Ranieri, il grande condottiero abbraccia la sua gente

PORTO, PORTUGAL - FEBRUARY 13: Claudio Ranieri, Head Coach of AS Roma, gives the team instructions during the UEFA Europa League 2024/25 League Knockout Play-off First Leg match between FC Porto and AS Roma at Estadio do Dragao on February 13, 2025 in Porto, Portugal. (Photo by Diogo Cardoso - UEFA/UEFA via Getty Images)

Cominciamo dall’epilogo di questa storia, che altro non è che l’inizio di un nuovo capitolo d’amore. Mister Claudio Ranieri si è preso l’abbraccio della sua gente dopo aver vissuto la sua terza legita con l’acronimo ASR nel cuore. La pioggia che accarezza le gote partendo dall’iride, quella voce tremante d’emozione nel salutare chi lo ha sostenuto. Il “Sir” che ha preso per mano un popolo, il suo, nel momento del bisogno. Ad un passo dal baratro, in una stagione che ha visto tanti sali e scendi ed un fattore emozionale riportato in auge per un solo significato: il Romanismo sfrenato. L’avventura da tecnico tra le mura amiche termina con una vittoria roboante – 3 a 1 al Milan di Sergio Conceicao – e la consapevolezza di poter lottare fino alla fine per il sogno europeo. Nel 1972 Ranieri fece l’esordio con la maglia giallorossa e proprio quell’anno uscì “L’Ultimo tango a Parigi”, questa volta c’è stato l’ultimo saltarello romano allo Stadio Olimpico.

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Nome e cognome in curva con acronimo e colori della compagine che tanto ama. La nuova vita da dirigente sarà accompagnata da una fiducia incondizionata. La prima volta ha sfiorato uno scudetto che avrebbe profumato di storia l’intera città, solo la Sampdoria fermò il miracolo sportivo. Il secondo atto è stato in un momento drammatico con l’immagine iconica del mister sotto la pioggia, in piedi a guidare la sua squadra e fuori Trigoria a relazionarsi con i tifosi furiosi per l’andamento societario. Il terzo capitolo è amore pure: una pensione annunciata che fa a cazzotti con la voglia di non lasciare in difficoltà ciò che si ama. Dallo spettro retrocessione alla scalata epica, quasi a pareggiare l’avventura a Leicester. Di pagine importanti ne ha scritte tante, il ringraziamento della sua gente è stato doveroso. Lorenzo Pellegrini che gli ha consegnato la Lupa Capitolina e quel microfono concesso per professare ancora una volta le sue parole. Uomo d’altri tempi che non ha fatto altro che lasciare il passo all’emozione. Il passaggio d’onore, le bandiere che hanno sventolato ininterrottamente e quella richiesta d’aiuto accolta come fosse richiesta da un padre. Mister Sir Claudio Ranieri chiuderà il cerchio allo Stadio Olimpico di Torino dopo una carriera di successi.

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Maestro di comunicazione, con l’età è riuscito a migliorarsi anche nel rapporto con la stampa. Pragmatico, razionale e passionale. La passione è proprio ciò che lo ha spinto nell’accettare questa avventura alla Roma. L’omaggio della Curva Sud, la lettera d’amore più bella che potesse mai ricevere. “Più di sessant’anni fa stavo in mezzo a voi. Vi avevo chiesto aiuto per fare qualcosa di buono insieme, ora manca l’ultimo passo. Sono orgoglioso di questi ragazzi perchè mi hanno seguito fin dal primo giorno. Avevamo bisogno del vostro supporto e voi l’avete capito. Vi ringrazio” ed il suo popolo lo ha capito: “Un grande condottiero… un Romanista vero”.

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Bruno Bertucci

Amante di tre sport in particolare: calcio, pallone e football. Difensore ad oltranza dei tifosi, quelli caldi. La scrittura unita alla passione non può che far nascere gemme preziose.