Grandi Storie: Il Recreativo Huelva

di Pierluigi DE ASCENTIIS

Nella terza puntata della nostra rubrica “Le Grandi Storie”, non potevamo non raccontarvi la storia straordinaria del Real Club Recreativo de Huelva; quella spagnola, infatti, è la terza squadra componente del “Club dei Pionieri”, insieme allo Sheffield Wednesday e al Genoa Football & Cricket, nonché la squadra più antica di Spagna.

Siamo nel 1878, quando sulle sponde del Rio Huelva, conosciuto anche come Rio Tinto, a causa del suo colore rossastro, Raul Cantella fonda il Club Inglés de Rio Tinto, una polisportiva cittadina dedita alla pratica del cricket e del gioco del calcio. Qualche anno più tardi, nella capitale onubense giungono dalla Scozia due medici, il Dottor Alexander Mackay e il Dottor Charles Adams; sotto la loro spinta vigorosa, specialmente del primo, grande appassionato di sport e di football in particolare, il club di Cantella si evolve, diventa una “sociedad de juego de pelota” e sceglie la sua denominazione: è il 1889, nasce ufficialmente l’Huelva Recreation Club, il Recreativo de Huelva. Uno degli scopi della neonata società è quello di fornire ai minatori del Rio Tinto un passatempo, che nel corso degli anni, però, diviene cosa, assai seria. Il Club, già alla fine del XIX secolo è impegnato costantemente in accesi match di cricket e di calcio: uno degli avversari principali è il Siviglia Football Club, l’antenato dell’attuale club andaluso. Come tutte le società calcistiche, anche il Recreativo ha bisogno di un campo in cui disputare le sue partite: è il 1892, il 20 agosto per la precisione e l’Estadio del Velodromo è pronto per essere inaugurato.

Nel frattempo in Spagna il calcio prende sempre più piede e il club, nel 1902 partecipa al Primo Campionato Nazionale che si disputa nel Campo del Hipódromo di Madrid.
I risultati ottenuti non sono tuttavia dei più esaltanti: per poter festeggiare la prima promozione nella Segunda División bisogna infatti, aspettare fino al 1940; la stagione seguente è tutt’altro che positiva e il club retrocede in Segunda B, dove resta fino al 1957. Gli anni a seguire sono una vera e propria altalena in cui per ben tre volte il Club retrocede e viene promosso, fin quando nella stagione 1977/78 arriva il momento tanto atteso: il Real Saragozza vince il campionato, alle sue spalle si piazzano a pari punti il Celta Vigo e il Recre del Presidente José Martinez Oliva, che finalmente conquista l’agognata promozione in Primera División. È una squadra eccezionale quella: Victor Espàrrago, Isabelo Ramirez, Enrique Lora, Poli Rincón formano un’orchestra perfetta, che inspiegabilmente però, l’anno dopo si perde e finisce ultima in classifica e retrocessa.

Il Recreativo resta in Segunda fino al 1990, quando proprio nella stagione del centenario retrocede in Segunda B. Dopo il salto in cadetteria nel 1998, nel 2002 arriva il grande ritorno in Primera División; la stagione che segue è figlia di emozioni contrastanti, in campionato la squadra gioca male e non riesce a salvarsi, ma in Coppa del Re è tutta un’altra musica: prima il Betis, poi l’Atletico Madrid, infine, l’Osasuna, devono tutte inchinarsi al Recre che raggiunge la finalissima. È il 28 giugno, l’avversario è il Maiorca di Pandiani ed Eto’o: la partita è senza storia e finisce 3-0 per i “rojinegros” delle Baleari, che si prendono la Coppa.
Nel 2006, El Decano (uno dei soprannomi del club) torna nella massima serie e la stagione successiva è molto positiva: la squadra finisce ottava in classifica e si concede addirittura il lusso di espugnare il Santiago Bernabeu di Madrid: quella partita termina 0 a 3, segnano Sinama, Uche e Viqueira, il Real è umiliato.
Oggi dopo la retrocessione del 2009 i bianco-blu giocano ancora in Segunda División; l’attuale stadio è il Nuevo Colombino, un caratteristico impianto da ventimila posti, che sorge proprio alla foce del fiume, quello stesso fiume che oltre 125 anni fa ha battezzato la nascita di uno dei club calcistici più caratteristici del mondo.

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