Biscottone a Valencia: la vittoria al veleno di Lorenzo

Dopo le dichiarazioni di Rossi di un presunto accordo Lorenzo-Marquez e in seguito alla penalizzazione di Valentino per la caduta “provocata” al giovane pilota spagnolo, il MotoGp a Valencia si è corso. Lorenzo ha vinto, ma la vittoria è davvero meritata?

C’eravamo lasciati, la settimana scorsa, con un Valentino Rossi amareggiato, deluso, arrabbiato. Il Tas in settimana aveva respinto la sua richiesta di rivedere la penalità impostagli, ovvero la partenza all’ultimo posto nell’ultima tappa del MotoGp, Valencia. Un’istanza rifiutata e, con quel rifiuto, Valentino era convinto di aver visto scappare l’ultima chance di vincere il mondiale. E così è stato. È la pista a dichiarare il vincitore, sono i punti, sono i tempi, è la bandiera che si alza alla fine per chi arriva primo e che ha, inevitabilmente, in tasca la vittoria. Ad aver tagliato il traguardo è stato Jorge Lorenzo, dopo aver fatto una stagione con numeri mostruosi e che ha dato, ad onor del vero, il massimo per vincere il mondiale.

In Italia, però, si tremava. Si sospirava. Si stava seduti al divano sostenendo un uomo di 36 anni che a Valencia si presenta comunque, che ci crede, che ci prova. E l’Italia intera ha sperato con lui. Valentino dall’alto della sua caparbietà è partito ultimo ed ha fatto ben 20 sorpassi in gara, risalendo fino al quarto posto. Che ci sia stato qualcuno che, magari, ha un po’ facilitato la sua impresa (vedi Petrucci) questo ormai è irrilevante. L’hashtag #iostoconvale è stato in trend prima, durante e dopo la gara, e non ha fatto altro che sostenere un campione. L’affetto per il pilota di Tavullia ha portato, cosa da aspettarsi, la condanna del giovane Marc Marquez. Gli sono stati augurate scivolate improbabili, mal di pancia indesiderati, malocchi che solo italiani degni della tradizione del nostro paese sono in grado di lanciare. Ma Marc Marquez, fortunatamente, non è caduto e, secondo molti, è rimasto a fare il “cane da guardia” di Lorenzo. Sembra aver volontariamente evitato di sorpassarlo. Sembra aver impedito al compagno di squadra, Pedrosa, di tentare di prendersi il secondo e, in un universo ormai parallelo, il primo posto. Sembra aver voluto che vincesse Lorenzo. Sembra aver dirottato questo mondiale verso il campione che riteneva più giusto. Che poi, sia il più meritevole, questo non c’è dato saperlo, possiamo solo affidarci ai numeri. Sì perché tutti c’aspettavamo di vederci il testa a testa finale e forse anche Jorge Lorenzo sa che, questa vittoria, non è così dolce come dovrebbe essere. Dopo aver vinto il mondiale, dopo aver finito la corsa, ci si aspetta l’allegria e l’entusiasmo dei fan.

A Valencia, invece, solo fischi e grida a favore di Valentino, accolto invece come se, a vincere il mondiale, sia stato davvero lui. Lo stesso Iannone, dopo aver sentito le parole di Lorenzo “i miei colleghi spagnoli hanno aiutato uno spagnolo,” si è detto inorridito. Il fatto che questo sport, adesso, si sia macchiato di un’infamia che, a detta del pilota italiano, spera non sia reale, rende il tutto davvero inverosimile. Marquez, dal canto suo, c’ha perso di credibilità. Non potremo mai dire con certezza se Marc Marquez ha davvero messo in atto un complotto. Non potremo mai dire con certezza se Lorenzo sapeva. Non potremo mai dire con certezza che, se Valentino avesse corso, avrebbe il mondiale in tasca. Possiamo solo dire che quando fai uno sport del genere, l’affetto dei fan conta molto. Valentino avrà perso il mondiale, ma l’amore dei fan, anche quelli più illustri come Vasco e Jovanotti, è rimasto immutato. Invece Lorenzo, forse, avrà vinto un mondiale ma ha perso l’affetto. E quello non torna, perché l’anno prossimo i tifosi non avranno dimenticato. Marc Marquez adesso è colui che preferisce far vincere Lorenzo, piuttosto che favorire il compagno di squadra e la Honda. Lorenzo è un “campione di cartone” con uno “stemma di latta”, per dirla come Vasco Rossi. Forse, a vincere di più da questa situazione è stato proprio Valentino, ancora amareggiato da quella che credeva essere l’ultima chance, supportata da una stagione favorevole. Come ha detto papà Graziano Rossi, un titolo mondiale te lo porti dentro, ma in questo modo ha davvero lo stesso valore? Ci sarà tempo, forse, per la rivincita. Certo è che un anno non fa differenza e, per Valentino Rossi, il prossimo potrebbe essere quello del coronamento del decimo mondiale. Poi, se davvero fosse vero, se davvero i due spagnoli sono colpevoli, se davvero questa è stata una pagina spiacevole di questo sport che tanti appassiona, c’ha guadagnato qualcosa che nel petto di un uomo vale più di qualsiasi medaglia, qualsiasi premio: la dignità di averci provato, di aver fallito forse. Ma di averlo fatto con il cuore. Sempre.

Clara Caiola

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