittoria di misura  sullo Stoke City, 1-0 con rete di Mirallas, somiglia tanto ad uno di quei successi che sanno ottenere solo le squadre mature, equilibrate ed in lotta per le posizioni nobili. Credete forse che l’Everton non sia una di queste ? Così, a carte ferme, anch’io mi accoderei alla lista degli scettici, ma vi basterà dare uno sguardo alla classifica per ricredervi.

GERRARD COMPLETA LA RIMONTA DEI REDS, SUCCESSI IMPORTANTI PER WEST HAM E WIGAN. Al “Villa Park”, per il Liverpool, s’era messa male: all’intervallo il tabellone segnava 1-0 Aston Villa, Benteke 31’, e forse, qualcuno, era pronto a versar lacrime per la seconda sconfitta consecutiva, equivalente a dire: addio accesso diretto all’Europa League (quindi addio soldi, addio preparazione, benvenuti comodissimi preliminari a Luglio e tutto ciò che segue). Tra coloro che già s’erano abbandonati a pensieri disfattisti, certamente non possiamo far figurare Brendan Rodgers o gli stessi giocatori del Liverpool, rientrati in campo con il coltello tra i denti, capaci di rimettersi in carreggiata dopo due soli minuti della ripresa grazie all’1-1 di Henderson. Il capitano poi, al 60’, ha completato la rimonta trasformando dal dischetto. Davanti al Liverpool, anche se con una partita in più, c’era il West Bromwich Albion, sconfitto per 3-1 dal West Ham e rimasto dunque fermo a 44 punti (-1 dal Liverpool). Il fondamentale successo degli Hummers porta le firme d’autore di Carroll, autore di una doppietta, e O’Neil. Di Dorrans l’unica rete del West Brom’. Continua a lottare per non retrocedere, ottenendo contro il Norwich l’ottava vittoria il campionato, il Wigan Athletic di Arouna Koné. E proprio il centravanti ivoriano, con un passato con le maglie di Psv e Levante, tra le altre, è risultato ancora una volta decisivo, segnando all’81’ il pesantissimo goal da tre punti.

 

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