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I Campioni di Domani: 11° puntata

Di Leonardo FRANCESCHINI

A tre mesi di distanza dall’ultima puntata, torna “I Campioni di Domani”, la rubrica di FM interamente dedicata allo scouting, alla ricerca di giovani talenti che saranno i prossimi dominatori del calcio mondiale. Torniamo col botto, stringendo l’obbiettivo su un classe ’95 che per maturità calcistica, doti tecniche e carisma somiglia tanto ad un veterano. Anche il fisico è da “grande”: infatti non sempre, a 18 anni appena compiuti, un atleta, per di più un calciatore, è alto un metro e novanta. Il suo ruolo non è ancora ben definito, come, a mio modesto avviso, è giusto che sia vista la giovanissima età del ragazzo; l’unica certezza è che il centrocampo sia il suo regno: mediano, centrale o centrocampista offensivo non ha importanza. Si muove nelle zone nevralgiche del gioco, smista per i compagni, avanza a testa alta, dribbla, vince contrasti e calcia con immane potenza. Nato a Bochum e cresciuto nella squadra della sua città, vestì per la prima volta i colori bianco-azzurri del Vfl Bochum a quattro anni dalla nascita, quando iniziò a dare i primi calci al pallone. Il suo nome è Leon Goretzka, porta il 18 sulle spalle, ed è la gemma più splendente di Bochum. L’attaccamento di Leon nei confronti del suo club, uno dei più antichi della Germania, è viscerale, quasi eccessivo, da romanzo. Una storia tutta da raccontare. Eccola. 

LEON GORETZKA                                             06/02/1995 Bochum (Germania)

CLUB: Vfl Bochum

NAZIONALE: Germania under 19

RUOLO: mediano/ centrocampista centrale / centrocampista offensivo

VALUTAZIONE SUL MERCATO: 7.500.000 €

CARATTERISTICHE FISICHE: Un corpo statuario rubato al reparto arretrato, un fisico da difensore centrale mancato, fatto di 190cm d’altezza e 76kg di muscoli. La potenza, come sarà chiaro dai dati relativi al peso, non è il suo forte, ma i “pochi” kg che porta con sé sul rettangolo di gioco gli garantiscono esplosività e corsa, insieme ad una buona progressione palla al piede.

CARATTERISTICHE TECNICHE: Le suddette rare e peculiari doti fisiche gli permettono di svariare nei più disparati ruoli del centrocampo; perché se è vero che il suo collocamento fisiologico nello scacchiere di una squadra sarebbe quello a ridosso delle punte, per classe e visione di gioco, è anche vero che può tranquillamente e con profitto essere arretrato di qualche metro ed agire come scudo davanti alla difesa, recuperando un’infinità di palle alte (e non solo), oltre a poter far ripartire l’azione da dietro con velocità di pensiero e qualità. Inoltre, si dice di lui, e posso confermare ampiamente avendo visto video e spezzoni di gara, che abbia un gran controllo di palla, verità indiscutibile, che visione di gioco e filtranti decisivi siano nelle sue corde ed infine che faccia parte del suo DNA calcistico una potenza di calcio fantascientifica, con entrambi i piedi, ça va sans dire: Goretzka non si fa mancare davvero niente. Evidentemente dimenticavo qualcosa, ovvero lo strapotere nel gioco aereo che Leon dimostra in ogni gara, sia nella propria area che in quella avversaria. Nella stagione in corso il nostro ragazzo ha messo insieme 21 presenze in Bundesliga 2, suggellate da tre realizzazioni ed altrettante assistenze per i compagni. Questo perfetto mix di caratteristiche tecniche racchiuse in Leon Goretzka, hanno chiaramente attirato su di lui le attenzioni dei più blasonati club d’Europa. Tra i primi a metterli gli occhi addosso, i dirigenti di Bayern ed Arsenal, con i Gunners rappresentati niente di meno che da Steve Rowley, chief scout dei londinesi che in più d’un occasione ha fatto una capatina al “Rewirpowerstadion” di Bochum per visionare, armato di taccuino ed ottime referenze, il precoce talento teutonico. L’unico ostacolo tra i grandi club del vecchio continente e Goretzka potrebbe essere l’amore (di cui dicevamo in apertura) che il giovane Leon nutre nei confronti della maglia che al momento indossa. Va messo in conto però come le prospettive a Bochum siano molto limitate: i bianco-azzurri occupano il 13° in classifica e la Bundes, almeno per quest’anno, rimane e rimarrà un lontano miraggio. La sensazione che per Leon possa passare più d’un treno è forte, ma allo stesso modo è bene chiarire come a squadre del livello di Bayern Monaco, Arsenal, United o Barça (perché sulle sue tracce, tra gli altri, ci sono anche red devils e blaugrana), non si può dire “nicht” per troppo a lungo. Che Leon Goretzka possa cambiare idea ? Noi, in barba agli zelanti supportes del Bochum, ce lo auguriamo. “The show must go on”, dicono gli anglofoni, e Leon è uno di quelli che lo show del calcio europeo può farlo andare avanti. Eccome se può.

SOMIGLIA A: Steven Gerrard

 

Leon Goretzka bacia la maglia, quella del Bochum, in segno d’affetto per la squadra in cui milita da quando aveva quattro anni.

 

 

 

 

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