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Road to Brasil: Messico

La tricolor dopo tanti successi continentali ed una Confederetion Cup vinta nel 99, in Brasile cerca il primo Mondiale
Dopo Brasile, Argentina ed Uruguay, il nostro viaggio verso i mondiali che prenderanno il via il prossimo giugno, continua analizzando un’altra ed importante Nazionale del continente americano ossia il Messico, che nel suo palmares può vantare la conquista di ben sei CONCACAF Gold Cup (1993, 1996, 1998, 2003, 2009 e 2011) ed una la FIFA Confederations Cup (1999).

Dal 1993 il Messico è invitato dalla CONMEBOL a disputare la Copa América, dove non ha avuto la stessa fortuna della Gold Cup, infatti i soli risultati di rilievo sono le due finali del 1993 e 2001, in cui ha perso entrambe le volte. l Messico esordì vincendo per 3-2 contro il Guatemala il 1º gennaio 1923. La Federación Mexicana de Fútbol Asociación fu fondata nel 1927 e si affiliò alla FIFA nel 1929. Nel 1930 i messicani parteciparono alla prima edizione della Coppa del Mondo. Qui terminarono all’ultimo posto il girone A con Argentina, Cile e Francia. Nella partita di debutto, persa per 1-4 contro la Francia, Juan Carreño segnò il primo gol dei messicani in una fase finale della Coppa del Mondo. Alla sconfitta iniziale seguirono quelle contro i cileni (0-3) e contro gli argentini (3-6, con doppietta di Manuel Rosas e gol di Roberto Gayón per il Messico). Il Messico non riuscì a qualificarsi per il campionato del mondo 1934 e in vista del campionato del mondo 1938 non partecipò neanche alle eliminatorie, come del resto molte altre nazionali del mondo.

Nel campionato del mondo 1950 il Messico fu sconfitto da Brasile (0-4), Jugoslavia (1-4, gol messicano di Hector Ortiz) e Svizzera (1-2, rete centroamericana di Horacio Cesarín). Nel campionato del mondo 1954 fu ancora il Brasile a battere il Messico all’esordio (0-5), mentre nel secondo e ultimo incontro i messicani furono superati dalla Francia (2-3, reti di José Lamadrid e José Balcázar). Nel campionato del mondo 1958 il Messico raccolse il suo primo punto ai Mondiali pareggiando contro il Galles (1-1, gol di Jaime Belmonte), prima di patire due sconfitte contro Svezia (0-3) e Ungheria (0-4). Nel 1961 la federazione calcistica messicana si affiliò alla CONCACAF, il 10 maggio 1961 il Messico fece registrare la più larga sconfitta nella gara contro l’Inghilterra (0-8). L’anno seguente, in Cile 1962, nonostante le sconfitte contro Brasile (0-2) e Spagna (0-1), il Messico vinse la sua prima partita di Coppa del Mondo, infliggendo un 3-1 alla Cecoslovacchia (marcature di Isidoro Díaz, Alfredo Del Aguila e Hector Hernández). Malgrado il successo nell’ultimo impegno, i centroamericani non riuscirono a superare il turno. Nel campionato del mondo 1966 il Messico fu eliminato nel girone che lo vedeva opposto a Inghilterra, paese ospitante, Uruguay e Francia. Sconfitti per 0-2 all’esordio dagli inglesi, i verdi pareggiarono contro gli uruguaiani (0-0) e i francesi (1-1, gol di Enrique Borja) e si piazzarono terzi nel girone. Dal 31 maggio al 21 giugno 1970 fu il Messico ad ospitare uno dei Mondiali più spettacolari della storia. La Nazionale di casa, nella quale erano riposte grandi aspettative, capitò nel girone contro URSS, Belgio e El Salvador. Dopo il pareggio a reti bianche contro i sovietici giunse un importante successo per 4-0 contro i salvadoregni (gol di Javier Valdivia, Javier Fragoso e Juan Ignacio Basaguren). Nell’ultimo incontro la vittoria di misura contro il Belgio in virtù di una rete diGustavo Peña consentì ai messicani di terminare il girone al primo posto a pari merito con l’URSS, che però risultò prima per aver segnato più gol.

Per il Messico si trattò della prima storica qualificazione ai quarti di finale di un Mondiale. L’avventura dei padroni di casa finì dopo la sconfitta per 1-4 (gol del vantaggio di José Luis González) contro l’Italia, futura finalista del torneo. La tredicesima edizione della Coppa del Mondo, quella del 1986, si sarebbe dovuta svolgere in Colombia, che diede forfait per problemi economici. Nel settembre 1985 un forte terremoto rischiò di mettere a repentaglio lo svolgimento della manifestazione, ma gli stadi non subirono gravi danni e la preparazione proseguì senza intoppi. I padroni di casa vinsero con autorevolezza il girone iniziale battendo Belgio (2-1, gol di Fernando Quirarte e Hugo Sánchez), Iraq (1-0, gol di Fernando Quirarte) e pareggiando contro il Paraguay (1-1, rete di Luis Enrique Flores). Agli ottavi arrivò una vittoria per 2-0 contro la Bulgaria (2-0 grazie a Manuel Negrete e Raúl Servín) e ai quarti la Germania Ovest fu costretta dai messicani allo 0-0, anche se i tedeschi si imposero con il punteggio di 4-1 ai rigori. I messicani eguagliarono, così, il risultato ottenuto sedici anni prima. Il 28 aprile 1987 il Messico consegue la vittoria più larga della sua storia, sconfiggendo le Bahamas per 13-0. La Nazionale fu poi radiata dalle qualificazioni per il campionato del mondo 1990 per aver impiegato, nelle qualificazioni per il Campionato mondiale Under-20 del 1989, dei giocatori di età superiore al limite consentito dalla FIFA.

Inizialmente la sanzione era rivolta alla Nazionale olimpica e non a quella maggiore, ma in seguito si decise di estendere la punizione a tutte le Nazionali messicane per due anni. Fu nei primi anni novanta che il Messico, sotto la guida di César Luis Menotti, ottenne maggiore gloria internazionale. Già nella prima edizione della Gold Cup, nel 1991, i messicani giunsero terzi, prima di conquistare il trofeo nel 1993. Nello stesso anno, in Copa América, alla quale fu invitato dalla CONMEBOL, il Messico si piazzò secondo alle spalle dell’Argentina, vittoriosa per 2-1 in finale. Nel 1996 fu la volta del secondo successo nella Gold Cup, raggiunto grazie alla vittoria nella finale di Los Angeles contro il quotato Brasile (2-0, gol nella ripresa di Luis García Postigo e di Cuauhtémoc Blanco). Nel 1997 il Messico si classificò terzo in Copa Américamentre un anno più tardi conquistò la Gold Cup per la terza volta (la seconda consecutiva), battendo per 1-0 gli USA a Los Angeles (rete di Luis Hernández). Ai Mondiali di Francia 1998 il Messico raggiunse nuovamente gli ottavi di finale. Inserito nel non facile girone con Paesi Bassi, Belgio e Corea del Sud, il Messico vinse brillantemente all’esordio contro gli asiatici per 3-1 e poi ottenne due pareggi contro il Belgio e contro l’Olanda. In entrambi i casi i messicani riuscirono a raggiungere il 2-2 rimontando l’iniziale svantaggio di 0-2. Anche grazie al pareggio della Corea del Sud nel finale della gara contro il Belgio (1-1), il Messico si qualificò insieme con l’Olanda (pari merito a quota 5 punti, ma gli arancioni arrivarono primi per differenza reti) e affrontò la Germania agli ottavi. Questa volta il destino si capovolse, e l’iniziale vantaggio messicano (firmato da Luis Hernandez) venne vanificato dalla rimonta tedesca. La gara si concluse 2-1 in favore degli europei. Nel 1999 i messicani si aggiudicarono la Confederations Cup giocata in casa, sconfiggendo in finale il Brasile per 4-3. L’attaccante Cuauhtémoc Blanco fu eletto miglior giocatore del torneo insieme a Ronaldinho.

Dal 2000 la Nazionale statunitense si è dimostrata una rivale molto dura per il Messico e ha messo a serio rischio il dominio messicano sulla scena continentale, vincendo la Gold Cup nel 2002 ed estromettendo il Messico agli ottavi di finale del Mondiale 2002. Ciononostante da quel momento in poi il Messico si è risollevato calcisticamente, progredendo così tanto da raggiungere la gloria passata sia a livello internazionale che a livello di club e la vittoria contro l’Argentina per 1-0 nella Copa América ed il successivo successo nella Gold Cup del 2003, furono chiari segnali di una svolta nel calcio messicano. olto più che i successi a livello continentale, a dimostrare la grande forza del Messico a livello mondiale fu la partecipazione alla FIFA Confederations Cup 2005, giocata a giugno. Dopo aver sconfitto i Campioni del Mondo del Brasile per 1-0 in una delle partite più emozionanti del torneo, i messicani furono protagonisti di un’altra ottima prestazione in semifinale, dove la squadra di La volpe tenne testa a una superpotenza sudamericana come l’Argentina, che dovette soffrire prima di conquistare la semifinale dopo una combattutissima serie di rigori. Sfumata l’occasione di conquistare la seconda Confederations Cup della sua storia, il Messico concentrò tutte le sue forze sull’obiettivo terzo posto. Nella finale per la terza posizione fu un’altra superpotenza del calcio mondiale, la Germania padrona di casa, a dover sudare prima di sconfiggere i messicani per 4-3 dopo i tempi supplementari. Il quarto posto nella Confederations Cup confermò la forza della squadra. Nella Gold Cup 2005, però, il Messico non si comportò altrettanto bene, venendo eliminato dai padroni di casa della Colombia ai quarti di finale (sconfitta per 2-1 con un gol dei colombiani a pochi minuti dalla fine della partita). Il torneo terminò con la vittoria degli Stati Uniti, che qualche mese più tardi si assicurarono la qualificazione al Mondiale 2006 sconfiggendo il Messico per 2-0. Nel 2009 però la tricolor torna al successo, imponendosi nella Gold Cup, ripetendosi due anni dopo sempre nello stesso torneo. Tutta via l’unico successo mondiale risale alla Confederetion Cup del 99, ma come altre selezioni anche quella messicana non va sottovaluta, perché in possesso di un buon roster con cui in Brasile non solo potrà ben figurare ma fare anche qualcosa di più.

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