Copa America 2024: Suarez trascina l’Uruguay, Canada ko

L'Uruguay conquista la medaglia di bronzo nella Coppa America 2024. Dopo il 2-2 dei tempi regolamentari, la celeste batte il Canada ai calci di rigore

Per molti era una partita ed a senso unico, soprattutto visto il cammino svolto dall’Uruguay in Coppa America, ma sul campo è stata ben altra storia, perché il giovane Canada, sfoggia una prestazione maiuscola in linea con quanto fatto vedere durante il torneo, costringendo La Celeste alla lotteria dei calci di rigore. Se la velocità in contropiede era stata il loro punto di forza alla Copa America, il Canada ha mostrato un lato diverso nel primo tempo, osando giocare palla a terra, dominando il gioco e triangolando davanti all’area di rigore. La squadra esordiente del tecnico statunitense Jesse Marsch gioca osando contro una delle squadre più vincenti di tutti i tempi del torneo, con 15 titoli che la pongono in cima alla lista insieme all’Argentina. Il tecnico ha sorpreso con la sua formazione, schierando giocatori che avevano ricevuto poco spazio, come l’attaccante Tani Oluwaseyio, o che non avevano ancora debuttato come il portiere Dayne St. Clair o il difensore centrale Luc de Fougerolles. Clima surreale quello che fa da contorno alla sfida del Bank of America Stadium di Charlotte proprio mentre si rincorrono le prime notizie sull’attentato al candidato repubblicano alle prossime presidenziali, Donald Trump. La scarsa affluenza sugli spalti e la tiepida accoglienza dei tifosi, in gran parte canadesi, non rendono giustizia al vivace avvio di partita, merito soprattutto di un Canada arrembante e per nulla intimorito dal rivale.

La partita però comincia bene per La Celeste, tanto che all’8′ passa in vantaggio con Rodrigo Bentancur, bravo nello sfruttare un corner di Federico Valverde, Cáceres stacca di testa ed il pallone finisce sui piedi del centrocampista del Tottenham, che girandosi firma la rete del momentaneo 1-0. Il Canada non ci sta e reagisce tanto che al 22′ trova il pari con Konè, il giocatore dell’Olympique Marsiglia in acrobazia e spalle alla porta, firma la rete del momentaneo 1-1. Il forcing canadese non si arresta diventando lotta ad armi pari e senza esclusione di colpi. Il copione non cambia nella ripresa dove il Canada fa la voce grossa, fino ad arrivare al 58% di possesso palla, senza contare le innumerevoli occasioni da rete sfumate. Bielsa decide così di giocarsi la carta Suarez, mentre Marsch attende metà ripresa per gettare nella mischia anche Davies e David. Il botta e risposta a viso aperto premia i canadesi che all’8′ si portano in vantaggio proprio con il neo entrato David, il quale trova una deviazione vincente su un potente tiro di Kone ribattuto da Rochet, giusto una manciata di minuti prima che il sinistro di Valverde si stampi sulla traversa facendo imprecare il Loco a bordo campo.

Ma è proprio quando il Canada accarezza l’impresa che compare il Pistolero per rubare la scena in quella che, a sensazione, potrebbe essere l’ultima esibizione in maglia celeste: spreco grossolano al 91’ a tu per tu con St.Claire, poi sinistro vincente su assist di Gimenez a due minuti dal fischio finale. L’emozione e gli occhi gonfi di lacrime non impediscono al Pistolero di fare il suo anche dagli undici metri, realizzando il quarto rigore che vale il successo. Prima di lui segnano Valverde, Bentancur e De Arrascaeta, mentre il Canada paga gli errori di Kone (tiro parato) e Davies, cucchiaio sulla traversa). La festa si tinge così di celeste, con Bielsa che regala il primo abbraccio post vittoria a Suarez.

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Davide Piteo
Davide Piteo

Nato a Foggia un caldo 9 Luglio del 1981, sono cresciuto con la passione per il calcio e ciclismo, amando la Nazionale degli anni 90 particolarmente quella del Mondiale 90 ossia dell Notti Magiche, mondiale che per tanti si aprii con il Giro d'Italia dello stesso anno vinto da Gianni Bugno. Nel corso degli anni la voglia di raccontare mi ha spinto al giornalismo cominciando con il Giornalino della Parrocchia di San Michele e proseguito con tante esperienze locali e Nazionali,fino ad arrivare al mio approdo in Football Magazine nel 2012. Da quel momento in poi sono rimasto legato solo e soltanto a FM dove mi occupo di Ligue 1, ma nel corso degli anni ho seguito anche la MLS, Gold Cup, Europei e Mondiali. Obiettivi? continuare la mia crescita con FM dove occuparmi anche di altri campionati.